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SCRITTI
EDITI ED INEDITI
DI
GIUSEPPE MAZZINI.
VOLUME LXXVIII.
(EPISTOLARIO - VOL. XLVII).
IMOLA,
COOPERATIVA TIPOGRAFICO-EDITRICE
PAOLO GALEATI.
1938.
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EDIZIONE NAZIONALE
DEGLI SCRITTI
DI
GIUSEPPE MAZZINI.
SCRITTI
EDITI KD INKDITI
DI
GIUSEPPE MAZZINI.
VOLUME LXXVIII.
(BPISTOLAKIO - VOL. XLVIl).
IMOLA,
COOPERATIVA TIPOGRAFICO-EDITRICE
PAOLO GALE ATI.
1938.
EPISTOLARIO
GIUSEPPE MAZZINI,
VOLUME XLVII.
IMOLA,
COOPERATIVA TIPOGRAFICO-EDITRICE
PAOLO GALEATI.
1938.
PROPRIETÀ LETTERARIA.
VITTORIO EMANUELE III
PEB GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
RE D' ITALIA.
Ricorrendo il 22 giugno 1905 il 1" centenario della
nascita di Giuseppe Mazzini ;
Considerando che con memorabile esempio di concor-
dia. Governo ed ordini rappresentativi han decretato a
(Jiuseppe Mazzini nu monumento in Roma, come solenne
attestazione di riverenza e gTatitudiue dell" Italia risorta,
verso r apostolo dell' unità ;
Considerando clie non meno durevole né meno dove-
roso omaggi-o alla memoria di lui sia il raccoglierne in
un" edizione nazionale tutti gli scritti :
Sulla proposta del nostro Ministro. Segretario di Stalo
lier l'Istruzione Pubblica;
Abbiamo decretato e decretiamo ;
Art. 1.
Sarà fatta a cura e spese dello Stato una edizione
completa delle opere di Giuseppe Mazzini.
Art. 2.
A cominciare dall' anno finanziario IKO-t-OO."» e pel com-
pimento della edizione predetta sarà vincolata per le speso
occorrenti la somma di lire settemila cinquecento, sul ca-
pitolo del bilancio del Ministero della Pubblica Istruzione
per incoraggiamento a pubblicazione di opere scientifiche
e letterarie, da erogarsi con le forme prescritte dal vi-
gente regolamento di contabilità generale dello Stato.
RE(iIO DECKETTO
Art. 3.
Una Commissione nominata per decreto Reale a . rà l;i
direzione dell'edizione predetta.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo
dello Stato, sia inserto nella Raccolta utliciale delle leg:;i
e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a cbiunqi.e
spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Datu a Koiua. ad<iì Vò marzo 1904.
VITTORIO EMANUELE.
Vi((to : il Gnarda'^\:rilli : Ronchetti.
Orlando
EPISTOLARIO.
MazbinI, SeriUi, ecc., voi. LXX71II (Epistolario, voi. XLYII). 1
vM^rrrLXxxviT.
A Filippo P.kttixi, a (Jenova.
[Londra]. 11 felìhraio l,S(i4.
Amico,
Ho ricevuto le lire sterline 22.
Ti ringrazio.
Pianimi il piacere di paj^are al Dovere un abbo-
namento annuo per Linda Mazini, Londra.
Sto cosi cosi. Sono estremamente debole. È tiìtto
quello che posso dirti di me. L'animo mio è tutto
concentrato nel Veneto, per noi e per la Polonia.
Se gli Italiani non l'anno il loro dovere — se
non sentono la vergogna d'essere 22 milioni e te-
ucre lo straniero in casa — in verità m'importa
j)oco di vivere.
Addio: aspetto che sia data la sentenza (\) per
l'ingraziare Carcassi.
Ama sempre il
tuo amico
GlT'SRI'I'K.
VMMCCLXXXVII. — Inedita. L'autografo si consorva
nell'Istituto Mazziniano di (Jenova.
(') La sentenza per il ricorso intentato contro il Mazzini
dall'usciere An.saldi. Ved. la nota alla lett. vMMCXLV.
4 EPISTOLARIO. 11S041
VMMCCLXXXVIII.
A Giuseppe Guerzoxi, a ('aprtra.
[Lumlra], 11 lebbraù» [18G4.1.
Fratello,
Ho le vostre 2 e 4 — caiissime. Mi manca il
tempo e sono d'una debolezza favolosa. Temo sem-
ine di non poter rnj^si'ii^fiPi'C l'api'ile.
Quando mi posi d'accordo col Comitato Centrale,
dichiarai lealmente che quanto a Cassa, io istruivo
tutti i nuclei che lavorano con me perché versassei-o
nella sua Cassa quando raccoglievano su Bollettari.
Veneti o in ogni altra Sottoscrizione qualunque j-^ ma
ch'io mi serbava il prodotto della sottoscrizione colla
quale trovar 500 individui che versino 100 franchi.
La ragione è ch'io so per prova che, spronati a
spendere in preparativi quello che via via si rac-
coglie, ci troveremmo al momento decisivo senza un
soldo. Cerco adunque raccogliere da 500 individui
una riserva. Lo dissi : dissi che darei conto di quella
riserva al Comitato Centrale e che naturalmente si
spenderebbe di concerto. Se avessero tutto, dovreb-
bero ragionevolmente prelevare un tanto per cento
e serbarlo. Lo serbo io. Ecco tutto.
Del resto, sapete che co.sa ha reso finora la
sottoscrizione dei 500? 2000 franchi; e mercè una
quarantina di lettere mie, metà delle quali infruttuose.
Nicot[era] aveva 2000 franchi raccolti su Bollel-
VMMCCLXXXVIII. — Inedita. L" autografo si conserva
nel Museo del Risorgimento di Roma. A tergo di esso, di pugno
del Mazzini, sta ^'indirizzo : « Guerzoni. »
flS64j RPISTOI.AKIO. H
tai'i; e .stava per versarli ad ordine mio. Io diedi
subito un biglietto per lui al Comitato Centrale,
dicendogli di versarli nella sua Cassa. Lo stesso feci
con altri per più piccole somme. E notate che il mio
lavoro estero costa spese: notate ch'io mandai l'anno
scorso un viaggiatore in Serbia e dovrò mandarne
un altro tra un mese. Sapete se viaggi siffatti co-
stino. Or voi non mi vorrete inattivo, perché esi-
ste il Comitato Centrale.
Ho parlato di (piesto, perché mi pesa l'accusn.
Io diedi recentemente, per conto altrui, 500 franchi
a Bez[zi]. Non so se il Comitato Centrale ne abbia
dati 100. Ma se l'ha fatto, è naturale; non è a
me che diedero, ma al Trent[ino] e al Friuli. 11
Comitato è costituito appunto per questo.
Non v'allarmate per lavoro militare. Da un indi-
rizzo che ignoro, s])arso tra alcuni militari da un
nucleo F'iorentino infuori, non v'è lavoro tentato se
non quello di diffondere tra essi l'idea di ^"enezia.
Son d'opinione che quel lavoro avrel)be dovuto farsi
assai prima.
Venendo a noi, la (questione principale sta in
armi, in danaro, quindi. Ignoro che cosa faccia il
Comitato Centrale per raccoglierne. So che io ne
manco assolutamente. Non vi dimenticate che io
solo ho speso in tutto ciò che si fece l'anno scorso.
Spesi da un 70,000 franchi eh' io aveva raccolti.
I*armi che bisognerebbe che il Comitato si recasse
collettivamente da uomini come Antona, Arnaboldi,
e altri ricchi, dei quali dovrebbe farsi una lista con
una linea di Gar[ibaldi] chiedente. La lettera d'un
individuo, Cair[oli] o altri, non può dare lo stesso
effetto d'una deputazione alla (piale bisogna rispon-
dere verbalmente.
<i EPISTOLARIO. I1SC4]
Tina somma per armi — un'altia per riserva, e
a questo io cooiìero — ecco lutto: il resto è un
affare di proi)agau(la <-oi \eneti e Trentini perché
iniziiuo; e tutti vi ci adopriamo.
►Secondo me — e ve lo scrissi <;ià — (i [aribaldi]
dovrebbe lecarsi, come privato, da un amico, Teter
Stuart in Liverpool, o Cowen a Newcastle, o Tennent
a (Jlasyow. ('i J] giorno dopo avrebbe requisizioni,
come (|ui le chiamano,' formate dai mij>liori cittadini
e dopo una città avrebbe l'altra; e dopo un giio
(Tun (piindioi giorni in provincia, verrebbe a Londra
dove gli offrirebbero la cittadinanza. Queste cose
le accerto. Non vorrei per tutto V oro del mondo
avventurarlo.
In Londra, William Ashurst, Sollecitatore di
Sua ^Liestà alle Poste, lo prega, per mezzo mio, di
venire ad abitare in sua casa. È ottimo e amis-
simo. (r [aribaldi] lo conosce.
Bisognerebbe ch'ei venisse non ])iu tardi dei pri-
mi di marzo. Tornando sul Continente, ci vedremmo
e ci intenderemmo.
Vi confesso che senza piantarsi a rappresentante
o Direttore — ciò che sarebbe forse prematuro, co-
m'ei dice — del moto, un Indirizzo di G [aribaldi]
nel quale ei dicesse in sostanza : « È venuto il tem])o
per la Bandiera delle Nazionalità di levarsi. È delitto
(') Come .si vedrà in seguito, quando Garilìaldi intrapre.se
il suo viaggio in Inghilterra, non visitò nessuna delle città
inglesi ((ui indicate. Si sa tvit'avia che ancor prima di lasciar
Caprera, Garibaldi aveva scritto (14 marzo 1S()4) a .Joseph
Cowen : « Se vado in Inghilterra, e se ho tempo, sarà un
piacere per me andare a Newcastle e accettare il vostro ama-
bile invito. » Unità Italiana di Milano, del 29 marzo 1864.
[1864] EPISTOLABIO. 7
il lasciar soccombere i pojmli ad uno ad uno. È delitto
il lasciar soccombere la Tolouia. Faccia ciascuno il
debito suo. E duci di questa crociata siano la Po-
lonia, rUnwheri'a, l'Italia, » mi parrebbe somma-
mente utile.
Comunicategli, vi prego, le mie idee.
A'oi intendete che il mio segreto non può ser-
barsi se non quanto alle opera.:ioiiì. Quanto al nostro
cercare l'insurrezione delle Nazionalità, ci conviene
giocare a carte scoperte. Bisogna creare 1" o])inione
che sarà il più potente nostro aiuto. Se oggi tinanche
il Governo si preocu])a di ^'enezia, è dovuto appunto
al nostro aver creato una opinione in Italia.
Altra cosa. Se G [aribaldi] viene e se mai vien
per terra, passi ignoto : dove no, dovrà trattenersi
sulla via per inviti e ovazioni. (M Credo che sia
meglio averlo al ritorno, quando appunto s'avvici-
nerebbe l'ora.
Ditegli che, venendo, egli è certo di sciogliere —
e senza tormentarsene — la grande (juestione. Avrà
danaro.
Addio : vogliatemi bene.
\'ostro fratello e amico
Gir SEPPE.
(') Il 21 marzo 18(54, con soi'pre.su di tutta la .stampa perio-
dica italiana e dello stee<iso Governo, Garibaldi si era iml)arca*^o
sul piroscafo inglese La Vuììettu che si era accostato a Caprera.
Lo seguivano i due figli Menotti e Ricciotti. G. Guerzoni. il
dott. Basile, il maggiore inglese Chambtrs e pochi altri. Ved.
Yl'nità Italiana di Milano, del 23 marzo 1804. Giunto a Malta
il 23, riparti subito per Southampton sul vapore inglese
Ripon.
8 EPISTOLARIO. [18G4]
VMMCCLXXXIX.
A Filippo IJkttini, a (innova.
[Londra], 13 febbraio [1SG4].
Caro Bettiui,
Spero che potrai aggiustare la faccenda della
cambiale. Perché invece d' un banchiere, prendere
un privato?
A ogni modo, quanto ti verrà l'altro trimeste
versa, ti prego, il prezzo di un anno per Londra al
Dovere per Carolina Stansfeld.
E ama sempre il
tuo
Giuseppe.
VMMCCXC.
A Marie D'Agoult, à Paris.
[Loudre.s], 13 février [18G4].
Madame,
Je viens de lire votre beau travail sur Dante et
(loethe. (/) Et veuillez le croire, ce n'est que mon
admiration })our les bonnes et nobles choses que
vous y dites qui me donne le courage de vous adresser
un court écrit sur Dante que j'ni public il y a (piel-
VMMCCLXXXIX. — Inedita. L'autografo si conserva nel-
l'Istituto mazziniano di Genova.
VMMCCXC. Pul.lil. in G. Mazzixi, Leffren à Duniel
Stern (1864-1S70) ; Paris, Germer Baillière. 1872, pp. 1-2.
L'autografo si conserva nel Museo del Risorgimento di Roma
(fondo E. Nathan). Non ha indirizzo.
(^) L'art, intitolato: Le cap Plouka, Dialogues sur Dante
et Goethe, che ]Mad. D'Agoult aveva pubbl. nella Reviie G^rma-
niqtie del 1° febbraio 1864.
[18G4J EPISTOLARIO. y
ques années et qui résumé le peu que je saìs sur lui. (M
\'()ti-e tra va il est trop serieux, trop eonscienceux
pour que vous u'accordiez pas une demi heure aux
vues d'un italien qui a étudié Dante avec amour
et vénération et qui a voué sa vie à cette Natio-
nal ite qu'il révait, il y a cinq siècles, lui le premier.
Je vous envoie l'écrit détaché, parce que le volume
d'éerits auquel il appartient porte mon noni, ce qui
suftìrait pour lui interdire la France.
Croyez, biadarne, à la profonde estime de
votre dévoué
Joseph Mazzini.
2. Onslow Terrace.
Fulliam Koad. S. ^^'. London.
vAnircxci.
To William Malleson, London.
[London], February 15th, lb(J4.
Dear JMr. ^Malleson,
I bel leve tliat, in these times of ours, there are
Hiree things against wliich a man ouglit to protest
Caro Signor Malleson,
Credo che, nei nostri tempi, vi siano tre cose con-
tro le quali un uomo dovrebbe protestare prima di mo-
(') L'art, intitolato. Opere minori di Dante, primamente
pubbl. nella Foreign Quarterly Review dell'aprile 1844, poi ac-
colto nel voi. IV, pp. 172-219. dell'ediz. daelliana.
VMMOCXCI. — • Inedita. L' autografo .si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma. È in una busta che. di
pugno del Mazzini, ha l'indirizzo : « W. Malleson, Esq. » Il
Malleson aveva fatto parte dei Garibaldi Italian Uniti/ Covimittee.
1« EPISTOLARIO. ri8G4]
helore dying, if he waiits to die in peuce with his
owii conscience: slaveiy — caiìital pniiislnneiit — aiid
the actiial eitlier nairow or liyjxxiitioal coiiditioii of
Ihe ieli«;i()iis (juestioii. Y'our * Emancipation ' Society
otl'ers me an ()i)poituiiily of iultilliii'i tlie tirsi duty,
and 1 seize il with pleasure.
Will you record iiiy nanie anioiigst your members
and accept one pound as my modest contribiition
towards your activily in tlie good canse? 1 Avouhl
give more if 1 had not to help my Venetian coiin-
tiymen to piit down white-slavery at home.
I give my name to your Society without the least
reserve, because you bave, very wisely, al)stained
from identifying — wicli would be an error, according
to me — the cause of tlie Tnion with the canse of
Emancipation. The American Continent is wide
enough for tAvo or three eventual sisterly confe(U^
rire, se desidera di morire in pace con la sua coscienza :
scliiavitil — pena capitale — e lo stato attuale piccino
o ipocrita del problema religioso. La vostra Società « Eman-
cipatrice » mi dà modo di adempire al primo dovere, ed
io colgo l'occasione con piacere.
Volete annoverare il mio nome fra i vostri aderenti
ed accettare una sterlina come modesto contributo alla
vostra attività per la buona causa V Darei di pili se non
dovessi aiutare i miei compatrioti veneti ad abbattere la
schiavitù bianca in casa loro.
Do il mio nome alla vostra società senza nessuna ri-
serva, poiché voi, molto saggiamente, vi siete astenuto
di identificare la causa dell'Unità con quella dell'Eman-
cipazione, il che sarebbe stato un errore, secondo me. Il
Continente americano è abbastanza vasto per contenere
eventualmente due o tre confederazioni alleate: un suolo
[1864] Ea>ISTOLAKIO. 11
rations: a soi] on wliicli a repubblica ii fla_n wavcs
cannot bave oiie single iiich siiUied by tliat iiotia-
tioii ol' (rod'.s and maiikiiKrs uiiity wliich is calb^l
Slaveiy.
Ever
faitbfiilly youi-s
Jos. Maìzzixi.
sul (luale sventola la baiidii'ra reinibblic-aiia non può essere
luaechiato da quella uesazioue dell'unità divina ed umana
che si chiama schiavitù.
Sempre
devotamente vostro
Gius. Mazzini.
VMMCCXCII.
A Ergisto Bezzi, a Milano.
[Lonih-a], 1(> [tVhhraio 1S(;4|.
Fratello,
Ho la vostra del 12.
(zìi amici deiriiitenu) faianno quel cbe ])<)tiaiiii().
piircbé facciano. La sorpfa^a d'un Forte del resto
non esige più coraggio die una banda. E (piando io
parlava del prendere armi al nemico, i)arlava non di
grandi insurrezioni ma di studiar modo, onde ogni
banda esca dalla sorpresa d'un ])iccolo distaccamento,
d'un posto di doganieri e via cosi ; e alludeva spe-
VMMCCXCII. — Puhbl in G. Locateli.i-Milpst, op. cit..
pp. 221-222.
12 EPISTOLABIO. 11ÌS04J
cialmeute al Ven[et()]. 1><'I resto, lipclo, coiisii^ruirc
non è esijjere e faranno (jucl die j)otranno.
11 viaggio di (T[aril)al(li] in ln<;lii| Iterra] tronche-
rebbe la questione del danaio; peiclié rjiccogliendoN i,
come è certo, danaro i)er la mobilizzazione, vi lasce-
rebbe si^endere nei i)rei)arativi tino all'ultimo soldo.
Bisogna insistervi. La second;i metà di marzo sareitbe
o])))ortuna. Ei tornei-ebbe in giiì por 1" azione con
una aureola europea.
K probabile j)ossa aversi la Carta russa clTè nel-
le mani d'amici miei, com'è amico mio il l'olacco che
andò con mio biglietto a Caiuera : (M ma scontarla è
diffìcile. Abbiamo tentato (pii inutilmente. Sarebl)e
])iù facile ravvi\andosi l'insnriezione ; ma per (juesto
è necessaria la nostra.
^'edremo.
Nicot[era] diede al Comitato Centrale i duemila
franchi che avea, che stava per versare in Milano,
e ch'io gli dissi con un biglietto di versare al Comi-
tato Centrale? Chiedetene.
Xon divido l'opinione vostra e di C[airoli] sulle
manifestazioni. Fatte, nel modo da me suggerito, in
tutte le città ad un tempo, (-) poco prima delle mosse,
avrebbero il doi)|»io vantaggio d'incoraggiare i Ve-
C) Si trattava d'una somma di (luattru milioni di rubli
in cartelle del credito fondiario polacco, dei 'l'iali gl'insorti
polacchi erano riusciti a impradronirsi. trafugandoli da Varsa-
via L. Bulewski, che recava a Torino il ricco deposito, sperava
di potir'o realizzare, sia pure in parte, destinandolo a bene-
fìcio dell'insurrezione polacca in Gallizia. ma che poi ìu costretto
di consegnare alla legazione russa in Torino. Ved. PoIH'k-u se-
creta italiana, cit., p. 98 e segg., e p. 133.
(') Il modo lo aveva suggerito ad A. Giannclli. A'ed. la
lett. VMMCCLXXXII.
[1864] EI'ISTOLAKIO. 13
lieti e (li far coiiosceie al (ìoveriio la volontà del
paese. Ma ne parleremo.
Addio i)er ora.
A'ostro tutto
GUSBITE.
Scriveiò a C[aii-oli].
Cadol[ini] è il dubbio in persona.
VMMCCXCIII.
A Demetrh) Diamilla Muller. a Turino.
[Londra], 10 febbraio [1SG41.
Caro ^lullei-,
Ho la vostra del Ì-.
Xo ; non autorizzo la ])ubblicazi()ne. ('i Non già
ch'io rifugga da che si sappia che cosa io scrivo, ma
perché non ha scojio. 11 mio scopo non ò di far vedere
ciò che io voglio o ciò di t-he mi credo in dovere
p»er l'unità del paese. Il mio scopo è Venezia. A
VMMCCXCIII. — Pubbl. in Politica segreta italiana, ecc.,
cit, pp. 47-48.
(^) Ei'a venuta a D. Diamilla Mul,ler l'idea di dare alla
luce le tre precedenti lett. che il Mazzini gli aveva indirizzate,
corredandole « da alcune considerazioni, colle quali si cercava di
mettere in sodo la buona fede con cui il Partito d'Azione e il
suo capo erano proceduti nei tentativi d'accordo colla ilonarchia
e nell'offerta di concorrere con tutti i loro mezzi possibili all'im-
presa nazionale. » E vi era spronato dal fatto che >( mentre un
confidente del re » diceva a lui « indugiasse un poco a fare
decisiva risposta, il re stesso averlo pregato di tenere a bada
il Mazzini per una quindicina di giorni, assicurandolo che. spi-
rato quel termine, avrebbe ricevuto una risposta categorica e
probabilmente consentanea alle sue brame ; un altro [l'avv. Fa-
14 RPIKTOI.AKIO. [1864]
(jiicsto sc()|K) li) ])nl)l>]ic;i/.i()n(' non jii<t\;i. ('Ih* cosn
volete cli'io s])('ii (I;i un re clii' li;i liiso^no jx'i- .in-
(hire a \'enozia di jneiiaiati.' 1" opinione sul ••onto
mio. come se io volessi esser minisi ro. o eome se
andare a W'uezia t'osse una (inasi (•oli»a?
Dietro suiL;^erinienti vostri e senza a\er io cercato
contatto col re o con altri, ho detto i)er mezzo vostro
la verità : che bisognava emancipare Venezia e in
])rimavera — che bisognava provocare un moto nel
Veneto — che ce ne occupavamo — che volevamo
vincer l'Austria, e che quindi erano necessarie tutte
le forze della N'azione — ehe noi non avevamo in
animo quindi di suscitare (luestioni politiche nel
A^neto, ma che accetteremo la volontà del Veneto
— che questa volontà sarebbe senza alcun dubbio il
vecchio programma — che non avendo quindi nulla
da temere, il re dovrebbe i)reparare sé e IVsercito
all'impresa — che non v'era per questo bisogno di
patti, i quali d'altra parte mi repugnavano, perché
io voleva mantenermi indipendente per l'avvenire —
che il re non doveva se non far dire ai A^eneti che se-
guissero l'impulso dato da noi, aiutarli d'armi e pre-
])ararsi a seguire — che ben inteso la guerra doveva
essere italiana, senza Francesi, senza alleanza, senza
Italiani al Reno — che se, invece <li far questo, ci s'im-
l)ediva,noi ci rivolgeremmo alla (piestione governativa.
sture, sul quale ved. la nota alla lett. VMDCCCCLXXI I] affer-
mava che il re titìihata di mettersi d'accordo col Mazzini, poiché
avendolo egli veduto a Napoli, e avendone iu quel collofiuio
ricevuto alcune promesse, queste non erano poi state mantenute
dal Mazzini. » Politica segreta itaUana, p. 43. È ovvio avvertii-e
che l'avv. Pastore affermava cosa non vera, essendo noto che
quando A^'ittorio Emanuele II giunse a Napoli, il Mazzini ne
era già partito.
[38041 KPISTOLARIO. 15
Fu questa la sostanza delle mie lettere. Non
voiiei, caro M[uller], che per trofypo zelo oltrepassa-
ste quei limiti. L'accordo, per esempio, sull'indugio
da fissarsi da altri non è ammessibile. Quando po-
tremo, faremo.
Il re non mi vide mai in Napoli né altrove. Né
gli promisi mai quindi cosa alcuna. Non intendo la
ragione di una tale asserzione.
La lettera concernente Greco depositata in sue
mani non significa per me. Supposto che io avessi
bisogno di citarla, volete ch'io dica « andate a chie-
derla al re'? »
Addio, caro ^luller.
Vostro
GiTTSEiPPE.
VMMCTXriV.
A Filippo Bettini, a Genovn.
[L.mdral, W, febbraio flStMl.
Caro Retti ni.
Col trimeste che ti viene in febbraio o marzo,
versa, ti prego, al Dovere un abbonamento annuo
per Wolff', Londra. Hanno già il nome e l'indirizzo.
Hai potuto rimediare allo sconcerto?
Ama il
tuo
Gl.USEPPR.
VMMCOXOIV. — Inedita. L'autografo si conserva nel-
ristituto Mazziniano di Genova.
16 Ba>I8TOLARIO. [1864]
VMMCCXCV.
A Demetrio Diamili.a Miller, a Torino.
[Londra]. 17 febbraio [1804].
Amico,
Vi verrà da Milano la mia risposta alla vostra
del 12: negativa. Ricevo ora la copia; e ve la con-
IVrmo. Qnelle lettere potranno nn giorno pubblicarsi :
serbatele, ma non le pubblicate ora. Mi spiacerebbe
l)or più cagioni. E mi è anche sijiaciuto, non ve lo
nego, che abbiate comunicato a Crispi questo con-
tatto. Era un segreto fra noi, ed era meglio ser-
barlo. (^) Nondimeno non v'è gran male.
Quanto al re non ho più speranza. Il consiglio
slesso, indizio di buon fondo individuale, è prova
(run'incertezza, d'una debolezza fatale. Preparare
l'opinione? A che? Per agire sul solo Ministero?
J^isogna mutarlo. Per creare l'opinione in Italia a
favore della guerra? È creata. Se il re potesse uscire
dal cerchio ufficiale in cui vive e scendere a interro-
gare il vero paese, lo vedrebbe. Se il re sciogliesse do-
mani la Camera e procedesse a elezioni generali con
Hit decreto che nel preamìtolo accennasse a nuovi ur-
genti doveri nazionali da compiersi,e quindi alla neces-
sitàdifortificare il Governo interrogando il votodel pae-
se, il paese manderebbe tutta una Camera bellicosa.
vMMCCXCV. — Piibbl. in Politica sef/reta italiana, ecc.,
pit., pp. 48-50.
(') Fu (luesto quasi lo spunto della polemica che il Maz-
zini ebbe alla fine di quell'anno con Fr. Crispi, il quale nella
sua risposta alla nota lett. del Mazzini, scrisse che la monarchia
li univa e che la repubblica li avrebbe divisi.
[1864] EPISTOLARIO. 17
Ho sottosegnate queste linee perché contengono
m ultimo mio consiglio ; e dovreste comunicarlo ;
ma non ho ombra di speranza. Temo che il re noji
senta il dovere d'uomo nato italiano; ma di certo ci
non sente la forza d'Italia. Impresa in accordo con noi,
coU'elemento popolare dei paesi soggetti all'Austria,
la campagna contro l'Austria finisce in due mesi.
Mutamento di Ministero : Kicasoli, Crisi)i o altri,
])oco importa, purché scelto chi voglia la guerra.
Scioglimento della Camera, ed elezione generale
col preambolo di decreto accennato;
^'oce data al ^^eneto che segua V impulso del
Partito d'Azione; qualche aiuto in armi o danaro;
Voce data ai Polacchi perché movano in Gallizia,
agli Ungaresi perché movano in Ungheria, ai Serbi
perché operino il loro moto nazionale simultanea-
mente ;
Voce data all'Inghilterra per accertarla che qua-
lunque cosa faccia l'Italia, sarà puramente italiana
e straniera ai disegni di Luigi Napoleone ;
Chiave della guerra il Tirolo : insurrezione nel
Friuli e nel Cadore, aiutata per la via dell'Adriatico,
marcia su Venezia, senza curare il Quadrilatero,
guardato unicamente da un corpo d'osservazione;
E la guerra, lo ripeto, è finita collo sfasciamento
dell'Austria in due mesi.
Questo disegno non sarà eseguito : l'uomo non è
da tanto. È meglio dunque por fine a questo ten-
tativo di bene da me fatto, mentre la stampa go
vernativa mi colma ogni giorno d' iiisulti. Faccia
ognuno quello che può. E Dio provveda. Addio: non
dimenticate la vostra promessa.
Vostro sempre
GrIUSEPPE.
Mazzini, ,S«rt((i, ecc., rol. LXXyiII (Epiatolario, rol. XLVIl). 2
18 Kn>isTOr,AHio. [1804]
A Demetrio Diamim.a Mti.r.Ei:. n Torino.
[Londra], IX fcWlìraio tlS(',4].
Caio Muller,
\'i scrissi ieri, nefando 1" autoiizza/.ioiie e inai
soddisfatto. Mi giunse poco dojx) la doppia lettera,
e rispondo due linee.
Se si vuol fare davvero, sia lodato il Signore, e
quindici giorni poco importano; ciò che im])orta è:
1", aiutare Venezia ; 2", ricordarvi della mia posi-
zione come la segnai nella prima mia. Non posso
slaccarmenie.
Appunto perché io sono leale, non voglio espormi
a giuste accuse. E per questo insisto, non per in-
tenzioni determinate eh' io mi abbia. Non prendo
impegni con alcuno per V avvenire. Kipeto le mie
dichiarazioni per V impresa Veneta e le manterrò.
Ma, disfatta l'Austria, tenderemo a Roma. In quel
secondo stadio possono nascere collisioni, nelle quali
avrei bisogno di sentirmi indipendente.
Se quindi, scorsi i quindici giorni, egli persisto
e dice: « Son pronto a dare,» io non riceverò cosa
alcuna. Non chiedo per quel tanto che esigono i
primi nuclei di Volontari accorrenti in aiuto, data
una volta l'iniziativa dall'interno: chiedo pel Veneto
stesso; manderò quindi un ^'eneto dall'interno a ri-
cevere l'ordine pei fucili e il resto.
VMMCCXCVI. — Pulihl. in PoìUica segreta itaìinna, eoo.
cit., pp. 50-51.
\ [1864] EIPISTOLAKIO. 19
^ Del resto, eoi Ministero attuale non si fa i^ueria.
Kicordo (lunciue le cose eh' io vi dissi ieri.
Ilo poeo stima io pure de' (Jalliziaui. Nondimeno,
persisto in cre<lere ehe. (pnibnuine sia l' elemento
attivo da impiejiarsi, avremo moto in (lallizia. Ed è
essenziale per la linea dei Cari)ati e per sommovere
r Tnjiheria.
L' introduzione in (piest' ultima è diftìeile. Non-
dimeno, se vedrò via. indicherò.
Riassumete tutte le mie lettere. Non ho più cosa
nuova da indicare.
Tra voi e me, non credo che le promesse si realiz-
zeranno. Vedrete. Addio.
Vostro
GlUSEPl'K.
VMMCCXCVII.
A Giovanni Grilenzoni, a Lugano.
[Londra]. 22 febbraio [18G4].
Caro amico.
Ebbi. tem])() addietro, la tua. Non risposi perché
non v'era cosa che urgesse. Ora ti scrivo j^oche linee
]»erché tu mi saj-pia vivo, benché in imbrogli.
Sta bene sulle Cambiali. Le sconterai quando sarà
tempo. ^li dicono tutti, e Mosto prima, che Corte
onorerebbe com'essi la sua. Ma farai ciò che crederai.
11 luogo che tu m'additi non favorirebbe il contatio
scritto, di lettere, indispensabile. E ha altri inconve-
VMMCCXCVII. — Inedita. L'autografo si conserva nella
« Casa di Mazzini, » a Pisa. — Lindicazioue dell'a. è d'altra
mano.
20 Ki'isioi.Aitio. |l8fi4]
nienti. Inolile, i^noio se \u intenda un Inoj^o deter-
minato do\(' avrei nn amico o vagamente un luogo
(luahuKiue in quella ciicoscrizione. \'ediò. Ma sono
convinto die la sicurezza per tutti dipende dal se-
greto con tutti e (piesto potrebbe essere gelosamente
serbato.
('ome stai? Come stanno i tuoi?
Non dimenticar le occasioni che ti s'affacciano
]»er raccoiiliere. Ormai sta tutto in (|nesto.
\'ed() delle spese fatte e del tenue avanzo. Per ven-
tura, non a\ ral, credo, altre spese simili da incontrare.
Ama sempre il
tuo
(tII'SEPPK.
Tu hai la Collezione ìMV Jt<(li(( del Popolo, oltre
ciò che m'hai dato — o Maurizio V ha — parlo dei
fascicoli di Losanna. Avrei bisogno che fosse rico-
piato chiaro e serbato pronto tinch'io ne disponga,
il primo articolo: / Sistemi e ìa Democrazia. (/)
A'olete farlo jver me?
Salutami con affetto 3Iaur[izi()]. Non gli scrivo
perché nulla d' urgente ho da dirgli e sono oppresso
di lavoro.
(') Pul)l)l. (liipprima in inglese nel l'ioplcs Juurn(iì,(\n\2^ ìv-
gosto 184G al 17 aprile 1847, col titolo: ThfAinjhts upon Drmcvrarìj
in Europe, (piegli articojli erano poi stati tradotti e in parte
rimaneggiati dal Mazzini per Yliaìia del Popolo di Losanna. Al
Mazzini occorrevano per la preparazione del voi. VII dell'e-
diz. daelliana. Ved, Tediz. nazionale, voi. XXXIV, pp. xvj-xix
e 91-24G.
[18T>4J EPKSTOLAKIO. 21
VMMCCXCVIII.
Ai) Enrico Portoli, a Parma.
[Londra, .... febbraio l!S(>4].
Signore e fi-itello.
È impossibile che una lista di Italiani scelti si
tenti senza che io dia il nome agli amici. Mi par-
rebbe far torto a voi e al vostro passato, A^oi ?jy-
/(/('. E nn tempo lo avreste voluto. Ricordo ciò che
faceste nel tempo delle spedizioni per la Sicilia e per
Napoli. E il Mezzogiorno, per opera dei buoni come
voi, fn conquistato all' Italia e il Governo segui.
Farete meno pel Veneto? Deve l'Unità d'Italia ri-
manere a mezzo? Dev'essa trascinarsi continuamente
nel provvisorio?
Voi sapete a quest'ora come regni completo ac-
cordo tra Garibaldi e me, e come tutto il Partito
d'Azione sia unificato nel pensiero deìFimpresa A'e-
neta. Il Governo non inizierà mai, segiilrà l'impulso
e vi si prepara. Contateci.
La sottoscrizione sui Bollettari Veneti e sui li-
bretti pel milione di fucili hanno tntto l'assenso mio:
e il risultato di quelle sottoscrizioni deve andare al
Comitato Centrale istituito da Garib.ildi. ^fa quelle
sottoscrizioni che raccolgono le minute offerte dei
1)111, danno risultati lenti e sminuzzati. Abbiamo bi-
sogno di una somma raccolta fia poclii eletti o cor-
VMMCCXCVIII. — Pubbl. da V. Besexghi. Mazzini e il
movimento insurrezionale nel Veneto (in Rass., cit., p. 15S).
22 EPISTOLARIO. [1864]
N('(r;il;i spcciiiliiiciil»' n (hii- ;iiini a clii .>"()iri(' ai piiini
IXMÌcoli. È Toj^^elto (Iella lisla i\i'\ TtiU) ideata. Ivi-
fiiseresle di farne i)arl('? Non im)ss() cicdeilo.
Accettate una .'^tietta di niaii) l"i-a(ei-)ìa dal
voslr»)
Oius. Mazzini.
VMMCCXCIX.
A Giovanni (Jriijonzoni, a Iaij?uiiu.
[Londra, .... fel)braio 1864].
Caro amico,
Abbi i)azienza pev nn'aitia ni)ÌM.
J'isognei-ebbe far rico])iare dixWItalùi 'lei Pci)'>lo —
dayli articoli intitolati: / si.steini e la Democrazia,
dal |»aragi-af() W ( inclusivo i, ( ioè comii'ciando dopo
le linee: « IJentliani |)otente ingegno nei cui lavo;-i
si compendia tutta quanta la mente della dottrina,
])resenti l'obbiezione e tentò distruggerla. Il suo
tentativo merita esame... » tino a dove comiiiciano
le linee: «In questa cosa consiste, s'io non m'in-
ganno, etc. »
L'amica i)orta con sé tutto il manoscritto del
\'II volume de" miei Scritti, ma mancano queste
pagine. Bisognerà dunque, ricopiate che siano, nume-
ra, rie in correlazione colla mia numerazione del ma-
ni.scritto che vedrai.
[(rlUSEPPE],
VMMCCXCIX. — Inedita. L'autografo si conserva nella
(( Casa di Mazzini, » a Pisa.
[1864] EPISTOLARIO. 23
VMMCCC.
An Adriano Lemmi, a Torino.
[Londra, .... febbraio 1804], martedì.
Caro amico,
Ho la vostra dall' amica.
Lasciando ogni cosa individuale da banda, non
intendo voi e gli amici come Partito.
Oggi, l'Alto Veneto chiede aiuti che importam)
danaro. Voi dite: «Senza ricevute di Garib[aldi] è
impossibile ract*ogliere. » Sarà ve.'o. Rimanga allora
deciso che il Partito non esiste, ma si riduce a due
uomini: a me per un punto; a (}iirib[aldi] per l'altro.
La somma indispeiisahiìe da raccogliersi sommi!
a un 30,000 franchi.
Voi, Mosto, Libertini, Nicotera, Bertani, Cairoli,
Corte, Missori, Cucchi, e altri cinque o sei, dovreste
raccogliervi a unione solenne, e dire ci voi stessi:
« Non s'esce da qui senz'aver trovato. » Se foste
tutti minacciati di prigione per debiti, trovereste.
Trovate modo di fare un imj^restito : con interesse
mercantile; a un anno data. Ciascun di voi s'obl)lighi
jier mille, duemila, tremila franchi. Prendete poi cia-
scuno quanti bollettari veneti — e potete averli da
me — volendo: assumetevi di raccogliere; e quanto
raccogliete vada a discarico della quota d'ognuno.
Con quello o con altri metodi, temete, con un anno
davanti a voi, non jìoter raccogliere 2000 franchi?
Questo o altro metodo ; ma non j^osso ammettere
vMMCCC. — Inedita. L'autografo si conserva nel Museo
del Risorgimento di Roma (fondo A. Lemmi). A tergo di esso, di
pugno del Mazzini, sta Tindirizzo : « Adriano Lemmi, Torino. »
24 EPISTOLARIO. [1864]
che in dodici o quindici del Partito, non possiate,
voìciìfìo, trovine (lucllii somma.
N'ostro sempre
(}IUSKI'PK.
V.ADICCCI.
To Matilda Biggs, Tiibridge Welles.
[London, Febniary 27th, 1S04]. Saturday.
Dearest Matilda,
The moment in which your note reached me, I
was abont Avriting on a bit of paper " why, oh wliy?,.
and send it to yon. Unt even now, wliy don't you
teli me what was the mis-direction which preveuted
jour lettei- reaching me? and why did you not send
the note again? It //"a.s* mine. Ilowever, I am very
glad you wrote: first, becanse it shows that you are
c(*m]»aratively l)etter; secondly t'or another leason,
Sabato.
Carissima Matilde.
Nel momento in cui mi giniise la vostra letterina,
stavo scrivendo su un foglietto di carta « perché, oh
perché? » e volevo mandarvelo. Ma ancora adesso, perché
non mi dite quale fu Tindirizzo sbagliato che impedì
alia vostra lettera di giungermi? E perché non avete rispe-
dito la lettera? Era mia. Comunque, son ben contento
che abbiate scritto : prima, perché ciò prova che state
relativamente meglio ; poi per un'altra ragione che non
VMMCCCI. — Inedita. L'autografo si conserva nel Museo
del Risorgimento di Roma (fondo E. Xathan). Non ha indirizzo.
Dopo la firma, M. Biggs annotò : « Addressed to Ephraim
Villa, Tun [bridge] Wells; envelope March l.st, 1864.»
[1864] BSTSTOLARIO. 25
which I do not want to meutioii. Mrs. Sliaeii is at
ITastings;; address uiiknoAvn to ali; do you Avaut it?
I shall ask Shaen bìniself. I am, since a few days,
iiot well at ali, imsettled m mj head and feeliiis^
sometimes as if I was goiug to lose the use of uiy
legs instantly. Xever mind. The only terrov which
1 feel is that of not reaching Aprii with biv powers
such as they are. You speak of Donmavk and monrn
ahout Alexandra. (^) I mourn about the trium])li of
brutal force from Germany talking as she is abont
Nationality in Sleswig and wanting to keep Venice,
the Italian Tyrol and Trieste. I mourn abont the
shameful conduct of your England encouraging and
deserting every people; abont peoplos allowing each
of them to rise and fall unhelped and alone ; abont
my own Italy betraying her duty; about ali raen
voglio ricordare. La .signora Shaen è a Hastings : indi-
rizzo sconosciuto a tutti; lo volete sapere? Lo chiederò
a Shaen stesso. Io, da qualche giorno, non sto affatto
bene, ho la testa in disordine e alle volte mi sembra di
dover perdere da un momento all'altro l'uso delle gambe.
Ma non importa. L'unico mio terrore è quello di non
poter giungere all'aprile in queste condizioni di debo
lezza. A'oi parlate della Danimarca e vi affliggete per
Alessandria. Io invece mi affliggo per il trionfo della
forza bruta della Germania che va parlando di Naziona-
lità dello Schleswig e poi vuol tenersi Venezia, il Tirolo
italiano e Trieste. Mi affliggo per la vergognosa condotta
della vostra Inghilterra, che incoraggia i popoli e poi li
abbandona ; per i popoli, che lasciano che ciascuno di
loro s'innanzi e poi cada solo e senza aiuto ; per la mia
(') Forse per errore, iuvece di Fredericia, uelli) Jutland,
che iu quei giorni era stata investita dall'esercito prussiano.
2G BPISTOLAKIO. [1864]
aiid women going about in theii- usuai - jiciKMally
silly or idle — avocatioiis, whilst Iiiini(.i;ility a)i'l
Murder are i»arading triuiiipliaiitly lue woi-ld ol" (jrxl.
As a last hope for Poland and as a last defianee too,
1 am bent — wilh frantìc persisionce- -on aitacking
Austria in the e-dily .sprin<jc. Besides Ibe secict
preparations, I have succeeded so fai- as to create a
jjublie opinion in Italy towards Venice, and as to
bave compelled the Government to talk about it and
prepare itself. Only, the cowardly Government pre-
pares to act with L[ouis] N[apoleon] if he hapj)ens
to want the Khine and i)ersecutes, seizes, discounten-
ances our action, to the i)oint of attemptinf»' to seize
money collected in a ball, for \'enice. ] have (Ja-
rib[aldi] with me ; but he does nothing towards jj;etting
money. In work, I am ieft alone. Nevertheless, I
stili hope.
Italia che tradisce la sua fede ; per tutti gli uomini e
tutte le donne dediti alle loro solite — generalmente
sciocche o futili — occupazioni, mentre l'immoralità e
l'assassinio marciano trionfalmente attraverso il mondo
di Dio. Come ultima speranza per la Polonia e anche
come ultinm sfida, sono deciso — e fermamente deciso —
ad assalir l'Austria all'inizio della primavera. Oltre a
preparativi segreti, sono riuscito nell'intento di creare
lui'opinione pubblica in Italia riguardo a Venezia, e son
riuscito a costringere il Governo a discuterne e a prepa-
rarsi. Solo che il Governo, codardo, si prepara ad agire
con Luigi Napoleone, se per caso costui volesse il Iteno,
e perseguita, intralcia, osteggia la nostra azione a tal
punto da tentare il seiiuestro del danaro raccolto a fa-
vore di Venezia. Garibaldi è con me, ma non si occupa
affatto di riuscire ad aver del danaro. (,)uando c'è da lavo-
rare, mi si lascia solo. Nondimeno, ho ancora speranza.
[1864] EPISTOLAfilO. 2t
E [mille] and V[eiituri] are going through a snc-
cession of dinneis out ; on thursday evening at Cji-
roline's; yesterday at Bessie's ; to-day at AVilliam's
partners, Morris, eto. James and Joseph bave l)een
poorly, bnt are getting better. P[eter] Taylor has
had erysipela, Clementia a severe coki.
I shall try to see "Roba di Roma.,, T think I
remember a young American artist of that name
coming enthusiastically two or three times at the
Trinmvirate towards the end of the siege. (M
AA'hat is a " emmet? „ I treasure np ali the \ery
pretty things nttered l)y iMande and want an expla-
natioii of that Avord,
Emilia e Venturi stanno passando da un pranzo all'altro
fuori di casa ; giovedì sera da Carolina : ieri sera da
Kessie : oggi dai compagni di William, Morris, eco. James e
Joseph sono stati male, ma ora vanno meglio. Peter Taylor
ha avuto la risipola, Clementia un forte raffreddore.
Cercherò di vedere « Roba di Roma. » Credo di ricor-
dare un giovane artista americano di (piel nome che è
venuto pieno di entusiasmo due o tre volte al Triumvi-
rato verso la fine dell'assedio.
Che cos"è un «emmetV». Faccio tesoro di tutte le grn-
ziosissime cose dette da Maude e desidero una spiegazione
di questa parola.
(') William Wetmore Story, scultore e pittore americano
(1820-1895), morto a Vallombrosa, e vis.suto quasi sempre in
Italia. Il suo voi. intitolato Roba di Roma, del quale M. Biggs
indicava al Mazzini la seconda ediz . venuta a luce nel ISCi-S,
è una vivace descrizione degjli usi e dei costumi della Roma
papale. Nel 1849 lo Stor.v conobbe il Mazzini, al quale fu prt^-
sf-ntatu da Margaret Fuller. Yed H. J.wfES. U'. ^V. Stori/ and
hia friends; Boston, 1903, voi. I, p. 98 e segg.
2R Ei>TSTOi,AKro, 118041
Bless yon, deiii-est Mjitil<l;i : plciisc, love yoiir
l()^iIlJ,^
Joseph.
Dio vi benedica, carissima Matilde: voitillate lieiie, vi
prego, al vostro amico che vi vuol lieiie.
Gir SEPPE.
VMMCCCII.
A Filippo Bettini, a Genova.
[Londra], 1° marzo [1S(V1].
Caro Bottini,
Ti prego rti passare 25 lire italiane al Dovere da
parte di L. A. Wolff, al quale devono ricominciare
l'invio del Dovere in Londra.
Io le ricevo qui.
Sto come sempre, tra il bene e il male. Purcli'io
possa lavorare a modo mio sino all'ultimo, sono pago.
Spero che tu stia bene. Credi sempre all'affetto del
tuo
Giuseppe.
^Manda pure, ti prego, 50 lire italiane a Brusco
Onnis, Direttore deirr,>'//à /tulidiia, a Milano.
VMMCCCII. — Inedita. L" antografu si conserva n^^ir I-
stituto Mazziniano di Genova.
[1864] EPISTOLARIO. Ù.9
VMMCCCIII.
A Benediìtto Cairoli.
[Londra], 4 marzo [1804].
Fratello,
Mi mancano agio e temi,o. Ma vi scrivo due linee
perché non mi crediate trascurato e scortese. M'af-
fermano qui che (J [aribaldi] viene, e, se è vero, Dio
sia lodato.
Soltanto, solleciti, perché il tempo vola. Dai
romori della Gallizia voi vedete che il disegno
matura, e potremmo essere chiamati ad affrettare
anziché a indugiare. Ora è necessario ch'ei si trovi
a tempo in Italia. Suggeritegli ch'ei qui non tra-
scuri P. A. Taylor, amicissimo suo, membro del Par-
lamento, che lo vide alla Spezia e che lo invitta a
casa sua qui. (^) Seeley che lo invita pure è buono, ma
mal circondato. Ei badi dunque a non lasciarsi tra-
scinare inavvedutamente a jiarole men che franche.
Egli, (Tar[ibaldi], è (pii rappresentante della Demo-
crazia militante Europea : si mantenga a quell'altezza.
Ei dovrebl)e, secondo me, recarsi prima in ]irovincia,
dov'è la vera vita: a Liverpool da Peter Stuart, a
Newcastle da Cowen, a Glasgow da Tennent, ami-
cissimi suoi tutti. Avrebbe inviti e ovazioni di città
VMMCCCIII. — Pubbl. (la M. Rosi, L'iUilia odierna.
cit., pp. 1304-1305. L'autografo si conserva presso gli eredi
Cairoli. A tergo di esso, di pugno del Mazzini, sta l'indi-
rizzo: «Per Ben. ('[airoli]. »
(') P. A. Ta:^]or aveva accompagnato il dr. Partridge al
Varignano (ved. la nota alla lett. VMDCXC) ; e nel dicembre
del 1862 aveva scritto a Garibaldi, offrendogli la sua ospitalità
a Londra (ved. la lett. vMDCCLXVII).
'io Epistolario. [ISCA]
in città. Poche parole dette a modo suo, mescolando
i nomi di Polonia e dTn^hei-ia colTItalia, ed es])i-i-
nicndo la s])ei'anza che yli jipidansi d' un popolo
inatico come 1" Inglese si traducano in atti «giovevoli;
e lascei'ebbe il resto agli Inglesi. Sotto il nome di
l'fsiiiiioHÌdl e d'altro, avrà danaro. Dopo una rapida
corsa d'un quindici giorni in provincia, tornerebbe
a Londra, dove un ciiuiue giorni gli basterebbero.
\'i suggerisco (pieste idee, perché sono fondate, ma
mi dorrebbe ch'ei credesse, s'io stesso glie le espi-i-
messi, ch'io m'assumo dirigerlo. (^)
Ilo messo, come a quest'ora saprete, a dis]ìosi-
zione del Comitato Centrale i r)000 franchi miei che
rimangono a l>on[net]. Aveste i 2000 da Nicotera?
Lavoro indefessamente a preparare un'eco potente
al moto in Europa.
So che v' affiataste cogli uomini alto locati in
Torino e che si <lissero allarmati dell' unione tra
Gar[ibaldi] e me e del grido neutro. Se hanno letto
coi-risponderize mie, devono aver veduto eh' io ho
sempre dichiarato il grido neutro essere affare per
noi di dignità e di coscienza; e in verità il mante-
nere r antico grido, (piando chi lo ])roferiva, sulla
(') Garibaldi giunse il -^ aprile 1864 a Southampton, dove
fu ricevuto dal duca di Sutlurland, da Mr. Seeley, membro del
Parlamento, dal generale P^ber, da .Joseph Cowen, da Mr. .John Ri-
chardson, segretario dei festeggiamenti che erano stati prepa-
rati a Londra in onore del duce dei Mille, e da una rappresentanza
d'Italiani. Partito il giorno dopo per l'isola di ATIgiit, vi fu
ospite di Mr. Seele.v fino all'll aprile, quando fece il suo trion-
fale ingresso in Londra. C( là fu ospite del duca di Sutherland
fino al 20. quando s'imbarcò per Caprera, senza aver visitato
altre citt.à inglesi. La sua partenza, che parve subitanea, alla
quale non furono estranee pressioni diplomatiche e politiche,
fu poi argomento di vive polemiche.
[1864] EPISTOLABIO. 31
via di Roma ha incontrato scariche regie, sarebbe
bontà da toccare il comico; ma ch'io a un tempo
diceva essere il ^rido monarchico infallibile sul Ve-
neto che vuole V esercito e ha ragione ; e die noi
faremmo tanto di cappello a quel grido. Pubblica-
Dieute e privatamente ho detto che fiatar di lepub-
blica 0 di questione politica sul A>neto sarebbe
delitto e follìa. Che vogliono dunque?
Una parola individuale. Non so se vediate Crispi.
Io non chiedo a lui né ad altri cosa per me. A'orrei
soltanto gli fosse ricordato che una intera congiura
è rivolta a farmi pericolare dove sono e che davvero,
quant'ei può dire pubblicamente per provare che
(Jreco era un tristo e agente della Questura, do-
vrebbe dirlo senza indugio e mandar copia ad Au-
relio. (1)
Raccogliete? Lavorate?
Addio per ora; vostro
Gius. Mazzini.
(') Nei circoli politici ctìiiservatori inglesi .si aiulava prepa-
rando un fiero attacco contro James Stansfeld, che faceva parte
del gabinetto Palinerston ed era rimproverato di avere cordiale
amicizia col Mazzini ; contro di lui s'appuntava (luindi la ( alun-
nia di essere stato complice dei preparativi riguardanti il suppo-
s*o attentato contro la vita di Napoleone III. La stampa moderata
inglese reclamava che il Mazzini fosse espulso dall'Inghilterra,
né era valsa una eloquente difesa che J. Stansfeld aveva fatta
del suo amico uelja seduta del 27 febbraio 1864 alla Camera
dei Comuni. Il 17 marzo fu rinnovata l'accusa, e contro di
essa presero la parola in difesa del Mazzini P. A. Taylor e
W. Gladstone, il quale ultimo, sia pure dichiarando di non
dividere le opinioni di lui intorno all'Italia, poteva affermare
che considerava « Mazzini come uomo di grande ingegno, di per-
fetta e sincera probità.» Xed. l'Unità Italiana dei 2Q marzo 1H(j4.
Non sembra che il Crispi, dopo la sua interpellanza del 24 gen-
naio, sia ulteriormente intervenuto riguardo all'affare Greco.
32 EPISTOLARIO. [1864]
VMMCCCIV.
A DEMETBK) DlAMILLA MlLLKK, il T(»rill(».
[Londra). 4 iiiarzu 11S(54].
Caro Mullei-,
\ì Sdivo questo per (ìir\ i di non indirizzare più
lettere ad A[shurst] per buone ragioni.. (')
Suppongo non abbiate altro a dirmi.
Non mi avete dato mai la data della lettera nel-
la quale io mi lagnava degli amici che m' infligge-
vano G[reco].
Il re deve avvedersi ch'io non errava parlando
della Gallizia.
Dopo le mie assicurazioni sulla questione politica
perché s'esita? Si vuole il Veneto o no? Uniti con
noi e coi popoli, non v'è bisogno di P^rancia o d'altri.
In nome di Dio, siamo Italiani.
A'ostro
GlUSEITR.
VMMCCCIV. — l'ubbl. in Politica segreta italiana, ecc.,
cit., p. 51.
(') Anuota qui D. Diamilla Muller che «più d'una lettera
diretta a Londra all'indirizzo indicato era stata trattenuta ed
aperta dalla polizia francese. »
[1864] EPISTOLARIO. 33
V.M.MCCCV.
AU AciosTi.No 1>i;ktam, m ToriiKi.
[Loiulni. .... marzo 1S(J4]. venerili.
Caio Beitaui,
Ho la tua.
Ringrazia un assalto di lonibau<iino che non mi
lascia riposo, per la brevità della mia.
Sei l'amico più irritabile di questo mondo. Non
intendo sindacare ciò che fai; né richiamare ogni
lavoro a me: ho piacere del tuo lavoro e lo ritengo
importantissimo. Non ti diceva altro se non questo:
« Tutti e due lavoriamo sul Friuli. Ho un centro in
Udine appunto. Sai'ebbe bene che sapessimo V uno
dell'altro, per potere unificare gli elementi. » Che ma-
le c'è in questo, oh il ])in riroItizioiKirio degli uomini?
Non si tratta di Z[ngni], bench'ei lavori per me;
si tratta del Dr. Andreuzzi (M e di Kizzani, coi quali
un di o l'altro bisognerà che i tuoi elementi s'inten-
dano: in Ialine l'uno. 1 altro a S. Daniele, a poca
distanza.
Addio: voglimi bene e irritati meno col tuo amico
— fuori della Camera —
GiusErPE.
Se, avendo mezzi, invece di versarli al nucleo
degli amici che jjossouo spenderli in progetti orien-
VMMCCCV. — Inedita. L'autografo si conserva nel Museo
del Ri.sorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ha indirizzo.
(') Sul Dr. Antonio Andreuzzi ved. la nota alla lett.
VMDCCLXXVI.
Mazzini. Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 3
34 EPISTOLARIO. [1864]
tiili, tu ill'ilvessi (letto: « TTo tanto,» t'nvrci dotto:
«Serba in tue mani; è necessario cei-cai-e di raj^^ra-
nellare armi sn Ino^^lii vicini al 1*0, per evitare la
necessità de' viajij;i che le fanno scoi)rire. » E ci sa-
remmo dati tutti e due d'attorno pei- dissotterrarne.
Questo è ciò ch'io chiamo, non soj^jjezione. ma la-
voro d" accordo.
T() PIATII, DA BlGOS, LoiUloM.
[London, Mardi 7th, 1S04J. Moiiday.
Here is the autograph, dear. The Iteuinninij
could not ' he sent. The little Frencli thing will
reach you later in the day. liless you. Ever
your loviug
Joseph.
LinK'dl.
Ecco rtiutojirafo. cara. Non lio iiotuto niamlar»' il
lirincipio. I.a piccola cosa francese vi iiiungerà in gior-
nata, ma un pò" inù tardi. l>io vi benedica. Sempre.
vostro affezionato
Giuseppe.
VMMCCCVI. — Inedita. L" au^)grafo si conserva nei
Mu.seo del Ri.sorgimento di Ruma (fondo E. Xatluin). Non lia
indirizzo. La data vi fu apposta da M. Biggs.
[1S04] Ea»ISTOLARlO. 35
VMMCCr\'II.
A Maoamk M. n'Ar,oi-LT. ;"i Pnris.
[Londrosl, S mars [INIUI.
Madame,
J'ai envoyé l'écrit sur Dante à la Heine (ìrrmdiil-
qiir poni- vous le nième your de ma lettre. J'avais
en soiii de taire dispaiaìtie tonte tiaee de rauteuv;
mais il se peut qii'nn malenoontreux « Opere di ]Ma/-
[ziiii] » se soit trouvé aii fond de (jnelipie page et
(pie cela ait sutti pour 1" osti-acisme. \'euillez toute-
fois. Madame, taire des reclierclie.s au Bureau. C'était
un Cahier imprimé portant au haut des page.s : « ()-
]»ere Minori di Dante. ».
Si tonte chance est perdue, je tàcherai de vous
taire parvenir ce petit écrit par une antre voie.
riiose étrange, votre bonne et chère lettre m'est
tidèlement parvenue. Je la garde comme sonvenii-.
Ayez soin. Madame, de votre sauté et complétez
votre beau tra va il.
A vons avec estime
Jos. ^l\7.7Ay.\.
vMMCCM:;VII. — Pubbl. in G. M.\ZZTNT. Lettre<i ù Daniel
^tern. cit , pp. 3-4. L'autografo si conserva nel iluseo del Ri-
sorgimento di Roma (fondo E. Xatlian). A tergo di esso, di
imgno del ^lazzini, sta l'indirizzo : « Madame Marie d'Agoult, »
la quale v'appose e completò la data.
3(ì KPIBTOI.AKIO. [1804]
V.M.M('(M'\ III.
TO Matilda Bkigs, London.
rLoiulun, March Sth, lSf!41. Tuesdii.v.
Denicst .Matilda,
Yoiiv note invìi iiij; me icaclios hcic al hall' pftst
Iwelve; and I ani noi live iiow noi- sliall hv l'or Uva
lioui's. (ìeneially speakiiif;, 1 olitili lo kiiow ahvaj'^s
one day befoie so as to take aiiaii<;einents. 1 iniolit
to iiiori-ow. bui woiild it suit you ? If so, you on^ht
to di'O]) one word williout delay. lOvei'
youi- loving
.Joseph.
MartofU.
Il vostro biglietto d'invito mi sinnst' Qui abf dodici
e mezzo: e io non sono libero adesso, né lo sai'ò prima
di due ore. In generale, dovrei sempre saperlo un giorno
prima, in modo da potermi liberare dai miei impegni.
Domani potrei, ma è comodo per voi? Se lo fosse, dovreste
scrivermi una parola senza indugio. Sempre.
vostro affezionato
Giuseppe.
VMMCCCVIII. — Inedita. L'autografo si conserva noi Mu-
seo del Risorsimento di Roma (fondo E. Nallian). Non ha
indirizzo. La data vi fu apposta da M. Biggs.
[1SG41 KPisTOL.vruo. Ut
vMMrrnx.
A Demetrio Diamilla Mtjller. a Torino.
[Londra], 12 marzo [ISWI.
Ho le vosti-e dell'S.
Avreste potuto mandar la copia come lettera
registrata airiiidirizzo che avevate.
Nondimeno, lasciatelo e i^iovatcvi invece a scri-
vermi nel segnente... Non induciate. (^)
VMIMCCCIX. — Piil>hl. in Polilicd Hrijyeta ìlnìinnn, ecc.,
cit., pp. 54-55.
(') A commento di questa h tt.. D. Diamilla Moller annota :
«Le tre lettere in data lt>, 17 e IS fehl)raio .... furono man-
date pel solito intermediario al re, accomiìasnate da una scrit-
tura deiramico medisimo, nella (juale si pregava caldamente
S. M. di prendere in considerazione i .sentimenti di Mazzini,
e di UdU prestar fede alle calunnie de' suoi nemici personali
d'Italia e di Francia.
«Il primo di marzo il MuUer ricevette in Genova dall'ulli-
ciale d'ordinanza che era stato con lui in relazione, il conte
di Savoiroux. un invito pressante di recarsi a Torino, al quale
avendo egli subito ottemperato, alla mattina del 3 marzo venne
dallo s'esso ufficiale condotto a,lla presenza di S. M. Vittorio Ema-
nuele, dicendogli che d'allora in poi avrebbero dovuto trattare
direttamente, senza intermediari, che da quel momento tutti
i documenti originali dovevano essere depositati in sue mani
e gelosamente custoditi, gli rimise una nota autografa, auto-
rizzando a darne comunicazione in modo sicuro e segreto al
Mazzini.
« Questa nota era senza data, ma era stata scritta la sera
innanzi del giorno in cui il Muller era stato chiamato a Torino,
vale a dire ai 28 di febbraio.
(( Ecco la nota :
'Fu totalmente erro-nea la trasmissione delle mie parole
fatte da Pastore.
38 EPISTOLARIO. [18641
l'erc'hé copia soltanto? A che giova l'aiitogiafo,
se non deve essere in mano mia? In mano di chi
rimane? Chi è la persona antoievole? In cosa cosi
• Non dissi aver mai iiarlatu. né fatto patti con (HH'lla
persona, né (luella stessa persona averne fatti eoa me.
' Dissi solo essergli stato benevolo in varie occasioni che
forse egli stesso non lo sa, non averlo tormentato in Napoli,
ni.i esii invece essermi stato ingrato nei suoi .scritti sia puii-
lilici che privati.
' Dissi non poter ammettere che il Partito prenda l'ini-
ziativa nei fatti che devono succedere, e se tal fatto accadesse,
sarebbe represso colla forza.
" Dico ora, che ciò ammesso in modo formale, sono dispo-
sto a concertare come si chiede, ma assumendo io e il mio Go-
vernt), quando vi sarà oml)ra di possibilità, con tutte le forze
vitali della Nazione il glorioso mandato dell'opra finale della
patria nostra.
' Avere comuni lo slancio ed il desiderio di fare con la
persona di cui parlai. Giudicare le cose da me e con la mas-
sima energia e non con timide impressioni altrui.
' Ma sappia la persona che gravi sono i momenti, che
bisogna ponderarli con mente calda e cuore ardente, e che io
e nt)i tutti vogliamo e debbiamo compiere nel più breve spazio
di tempo la grand'opera. ma guai a noi tutti se non sappiamo
ben farlo, o se abI)andouandoci ad impetuose, intempestive
frenesie, venissimo a tale sciagura da ripioml)are la patria no-
stra nelle antiche sventurt:\
•Il momento ni n è ancora maturo; fra breve spero Dio
aiuterà la patria ut.stra. — V[ittorio] E[manue3,e].
« Avuto questa nota, l'incaricato scrisse al suo mandante,
dicendogli avere un documento che veniva da persona auto-
revolissima da comunicargli, non poterlo fare che per copia,
trattandosi di cosa tanto di rilievo e delicata, che i mezzi di
cui si era servito fino allora per fargli pervenire le sue comu-
nicazioni non gli parevano abbastanza sicuri, e volergliene
indicare qualche altro sicuro e di cui vi fosse più a fidarsi :
tal documento essere esclusivamente per lui, Mazzini, da non
lasciarsi cono.scere ad anima viva. » Politica segreta italiana.
cit., pp. 52-53.
[18G4] EPISTOLARIO. 39
delicata dovreste diimi tutto; del resto, questo sono
mere osservazioni.
Quanto a] non pubblicare, è strano che il dub-
bio sorga. Sarebbe in me una tale violazione d' o-
gni riguardo, e d' ogni buona fede, che non dovrel)be
neanche supporsi.
Quanto all' iniziativa, veduta la lettera ne ])ar-
lerò. Ma vi confesso che da parte nostra l'inizia-
tiva intcnia è per venti ragioni una condizione siitc
(jiia non, e non intendo come, disposta ogni cosa,
non se ne veda l' immenso vantaggio.
Date pure la mia parola sul silenzio.
Come vedete, son qui.
\'ostro sempre
GiLsri'PE.
VMMCCCX.
A "Madame M. d'Agollt, à Paris.
[LoudiTs]. 15 iu:u-s [l.S(;4].
Madame,
Le titre de mon travail est « Oi)ere Minori di
Dante. » Il a été public en Angleterre en iSSrJ dans
le Foi(i(/n (JiKii-tcrlij Jiccicic avant d'eritrer dans la
collection qu"on fait à Milan de mes Ecrits chez
Daelli sous le titre de « Scritti editi e inediti di
VMMCCCX. — Publ)l. in G. Mazzi.xi, Letties ù Uuniel
t-'tern, cit , pp- 5-8. L'autografo si conserva upI Musco del Ri-
sorgimento di Roma (fondo E. Nathan). È in uiui luista the.
di mano ignota, ha l'indirizzo : « Madame Marie d'AgouIt. 11.
Rue Circulaire de l'Etoile, Paris. » La data si completa col
timbro postale.
40 Ei'isroi.Anio. [1SC41
Gius. ;M;izzìiiì, eie » T/articlc se Irouve daiis le qii;i-
trième volume.
Le uom véi'it;il)le de Daute est eu effel Allighieri.
TI y a lieu à eroiie (jue Dante éciivait Allagheri.
Un (le premieis Codes poi-te le titie qu'il avait lui
nième donne j\ son ])oèn)e « Incipit r')m()edia I^antis
Alla,n]iei'ii Fiorentini naiione non nioi-ihus. » TV titre
n'a jamais été leproduit, si ce n'est dau.s Tédition
que j'ai moi mérae publiée en 1S42 à Londres (chez;
Kolandi) sur les travaux manuseiits de Foscolo. De
tonte manière les deux // sont autlienti(iues. Le
clianjicment n'a été diì (pi'aux modifications (jui
s'opèient de siècle en siècle dans la prononciation.
L'aneedote du Couvent est c'onsi<;née dans la
lettre d'un moine à L^guccione retrouvée i)av Carlo
Trova: elle est insérée dans son livre intitulé: «11
\'eltro Allegorico. »
Foscolo avait travaillé pour le lihraire anijlais
Pickeriug à une édition du Poème. La mort l'emiiè-
cha de compléter sou travail, que ne va pas au delà
de YEiifcr. -Te parvins à déterrer le manuscrit égaré,
et je puhliai, me réglant sur la i)artie achevée, Tédi-
tion Rolandi de 1S42 en quatre volumes. File porte
une préface de moi signée: « l"n Italiano.» Le i)re-
mier volume est rem])li par une Introducrion criti-
que de Foscolo, très importante. Le titre de TEdition
est : « La Commedia di Dante Allighieri illustrata da
T'go Foscolo. » Je serais heureux de vous Tenvoyer ;
mais on m'a enlevé le seul exemplaire que je pos-
sédais. Le vie que j'ai dù mener, n'est pas favorable
à la formation d'une bibliothèque.
Le point de vue que vous avez clioisi. exclul un
travail étendu sur le eulte voué par Dante à l'idée
Xationale. Ce qui me paraìt pouvoìr jusquVi un cer-
[1864] ETIStOLARIO. 41
tain point entrer daiis le cadre de votre travail est
plutòt sa pensée pliilosophique, soii intuitiou sur ce
que iious appelons anjoui-d'lini la Loi du Piogiès et
la vie colleetive de rHuiiianité. J'ai cherché à esqiiis-
ser ses idées en m'appuyaiit de citations textuelles,
qui pourrout peut-étie vous venii* en aide.
>'ous avez pu. Madame, devinei- par un passage
de mon écrit (page 189) la manière dout j'envisage
les rapports entre Dante et Goethe. Ce som pour
moi des rapports de conti-aste plutòt que de ressem-
blance. Seulement, 1' un complète l'autre pour ainsi
dire. Dante représeute surtout le moi, Goethe surtout
le non -moi. Toiis les deux forment la plus complète
définition de l'Art qu'il me soit donne de concevoir
et que Tavenir peut-étre réalisera. Quelle» que soient
nos vues à ce sujet, je les attendrai avec désiv. Ce
que vous avez déjà écrit m'est garant de Timportance
de ce que vous écrirez. (^) Vous ferez penser et .sch Air ;
et c'est là le but principal à atteindre. Il pourra
exister encore des divergences sur telle ou telle
autre question secondaire ; mais vous nous préparerez
à communier de plus en plus avec l'àme de Dante :
et c'est là, je le repète, le but à atteindre.
Adieu, Madame. Rappelez vous de moi, si jamais
je peux vous étre utile en quelque chose. Gomme
vous le dites, nous sommes unis sur un terrain sacre
et plus haat-placé que tonte conuai«sance person-
nelle.
Jos. Mazzini.
(1) Nel 1866 Mail. d'Agoult diede a luce il voi. : Dante et
Goethe, dialogues.
42 EPISTOLARIO. [1S04]
To TiTF Editor of tiik « Times. »
[I^Midon. Mnvch l.'ih, 1X04].
Tiiosd.'iy cvoniiiK.
Sii-,
My atteiition lias heen caìlcil to aii ai-ticlo in yoiir
paper of tliis day in whicli, ì'jI'imiÌiìc, to the statement
of the Procnreur-Irapéiial oii tlie (Jieeo trial, y«)U
im])ly that somethinu further is iieeded in oi-dei- to
clear the chai-acter of Mi-. Stansfehl fi-om the ini])n-
tations made upon hini by tliat fnnctionaiy of tlie
Imperiai Government. (\)
^lartodi .som.
Signore,
Ho notato che in un articolo Inserito ossi nel vostro
S'iornale. toccandosi nllc cose dette dal Procuratore imperiale
nel processo di Greco, voi vi argomentate che si richieg-
gono maggiori prove per pui'gare il signor Stansfekl dalle
accuse mosse contro lui da quel magistrato del (Joverno
imperiale.
vMMCCrXI. — rullili, noi Times dol lC> marzo lSfi4, o tra-
dotta 9 pnblil noW'T'nitii ftnlìnna di ^lilano. del 19 marzo 1S04.
(') Il giorno successivo a quello in cui il Mazzini inviava
questa lett. al Times, si svolgeva alla Camei-a dei Comuni la
discu.ssione sulla mozione di Sir Stracey. riguardante i rapporti
ohe il Mazzini aveva avuto con J. Stansfehl, intorno ai quali
il procuratore generale C'ordoen, nella rociuisitori.a da lui pro-
nunziata il 2Ct febbraio lSfì4 al Tribunale della Senna durante
[1864] K1>IRT0LARI0. 43
Tliose imi)uta1i()iis wei-e contained in a speecli
totally insui^ported by' legai evitleiice: and 1 should
lune Ihonuiit tliat Mr. Stausfeld's cliaracter and
Tali accuse furono fatte in una arringii, senza essere
sostenute con prove lejiali : ed io avrei creduto che l'in-
dole del signor Stansfeld e Tattitudine sdegnosa della
il processo contro P. Greco e C. aveva insinuato il sospetto
che lo St.insfeld non fosse ignaro a tutto ciò che A. SaflS, in
una sua lett. al llnies (ved. il lUritto, del 20 marzo 1S64) giu-
stamente definiva « turpe e poliziesca procedura sidrafifare
Greco. » Accolto da molti applausi, lo Stansfeld si era cosi
difeso : « Xou è mio intendimento di dire alcuna parote sulle
critiche fatte al carattere di Mazzini. Io feci <]uello che cre-
devo mio dovere rendendo testimonianza al carattere di un
uomo che conosco da più anni ; e per quanto la disc\issione si
possa protrarre, questa è per me una discussione finita. Mi volgo
ora alla parte della mozi(»ne dell'on. Baronetto, che concerne me
stesso. L'on. Baronetto dice che le parole del procuratore gene-
rale sono degne di seria considerazione. Ora, a diritto o a torto,
io applico al discorso del procuratore genei-ale la stessa inter-
pretazione che fu rivolta contro di me. A me parve, e pare
ancora, che ad una imputazione si odiosa, e, come mostrerò, si
destituita di prove nel processo, non si poteva se non opporre
una dinegazione che, per quanto generale, era. a mio avviso,
completa, e che, selihene accompagnata da alcune espressioni dì
indignazione e di disprezzo, non credo che la Camera l'abbia
a reputare non naturale o fuor di luogo. Ora, qual è la prova
su questo punto? L'on. Baronetto ha supposto che Greco ve-
nisse indirizzato ad una per.sona al mio recapito per aver da-
naro per l'intento del complotto. Ma ammesso anche che la
lettera trovata indosso a Greco fosse stata di Mazzini, quella
lettera non lo indirizza al mio recapito per danaro. Fu detto che
si trovò su di lui un pezzo di carta con questo parole : Sig. Fior
irei: 35. Thiirìoe i^qiiare. Ecco tutta la prova da cui il procu-
ratore generale dedusse le sue illazioni. Egli si riferì pure al
complotto di Tibaldi nel 1857, e disse che io era in relazione
44 Kl'ltSIOI.AKIO. I INI')! I
^vii(M;i| (Iciiiiil ili llic House oT ( 'oniiiioiis would li;i\f
.^atisfted aiiy faii*-ju<l}j;iii^ ixmsou (ni llic uiitnith oT
sudi cliiirucs. Uni if iiiv Icstiiiioiiv iiiiulil bc dcci-
( 'amera dei Coiniini sarebbero bastate a persiiailere qna-
liiiKiue persona siiista della loro falsità. Ma. qualuin;iK'
forza possa avere la mia testimonianza in (jnesta maleria.
fon .Mazzini, conu' tosoriorc di (lUcl cuiiiiilotto I.a luitu venne
liiavata dalle note di Mazzini, cln» iudiriz/.iiva dne pf rsone al
mio recapito per danaro in caso di bisogno. Ecco tuta la i)rova
ueir affare Tibaldi, ed io ho il pieno diritto di riconoscere
che il suo carattere sinstificherebbe il procuratore generale a
chiedere maggiori spiegazioni ; ma non credo che una persona
abituata ad esaminare la prova potesse giungere ad una tale
conclusione. Io non credetti dover opporre se non una dine-
gazione generale ad un'accusa di tal fatta, ma le circostanze
sono ora interamente mutate, IVintera cpiestione fu recata
innanzi alla Camera dalla mozione dell'on. Baronetto, né io
sono libero di scegliere; ma non credo che ci sia nulla d'inde-
coroso nell'essere chiamato a dare spiegazioni, o ch'io abbia
ad essere umiliato neli ris])ondere a qulasiasi questione. Ve-
diamo a nostra volta le accuse. Il procuratore generale dice
che io continuava a corrispondere con Greco. La mia risposta
si è, che né direttamene né indirettamente, per lettera o in
persona, non ebl)i inai relazione con (jnella persona. Né mai
lo conobbi, né udii che esistesse, prima che vedessi la notizia
sui giornali sulla parte da lui avuta in quella cospirazione.
Io retrocedo ora al caso Tibaldi. Il signor Mazzini dichiarò
già esplicitamente nei giornali che non era esistito un fondo
per Tibaldi, io non venni mai, certo, invitato ad agire in qua-
lità di cassiere. Non è appena d'uopo che io aggiunga, non
aver mai tenuto tali fondi, né dispensato danaro per qualsiasi
proposito alle persone nominate in quella cospirazione. Al-
tra cosa era essere intimo d'una persona, e altra essere impli-
cato nelle sue imprese, siano queste tali da richiedere xdteriore
investigazione o quali vennero a lui recentemente attribuite.
L'on. Baronetto disse che il mio nome era implicato nel prò-
[1S(>4] KP18T0LAH10. 45
jjiive of the question 1 cauiiot withhold it fioiu oiie
wiiose fi-ieiulshii) I Iii_ulily vaine, and who lias spoken
so geiierously of me in an assembly (' ) where his doing
«0 miglit expose him to some ineonvenieuee ami
misiiitei-preta t ion .
io non la posso negare a colui, la cui amicizia olireuiodo
io apprezzo, e che si magnanimamente parlò di me in
un'assemblea, dove il farlo poteva metterlo in gravi
molestie.
cesso Orsini. È la prima volta che udii questo del mio iu)iue.
Quando si adducano prove, sarò pronto a rispondere. L'on. Ba-
ronetto ci-tò pure certe cedole di un prestito, e le apparenze,
lo ammetto, hanno (pialche somiglianza coi fatti. Nel 1850,
immediatamente dopo la proclamazione della repubblica, mi si
chiese di permettere che il mio nome fosse posto a tergo di
quelle note per indurre il popolo a prenderle, trattandosi di
promovere l'unità italiana. Ammetto di avere ciò permesso, ma
poche settimane dopo fui indotto ad esaminare la convenienza
di tale atto. Per consiglio dell'avv. Manniug, io chiesi che il
mio nome fosse ritirato, e fu ritirato in effetto. Questi sono i
fatti, e i soli che possono importare alla Camera : ma se qual-
che membro desidera fare domanda, sono pronto a rispon-
dere.' Il .signor Stansfeld aggiunse che egli e altri amici per-
misero al Mazzini di recapitare le .sue lettere alle loro case.
Queste lettere vennero a lui recapitate sotto il nome di si-
(fiior Fiore, che è l'equivalente italiano di Flairer. ma non cre-
deva che alcuna lettera gli fosse stata recapitata sotto il nome di
Flotver. « Io riconosco interamente ad un tempo non essere né
da consigliarsi né opportuno, qualunque fosse il contenuto della
corrispondenza di Mazzini, che le sue lettere siano recapitate
alla mia casa nella mia posizione. » — concluse — « Ma Maz-
zini ha dato da sé le disposizioni da prevenire ciò da qui
innanzi » Ved. i^ Diritto del 21 marzo 1S64.
(0 Già nella seduta del 29 febbraio 1804 alla (^aniera dei
Comuni J. Stansfeld aveva dovuto rispondere a una interro-
4Pi RPiRToi.Arno. [IsriJi
I li;i\(' tlicicloic (n r('([ii('st of voii llic iiiscit ioii
ol' tliis IcHci-.
The 1\\() jisscrtioiis oJ' llic rrocuicur I iiipriinl, ;i>
(lUotcd /'// c.rlriisft by yoil, ;il(':
« TliJit (li-eco \\;is to w lite to llic jiddicss,
,I/r. Floìrcf, 4~), Tliurlor-Stiiairc, nroin/iloii. ir lic \\;is
in w ;ni1 ol" money ;
«TliJil -Mr. Slaiisfi'ld li;id Ix'cii in ISÒT .-ippoiiit-
ed lo he llie biinkei- ol" ;\ Tibjildi ( "i)iis])ii;icy l'^iiiid. »
It is tnie lliat ;il v;ii-ions liiiies. owiini t<> leltcìs
;i(bli-essed lo iny ii;niir bciiiii st()|)]»('d oi- 1;iini»er('d
witli by Continental jxìliey, T bave asked my lOm^lish
friends, and anione tlieni Mr. Stansl'eld, lo leceive
tlieni l'oi- me, llie conlents of tlie letters bciiijj' iiatnr-
Vi preso adiiiKjm' di pubblictiro (infilo clic sto per
(lire.
Il Procuratore imperiale fece (lueste due dichiarazioni
da voi riferite in, extcììso :
«Che Greco doveva scrivere al signor Floircr. 8r>. l'ini r-
lov t<<iuare, Brompton. (piando egli aveva bisogno di danaro;
«Che il signor Stansfeld fu, nel 1857, deputato cas-
siere del fondo per la congiura di Tibaldi. »
È vero che io, vedendo che le lettere indirizzate al
mio nome erano spesso o fermate o aperte dalle polizie
del continente, pregai pili volte i miei amici inglesi di
gazione di Mr. Cox riguardante la sua pretesa complicità nel-
l'affare Gl'eco; e dopo aver mostrata tutta la sua indignazione
per l'iusinuazione del Procuratore generale Cordoen, aveva
dichiarato : « Il nome di Mazzini fu associato a questo atten-
tato, ma la conoscenza personale che ho di lui assicura la mia
convinzione, ch'egli è assolutamente incapace di aver avuto
che fare in ciò. » Ved. il Diritto del 4 marzo 1S61.
\[1864] EPISTOLARIO. 47
i\lly link no wu to tliem. But it is not true that
I\ever gave to Gieco the address of « Flower. 35.
Tllurloe-Squaie » (or, indeed, uny otlier namej, loi- the
l)iii*lvose of applyiny l'or monej' or auything concei'ii-
ing an anti-Imperial plot.
And it is not triie that I ever asked ^Ir. Stans-
l'chl to be the treasnrer of a Tibahli fund. Siieh
a II ahsiiiil fnnd has nevei' to my knowUnlge exitsted.
As to Avhat in yonr aiticle conceins me, 1 have
[H'omised to mysself not to write one single word
more abont the Greco affair. I am perfectly eon-
teuted to leave to fair, dispassionate English opi-
nion the judgmeiit betweeu Greco and me. I say
between Greco alone and myself, because everybody
must have noticed that ali the afflrmations aiming,
in the French indictment, at establishing muny soiir-
ces of acciisation against me, — tlie siimmouing of
riceverle per me, rimauendoiie il tenore del tutto scono-
sciuto a loro. Ma non è puuto vero che io abbia dato a
di-eco il recapito di Floircr. 35. Tfiurloc Hquare (o rpia-
lunque altro nome), aftinché egli chiedesse danari per con-
giure () altri tini contro Luigi Napoleone.
Non è vero neppure che io deputassi mai il signor
.Stansfeld ad essere cassiere di un fondo Tibaldi. Non
vi fu mai »iuesto assurdo fondo, per quanto io sappia.
Quanto alla parte del vostro articolo che tocca di
me, io promisi di non scrivere un'altra sola parola rispetto
alla congiura di Greco, rimettendomi in tutto alla sa-
viezza e giustizia del popolo inglese per giudicare tra
Greco e me. E dico tra Greco solo e me stesso, perché
ognuno deve aver veduto che tutte le cose dette nel pro-
cesso francese, per creare molte cagioni d'accuse contro
di me, come l'aver chiamato io quattro uomini in Lu-
4S KIMSTOIARIO. [18041
Ilio foni- nicii lo Luj^Miio; tlie disti-ihiitioii ol' (hij^^-
cis, i-evolvers, iiiid hombs; the iu-(0]»1iii.n Imperatori
US Olio of the l)jin(l, — liavo. Iliroiijili tho liial, dwiiKll-
0(1 iiìto iioiiontity.
.Viid as to tlio « Tliooi-.v ol tho I)a^<joi-, » (^) tlio
lii'st timo I hajtpon to writo oii it is will ho nioditiod
iiito tho « Thooi-y of tho Mordi Dajiijioi-. » Thoso
Avho wil! ooiidosooiKl to road tho irli ole of the i)am-
l)hIots ([iiotod hy a moinhoi- of tho House will see
that luy ohjoot was procisoly that of excliidinu; the
possibility of a Thcorij of ih e Daggcr.
I am, Sir,
yours faithfully.
Jos. Mazzini.
,i?an(), l'aver distribuito stocchi, pistole giranti e bombe,
l'aver accolto Imperatori nella banda, ecc. ; tutte (lueste
accuse svanivano con lo svoljiimento del processo stesso.
Quanto alla teoria del piif/nnle. la prima volta che io
mi imbatterò a scriverne, la chiamerò l(t teoria del pii-
(inaìe morale. Chi avrà la noia di leg!.;ere tutto il libro,
citato da un onorevole membro della Camera dei Comuni,
vedrà che il fine suo fu appunto di combattere tale teoria.
Sono, signore,
vostro devoto
GiXTs. Mazzini.
(') Il Times aveva accennato alla polemica che in proposito
il Mazzini aveva avuto con D. Manin. Ved. l'ediz. nazionale,
voi LV, pp. xxxv-xlij e 147-175.
[1864] EPISTOLARIO. 49
VM3[CCCX1I.
A Al.ICSSAXDRO CaUISSIMI. !l MÌli1Il(>
[LoiulniJ, 17 iiuuv.d [ISCU].
Fratello,
So che avete offerto più volte la vita al paese.
31a so anche che siete fra (pielli i quali credono
doversi giovare al paese in tutti i modi possibili.
V'ho conosciuto personalmente.
È impossibile ch'io tenti formare una lista di 500
offerenti all'intento definito dalla piccola circolare
che v' è nota, e non ponga voi trai 500. È lista
d'onore e deve avervi.
Né aggiungo parola perché superflua.
Abbiatevi una stretta di mano dal
fratello
Gius. Mazzini.
VMMCCCXIII.
re Henry Samuel King.
[London, March] ISth. [1S(U]. Friday.
My dear Mr. King,
Your donation to our Venetian fund — for it is
venerdì 18.
Mio caro sij;nor King.
I«a vostra offerta per il fondo per \'enezia — poiché
vMMC'CCXII. — Inedita. L'autografo si conserva nel Mu-
seo del Risorgimento di Miniano. A tergo di essa, di pugno del
Mazzini, sta l'indirizzo : « Signore A. Carissimi, Milano. »
VMMCCCXIII. — Pubbl. in Letters and RecoUeciious of Maz-
sini, cit., p. 40.
Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXYIII (Epistolario, voi. XLVII). 4
50 RPISTOLARIO. [lSn41
N'enice whicli now coiistitutes our immedjitc aim — is
(ìoiibly welcome, botli ns a valued piooL' of your
symi)atliy witli onr iiational cause, and as coiniiii^
i\t a nionient wlieii tlie stoini is ragiiig around me
and mine. (') He so kind as to convey my llianks 1(
Mis. Kinji. 1 deeply regret liei- liaving lieen ili.
As to yoni* veiy kind invitatioii, alasi Tliose who
clioosc to see in me the wild conspirator, instead
of the man deeply and leligionsly convince^ thal
lite is a task and a battle, do little snspect how
Avorn-ont, exhausted and « a"weary, » 1 feel, and
h(»\v I dream oE a quiet, solitary retreat in which
to be able to write a hook aboiU matters ot vital
importance to me, and whicli I bave been compelled
to leave nntouciied tliiouiih want of time, before
è Venezia che forma ora la nostra mota pin prossima —
»> doppiamente henveniUa. e come nn se.uno die ri fa apprez-
zare la V(»stra simpatia per la nostra causa nazionale, e
perchè viene in un momento in cui la tempesta infuria
intorno a me e ai miei. Siate cosi gentile da far perve-
nire i miei rini;raziiunenti anche alla vostra si,s;nora. Sono
profondamente addolorato che sia stata ammalata. C^uanto
al vostro invito tanto gentile, ahimè! Coloro che prefe-
riscono vedere in me il selvassio cospiratore, invece del-
l'uomo profondamente e religiosamente convinto che la
vita è un dovere e una hattaglia, sono hen lontani dal
sospettare quanto io mi senta sfinito, esaurito e stufo, e
quanto io sogni un. romitaggio quieto e solitario, nel quale
(') H. S. King aveva inviato al Mazzini quattro lire ster-
line per l'acquisto di due cartelle di lire cento ciascuna della
sottoscrizione per Venezia ; e l'aveva accompagnate da una
lettera che è inserita in Lei ter» anrl Recollectìons, ecc., p. 39,
[1864] EPISTOLARIO. 51
vanishiiifi;. Bui llie dream caiiiiot he lealised. aiul
1 (laivsa.v T sliall have soou to onibai-ik as wt'll as
I cali iiilo ([Tiite a diffei-ciit soi-t of lite. I feel, Iidan-
evei-, very gi-atefnl to yoii and to her for the tlioiiiilil :
I shall l'emenibei- it if ever thiiifi's should take a moie
i|uiet tura than Ihey are likely to assume in the
si)iini;. Evei"
i'aithluUy youis,
Jos. Mazzini.
mi sia dato di scriveri', prima di scomparire, aii liliro in-
torno ad aryonieuti che per me sono di importanza vitale,
e che sono stato costretto, per mancanza dì tempo, a
lasciare da parte. Ma il sogno non è realizzabile, e direi
invece che dovrò presto gettarmi, per tiiianto mi sarà possi-
bile, in una vita ahiuanto diversa. Sono, però, molto grato
a voi ed a lei per il pensiero: me ne ricorderò se un
giorno le cose prenderanno una piega piti tranquilla di
tjuelhi che probabilmente prenderanno in primavera.
Sempre
devotamente vostro
Gius. Mazzini.
VMMCCCXIV.
A Ekgisto Bkzzi. a Milano.
[Londra], 18 marzo [1864].
Caro Bezzi,
Ebbi le due vostre. Dio faccia che riusciate nelle
o])ei"azioni, perché in verità, se non facessimo, dopo
VMMCCCXIV. — Pubbl. da G. Locatelli-Milesi, op. cit..
pp. 223-224.
52 BPISTOLAKIO. IlSfU]
aver destato eolla nostra ])i'omessa d'azione tulio un
lavoro euroi)eo, saiemnio spenti ])ei- Inuj^o tempo.
Aspetto impaziente notizia positiva di <!ai-[il)aldi],
])ei('lié davvero, s'ei venisse, ci risparmieiehhe ini
mensa fatica. Il danaro i)el momento delTazione sa-
rebbe (jui raccolto senz'alcun dul)l)io : noi ),oti-emnio,
certi di questo, conservar tino alF ultimo soldo che
si raccojìlie ai preparativi; e le cose si aj^evolereb-
bero di molto. Quanto alle dimostrazioni, sia. Non-
dimeno, possono diventar necessarie sui primi «•iorni
d'azione e decidere il Governo, e quindi non è male
cacciarne lentamente V idea. Decideremo piiì tardi e
in accordo. Z[eneroni] non mi scrive mai di (luelle
spese; né io ne ordinai di gravi: se non che gli
dissi che si giovasse per andare innanzi nei lavori
del l'organizzazione di ciò che raccoglierebbe sui Bol-
lettari ^>neti. Ap])nrate le sjiese, se d'armi o d'altro
che meriti, potreste, parmi, dirgli lo stesso sui libretti
del milione che di certo avrà. Se giudico dalle mosse
governative, darebbero, lasciati a sé. battaglia sul
^lincio e sul Po e sarebbero battuti. Ragione di più
],erché il moto ^'eneto e nostro insegni loro l'unico
disegno che posa su due i)unti, Tir[olo] e A'enez[ia].
Addio per ora.
Vostro sempre
Gì ['SEPPE.
Non mi fraintendete se sapete cli'io vado cer-
cando di raccogliere. Quanto raccolgo è destinato al
vostro punto. Yivo in terrore, per lunga esperienza,
del trovarci, giunto il momento, senza un soldo.
A'errà a momenti fra voi quel Polacco dalla carta
e con essa, se pure può cangiarsi o se può trovarsi
anticipazione su essa.
[18(>4] EPISTOLAIUO. 53
VMMCCCXW
A Demetrio Diamilla Mcller, a Turino.
[Londra], 19 marzo 1S(J4.
Caro ^I 11 Ilei-.
Eccovi una Nota da traismetteie ; accompajiiiatela
d'una copia chiara. La mia .scrittura è poco intelli-
gibile.
Coirandar dietro ai romori che corrono, voi am-
brate destinato a far sapere a tutti ciò per cui mi
cliiedeste il segreto. In Lugano la vecchia amicizia
fa si che s'aprono lettere a me dirette per vedere
se utili a mandarsi, etc.
È tempo che le pratiche vengano a qualche cosa
di concreto. Se dunque darà l'idea che nemmeno
r iniziativa interna deve concedersi — se si predica
ai Veneti di non fare — se non esce un risultato
positivo da ciò ch'io dico — è meglio lasciar ca<lere
ogni contatto, e ognuno faccia quel che può ù la grùcc
(ir Dirli.
Notate che nel caso si concretasse, non ho chiesto
danaro per aiuti. Danaro esige conti: diventerebbe
cosa mia personale, perché dovrei spenderlo io e a
modo mio per F impresa. Ho bisogno in questo con-
tatto di mantenermi il meno vincolato possil)iìe per
VMMCCCXY. — ■ Pubhl. in Politica segreta italiana, ice.,
cit., pp. 55-5<j. in (Ili è riportata hi Nota (Meiìioranduiii) se-
guente, alla quale il Mazzini fa cenno.
54 EPISTOLARIO. [1864]
l";iv\('iiii-('. E mi limilo (iniiidi ;i cliieih'i-o iiiiiii pel
\'eii('1(). -Mamleiei, coiiiu dissi, uno (Ifiriiileruo a ri-
tiiaik".
\'ostr() seinpie
(ilUSKl'l'K.
l'.t iiijirzo.
«La nota (lasmcssa (') è .stata da me letta con
attenzione, come meritava.
« Ma nn errore la domina, ed è vitale nella ([ne-
stione.
«Quando io i>arlo d'iniziiitiva del Partito, non
inten.do iniziativa dal Kegno, irruzioni dal di ipni
del Mincio o del Po. Per quanto io la cred(^ diritto
del paese contro lo straniero, ne vedo tutti i i)ericoli
e le difficoltà. Ma intendo iììlziafira infermi nd IV'-
iicto: insurrezione sul territorio occupato dalTAu-
stria : iniziativa che avendo luogo creerebbe in noi
non solamente il diritto, ma l'assoluto dovere «li
aiutarla in tutti i modi possibili, e sfidando tutte le
conseguenze.
« La posizione della (questione è dunque total-
mente diversa da quella che produsse il tentativo
su Kuma. Allora si marciava dall'interno dello ^>tato :
il tempo imi)iegato nelle operazioni era tale che il
Governo doveva prendere un partito. Secondo me,
non prese il buono. Ma ammetto che era im]>ossibile
non prenderne uno.
« Nel caso di cui si tratta, invece, il (Joverno è
passivo: non può essere accusato di connivenza; è
(') La nota, inviata a lui in copia, die aveva steso Vit-
torio Emanuele II. Ved. la nota alla lett. VMMCCCIX.
[1S64] EPISTOLARIO. 50
chiamato a scej2;liere liberamente la propria via dopo
avvenimenti che aviehheio luogo al di là dei proprii
attuali dominii.
« Nel mio disegno, ripeto, si tratta d'insurrezione
A'eneta. Avendo luogo, il Partito, non v"ha du'obio,
farebbe il proprio dovere per soccorrerla ; ma dopi)
che sarebbe iniziata ; appunto come Cracovia ha fatto
il proprio dovere, aiutando con bande di volontari
l'insurrezione Polacca. In (piel caso temo che il (ìo-
verno nuocerebbe pili assai a se stesso che a noi im-
pedendo colla forza gli aiuti. Non si protegge im-
punemente l'Austria come si protegge la Francia,
che ci fu alleata e che esercita ancora un presti-
gio sui pili. Un dispiego di forze contro lo slancio
che trascinerebbe i giovani a traversar la frontiera
in aiuto dei Veneti, produrrebbe collisioni funeste.
« Scopo della nota trasmessa è appunto quello
d'evitare quel pericolo: è il desiderio che fui te le
forze vitali della Kazione adempiano inveee al fjlorio-
so maudiaio dell'opera finale della Patria noatra.
«« Data questa spiegazione, due osservazioni ri
mangono.
« La prima è cpiesta : che né io né altri possiamo
posporre indefinitamente l'iniziativa A'eneta a bene-
placito d'un potere che non determina tempo alcuno.
Il lavoro Veneto è avviato e forte più che forse non
si crede. Noi non possiamo né vogliamo dominare
quel lavoro. Lo abbiamo fatto. Ora spetta ad esso
decidere. E la decisione può dipendere dalla proba-
bilità d'una scoperta, da un movimento che abbia
luogo altrove, da una scintilla impreveduta da tutti.
L'insurrezione Polacca doveva differirsi fino ad una
condizione diversa di cose in Europa, e nondimeno
il deci-eto di Wielopolski la fece scoppiare. Noi rac-
56 BPISTOLAKIO. [I864J
comaiuleiemo ai ^'encti di non sorgere se non con
tutte le probabilità di non essere schiacciati. Non
altro. K ci prepareremo a secondarli se insorgono.
« D'altra parte — ed è la seconda osservazione
— io credo essenziale l'iniziativa A'eneta : la credo
essenziale per la Nazione, pel Governo, per l'Europa.
Né posso, per (pianto io vi pensi, intendere come il
(loverno possa seriamente parlare d'iniziativa pro-
pria, quando l'iniziativa Veneta gli toglierebbe tutte
le diflicoltà diplomatiche, lo porrebbe, come nel 1848,
in una posizione giustificata di necessità, e gli da-
rebbe militarmente la più importante delle opera-
zioni compita. Quest'ultima considerazione è per noi
grave. Non si vince l'Austria stendendo una lunga
linea sul Mincio e Po. Si vince in Tirolo e a Venezia.
E l'insurrezione, occupando le linee di comunica-
zione al nemico, agevolerebbe quel piano.
« L'iniziativa deve essere del ^'eneto. 11 tempo
deve essere scelto da esso. Noi e il Governo dol)-
biamo prepararci a seguirla, intesi.
« Data la forza nei Veneti per iniziare in modo
da poter durare, v'è opportunità per la guerra?
« Qui pure, per quanto io ci pensi, non posso in-
tendere il dubbio. L'opportunità non può essere più
visibile. L'insurrezione Polacca, la guerra Dano-ger-
manica, le disposizioni dei popoli in .Ungheria e in
Oriente, i timori della Germania che incatenano le
sue forze alla possibile difesa del Beno, le tendenze
universali a guerra Europea, ogni cosa accenna il
momento.
« In ogni modo dovrebbe iutender-si che quando
un Partito potente è disposto all'azione, chi crede
utile e patriotico intendersi con esso, non può limi-
tarsi a dire : « Il tempo non è maturo, » ma dovrebbe
ri.Sfi41 pj>rsTOi,.\Hio. 57
(lire (jìKiìi sono le condizioni che si richiedono })(»vché lo
sia. La jiueiia in Europa ? Esiste, e s'allargherà neces-
sariamente col nostro assalto all'Austria: ne spaii-
ranno anche le ragioni se noi lasciamo che la Polonia
e la Danimarca soccombano per esaurimento. TI Genio
sta nell'afferrare un momento che può fuggire, e nel-
rintendere che l'Italia non può entrare or//// in guerra
senza sollevare quello ajìpunto che si desidera.
« Se è possibile intendersi sull'azione, quali cose
pratiche dovrebbe fare chi regge?
« Le indicai già, le indicherò nuovamente.
« Lasciar correre una voce ai ^'eneti che dica
loro: Purché forti, iiiizififr jjiire: f<arefc ai urtiti.
«Accelerare i preparativi non solamente di terra,
ma marittimi.
« Confermare segretamente ciò che noi diciamo
sulla necessità d'insorgere ai Veneti, ai Serl)i, agli
I^ngaresi, ai Galliziani.
« Aiutare i Polacchi nei disegni loro i)er la \ ia
dell'Oriente.
« Porre a disposizione del Partito d'Azione A'e-
neto qualche migliaio di fucili.
« E convincersi che con un Ministero screditato
non si vince una guerra nazionale, non si crea la
concordia necessaria degli elementi. Sciogliere un
^Ministero e chiamarne un altro che accetti il pro-
gramma: Guerra alì'Aìif<tria con tutte' le forze del
paese, è prerogativa regia, com'è quella di sciogliere
la Camera e procedere alle elezioni generali. Non l'o
bisogno di avvertire che Rattazzi sarebbe considerato
come ])essimo tra i ministri per crear la concordia.
« Accettate queste basi, il resto — il concetto
della guerra — la parte dell'elemento volontario e di
Garibaldi — e via cosi, s'aggiusterebbero facilmente.
58 EPISTOLARIO. [1864]
« Caldi iK' Plinio, mi si oonccda i!|,('i»'rl(». d'oirni
azione concoide, è Ja ccitczza data clic la ii'i^'i'i'J»
sai-à italiana e conihaltut}'. esclusiva meni e con armi
ilaliaiie.
lì US. M.VZZIM />.
\\MM(\'('XVI.
A KiuasTO Bezzi, a Milano.
[Loiidml. 21 marzo [1804].
Caro Bezzi,
Le linee acchiuse son nulla, ma possono servire
a v<d e a M[auci] nella coii-ispondenza.
Mentre da un lato fate (pianto })otete per 18.
[rivoltelle], non dimenticate di jn-edicare agii amici
di o9. [Comitati Centrali] che dovrebbero far più
conto che generalmente non si fa di 16. [l>ombe]. È
VMMCCCXVI. — Piibhl. (la G. Locatelll-Milesi, oil,
cit . p. 244. in cui sono date a luce (pp. 224-220) anche le
(I linee » seguenti, alle quali il ^Mazzini accenna nella sua lett.
« Nuta pei buoni del Veneto e del Trentino :
« La schietta posizione delle cose è questa.
« Le forze dell'Austria sono paralizzate in gran ]iarte dalla
guerra Dano-germanica, dall'attitudine della Gallizia. dove lo
stato d' assedio parla chiaro abbastanza, da quella dellTn-
glieria che s'agita e dove iin lavoro energico del Partito d'A-
zione in contatto con noi innoltra rapidamente, da quella della
Serbia, dei Principati, etc che si fa minacciosa pili sempre.
11 timore d'un assalto francese al Reno neutralizza le forze
germaniche.
« 11 m- do con cui verrà accolto (iaribaldi in Inghiltf^rra
])roverà quali siano le tendenze di questi paesi.
« L'insurrezione Polacca si prepara, sulla fede d«'irazione
Italiana, a ripigliar nuova vita e irrompere nella Gallizia.
« Il Governo Italiano, per ragioni inutili a dirsi, respinge
[1864] EPISTOLARIO. 59
ripeto, modo d'aver 18, [i-ivoltelle] Dovrebbero essi
mandai' alcuno di quei che impalarono a iniziare il
lavoro in altri punti, e specialmente in Pad[()va].
Duolmi assai che C[airoli] riaccetti d'andare alla
Camera. (^) La sua nuova posizione esige ch'ei sia
indipendente da altri vincoli.
Addio per ora.
vostro sempre
Giuseppe.
ogni iniziativa nostra; accetta e desidera l'iniziativa interna.
Si prepara visibilmente a seguire. 1'^ 1 preparativi stessi, dei
(piali è nota a tutti la cagione, fondano nell'esercito l'opi-
nione che lo trascinerebbe, data l'azione. Ho inoltre ragioni
particolari per accertare all'interno la decisione di cooperazione.
« Quanto agli aiuti immediati da parte nostra, non credo
che l'unione di Garib[aldi], di me e di tutto il Partito d'Azione
in un solo concetto pos.sa lasciar luogo a dubbio.
« La questione sta dunque tutta in mano al paese occu-
pato dall'Austria. Se imitando la Polonia, agirà, sarà salvo.
I..a questione diventerà non solamente italiana, ma europea.
(( Se, non avendone il coraggio o indugiando soverchia-
mente, lascierà sfuggir l'ocasione — se lascerà che la questione
Dano-germanica si componga e che la Polonia cada esaurita
per isolamento, le sorti del Veneto e del Trentino saranno
servitù per lunghi anni. Essi, passata la crisi, non potranno
sperare in iniziativa d'alcun per essi. E l'aspettazione del-
l'Europa è tale che essi, se lascias.sero sfuggire l'opportunità,
scadrebbero tremendamente nell'opinione, siccome incapaci di
libertà. »
(') Tutti i deputati d'estrema sinistra che si erano di-
messi dopo il voto del 10 dicemi)re 1S(>3 (ved. la nota alla
lett. VMMCLXXI), ad eccezione di A. Bertani e di A. Saffi, si
ripresentarouo agli elettori e gran parte di essi furono ricon-
fermati nel loro mandato. Anche B. Cairoli riuscì eletto nel
I collegio di Napoli, sia pure rimanendo soccombente in quello
di Brivio, in cui era riuscito eletto nelle precedenti elezioni
(ved. la lett. VMMCCIV).
60 EPISTOLAKTO. [1804)
A Fklu'e Daiìmno, 11 (Icnnva.
[Londnil. 22 ni:irzo [ISO-i].
faro Dagnino,
^'oi avete visibilmente i»inrato di non scrivei-c
mai e rimando incerto sul ^iunycivi delle mie. Xé
avete mai potuto darmi un altro luiono indirizzo jjev
alternare. Ignoro ormai ogni cosa di Genova, ogni
intenzione, ogni lavoro e chi lo dirige, se pur qual-
cuno dirige.
Xi prego di far avere gli uniti biglietli.
Avete relazioni in Turiisi? Può alcuno indicare
(pmlche nome di liuono e onesto repubblicano die
sia colà?
Addio:
A'ostro sempre
Gii'SEPrE.
Aggiungete ai vostri l'indirizzo seguente:
C. E. ^raurice. Esq.
18. Hart Street.
Bloomsbury.
London.
vMMCCCXYII. — Inedita. L":iut<>grafo si conserva nel-
l'Istituto Mazziniano di Genova. A tergo di esso, di pugno
del Mazzini, sta l'indirizzo: « F [elicei I)[asnino]. »
[1N04J EPISTOLARIO. Hi
VMMCCCXVIII.
To THE Editor of tue « Times. »
[London!, March 25tli, [1864].
Sii',
In answer to the Parisian correspondence coii-
taiiied, to my utter astouisliment, in your number
of tliis day, I have to state tlie followig f<tct.s:
I was pnblishinj> in 18^52 in ^larseilles, a series
of politicai writing under the title of (lioriuc Italia,
the iianie of ouv National xVssociation. The French
Oovei-nnient had, to i)lease onr own despotic (iovern-
ments, oideied me away. I had motives l'or remain-
iiig. and did i-eniain, at Mai-seilles concealed.
25 marzo.
Signore,
In ri.«^posta alla corrispondenza parigina, che, con mia
grande sorpresa, trovo nel vostro numero d'oggi, è mio
dovere dì far conoscere 1 fatti segnenti :
Xeir anno 1832, io mi occupava a Marsilia della
pubblicazione di una serie di scritti politici col titolo di
Giovine lidlifi, che era il nome della nostra Associazione
Nazionale. A quel tempo l'autorità francese, per far la
corte ai nostri Governi dispotici, mi intimò l'ordine di
al)bandonare Marsiglia. Aveva i miei motivi per fermarmi
colà, e vi rimasi nascosto.
VMMCCCXVIII. — Pubhl. nel Times del 20 marzo 1804,
quindi tradotta e data a luce ncWl'nità lidliana di Milano,
del 31 marzo 1804. In quest'ultimo periodico si affermava che
il Times aveva ricavato la notizia del presunto delitto dal
Constitutiofinel, che l'aveva pubbl. pochi giorni prima.
G2 EPISTOLARIO. [18G4]
The Freuch Government, irritateci at being unublc
to (liscover me, im-agined that by accu.sing me ol'
il crime, they migiit (l('i)rive me of the esteem uiid
iitTi'clioii lo wiiich I oAved shelter. Tliey obtiiiiu'd
l'ioni a poi ice agent a preteiided historical documeiit,
to which tlie forger had aflixed my mime, and in
serted it, thoiigh Avell aware oi" the falsehood, in
the Moiìitcìir in the month of -hine, 183o.
1 immediately protested in the Xational, and
these were my concluding words: (^)
« I solemny deny the statement, the sentence —
the whole matter. 1 give the He to the semi-offici al
Moiiitriir and to the (iovernment; and I defy the
(Jovernment, its agents, or the foreign police who
labricated the cahimny to prove a single one of
their assertions against me, to produce theli originai
Il Governo francese, irritato peché non poteva sco-
prire dove io mi fossi, suppose che accusandomi di un
delitto poteva togliermi l'affetto e la stima di coloro che
mi davano asilo. A questo fine, il Governo d'allora ottenne
da un agente di polizia un preteso documento storico, al
([uale un falsario aveva apposto il mio nome, e lo fece
pubblicare nel Moìiitcìir. pur sapendolo ffilxo. nel giugno
dell'anno 1838.
■ Protestai subito nel Xatioìxtl, ed ecco quanto diceva,
chiudendo quella protesta :
« Nego solennemente i fatti citati, la sentenza e tutto
l'affare. Do una formale smentita al semi-ufficiale Monitcnr
ed al Governo ; e sfido il Governo, i suoi agenti e la po-
lizia straniera — che hanno fabbricato qesta calunnia —
a provare una sola delle loro asserzioni, a produrre l'ori-
(') Ved. le lett. LXXXI, CI e CV e S.E.I., voi. Ili, pp. 35-41.
[1864] EPISTOLARIO. 63
of the sentence ami my signature, or to diseover a
sinyle line of mine tliat coiild induce a belief in tlic
possil)ility of sudi an act on my pait. »
Tlie Moniteiir was silent. The originai was nevei-
produced. The judieial authoiities solved the pro-
blem.
The judijment of the Supreme Court of rAveyion
decided fhat the crime of Gn violi iras the resiilt of a
qufirrrl, and pcrpetratrd ivithoiit prrmrditafioìì. The
sentence was ])as8e(l on the 30th of Xovembev, I800.
La Cecilia, whose name appeared with mine at the
end of the forjied document, continued to live openly
ili France, and Avas never even inteirofiated on the
subject.
Some years later Guisquet, who had been Prefect
of Police in 1888. when writing his memories, and
thinkinii' only of the money vaine of the melodva-
matic incidents inti-oduced, i-ei)eated the foul accu-
«ùuile della sentenzii 0 l;i mia tinua, ed anche a scoi)rire
una sola linea, scrittn di mio pugno, die possa far cre-
dere alla possibilità, per parte mia. di un simile atto. »
Il Monitcur si tacque.Il documento originale non fu
mai prodotto. L'autorità giudiziaria risolvette il problema.
Con giudizio della corte suprema dell' Aveyron, fu deciso
L-hv la uccisione di Gavioli era conseguenza di una rissa,
ed era stata commessa senza premeditazione. Tale deci-
sione è del 30 novembre 1833. Il signor La Cecilia, il
cui nome trovavasi accanto al mio sotto il falso docu-
mento, continuò a vivere tranquillamente in Francia, e
neppure fu interrogato su questo affare.
Alcuni anni dopo, il signor Gisquet. che era prefetto
di polizia nel 1833, scrisse le sue Memorie, e a null'altro
pensando che a dare un valore venale agli incidenti melo-
04 15PISTOLARIO. ri.S04]
saliou. I cilcd liiin Itcloic llic liil)iiii;ils. M. (Jnis
(liu'( <k'('l;n(Ml heloie tlu' Court liis couvictioii tliat
I Wiis aii lioiicst mail, and iiica])al)ìt* of ciiine. TIm*
'Iribiiiial (Aprii, 1S41) proiiouiiced sciitence accord-
iii^Iy, declariiijL' aj;aiii my iiinoceiice. (')
La ter stili, in 1S45, at the time of the letter-
oiieninji affair, Sir James (iraham ventured in the
House of Common s to revive the calumny. Ile Avas
conijx'lled. hy the information he received from tlie
ma^istrates of l'Aveyroii, to puliliely apologize to
me. Tlis words. pronounced on the Sth of ^lay, 1845,
in answer to a question ))ut I)y the lioii. meml>er
for Kilmjirnodk (Mr. Bouveriel, Avere the followiii}^.
wliicli 1 extraet from your own columns of the
•Jth of May, 1845:
« I am bound to state to the lion. member for
(Iraumiatici cìw offriva al pubblico, ripetè Tiiifaiue arcusa.
Citai il signor Giscpiet davanti ai tribunali ed alla giu-
stizia, ed egli conipiirve e dichiarò essere sua convin-
zione che io era un uomo onesto, incapace di commettere
un delitto. Il tribunale, nell'aprile del 1841, emise di
conformità il suo giudizio e dichiarò che io era innocente.
Nel 1845, all'epoca dell'affare dell'apertura delle lettere,
il signor James Graham tentò, innanzi alla Camera de'
l'omuni, di far rivivere la calunnia : fu costretto, in
forza delle informazioni che ricevette dai magistrati del-
l'Aveyron, di fare pubblicamente ammenda onorevole. Le
parole che il signor James Graham pronunciò alla Camera
de" Comuni l'S maggio 1845, le trovo nelle colonne del
vostro giornale d'allora, e sono le seguenti :
« Sono costretto a dichiarare all' onorevole membro
(') Ved. le lett. MCCCXXXI e segg.
[1864] EPISTOLARIO. 65
KilmariKK'k ;ni(l io the House tlint tlie nccouiit 1
i-eceived yesterday, resting upoii the statement^ of
tlie judge who tried (Javioli, and the public prose
cutor, in answer to the inquiries made at my reqiiest,
are eappUcit, full, and direct, that in tliat trial no
cvidence wJiatcver iras prodìiccd irliìch iììculpatex
M. Massi ìli in fhe cafic. I ani bonnd, therefore, to
state that if T liad knoAvn at the time I made the
originai statement the facts of the trial — mnch more,
if I had knoAvn Avhat was the impression of the jndge
and the public ])rosecutor, wlio, I conceive, are the
best anthorities in this matter, -s-o far from mal-inq
tildi sfatrnienf, T shoiild hare rclif/ionsly ahsiaiìicd
froìii doiìui .so. By the statement I then made a
public injurv was inflicted on M. Mazzini, and, there-
fore, noAv knowing the facts T bave just detailed to
the House, and which Avere unknown to me then, I
tliink it due to ^Mazzini to make niy only and best
rei)arati()n in my power, whicli is that the statement
(li Kilmaruock ed tilla Camera, che le inforiuazioiii d;i
me ricevute ieri dal giudice e dal Procuratore del re, che
hanuo giudicato Gavioli, sono esplicite, iiìtere e dirette;
che in quel processo, ncs^uìui prova fu prodotta a ciirieo
del si(/iior Mazzini. Devo (luindi dichiarare che, se avessi
conosciuto prima i fatti di quel processo, e pivi ancora
le impressioni del giudice e del Procuratore del re, che
sono a mio avviso le autoritìi migliori in tale affare,
lìiiKji daU'aver fatto la narrazione in discorso, me ne sarei
relif/iosamentc astenuto. Colle parole da me allora pro-
nunciate, ho fatto una pubblica ingiuria al signor Maz-
zini ; ma conoscendo adesso i fatti da me or ora esposti
alla Camera, credo dovere al signor Mazzini la sola, ma
al tempo stesso la migliore dichiarazione che io possa
Mazzini, Scruti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 5
66 EPI8TOLAEIO. [18041
1 liave iiow in.-ide sluill Ix^ as i)ul)]ic as iny former
statement. I caii oiily add tliat I liope tliis ex])laii-
atioii will be satisfactoi-y. »
T liave, Sii-, dia^^^eiì iiiyself lehictaiitly tlnouffli
(his niii-e, in the hope of teaching your lionest readers
wliat vaine tliey ean set on siniilar past, jn-esent,
and foithconiin^' accnsations. It is heart-sickeniniL;
to bave to do so. It is sad to bave to do it in
Enj^bmd; sad to see men wbom I was in the babit
()]■ considering as naturally addicted to loyalty and
fair play i'ei)rodneinjj;, ligtbtly and witbont a single
tbougbt of tbe consecpiences, aecusations i)i-oved long
ago to I)e false — sad to see tbat men Avbo cali tbeni-
selves gentlemen and Cbiistians do not sjnink fvom
bandling tbe mordi (Jdf/f/cr of calnnmy against tbe
bonour of a man wbose lite and writing tbev do
fargli, col reiulere cioè le icirole oììììì da luc iiroiiunciate
altrettanto pubbliche (luanto lo furono (luelle con cui lo
accusava. INIi lusini^'o che (juesta spiegazione sarà suffi-
ciente. »
A malincuore, o .Signore, io mi sono trascinato in questo
fango : ma spero di avere con le mie parole tlimostrato
ai lettori onesti del vostro giornale, (piai fede essi deb-
bano accordare a simili accuse, sia che riguardino il
presente o il passato, o si riproducono neiravveiiire.
Ripugna di dover discendere a tali dichiarazioni; ed è
cosa dolorosa il doverlo fare in Inghilterra, e pivi dolo-
rosa ancora vedere uomini, che io aveva l'abitudine di
credere piuttosto inclinati ai sentimenti di imparzialità
e di lealtà, riprodurre con tanta leggerezza, e senza
riflettere alle conseguenze, accuse di tai natura. È tristo
il vedere uomini che si chiamano r/entlenìcn e si dicono
cristiani, non esitare a servirsi del pugnale morale della
I
[1S64] B3PI8TOLARIO. 67
iiot take any troiible to ascertain for a mere partj'
]»ui-[)()se. Silence and eontempt will be heiice-
loi\vai-(l iiiy only answei- to tlieii- accnsatioiis.
I am, Sii'.
yoiirs
■Tos. Mazzini.
calunnia, in uno sjcopo di partito, contro l'onoro d'un nonio.
(li cui non si danno neppure la briga di esaminare la vita
e '^\ì scritti. Il silenzio e il disprezzo saranno d'ora innanzi
le sole mie risposte alle loro accuse.
Sono. Signore,
Girs. Mazzini.
VMMCCCXIX.
A Demetrio Diamilla Mt'ller, a Torino.
[Londra], 2S marzo [ISIM].
Caro Muller,
Ebbi la vostra del 25 e l'anteriore. (^)
Mi duole rindetinito della risposta. (-) Non dubito
delle intenzioni ; ma è chiaro per me, che un utile
vMMCCCXIX. — Pulihl. in Politica segreta italiana, ecc.,
cit., pp. (■>((-(»]. ad eccezione dell' ultimo paragrafo, che fu
invece dato a luce nella seconda ediz. (1801). p. 58.
(') La lett. del 25 marzo è pul»hl. in Poìitica segreta ita-
liana (seconda ediz.). pp. 50-57.
(-) Scrive D. Diamilla Muller clie la precedente lett. del
It) marzo 1S('>4 era giunta a Torino il 23 e che ( ra stata comu-
nicata al re il giorno dopo, accompagnata da una lett. dello
OS EPISTOLARIO. [1864]
e vero coiieei-to fra un re e un semplice individuo
devolo al paese è impossibile. L'aiuto in armi ch'io
eli ledeva pel paese, dovrebbe darsi prima assai del-
l'inizialiva. Inoltre, egli parte evidentemente da non
so (inali combinazioni con Governi; io non calcolo
che sulla cooperazione dei popoli. Ora, uno tra cpie-
sti popoli, il l'olacco, muore se non è aiutato rapida-
mente.
Ilo detto ciò che doveva. E non ho da aggiun-
gere se non (piesto. Quanto pili il lavoro si stenderà
su vie ilivei-se, tanto più si costituirà inevitabilmente
in antagonismo. Ci pensi chi deve pensarci.
S'egli non sente che possiamo fare da noi — che
per combattere l'Austria non abbiamo bisogno d'in-
tenderci che con noi stessi, coU'Ungheria, colla Po-
lonia, colla Serbia — che l'Italia è potenza di pri-
m'ordine sol che lo voglia — s'egli non vede che
bisogna cogliere il momento in cui la Danimarca
combatte, in cui la IVdonia resiste, non ci intende-
remo mai.
La rasa di Savoia non ha mai potuto abl)ando-
stesso Diamilla Mnllor, in cui si « diceva a Vittorio Emanuele
.-nere scritto al Mazzini nie<lesiino con insistenza e calore, affine
di persnadi'rlu ad a.tend(r(>. finché l'occasiono fosse giudicata
propizia per un"insurrczione del A'encto. e non tentasse con
C(;testo accelerare di compromettere la responsabilità del Go-
verno di fronte ai rappresentanti internazionali. » La lett. al
^[azzini, accennata nella nota precedente, fu approvata dal
re, che il .''>1 marzo scriveva a D. Diamilla ^luller : « N(ni
ho nulla da aggiungere pel momento all'ultima mia risposta.
Ella ha benissimo interpretato il mio jiensiero nell'ultima let-
tera scritta alla persona. Pai'lerò col Ministro, perché si rechi
a Londra iiresso la persona onde persuadi ria alla calma, ado-
perando (piei due argomenti verbali di cui nella suddetta sua
lettera. » In., p. 60.
tlSG4] EPISTOLARIO. 60
Ilare rintrijio diplomatico, che non è se non una
coscienza di debolezza. Trasformata in Casa d'Italia,
ho si)erato muterebbe tattica. Dove noi possa, è im-
j»ossibile operare concordi.
Non dirò pili sillaba.
A'errà forse da voi un Polacco il cui nome co-
mincia in F. (^) Egli pure ha certa i)r()])0sta : app(»tr-
miatela se potete.
Quanto al vederci, dove non sia per cosa noìicrrta^
è inutile.
Credetemi
vostro
GlUSE^PPE.
VMMCCCXX.
A Giuseppe Ot'erzoxi.
[Lniulra], .SI m.-irzo [lS;fi4].
Caro Guerzoui,
Altra lettera.
In Glasgow preparano Meeting e dimostrazio-
(') « Il Polacco di cui parla questa lettera » — avverte
D. Diamilla Muler — « era certo Frankoski, incaricato di cam-
biare in danaro circa 4 milioni di rubli, in cartelle del Credi-
to Fondiario Polacco, che con un decreto del Governo segreto
insurrezionale erano state tolte dalla cassa della banca di Var-
savia. Il governatore di questa banca, allorché gli vemn^ pre-
si ntato il decreto, non potendo o non volendo disul)hidire, con-
segnò le cartelle, e jk)! si uccise. » Poìiiictt s^eqreld lìtiììnnn.
cit.. p. 58.
vMMCCCXX. — Inedita. L'autografo si conserva nel Mu-
seo del Risorgimento di Roma Non ha indirizzo. Quando il
Mazzini scriveva (jnesta lett., il Guerzoui. che insieme con
Garibaldi e gli altri del séguito, si era imbarcato sul Ripon
70 EPISTOLARIO. [18041
ne. O Ma il partito senii-ai'istoerntico, cosi detto del.
r Westeiid, vorrebbe moiioi)()lixzai*e la cosa. Ora in
Gla.sj^ow un amico intimo di (ìarib[aldi], Me Adam, fu
sempre l'afiente de<,di « Amici d'Italia, » sempre inde-
fesso per (Jarib[aldi] e per raccogliere, a segno di
rovinarvi la salute. (ìli amici mi scrivono che non
mettersi in mani sue e non daigli un i)eguo di gra-
tituiline, sarebbe per lui un co1]k) mortale e si)iace-
rcbbe a tutta la classe oi)eraia eh' è in sostanza la
forza (li (rlaso()\v. A'orreb])ero (Innipie che ( Jar[ibal(li]
scrivesse a Me Adam una lettera del tenore di (piella
che acchiudo e che stendono per risparmiargli tempo.
A'ogliate parlargliene. È chiaro che quei che hanno
sempre fatto per la Causa Italiana, dovrebbero es.ser
quelli ai (piali egli accorda prova del suo affetto.
^'ostro tutto
GiusEPrE.
a fluita, «la dove era partito il 24 marzo, trovavasi ancora in
viaggio (li navigazione, poiché ginnse a Southampton il 3 apri-
le ; e colà probabilmente gli fu recapitata la missiva mazziniana.
Della precedente alla quale si fa qui cenno, non è traccia.
(') Traducendo dal Daily Telec/raph del 2 aprile, VUnità
Italiana di Milano, di tre giorni dopo, dava la seguente notizia :
« Giovedì notte [cioè il 81 marzo] fu tenuto un grande ed entu-
siastico meeting a Glasgow, sotto la presidenza del signor Wright,
affine di fai-e i necessari preparativi, pel caso che il gene-
rale Garibaldi si recasse a visitare quella città, ilolti presero
la p.arola, regnò la massima cordialità, essendo unanime senti-
mento di quanti erano presenti, di far una dimostrazione
solenne, in guisa da far vedere al patriota italiano, in (luale
concetto di stima egli sia tenuto fra gli < perai di Glasgow. » M.-i
sia pure risp(niden(l() agli inviti dei rapi)resentanti di (ilasgow
e di altri città inglesi che avrebbe a suo tempo fissato il giorno
per recarvisi, Garibaldi non potè mantenere le sue promesse.
[1S64] EP1STOL.U5IO. 71
VMMCCCXXI.
TU Peter A. Taylor, London.
[Loudou. Manli .... 1,S(J4]. .Muiiday.
My deal- Friend.
Corning back t'i-om Ha.stings, 1 tind yonr note.
Ye.s, Cowen will be there ou the iM ; / asked hiui
lo go. I sliall see liim before. (M
Seeley and Co. will be oni- iiiin. (-) Wliat oiir
t'iien<ls ouglit to do is this :
Ti-y to prevent Gar[ibaldi] stoi)ping more thau
two days at the Isle of W[iglit].
Try to persinade liim to go straight on to the
Province: there to visit Newcastle. Liverpool. (Has
Luuedi.
Mio caro amico,
Di ritorno da Hastings, trovo la vostra lettera. 8i.
Cowen sarà colà il giorno due; io gli bo chiesto di andare.
Lo vedrò prima.
iSeeley e ('. saranno la nostra rovina. Quello che i
nostri amici dovrebbero fare è (luesto :
Cercare di impedire che Garibaldi si trattenga pili di
due giorni all'isola di Wight.
Cercare di persuaderlo ad andare direttamente in pro-
vincia : colà visitare Newcastle, Liverpool, Glasgow, Shef-
VilMCCCXXI. — Inedita. Da una copia che si conserva
nel Museo del Risorgimento di Roma.
(') J. Cowen fu presente all'arrivo di Gaibaldi a South-
ampton. Ved. la nota alla lett. VMMCCCIII.
(-) Il Seeley ospitò Garibaldi nell'isola di Wight.
<^ KIM.STOLAUIO. [18^-11
i,M)\v, Slieiìicld. Maiiclicster, Birmiii,uli;iiii, ISijidiord,
r;iisley — the II lo come to London. If lie comes
to London before, lie will si)end tlie whole tinie
bere, and oitlier bave to vononnce to tbe Province
or to betray Italy. He on<;bt to be reminded l)y
gentle liints that. at tbe end of Aprii be ougbt to
^'o l)a{-k to Italy. Poland is dyinu, and time does
not belono- to ns.
Try to make bini understand tbe trne position
of tbe tbinjjs bere: so tbat be is not led astray by
])('0))le Avlio will teli bim tbat T am ntterly rnined (')
and so on. At ali events. aboiit myself T do not
care. His making money is tbe only tbiiìg I care
abont. But towards James, be certainly ougbt as
an Ttalian to do some tbing. In London, be ougbt
to cali on bim and tbank bim for bis defence of
lìekl, Manchester, Birmingham, Bradford, Paisle.v — poi
venire a Londra. 8e viene a Londra prima, passerà qui tutto
il tempo, e dovrà rinunciare aila Provincia o tradire l'Italia.
(Hi si dovrebbe ricordare con gentili alhisiimi die alla fine
d'aprile dovrebbe essere di ritorno in Italia. La Polonia
sta morendo, e il tempo non ci appartiene.
Cercare di fargli comprendere la vera posizione delle
cose qui : in modo che non venga sviato da gente che gli
dica che io sono completamente rovinato e cosi via. Ad
ogni modo, non m'importa di me. ]M'importa soltanto che
faccia danaro. Ma nei riguardi di James, dovrebbe certa-
mente, come italiano, fare qualcosa. A Londra, dovrebbe
andare da lui e ringraziarlo per la sua difesa di un ita-
(') Per le accuse che gli venivano fattp dallo stampa in-
glese e (la membri della Camera «lei Comuni di aver jìarteci-
pato al complotto Greco.
[1S64] EPISTOLARIO. 73
au Italiau; or, if he does uot come soou, he oiight
to write or speak one word about hiin. (^)
Try to persuade hiin that his laiiguage ought to
always mix the iiames of Italy, Poland, Ilungaiy,
and he both anti-Austrian and anti-bonapaitist.
Voiìà toiit. Aud remiud him of your invitatión
thi'ough me. I wish vei-y mncli he conld he, foi-
Ihiee days at least, in 3H)ur house. (-)
Love to Clemeutia. Ever
affectionately yours
Joseph.
A Frenehman, Collet, will Avrite to you. I know
him aud believe him to be well-inteutioued. Sift
what he proposes aud Avrite to him please.
liane ; o, se non viene presto, dovrebbe scrivere o diro
nna parola intorno a lui.
Cercare di persuaderlo che nel suo parlare dovrebbe
sempre mischiare i nomi Italia, Polonia, Tingheria. e es-
sere insieme anti-austriaco e anti-bonapartista.
Voilà toni. E ricordargli l'invito vostro avuto per mezzo
mio. Desidererei molto che potesse stare, almenr» per tre
Siorni, in casa vostra.
Tose affettuose a Clemenzia. Sempre
affezionatamente vostro
GiTTSEPPE.
l'n francese, Collet, vi scriverà. Lo conosco e credo
che sia bene intenzionato. Vagliate le sue proposte e scri-
vetegli per favore.
(•) Yed. la nota alla lett. VMMCCCXI.
(-) Invece, Garibaldi si limitò a una semplice visita (14 apri-
le) che fece a P. A. Ta.vlor, a Xotting Hill. Yed. VUnitù Italia un
di Milano, del 18 aprile 18&4.
74 ■ KPiSTor AUTO. riSfi41
VM.MCCCXXll.
To ^Matilda Bir.fis. I^oiulon.
ILniuldii. Mnrch . ... 1,S(;4 1.
Dearest .Matilda,
Are yon in town? N'isihle? Tolerably?
T was compelled t Inondili certain reasons to teli
my landlady that I nii^ht liave to come to you some
time or otlier for a few days in the connti-y. Shonld
tliei-efore any of yoni-s come liere to see Emilie, si-
lence onght to be kept ■\vitli the aforesaid landlady
about yonr being now permanently in town.
Ever
ioving and yonis
Joseph.
r'arisshiia Matilde,
Siete in città V Vi si può vedere? State discretamente?
Sono stato costretto, per certe ragioni, a dire alla
mia padrona di cas;a che potrebbe darsi che nna volta o
laltra dovessi venire da voi in campasn<'i per alcuni
giorni. Se (jnindi (inalcnno di voi venisse qni per vederT^
Emilia, non dovrebbe dir nulla alla detta padrona di
casa della vostra attuale permanenza in eitlà.
Sempre
affezionato e vostro
GiirsEPPE.
vMMCrrXXIT. — Inedita. I/autografo si conserva nel
ilnseo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ha
indirizzo. La data vi fu apjiosta da M BigRs.
*]1864[ EPISTOLAKIO. 75
VM.MCCCXXIII.
To ('i,i:memia Tavlou. J.ciulnu.
ILoiulon, March ... , 1SC>41. Wediiesday.
Dearest Clementia,
Will you aud Mis.s K[emoii(l] — kindly as usuai
— Kiidcrtakc one of tliese little books? Au.I will you
offtn- oue troni me to Miss Mallesou aiul tiie other
to .Mrs. H. Taylor? 1 am not bold enougli to wi-ite
to tliem myself; but I liope tliat, Ihrouiili you, I
shall persuade tliem to exert tliemselves. Eacli lias
ber own cirele. And — I decidedly Avaut as mudi
money as I can, in vai-ious ways, gatlier fov Avbat
must be attempted in Aprii or before.
Ever very aft'ectionately yours
Joseph.
Mercoledì.
Carissima Cleuieiizia.
N'olete i)rcniìcrc -sotto la rostni iifotc:io,ir. \tn e Miss
Kemond — sientili come sempre — mi'.) di questi iihric-
ciuiV E volete offrirne uno da parte mia a Miss Malleson
e un altro a Mrs. H. Ta.vlor? Non ho cora^j;io sttfUciente
per scrivere io direttamente: ma speri), per me/.^.o V(;Slro,
di rieseire a persuaderle di occuparsene. Ognuno lia il stto
circolo. E — io ho decisamente bisogno di tutto il danaro
che, con vari mezzi, posso raccogliere per (pìello che deve
essere tentato in aprile o prin'a.
Sempre
molto affezionatamente vostro
(Ilt'SErPK.
VMMCCrXXIII. — Inedita. Da una copia cniiservata nel
Museo del Risorgimento di Konia.
7(> KI'ISIdl.AIMO. 11^04 1
It will 1)(' more ijlorioiis lo yoii sioop ;ni<l loolc
hciii^iuiiil l\ Oli llic i('<|U('st oi ;i |)ooi' iiiorl.-il troni
llic iiiidsl ol' tlic jj,Ioi-y wliicli iinisl siirroiiiHl you ,il
lliis moiiuMit in wliicli niy ])arc('l icjichcs.
Peter sonietinies I)o;ists j)liiloso|>liy. l'erliii[>s, he
will second me, shonid yon l>e too mudi led ;n\;iy
from me by the « j^lory. »
I jun ratlier better. I shall be ix'i-leelly — jier-
liaps stont — when the three books come back to me
with ali niimbei-s taken.
Von looked very majestically yesteiday w Ih'h you
passed disdainfully by niy house.
Sarà pili jjlorioso per voi inchinarvi a miardarc Itcni-
.mianu'nte la domanda di mi povero mortale dalla nuvola
di gloria che deve circondarvi al momento in cui arriverà
il mio pacclietto.
l'eter (pialche volta si vanta di esser filosofo. Forse,
mi contenterà lui. se voi foste trascinata via dalla « irlo-
ria. »
Sto piuttosto mejilio. Starò a meravi,s;lia — forse inj^ras-
sato — <iuando i tre libri mi arriveranno di ritorno con
tutte le copie acMiuistate.
Avevate un'apparenza maestosa ieri (piando passaste
sdegnosamente vicino a casa mia.
J
fisci I KI'ISTOLAKIO. Il
V.MMCCCXXI\'.
To Matilua lìiutis, Loiiduu.
[London. Aprii Ut. 1SG4J.
Deai't'st :Matil(la,
Once ayaiii 1 caniiot come. I am iiiformt'd iiow
Miai Coweii (M^who ,o()es for ino tu Southampton—
will 1)0 at AMlliam's lo-morrow ovon. Fri<lay. loav-
in.u' next morning at oii^lit. I iiiK.sf soe bini and
llioi'ofoi-o I (line at AVilliam's. Xoav, I liave so mncli
to (lo, tliat I roally cannot come to vou. tlion come
back. Ilion jio apiin tliore, etc. Thei-efore, lia\o ]k\
Carissima Matilde.
Di nuovi», non possi) venire. Vengo a sapere adesso
che Cowen — il (piale va per me a Southampton — sarà
da William domani sera, venerdì, e partirà la mattina
se,i;nente alle otto. Dchho vederlo e perciò pranzerò dn
AVilliam. Ora, ho tanto da fare, che in verità non posso
venir da voi, poi ritornare, poi andare di nuovo colà, ecc.
VMMCCCXXIV. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathau). Non ha
indirizzo. Subito dopo la firma M. Biggs annotò : « Addresstd
tu Orni Scjuare ; envelope Aprii Ist, 18f!4 »
(') Joseph Cowen era giunto a Londra da Newcas^^le per invi-
tare Gariltaldi a visitare (piella città (ved. la lett. VMMC'CCXI).
p] fu presente (3 aprile) allo sbarco a Southampton del Generale,
dal (piale, salito sul Ripon con altri invitati, ebbe cordiali acco-
glieuze. Ved. l'Unità Italiana di ^Milano, del 7 aprile 1864, Per
la promessa fatta a J. Cowen da Garibaldi, ved. la nota alla
lett. VMMCCLXXXIX.
78 KlMSTOl. Alilo. [l'alvi
tii'iuc ;is I li;i\('. Ami lii;iy (liis noie rcncli in tiiiic.
i:vc'i-
loviiijfly yoiii-
JOSKI'H.
Abbiate piizionza, (iniiidi. iiuantn m- h<i i(i. E speriamo die
questo bifilietto vi Kiuii.iia in tciiiito. Sempre
vostro affezionalo
(Jiuseppe.
THO TUE EdITOK OF the « TlMES. »
[Loudou], Aprii 2nd. [18(J41.
Sir,
Xot for my sake, but for Mr. Staiisfehrs sakc
and in indignation at liis nanio being dragged in
again by the Frencli Avocati renerai in bis spcHM-h
of March 31, quoted in yonr colnnms, 1 feci bound
2 aprile.
Signore,
Non per me, ma nell'interesse del signor Stansfeld, e
sdegnato che il suo nome sia nuovamente argomento di
deplorazione dall'avvocato generale francese nel suo dì-
scorso del 31 marzo, riportato nelle vostre colonne, sono
VMMCCCXXV. — Piil.hl. nel Times del 4 aprile l.S(;4, e di
là tradotta e puhl)l. iieirf';r)^« Itaìiana di Milano, del 7 dello
stesso mese.
I
[1SG4] EPISTOLARIO. 79
to trespass with a few lines in jonv space, aiid to
once more dedare thaf iiccer tcas uny money haìided
over or fient hy me to Mr. ^taufifeld for the piirpose of
lielpuiff Greco, Tibaldi, Donati^ or aiiy other in an
attempt against the Emperor's life; that never had he
the sìiffhtest contact uith Greco, Tiìiaìdi, Donati, or
any òther known to me, implicatine him possihly, di-
iectly,or i)idircctly,to my knowledge, in any politicai
.scJienie of theirs. (^)
costretto a chiedervi alenile poche linee del vostro spazio e
dichiarare ancora una volta che da tue non fu mai consegnata
0 mandata alcuna somma di danaro al signor Stansfeld per
aiutare Greco, Tibaldi, Donati o qualunque altro in un
attentato contro la vita dell'imperatore; e che egli non ebbe
mai il minimo contatto con Greco, Tibaldi, Donati o qua-
lunque altro a me noto, per il quale, a quaìito io so, potesse
direttamente o indirettatnente essere implicato in qualsiasi
disegno politico che essi avessero.
(') Come completamente al processo che nel febbraio prece-
dente si era conchiuso con la condanna del Greco e C.,il 30 marzo
si era svolto quello contro il Mazzini accusato di complicità
nella pretesa congiura. L'avvocato generale aveva dichiarato :
« Quando nel 1S57 Tibaldi ed altri italiani parecchi compari-
vano dinanzi a questa corte d'assise, accusati di cospirazione
contro la vita dell'imperatore, avevano Mazzini per complice ;
un'istruttoria approfondita aveva chiaramente dimostrato che il
Tibaldi, organizzatore a Parigi della cospirazione formata all'e-
stero, e detentore delle armi preparate per l'esecuzione dell'at-
tentato, egli stesso non era che lo strumento del Mazzini. Alle
particolarità date a questo proposito dagli accusati Grilli e
Bartolotti, si aggingeva la prova pili decisiva ricavata dalla
corrispondenza sequestrata. Parecchi scritti del Mazzini, che
furono già letti in questo recinto e che oggi di nuovo vi pre-
sentiamo, contenevano, sotto la data del 10 giugno, le istruzioni
/
so EPisTor.AKTo. [1804] I
Xo iicw iMct is jillcj^Cil ìli tlic s|)('('cli ((mcciM iiii
(he ( Ji-('C() anjiii-.
( '(iiiccriiiiiu Doiijili, I l'cnicillhci- tlint :iu I1;ili;iii
(>r llial iiiiiiu' \\;is urresled oii siispicioii in IViris
Nel (liscdi-su iit;;ir(l;iii((' riiflnrc (Ircco iioii (• :ill''fi;iln
.•ilciiii iiiKivip l";itl(p.
Circa il Donati, lacordo clic un itaiiaiKi di (|iu'St(t
iKHiic l'u arrestato coiiic sospetto a l'aià.iii verso la line
rcd.-ittc con ])ro(Msi(iii(' e ])iu(l('iiz;i iiisicnic, date al .Mass<'i'('iit i
e al CaniiiMiicIla dal caiìo reale (leda eospii-.-izioue. Il Miizziiii iii-
diia\a ai congiurati i due principali centri d'azione, a l'arigi
il (lonu<'ilio dt'l Tihaldi. a Londra la casa di (iiaeonio Stansfeld
e di sua uioslie. che egli designava cosi: ' (iiaoonio, raniico
d(dla fabbrica di birra e Carolina.' In (piesti documenti risulta
espressamente che i due uomini più recentemente attillati avreb-
bero trovato il danaro necessario presso lo Stansfeld, una dire-
zione ed anni presso il Tibahli. Nello stesso tempo due lettere.
.-lUche (jueste seepiestrate nell'istruttori:!, dirette .-il Mazzini,
tìiuiate ('(iroliiKi (prenome, com'è noto, della signora Stansfeld),
e portanti sulla soprac()perta il timl)ro (Wulhaiii (Irceìt) del (]U:ir-
tiere dov'è sita la fabbrica di l)ii-ra Stansfeld, conteneva, con
(|u.ilche iiarticolarità di famiglia che non lascia alcun duI»i)io
sull;i origine deìle lettere, brani seguenti. La prima del 10 giu-
gno, diceva : " Ho ricevuto il vostro caro ed inepiieto biglietto
dal signor Nathan come l'ha recato in persona. ' La seconda, del
29 giugno, esordiva con rpieste parole. 'Ho ricevuto il danaro,
e Giacomo eseguirà, come s'intende, le vo.stre istruzioni. ' La si-
gnora Stansfeld rispondeva cosi a una lettera del Mazzini, in
data dell'll. contenente valori ; l'invio dei quali era annun-
ziato da una lettera del medesimo, in data del 10, la quale fu
se(iue.strata ed è al'» gata agli atti della causa. Finalmente, fu
trovato indosso al Tibaldi un taccuino, nel quale stava notato
l'indirizzo del fabbriante di birra Giacomo Stansfeld, e il Tibaldi
s esso confessava di avere avuto a Londra relazioni con questo
intimo amico del Jlazzini. » Ved. l'Opinione del 3 aprile 18(U.
Paolo Tibaldi aveva eertamente conosciuto il Mazzini a Roma,
L1SC4] EPISTOLAKTO. 81
towards the end oi" 1858; tliat he was harassed as
ijsual by questions about me; that he persistently
(lenied ni}' having any share in any schenie of
his own ; that he Avas, dni-ing the iiniuiry, iound
d^ad in prison, whicli mysterions fact tlie Avo-
cat-(ìénéi'nl astonndingly declares a md giKtranter
for tìic sinceriti/ of liis rcvclation. No trial toolc
place, no revelations were ever produced, not a
shadow of evidence against him or otliers ever ap
peaied. Tlie thing Avas merely known thvongh vngue
repoi'ts scattered in correspondences. (^j
del isns; che egli persistenteineiitt' negò olio io avessi
;ilciin:i parte in alcnn suo progetto; clie durante l'inqui-
sizione egli fu trovato morto nel suo carcere; il rpial fatto
misterioso viene dall'avvocato generale sorprendentemente
dichiarato inni i^olida (/iiarciitif/id delia i^iììccrUù delie sue ri-
rcliizìoiii. Non s'ebhe alcuna prova, non si pubblicò mai ne^-
suna rireJiizioiie, non fu manifesto mai neppure un'ombra
di evidenza contro di lui o d'altri. I.a cosa fu conosciuta
soltanto per vaghe relazioni sparse in corrispondenz<'.
dove aveva preso parte alla difesa. Andato a Parigi, aveva
combattuto sulle barricate del 2 dicembre, poi, trasferitosi a
Tiondra. aveva colà indubbiamente riveduto il Mazzini, poicl'.é.
tornato di nuovo a l'arigi, ebbe da lui nel 1850 lettera con la
(Uiale gli presentava F. Crispi, raccomandandogli di trattario
« Come era uso fare cogli amici, come fosse lui ste^sso. » Yed.
P. TiBALni, ])a Roìna a Cajenna, lotte, esigli, deportazione ;
Roma, Tip. Pirelli, 1S88, p. 1G7. In queste curiose memorie
autobiografiche il Tibakli nega di aver partecipato a quella
pretesa cospirazione contro la vita di Napoleone III.
(') Nei riguardi del Donati, l'avvocato generale si era cosi
espresso, « Nel dicembre 1858 un certo Donati veniva arrestato
:i Parigi, sotto 1' imputazione di cospirazione contro la vita
Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXVJU (Epistolario, voi, XLVII). fi
82 EPISTOLARIO. [18(541
Concerning Tibaldi, the existence of a Tibaldi
Fuiid J liave alieady in ;i lormer letter distinctly
denied. The alle-^ed (hxuinents are unknown to me.
The quotations in the speech, at ali eveiits, mean
nothiiig; they would iiot, if genuine, in the slighte.st
way implicate Mv. Stansfeld in a supposed knowledge
of that hypothetical plot or fund. The first simply
shows that I bave t'rieuds whom caliimuy does not
estrange. If the secoud — « I ìkivc received the monen,
and James icilì, of coursc, curry out your instruc-
tions » — could ever be eoustrued luto a proof of an
Riguardo al Tibaldi, ho giù recisamente negato in una
precedente lettera l'esistenza di un fondo Tibaldi. I do-
cumenti allegati mi sono sconosciuti. Ad ogni modo, i
pa.ssi citati nel di.scorso non vogliono dir nulla ; se anche
fossero genuini, essi non implicherebbero affario la suppo-
sizione che il signor Stansfeld conoscesse questo ipotetico
complotto o fondo. 11 primo mostra solamente che io
possiedo degli amici, cui la calunnia non lascia tranquilli.
Se il secondo: «Ho ricevuto il (Uinaro, e Giacomo adeinpirà
ccrtniììcììtc le vostre (S//(r:/o»/,» potesse mai formare la prova
(leirimporatore. Colpito iill'ovidcnzji. egli confessò il suo ci 1-
pevole disegno, e dopo aver cercato di .sostenere che non aveva
ricevuto istruzioni da alcuno, era costretto a riconoscere l'ispi-
razione, ;ill;i (|ual(' aveva ol)lie(lito. Nel corso del ni'vse di maggio
egli aveva ricevuto dal Mazzini, a Londra, un appuntamento
nella fabbrica di birra Stansfeld. Colà erasi impegnata una
conversazione sull'attentato progettato, e il luogo e il tempo
in cui il delitto poteva più comodamente venir consumato.
Qualche giorno dopo, nello stesso luogo, la cospirazione veniva
definitivamente organizzata. Donati si ò ucciso nella sua pri-
gione in gennaio 1850, dando cosi una triste guarentigia della
sincerità delle sue rivelazioni. «
i
[1S64] ES»ISTOLAR10. SH
assjissiiiatioii scliome, or of a kiiowled^e of it,I shoiild
iK)t kiiow wiiat to pity niost, Iminaii wickediioss oi-
huinaii ciediility.
Mr. ytansl'eld lias been to me a friend of eijL>;li-
teeii years' standing'. Ile has been deeply and earn-
estly sympatliising with ali my. Utopiaii once, now
alniost fultilled, aspirations towards Italian iinity and
indejtendence. Ile lia.s been, in lionesty and moral-
ily, lielpinj;, before bis officiai capacity traced out
for bini a new line of duties, tlie fiiltìlment. of tbose
aspii-ations. He bas often at my retpiest, contribiited
bis own sbare of money to subscriptions for pooi*
Italian exiles. He bas sometimes i)aid, at my re-
(juest. money of mine for similar pnrposes, wben 1
bave been away from Enf>land. He bas tried to
lind employment for men in need wbom I was recom-
mending to bini as to otber Englisb friends. Ali
tbat is known, avowed, bonourable. I bave been
di uu progetto cVassassinio, io nou saprei che cosa maa:gior-
lueiite deplorare, se la scelleratezza o la credulità umana.
Il signor Stansfeld mi è amico costante da diciotlo
anni. Egli simpatizzò vivamente e assiduamente per tutte
le mie, un tempo iitoi)istic]ìc. ed ora quasi compite, aspi-
razioni per l'unità e l'indipendenza d'Italia. Prima che
la sua posizione officiale gli tracciasse una nuova linea
di doveri, egli prestò aiuto onesto e morale al compi-
mento di queste a.spirazioni. Spesso, su mia domanda,
egli contribuì la sua parte di danaro per sottoscrizioni
a favore di poveri italiani esuli. Su mia domanda, egli
pagò talvolta per mio conto danaro a simili fini, quando
io era assente dall'Inghilterra. Egli si studiò di cer-
care impiego a quelle persone bisognose, che io racco-
mandava a lui, come ad altri amici inglesi. Tutto ciò è
f>t f;i'I,st()i,ai!I<). |1S(;||
iisiii^-, jicc-ordiiijily, in Uw |);is( liis luinu' aiid addirss.
Ilali;iiis kiicw lliciii. niid wliere coniiii'i- to liiiii, in
HIV alisciicc, l'or relicr advice. \\'liat of ali lliis?
W'Iicre is the sliiijilitt'st link betvveeii tlic aflii-nialioiis
<>f the Avocat-CJénéial and tlie aim denoniiced?
^^'hel*e llie sliiijLihtesI indicai ioii beaiinif on Mr. Staiis-
Ichrs connexion with or know ledile of any unlawlnl
de.sij;iis? (^)
noto, confessato, onorevole. È vero che per il passato feci
uso del suo nome e del suo indirizzo. Gli Italiani lo cono-
scono, e in mia assenza, andavano da lui per soccorso o
consistilo. Che da tutto ciò? Dov'è il piii piccolo nesso
tra le affermazioni dell'avvocato generale e lo scopo de-
nunciato? Dove la pili piccola indicazione che ammetta
a carico del signor Stansfeld una connessione o una cono-
scenza di qualsiasi illegale disegno?
(') Aununziaudo le sue dimi.s.sioni d.i Lord dell'Ammir;!-
j;li:ito come irrevocnbili. e furono infatti accet':ite da Lord I*al-
nicrston, al quale, per l'entrata nel Gal)inett() di Lord t'ian-n-
don, ginugevano in buon punto, e anzi erano giudicate necessarie.
Jaine.< Stansfeld, nella seduta del 4 aprile, aveva sdegnosamente
rintuzzato l'accusa che gli aveva lanciata l'avvocato generale
francese nella requisitoria del 30 marzo. Ecco quanto egli ebbe
a dichiarare: «Io fui a lungo personale e intimo socio di lui
[Mazzini]. Io ebbi a lungo una profonda e generale simpatia
per lo scopo della sua vita, l'unità e l'indipendenza d'Italia.
Se mi si chiedesse la mia opinione sul suo metodo per raggiun-
gere questo scopo, quantunque la questione sarebbe prematura,
direi che talvolta approvai, tal'altra giudicai le sue vedute più
fantastiche che pratiche. I di.scorsi de' due procuratori denun-
ciano spiattellatamente la mia implicazione nelle congiure contro
l'imperatore, o almeno la mia conoscenza di esse. » Dichiarate
false le accuse, egli aggiungeva : « Io non conobbi mai il Greco,
né ne udii il nome, prima di vedere sui giornali la notizia del
|lSf»4J EPISTOLAKIO. S5
Tliat / ani cai-elessly and nnconscientionsly niade
a target for the practisinu' ol' tlie inorai <hi(/(/cr hkmi
is no Avondei- to me. I belono-, and am ratlier ])i()nd
of it, to a class of men wlio nivfìt be peisecuted hy
any desi)otic. conservative, or Frencli Impeiialisl
l)ai-ty. in England or elsewliere. nntil success crowns
tlieir efforts and Avins ap])lanse. But if men of
Che io sia stato fatto indifferentemente, e senza co-
scienza, bersaglio agli nomini del lìugnalc morale, non mi
stupisce. Io appartenzo, e sono piuttosto orgoglioso di ciò,
ad una classe d'uomini che devono essere perseguitati da
ogni partito dispotico, conservatore, o francese-imperia-
lista, tanto in Inghilterra quanto altrove, fin che la vittoria
non coroni i loro sforzi e guadagni il plauso. Ma se uo-
siio arresto. Che di pili esplicito? Or bene, io vo indietro .sino
al 1857, al caso di Tibakli, Io non ho coscienza di averlo ve-
duto. Vidi di quando in quando tanti rifugiati italiani, che
non posso ricordarne i nomi : ma dico che io non vidi nel 1S57.
né in altri tempi Tibaldi, né altri che osasse venire da me per
farmi consapevole di congiura come questa. Ci sono due altri
nomi mentovati in correlazione coU'affare del 1857. L'uno
è il nome di Massarenti. Lo conosco per bene. Era un Italiano,
che attendeva al commercio, nella via Greonville. ad Hatton
Garden. Egli ebbe da me danaro, ma il solo danaro che si ebbe
da me fu tutto sotto la forma di un medesimo pagamento ])("r
merci come quelle a cui attendeva. L'altra persona mentovata
è Campanella, condannato, cred'io, nel processo del 1857. Io
lo C( nosco benissimo. Egli era un signore, e letterato. Studiava
e stava quasi sempre in casa ; un uomo assolutamente incapace
di macchiare le sue dita in questo sudiciume. Io so un fatto
che concerne questo signore; egli espresse mai sempre il più
alto disprezzo per attentati di tal sorta. Due estratti di lettere
furono pubblicati delle quali la Camera comprende che, ove
fossero vere, io sarei pronto ad assumere la responsabilità
86 EPISTOI.AKIO. [1S04]
Mi-. Sliiiislclcrs cjist, ;i vocili ioiis, ;ni(l IcikUmicìcs iirc.
Oli llic l'jiilli ol' .uill'hicd foi'ci^n policc icikuIs iiiiil
('l;i])l ijij» inclodi-iUiiiitic sjx'cclii's ol' «Icspotic Avo-
i"its-(Jéii('M-;nix, to meot witli the sanie treatiiieiil in tlie
eoniiti-y which tliey usefiilly serve, llieii tliere is au
end of IJiitish lucid sense and lair-play lial)its. A
mìni (Icllii (lUiilitil t' (Ielle opinioni del sii;nor Stansfeld
ven.uoiio, sulla fede di studiati l'aporti di Polizie estere
e pel chiasso di drammatici discorsi di dispotici avvocati
generali, assofi^ettati, nel paese che servono vantafisi*»-
samente, allo stesso trattamento, allora il senno hritan-
nico e le buone abitudini stanno per finire. Un uomo di
Stato francese disse una volta : « Datemi dieci parole
intera. Io non veggo che io. né altri nvente relazione con me,
possa dire che siano vere o no ; ma dico che non c'è in esse
nulla ch'io abbia la menoma voglia di negare. Per quanto posso
giudicarne, sono veri estratti di lettere cadute nelle mani della
jjolizia francese. Che prova il primo estratto? Nient'altro, eccetto
la relazione di personale amicizia, che io riconobbi esserci stata,
e che fu gran tempo fra me e il vsignor ]\Iazzini. Che dice il secondo
estratto? Dice che una rimessa di danaro veiuie ricercata e fu
erogata giusta le istruzidui. La Camera comprenderà che ciò
si dice qui. non come in una corte di giustizia, ma come in
una corte d' ()n(n-e. Noi parliamo qui del nostro onore e la Ca-
mera mi crederà, pertanto, quando io dico che sono assoluta-
mente incapace, e che quelli ch^ mi sono congiunti da vincoli
di famiglia .sono del pari incapaci di figurarsi o di ricordarsi
a che possa alludere un tal pas.so. Ma io posso dire, che esso
non si riferisce, finché non può riferirsi a nulla che lum possa
resistere alla prova del pili rigoroso esame ; e, da quanto ne
posso giudicare, sul mio onore e coscienza, credo dovesse rife-
rirsi a ((ualche affare privato o a (pialche distribuzione di
poco danaro per i.scopo di beneficenza. » Ved. 1" Opinione del-
l' S aprile 1864.
[1864] KPisTOLARro. 87
Freiich yStafcstnaiì once said, — « Give me aiiy teu
woi'ds in any man's liandwritinji-; 1 shall manage to
Ila ve him luing. » Yoii had bettei' write those wovds
on the threshold of youi- house, only stating that
they inelude the man's friends as well.
I ani. Sii-,
yours faithfully
Jos. ^Mazzini.
scritte da un uomo; e io otterrò di farlo appiccare.» Voi
fareste meglio a scrivere queste parole sulla soglia della
vostra casa, soltanto per ricordare che esse comprendono
anche gli amici di lui.
Sono, Signore,
vostro devoto
Gius. Mazzini.
VMMCCCXXVI.
A GiT'SErPE Gt^erzoni. a Southampton.
[Londra. 3 aprile 1S(;4].
Caro (ìuei'zoni.
Ben venuto.
Ho una moltitudine di cose da dirvi. Badate,
^letà è probabilmente ineseguibile. Ma credo dovervi
dire ogni cosa che sarebbe buona. Gar[ibaldi] farà
j)0i ciò che vorrà o potrà.
Siete venuti tar<li.
vArMCCCXXVI. — Inedita. L" autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo.
88 EPISTOLARIO. [1804]
Sui pi-imi (li magj;io lìisognorcltlK* agire. Biso-
UiK'ichlu', non per noi, nui per la ])overa J'olonia,
(Ile more, e perelié dui-i tuttavia la gneira Dano-
gernianiea. Ora, se (iarib[al(li] ù fuori, i N'eneti ere
(leranno elie non sia tempo d'agire, e inoltre senza
Ini nessuno di noi vorrebbe dar moto. (Quindi tutta
una serie di necessità.
iiisognerebbe che il mese bastasse a (iarjibaldij
])('!• r intento, e che sul finire ei s'avviasse.
S' ei rimane lungo tempo nell'isola di Wight (')
— o s'ei viene a Londra — ci('» riuscirà impossibile.
Londra è vasta. A'enti meetìmjs locali lo inviteranno.
Ei non potrà liberarsi.
Ora, l'importante è il giro in provincia. L'entu-
siasmo pel nome sarà grande qui pure, ma in pro-
vincia amano piii. Inoltre, qui spenderanno piti danaio
clie non in provincia per feste, banchetti, etc. : in
l)roviiicia, daranno più a lui, e pili rapidamente.
L'ideale sarebbe ch'egli andasse prima a T^ew-
castle, (irlasgow, Edinburgo, Paisley, Liverpool, Man-
chester, liirmingham, Slieffield, Bristol, Bradford,
Unii — una città per giorno a un dipresso — poi,
dopo tutte (quelle ovazioni, venisse a Londra, da
dove sarebbe libero di partire il di che vorrebbe.
Dove ciò non possa farsi, bisognerebbe almeno
cli'ei si fermasse pochissimo nelF isola di Wight e
un l)reve tempo determinato in Londra. Il giro in
provincia è essenziale.
Seelev è un buon uomo e nuli' altro : debole e
(') Dopo essorsi trattonuto un giorno a Southampton, Ga-
rilialdi s'imbarcò per l'isola di Wight, ospite di Mr. Seeley,
meml)ro del Parlamento. Colà si trattenne fino all' 11 aprile,
quando parti per Ixtndra.
[1864] EPiSTOLAnio. 89
malo ciiroiidiito. Fu fiiornalisfa, Thorntoii ITiiiit, in
contatto con Lfuii^i] N [ap(>liM»iie j, sarà pi-oniin^ite
intorno a lui. (M K Dio sa (juali sni^iriMinìenti uli da-
là. Bisoona ])orre Gar[ibal(li] in sjnardia.
I miiiliori che possono informai-lo sulle cose e
i-^.ulla vera condizione dej2:li spiriti in Inghilterra, sono
Cowen che vi reca questa — P. Taylor, membro del
Parlamento, che deve pranzare con lui domenica —
Holyoake che probabilmente verrà da parte mia a
vedei'vi, che conosce tutta quanta la Provincia, ma
che ha la sventura di non parla i-e altra lingua che
ringlese.
Qui, la questione Stansfeld e me s'è fatta que-
stione politica tra il Partito governativo e il Partito
Francese inteso con L[uigi] N[apoleone] per rove-
sciarlo e ricostituire l' alleanza intima. Qualunque
cosa Gar[ibaldi] dirà o scriverà nelle risposte agli
Indirizzi contro 1' occupazione di Roma e l' invasore,
sarà bene accolta, checché altri possa suggerirgli. (-)
(') Thoniton Hunt (1810-1873), figlio del celebre Leigli Ilunt
fdiidù in sioventù due periodici, il Refornier e VArgiis e dal 1S40
111 a Ijondra collaboratore dei pili grandi giornali iiiglesi. Da
un suo viaggio in Italia trasse l'ispirazione del romanzo The Fos-
terhrother (1845). Era uno dei segretari di Lord Palmerston.
Riguardo ai suoi intrighi prima e durante il soggiorno di
Garibaldi in Inghilterra, ved. G. Gitbrzoni, Gririhnldi. cit.,
voi. II, pp 344-846.
(-) Il 12 aprile Garibaldi, che era ospite del duca di Sutber-
land, ricevette una deputazione della parrocchia di S. Pancra-
zio; e cosi rispose all'indirizzo che gli fu rivolto: « S. Pancrazio!
Ah ! serbo un felice incordo di San Pancrazio. Conosco San Pan-
crazio ; ho combattuto a San Pancrazio sotto le mura di Koma. »
Ved. VUnifà Ifaliana di Milano, del 10 aprile 1864 E non
sembra che negli altri suoi discorsi di circostanza Garibaldi
facesse accenni nel senso desiderato dal Mazzini.
^' EPISTOr.AKIO ri'S()41
QnaluiKiuc jillnsionc ;i| coi-ji.-oio dì Sljiiisl'chl ;i ]n«»'
(riin ItiiliaiH) e a licoiioscciiza jx'i- lui sarà l)eiK'
accetta al Governo, popolari/zaiidolo. ('i T/Austria e
I.|iii^i] .\| a|.()l('(»ii(' j non (l()\i('l»lt('i() essere ni'v'i'.oina-
niente risj)arniiati.
Sarebbe cosa ottima se in Londra ei j)otesse
accettare, non fosse che ])er tre giorni, l'invito di
I*. A. Taylor. Taylor fu sempre insieme ad Aslinrst
alla testa dei Comitati (Jaiibaldini. raccolse danaro,
andò a vederlo alla Spezia, trattò perennemente la
('ansa d' Italia. In lui sarebl)e rinj^raziata tutta la
Società dejili «Amici d'Italia.» (-|
Taluni Intrlesi snti^eriscouo che come rinuiaz-ia-
mento alla Stampa periodica unanime tutta sul di
lui conto, (Jarib[aldi] (o il tìglio o voi i)er Ini) la
sciasse il nome so])ra una carta di visita all' ulticio
dei princi])ali ( Jiornalisti. Son (piasi tutti nella stessa
strada. 1] \i sarebbero indicati da me o da altri
(piando sarete (jui.
(Jar[ibaldi] non ha bisogno di ])arlar di danaro.
(') l'are il 12 ain'iU' (iarilialdi fece \isit:i a .J. Staiisfeld
nella casa ili lui in Thm-loe ìSfiuare. Ved. Vl'iiità ItaUfiiKi di
Milani), del Ki aprile l.S(i4. In una corrispondenza da I.,ondra
del IX aprile, inserita nello s'esso periodo (n del 2'\ apri'e)
si leggeva : » L'indonnini del suo arrivo in Londra il Generale
si recò a far visita a quel nobile cuore, che è il signor Stans-
fi'lil : era una visita di farnijilia. non eranvi pr senti che al-
luni membri della medesima. Durante la conversazione, il Ge-
nerale pronunciò le seguenti parole, con quell'accento marcato
che gli conos<-ete : ' Io colgo quest'occasione, signor Stansfeld.
per ringraziarvi, di tutto cuore delle nobili parole ci Ile quali
difendeste al Parlamento il nostro amico. Giuseppe Mazzini;
ve ne ringrazio di tufo il cuore : Tltalia tutta vi deve per
ciò nn tributo di alta gratitudine. '»
(-) Ved. la nota alla lett. VMMCCCIII.
[1804] KPISTOLABIO, ni
ma (.V accettare soltanto. E dovrebbe dire qualche
cosa sullo spirito pratico degli Iiiiilesi, e che spera
aiutino la causa d'Italia, d Ungheria e di Polonia.
In Liverpool v'è una Istituzione di giovani non
l)olitica che offre 200 lire sterline se Garib[aldi] va
una sera e dice due parole (rincoraggiameuto ai
giovani. Yi mando probabilmente la loro lettera. Una
volta in Liverpool, Peter Stuart e i suoi amici po-
tranno informarvi.
Ciò di cui vi prego istantemente è — se vi fer-
mate più giorni all'isola di Wight — di scrivermi
una buona lettera intorno alle intenzioni e sopra-
tutto all'epoca e al come del ritorno. È la cosa che
più mi preoccupa. Noi spenderemmo ora ogni soldo
che raccogliamo, nei prei)arativi. E il danaro rac-
colto da lui servirebbe per la mobilizzazione.
Qtianto a me, non intendo né comprometterlo né
pormi innanzi. Gli ho dunque scritto che aspetterò
i suoi desideri i.
Scrivetemi all' indirizzo:
^[rs. France.
2. Onslow Terrace. Fulham Road. S. W.
London.
Sapete del sequestro in casa Lemmi, delle j.er-
(piisizioni fatte a Zugni, Pasini e altri I (\i
Tutto vostro
GirsEPPE.
(') Quandd. per iniziativa di (ìariltaldi e di Bertaui. fu isti-
tuito il Comitato Centrale l'nitario, si avverti ohe le funzioni
di tesoriere di esso sarebbero s'ate assunte da Adriano Lemmi,
al quale dovevano rimettersi le somme raccolte ai fini del Co-
J>2 EPISTOr.AKIO. |1S(')4]
VMMCCCXXN'II.
A Fii.ii'i'o r.F.TTT.M, n CcnnvM.
Il.oiidnil, 4 niìi-ilo ].Sf>4,.
.Villico,
E))l)i I ultiiiiii rimessa. Se mai f (neorresse di
farne allra, non sia pili ad Ashnrst, ma all'ordine
milntu. Il 2(1 ni;n-Z() l.S(!4 rnppresontanti della magistratura o
della polizia si recavano per una perquisizione in casa del
patriota livornese, il quale mandava subito dopo al JHritio,
che l'inserì nel n. del giorno successivo, la protesta che segue :
« Ti prego di pubblicare che (luest'oggi a mezzogiorno, con
tutta la gentilezza possibile, per opera del Procuratore del Ite,
del giudice istruttore e di multissimi impiegati del Cìoverno,
mi fu sequestrata la somma di L. 2G25,G5, composta di un'ob-
bligazione di L. 100 a favore del generale Garibaldi di A'it-
tore Hugo, e di L. 2525, G5 in danaro, saldo del conto corrente
fra il generale Garibaldi e me. Mi fu anche sequestrato il libro
dei conti correnti (permettendomi di staccare tutti i fogli che
non avevano riguardo al conto del Generale), cinque copie di
una circolare del 14 gennaio 1864 e una lettera dell'on. Cado-
lini, nella quale mi notava dispiacere del non vedere in quelle
circolari il nome della tipografìa. » In quanto alle altre due
penjuisizioni, in una corrispondenza da Reggio Emilia all't'Hi-
tù liuliuna di Milano, del 20 marzo 18G4, si leggeva : « In uno
degli .scorsi giorni la pubblica siciirezza eseguiva — sen>;a man-
dato di giudici — una lunga e minuziosa perquisizione al do-
micilio del signor Giovanni Zugni, emigrato veneto e distinto
patriota : il pretesto della inqualificabile vessazione, erano i
soliti bollettari per il milione di fucili, che lo Zugni non aveva.
Naturalmente, nessuna carta che avesse rapporto alle cose poli-
tiche fu .sequestrata al detto patriota. Anche il signor Ora-
zio Pasini patì la medesima noia poliziesca : ed a (piesti fu
confiscata una cedola della citata sottoscrizione di Garibaldi. »
V^MMCCC'XXVII. — Inedita. L'autografo si conserva nel-
r Istituto Mazziniano di Genova.
[1SG4] EPISTOLARIO. On
di ^Villiam Shaen. 8. Bedford Roav. Holborn. London.
Ciò lino a nuove istruzioni.
E del resto, nulla. A'edrò ben inteso 0 [aribaldi],
die non sarà in Londra prima di sabhato. Questo
jx'r le cose del paese. Quanto a me, sono cosi cosi
di salute, noiato a morte come immagini, stanco
(F ogni cosa, e nondimeno lo-nu) in tentai'e ogni cosa
per ' emancijia/ione del W-rcto.
Ama il
tuo
Gil'SLl'PK.
VMMCCCXXVIIT.
A Ltucìi Piaxciaxi, !1 Naimli.
[ Londra 1, 5 aprilo [ISO-l].
Caro Pianciani,
Ho la vostra. Non bo l)isogno di far parole con
voi per persuadervi cb"io deploro la perdita da voi
fatta, e che ne sento tutta la gravità. Siamo desti-
nati a morir nel deserto. Ragione di più per com-
battere la battaglia delle idee sole, che siam certi
di ])ortare alla sepoltura con noi. Mandate, vi prego,
a Gril[enzoni] o a Bi'usco [Onnis] la vostra offerta
])er r im|,resa Veneta. \"è bisogno di raccogliere oia.
Quanto alle difficoltà nel Mezzogiorno, le intendo.
Né vi chiedo se non di togliere ogni occasione per
parlare. È vero che le cento diverse sottoscrizioni
hanno tormentato i buoni. Ma è cosa generale |>er
VMMCCCXXVIII. ^ Ineflita. Da una copia presso la
R. Commissione.
W EPISTOLARIO. [ISCA}
tutta ]' Italia, E nondimeno ho avuto <^ià da nove
() ilieci sottoscrittori di 100 franchi: nella piccola
città <li raima pili assai da Milano. 11 Sud non fa
il proprio dovere. L'impresa Veneta liascina con sé
non solamente l'insurrezione d'altri pop(di, ma la
fornnizione d'un secondo esercito di volontari; e
sarebbe fatto capitale i)er o<;ni cosa. JI i^tid è mal-
contento. Pci-ché si limita a sole ))arole? l'erché
abdica ogni iniziativa? Perché scade dalla tradizj/)ne
del suo passato? Perché non aiuta Tunica vi;f che
possa condurre a rovinare la caniorra di Torino? Si
daranno, dite voi, al Borbonismo, al Bonapartismo?
Perché no alla Repubblica? Bisogna insistere: 1", per-
ché aiutino l'impresa Nazionale sul \>neto — 2". i)er-
ché confutino i pregiudizi tutt'ora esistenti ed avvici-
nino il popolo ad accettare, in un giorno di collisione,
la l);indiera repubblicana. ln>iistete, rion chiedo altro.
Se non riuscite cogli amici, tanto peggio per essi.
Sta bene quanto fate per Ixoma. Ma desidero che
il Papa non muoia ora. Pio le stesse vostre mire. Ma
abl)iamo bisogno di avere un esercito di volontari.
Risponderò fra due o tre gioi-iù a Morelli e al-
l' Associazione. Quell' Associazione dovrebbe esser
eentro visibile d' un lavoro ignoto, d' una organizza-
zione invisibile repubblicana. ('') O^gimai se i gio-
vani non vedono che il guasto sta non nei ministri
ma nell'istituzione, il -lenu') itidiano non esiste ]>iù.
Garibaldi è in InghilteiM-i. Lo vedr«^ e c'inten-
deremo, spero, anche meglio.
(') Salvatore Morelli, sul quale ved. la nota alla lett.
VMMCXCVI, nella sua qualità di vice presidente della Società
Democratica di Napoli aveva inviato il 28 marzo al Mazzini
un tardo indirizzo in occasione del suo onomastico. Ved. l'Unirà
Italiana di Milano, del 3 aprile 1804.
[1864] EI'IBTOLARIO. 93
Cerco per ogni dove mia lettera mia c-lie fu stajii-
pata nella Paìiadc dopo hi fujj;a di Pio IX nel *4S. (^j
lo consigliava in essa la i-epubolica e mi juemerebbe
01' d'averla. W è mitdo? Tensate un \h)\
Addio pei- ora. Ahltiatemi sejn])ve
fratello vostro
GlUSEI'I'E.
VMMCC'CXXIX.
A Gaetaxo Semenza, u Luiidia.
ILoiuIni ai»rile 18G4]. sabbato.
Caro Semenza,
Il Duca ha scritto a (Jar[il)aldi] che non ])uù
ospitare se non tre e che collecherà il resto all'Ho-
tel. (-) Xon so ciò che (}ar[iì)aldi] abbia deciso, m;i
se i)er caso ricusasse l'ospitalità dell'Hotel, gli ab-
(') La h'tt. del 5 dicembre 1S4S a Michele Acciirsi. \'ed.
al 11. MMDXXXIX. Non fu pc lù iitiitbl. nella l'alUnlc. ma nel
Corriere Lironiesc del 15 e nel I'eitsi(ro Ituliuiio del li* dicem-
bre 1N4S. Il Mazzini ne chiedeva e pia per ristamparla nel
vi)l. II (pp. 181-1S4) dtirediz. daelliaiia.
VMMCCCXXXIX. — Inedita. L" autografo si conserva
presso rIì eredi Semenza. È in una busta che, di pugno del
Mazzini, ha l'indirizzo. « Signor Semenza. Brompton Cresceiit. »
(-) Gaetano Semenza aveva fatto parte di (luella deput:i-
zioiie di Italiani residenti in Londra che si era recata a Southamp-
ton a dare il benvenuto a Garibaldi. Ved. Vi'nità ItuUniKt di
Milano, del 7 aprile 1804. Sembra che il Duca dì Sutherland
desiderasse non avere in casa troppi amici di Garibaldi, giunti
Crii lui a Londra, seguendo in ciò le mire politiche del Gabinetto
inglese.
9G KPISTOI.AKIO. [18041
Iti.inio jMoiiii'sso clic i suoi t loxcrchlicro case (rjimici
in i.oinir;).
S'cj^li 1cm'ssi> ^^cco (liuM/.oiii c(tiiu' Scjiictaiio. un
pf/ìio sarebbe preso in casa da I'. A. Taylor: coinuu-
(|ue, son tre, IJasso, llasiie, (Juei-zoni, o I>asso, l'a-
sile e un liulio che bisooncrebbe os])itai-e.
b'oise non vi sarà l)iso<i;no, ma sarebl)e bene, a
oi^ni modo, pensarvi, nel caso clic lunedi l'osselo
seviza allojijuio.
\'e ne parlo, pei-clié ne parliate.
X'ostro semi)re
Gius. Mazzini.
VMMCCCXXX.
A Pietro Zeneroni, a Desenzano.
[Londra], 7 aprile [18G4].
Caro Zeiieroni,
\'oi;Iiale secondare il pi)rtatore di ([ueste linee in
tutto ch'ei \ i chiederà [vel dlsim[)egno delhì sua inis.
sione. Dale^yli contatto con IS. e cojili altri punti
eh" ei v" indicherà, se potete. Serbate gelosamente, vi
{)re,u(), il sei^reto con lui e sulle cose sue.
ljisoi;iia assolutamente far penetiare lili scritti
nostri nei punti importanti di 1. e lido per ([uesto
su voi. \'i spieiilierà ei»li la cifra.
Addio: lavorate e credetemi semi)re
vostro
(}lUSKrPE.
VMMCCCXXX. Inedita. Da una copia con.servata pre.s.so
la li. Commissione.
[1864] EPISTOLARIO. 97
VMMCCCXXXI.
Al) Annibale d'Ambrosio, a Lwxo.
[L<jii(lra]. 12 :ii)i-ih" ISCA.
Fratello,
Furono licevnti i 120 fi-;uichi raccolti per opera
vostra per la .sottoscrizione dei 500. Abbiatene gra-
zie. E lasciate ch'io afferri rojìportnnità per alcune
linee concernenti le cose nostre.
Le Provincie meridionali, malgrado i numerosi
buoni elementi che accolgono, mancano tinora alla
loro missione; coljìa unicamente della mancanza d'ur-
dijiamento ; la loro attività non risponde alla loro
importanza in Italia.
Quest* ordinamento è indispensabile.
Io sono in contatto regolare col Comitato Cen-
trale istituito da (Jaribaldi. Ho })romesso di fortifi-
care i loro lavori e non moltiplicarne di divergenti.
E desidero rimanere feilele alla mia j)arola. Ha il
Comitato Centrale delegato qualcuno in Lecce? Se
si. dovreste cercare di porvi in accordo e lavorar di
concerto. Se no, dovreste assumervi l'incarico e diri-
gervi, a nome mio, al Comitato Centrale, offrendo
r opera vostra.
Ordinare i buoni della provincia di Bari — diri-
gere Vaposfoldto alla tendenza repubblicana, il lavoro
pratico dell'oggi alla realizzazione dell'impresa ^'e-
neta — esprimere in tutti i modi possibili il bisogno
VMMOCCXXXI. — Inedita. L'autografo si conserva presso
la famiglia d'Ambrosio, a Lecce. A tergo di esso di pugno del
Mazzini, sta l'indirizzo : « Signor Annibale d'Ambrosio, Lecce. »
Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 7
98 EPI STOL ARIO. [ 1 804 1
(li quell'impresa — raccogliere danaro per essa, av-
vertendo di versare all'indirizzo ch'io diedi (pianto
riguarda la sottoscrizione dei 500, e alla Cassa del
Comitato Centrale quanto riguarda le offerte alla
Sottoscrizione pel ]Milione di fucili ed ogni altra. —
Questo è urgente: di questo dovreste occuparvi.
Vorrei che ogni località importante della provin-
cia potesse, raccogliendo anche colletivamente una
(piota, essere rappresentata nella sottoscrizione spe-
ciale dei 500. Il resto andrebbe, come dissi, alla
Cassa del Comitato Centrale. A voi toccherebbe di
darmi nomi se giovassi^ mai ch'io scrivessi (pialche
linea incitatrice direttamente.
Avete nell'amico mio Libertini una scoila tidata.
Addio, fratello. Lavor;ite, e credetemi, con vera
stima,
vostro
Gius. Ma/zim.
VMMCCCXXXll.
A Giuseppe Guekzom, h Londra.
ILoiidi'a, .... aprile 1804].
Caro (ruerzoni.
Importa al comune scoi)o — se possilnle — che
i portatori vedano Garibaldi.
\'ostro
GlUSKJ'l'E.
VMMMCCCXXXI. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Kisorgimeuto di Roma. .Non ha indirizzo.
flSG4] EPISTOLARIO. 90
A lui ho (letto (he la dichiavazioiie di Lord Pal-
niLMston (^) — poco importa sia falsa — lo mette
in libertà di dire: « N'edo che è slato tutto uu eri-ore.
e che sono libero di ctMlere ai voti del popolo: cedo
quindi. »
Domani vedrete pìacnnìs nella strada, etc.
VMMCCCXXXIII.
A OifsEPPE Gx'ERZoxi. a Londra.
[Londra, .... aprile ISCA].
Caro Guerzoni.
Cercate -— se jtossibile — di far che (laribaldi
veda i»er due minuti chi vi jtresenta (luesle linee.
Vostro sempre
Giuseppe.
(') Forse la dichiarazione in data 2 aprile 1SG4. con la quale
Evel.vn Ashle.v, capo di gabinetto di Lord Palmerston. a una
richiesta del Comitato « del fondo per il ricevimento e la testi-
monianza a Garibaldi. » dichiai-ava che il Governo inglese non
poteva aderire alla richiesta del Comitato stesso riguardante
una rivista « da passarsi dal generale Garibaldi ai volontari, »
essendo (( essenziale che i volontari non assumano nessun carat-
tere p. litici), né divengano struniFnto di politiche dimostra-
zioni. » Ved. l'Unità linlìuna di Milano, del 9 aprile 1864.
VMMCCCXXXIII. — Inedita. L'autografo si cou.serva nel
Museo del Risorgimento di Roma. Xon ha indirizzo.
100 EPISTOLARIO. rif<'^'>41
V.\I.M('<('XXXI\'.
A r,Trsi:ri'F, fJrEuzoxi, ii T.oiidrn.
[Ijoiidra, .... aprile 1SG4].
Caro Gueizoiii,
Alcune note che comunicherete n < Jarilìaldi nel
momento problematico in cui sarà solo.
Peter Stuart è, come Cowen, amico [jcr-soiialc di
Garibaldi. È uomo che lo ama. Diede, richiesto, un
anno addietro,25,000 trancili per lui.(^j È ricchissimo
proprietario di navi. È influentissimo in Liverpool.
Ora egli scrisse una lettera a Garibaldi dicendogli
che naturalmente pensava d'averlo in sua casa du-
rante la visita a Liverpool. In risposta ei riceve una
lettera molto secca di Chambers, (-) dicendogli che
Garil)[aldi] ricusa perché in Liverpool alloggia da
Chambers stesso. Peter Stuart non si dà pace, come
vecchio amico, di non ricevere il ritìnto non foss'altro
da Garibaldi : mi scrive più che dolente, mandandomi
VMMCCCXXXIV. — luedita. L'uutogi-afo, mutilo in fondo,
si conserva nel Mu.seo del Risorgimento di Roma.
(') Yed. la nota alla lett. VMDCLXVIII.
(-') Il colonn. J. H. Chambers. che aveva fissato la sua resi-
denza alla Maddalena, era stato uno di coloro che avevano
accompagnato Garibaldi nel suo viaggio in Inghilterra. Sembra
fosse autorizzato dal Generale di rispondere in suo nome agli
inviti che gli venivano dalle delegazioni delle varie città in-
glesi. ^'ed. una sua lett. per Manchester nelV Unità liaìiana
di stilano, dell'll aprile 1864. G. Guerzoni non vedeva di
buon occhio questa soverchia intramettenza del colonn. in-
glese. Yed. la nota alla lett. VMMCCLX.
[18041 FrPISTOLARtC». 101
la lettera di Chambers. Io sono convinto (he Chani-
bers ha, al solito, aperto la lettera di Stuart e risposto
senza comunicarla a Garib[aldi]. Badate: io non in-
tendo dire che Garib[aldi] debba andare in una o
in altra casa. Soltanto, egli avrebbe potuto dire:
« Sono sventuratamente impegnato, etc. » Io parlai
di Stuart a Garib[aldi] quando lo vidi (^) e mi rin-
graziò d' averglielo ricordato. Vedete duncpie di ve-
ritìcare s'egli ebbe o no la sua lettera. Sarebbe male
ch'ei perdesse un vero amico per coli)a altrui. Cham-
bers è un Tory, nullo in Liverpool.
Martedì, verso le undici verrà da voi una De-
putazione del Centro Rivoluzionario Polacco per pre-
sentare un Indirizzo. Sarà condotta da Bulewski, (-)
Sono i nostri amici. Fate d'introdurli. E se per caso
non alloggiate con Garib[aldi], fate d'essere vicino
a lui a (pieir ora.
Se mai non alloggiaste dal Duca, venite, invece
d'andare all'Hotel, da me : siete democratico e v'è
(') Sembra ohe il Mazzini si recasse il G aprile all'isola
(li Wight per incontrarsi con Garibaldi « col quale s'abbrac-
ciava affettuosamene e restava in lungo segreto colloquio, o
Veti. G. GuERZOAi, Garibadi, cit., voL II. p. 352. L,' Unità lUi-
ìknia di Milano, dell'll di quello stesso mese, riportava la
seguente notizia, ricavandola ùnW Express di quattro giorni
innanzi: «Il gfnerale Garibaldi ebbe ieri un lungo colloquio
col signor ilazzini, che fu invitato dallo stesso Generale. I due
amici si abboccarono a Brook-House. Menotti Garibaldi andò
ad incontrare l'amico di suo padre : anche Guerzoni e Basso
l'accompagnarono a Brook-House. » La notizia di questa visita
era pure data nel Dirilto del 12 aprile 1S04 dal Casto, suo cor-
rispondente da Londra, che era amico del Mazzini. Ved. la
lett. VMMrCXLVII.
(-) La deputazione polacca fu presentata a Garibaldi il
12 aprile. Ved. l'Unità Italiana di Milano, del ir» aprile 1S64.
102 EPISTOLARIO. tl8Cì4]
nii;i (Tiiiiciii. Non siete Inntaiio (];i lui: un ciih vi
(•(Hidiice in (|iiiii<lici Jiiiinili ;ii!;i cjisn ov'....
[(JiusKi'i'i;].
V.ALM('('(\\XX\'.
A (Jii'SEiM'K (Ji'EKzoxi, a Koiulra.
[Londra, .... aprilo 1804].
('■AVO <!nei'Z()iii,
Il latore è l'ietio Taylor, imo dei nii^lioii amici
nostri, come sapete.
Ila bisogno di \'('der ( Jaiil);ìldi i)el i^iro in i)i"o-
vincia.
\'ostro
GlUSI'Jl'l'E.
VMMCCCXXX\'l.
A Giuseppe Guerzoni, a Londra.
[Londra], 15 [aprile 1864].
Caro Gnerzoni,
Xon voglio illudervi; e A'eiitnri s'è illuso. Xon
])ossiamo assicurare che Ledru sia da Herzen dome-
nica. C) Ledru è spesso fuori di città e potrebb'esserci
VMMCCXXXV. — Inedita. L'autografo .si conserva nel Mu-
st'u del Risorgimento di Koina. Xon ha indirizzo.
VMMCCXXXVI. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo.
(') Il 17 aprile 1S^)4, che fu di domenica, ebbe luogo in casa
di Al. Herzen, a Teddingtou, lo storico convegno al (jua!e inter-
[1804] EPISTOLARIO. 103
oggi. Non è intimissimo con Herzon, e potrebbe non
accettare. Xe ho scritto n Ilerzen, e probabilmente
vennero Mazzini e Garilt.-ildi. Nel Dirifto del 25 dello stesso
mese era così narrato: «Doni, nica (Jarihaldi andò a Tedding-
ton a far colazione con ]"esnle russo signor Herzen, ove era
riunita una scelta compagnia di amici inglesi e stranieri, fra
i quali il principe Dolgorouky, i signori Saffi, Mordini, Maz-
zini, ecc. Finita la colazione, Mazzini si levò ; e propose un
brindisi in onore del generale Garibaldi.
« ' Il mio brindisi racchiuderà tutto quanto ci è can.,
tutte le cose per cui abbiamo sofferto e combattuto. Bevo alla
libertà dei popoli, all'associazione dei popoli ; all'uomo che è
l'incarnazione vivente di queste grandi idee : a Giuseppe Gari-
baldi ; alla povera, sacra ed (roica Polonia, i cui figli silenziosa-
mente combattono e muoiano per la libertà, da più di un anno ; a
quella giovane Russia, la cui divisa è ferro e libtìftà. una nuova
lius.sia che fra non molto tempo offrirà la mano alla Polonia so-
rella, riconoscendo la sua eguaglianza ed indipendenza e cancel-
lando i ricordi della Russia dello czar ; a quei Russi che col
nostro amico Herzen alla testa, hanno molto fatto per creare
(|uesta nuova Russia ; a (juella reWgione di dovere che ci darà
forza di lavorare e di sagrificarci fino alla morte per la rea-
lizzazione di queste idee. '
« Garibaldi rispose :
«•' Sono in procinto di fare una dichiara^icuie ciie i;\rei
dovut') fare gran tempo fa. Havvi fra noi un uomo che ha
reso i più grandi servigi al nostro paese e<! alla causa della
libertà. Allorché era giovinetto, non avendo clie aspirazioni
verso il bene, cercai uno capace di servire d' !;uida e di coìi-
sigliere ai mici giovani anni, lo cercai come colui che. essendo
assetato, cerca la sorgente. Lo trovai. Egli S( lo veglia\a mentre
tutti gli altri attorno a lui dormivano. Egli solo alimentò la
sacra fiamma. È rimasto sempre il mio amico, sempre pieno
d'amore pel suo paese e di devozione alla causa della libertà.
Quest'uomo è Giuseppe Mazzini. Al mio amico e maestro. ' »
Non si sa se al convegno assisteva pure Ivcdru-Rollin, al quale
Garilialdi andò a poi a far visita il giorno successivo. Ved. il
Diritto del 22 aprile lSfi4. Erano pure presenti il russo Ogareif,
il tedesco K. Bliud, gli inglesi W. Ashurst e P. A. Taylor.
104 EPISTOLARIO. [1804]
saprete il l'isnltato da Ini. lo doveva iiinollrai-e la
|,i-()])()sta d'IIeizen, eceo (iiifo. Solainente non vor-
rei illudervi e (piindi vi scrivo.
Clìe non sia jiossihile ili vtdere; (|\ialclie volta
eon v-)i e con ^Fenotii I
Avevo ^ià messo a disposizione di Bezzi i HOOO
l'ianchi che chiede nella sua ìettei-a.
(Hi Ashurst, se non pranzo, v m rcbbero almeno
III lidi ciré pili facile, perché nel j^iorno. A'edete di
compiacerli. Ashurst é impiejiaio j»overnativo. Fu
sempre cassiere del Comitato (iaril)a]di. Aiutò. Andò
a vederlo alla S])ezia. Lo an:a.
Addio;
vostro
GirsEi'i'E.
VM3IC(H\\XX\II.
To Matilda Biggs, London.
[London, Aprii 15tli. 1N<'>4J. Friday ninrning.
Dearest Mr.tilda,
To-day I inii.sf hetray you. I liave lost to work
ali the dav of yesterdav: and ì iiave Poles and others
Venerdì mattina.
Carissima Matilde,
Olili! debbo tradirvi. Ho perduto tutta la jiiornata di
ieri a lavorare : e debbo vedere l'olacclii e altri. Va be-
VMMCCCXXXVII. — Inedita. L'autografo si consorva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Natiuin). Non ha
indirizzo. La data vi fu apposta da INL Biggs.
[1R04] EPISTOLARIO. 10r>
to see. It is ali right lo be applauded and it is good
for Italy aiul foi- ali. Stili, tliat does not give us
A'eniee noi' save poor exliausled dying Poland. So-
mebody mnst do tlip retai l-work and tbat is my lot.
Therefove. I do not come to you to-day. I only re-
gi*et my not having Avritten before. Biit I bopeil
stili yesterday night to be able to come.
Ever lovingly yours, dearest Matilda,
Joseph.
Of course, you know that Gar[il)aldi] called on
me yesterday. (^)
nissimo avere il plauso degli altri ed è bene per l'Italia
e per tutti. Però questo non ci dà Venezia né salva la
povera Polonia esausta e morente. Qualcuno deve pur fare
il lavoro minuto e questo tocca a me. Perciò, oggi non
posso venire da voi. Soltanto, mi dispiace di non aver
scritto prima. Ma ieri sera speravo ancora di poter ve-
nire.
Sempre, carissima Matilde,
vostro affezionato
Giuseppe.
Sapete, naturalmente, che Garibaldi è venuto da me
ieri.
(') In una corri.spondenza da Londra in data 18 aprile, pubbl.
iieìVUnità Italinna di Milano, del 23 aprile 1864, si leggeva :
« Giovedì, verso mezz(Mli (14 aprile), il Generalo fece una visita
al vostro grande Apostolo del pensiero italiano, Giuseppe Maz-
zini ; era accompagnato dal suo figlio Menotti e dal suo segre-
tario, signor Guerzoui : vi rimase per un'ora. Ignoro quello
che si sia detto, ma so che i due sommi Italiani ebbero un
abboccamento cordiale, quale era da aspettarsi da chiunque
li conosce entrambi. »
10(] Ki'isTor.Aino. f1>tfHl
V.M.M('('(\\XX\11I.
To Maiilda ISkkìs. I.diiddii.
[London. Ai)ril ICIli. ISC-ll. Snturdny.
Deiu-est .Mjitildii,
1. I vjignely lieard the eveninii,' befoi-e tliat Ga-
i|il)al(li] iiitended to come to me. I did iiot know
llie liour; biit it '\\ns prohable it would be al eleveu
in the moining bel'ore bis goinji to the Craufui-ds. (^j
L'. The visit was to be a siirprise; and thiongli
(Udicacy. pride, or any feeling you like, my tirst
teiioi- was that he shoiild sii.spect for a single mo-
ment that I had announccd his visit and snmmoned
Sabato.
Carissima MatiUle,
1. La sera prima sentii dire vagamento che Garil aldi
aveva intenzione di venire da me. Non sapevo ì'ora ; ma
era probabile che sarebbe venuto alle mulici di "jiattiua
prima di andare dai Craufurds.
2. La visita doveva essere una sorpresa ; e per deli-
catezza, per orgoglio, o per qualsiasi altro sentimento
vogliate, il mio primo spavento fu che egli sospettasse
un solo momento che io aveva (iinnoiziato la sua visita
VMMCCCXXXVIII. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Musco del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). La data
vi fu apposta da M. Biggs.
(0 Garibaldi aveva accettato l'invito a colazione dalla
famiglia t'ranfurd il 14 aprile. Ved. Vrnifà Haliaiìii di Milano,
del 18 aprile 1864.
[1SG4] EI>IST()I,Al!IO. 107
peonie to -s'cc liini coiiiiiij;. Tlieieloic. 1 did iiot even
teli ^Irs. Fraiice t'ov fear she slioiild s}»eak to otlieis.
."). lUdievini; tliat uobody Avonld kiioAV and tliat
he would ('Olile in a cai) Avith Menotti, I thouglit
oi' nothini; except of heinu able to s])eak at leisiire
abont the only thing' I have at lieart — saving Poland.
il' possible, through one ^>nitian movement — a thini;
(ìf which ali the peoplé who ciowd about Gai-[ibaldi]
do not dream of — instead of havinu' to Avhisper in
a cornei- as 1 have been hitlieito doonied to do. In
short, it was ;ì ])rivate politicai interview whicli 1
wanted — and stili want — to have.
4. Throngh want of feelin<i. 1 supi)Ose, or anv
Avickeil .feeling my best friends may be pleased to
attribute to me, I thonght tliat ali of yon were pcr-
fectlv contented to have srcii (ìaribaldi. and that the
e invitata .neiite a rcilc-rlo venire. Perciò, non lo dissi
neppure a Mrs. Frante, per paura die essa lo dicesse ad
altri.
'i^. Credendo ehe nessuno l'avrebbe saputo e che egli
sarebbe venuto in carrozza con Menotti, non mi carni di
nuU'altro se non di poter parlare a mio agio intorno
airiaiica cosa cbe mi sta a cuore — salvare la Polonia,
se è possibile, mediante un moto nel ^'eneto — cosa alla
((uale nessuno di tutti (luelli che circondano (Jaribaldi
ha mai pensato — invece di dover bisbigliare in un an-
golo, come tinora staio stato condannato a fare. Insomma^
era un'intervista politica privata oihe desideravo avere,
e lo desidero ancora.
4. Per mancanza di sentimento, ininiagintt, o per (jual-
siasi altro cattivo sentimento i miei migliori amici mi
vogliano attribuire, pensai cbe ciascuno di voi sarebbe
stato pienamente soddisfatto- di aver visto Garibaldi, e
KKS KIMSTOI AIMO llSCill
f('i<r liad iiot leaclied tlu* poiiit ol' waiilinti lo
see (iai.-ibaldi many times. 1 tli()uj;lit it was Avell
tliat he should «^o to James, Avhere, as you saw, 1
did not jio: aiid tliat you ali of the family shoiild
welcome him tlieie. O'i somethiiiji like i)ei-soiial af-
lectioii or enthusiasm I did not dream.
5. N\'hatevei' the reasoiis he — and 1 hi^hly sns-
pect that since some time niy intelleletual keenness
is ])()sitively im|,aii-ed — I ne^■el• dreamt t'or one mo-
ment that anyone of yourselves Avonld be in the
least huit at not being inviteli. 1 was strnck a.s
by thunderbolt when in the eveninu 1 t'ound Cavo-
line deeply hurt ; and the bitter comjdaints did me
more harm tlian she or others can believe.
Tliis is ali I can say, dearest ^latilda. I get
more and more the conviction that T am not fit to
che la fchhrv non fosse ancora arrivata al punto di vo-
lerlo vedere pili volte. Pensai che era bene clie egli an-
dasse da .James, dove, come avete veduto, non sono an-
dato io : e che voi tutti della famiglia 1' avreste potuto
salutare colà. E non mi passò neppure per la mente che ci
potesse entrare dell'affezione personale ,o dell' entusiasmo.
5. Qualsiansi possano essere le ragioni — e io ho im
grande sospetto che da (jualche tempo le mie facoltà in-
tellettuali si siano positivamente indebolite — non ho
mai sognato per un solo momento che uno ([ualunque di
voi si sarebbe minimamente dispiaciuto di non essere
stato invitato. Rimasi colpito come dal fulmine (luando.
la sera, trovai Carolina fortemente indispettita : e le sue
amare lagnanze mi fecero pili male di quanto essa o altri
possano credere.
Questo è tutto quel che posso dire, carissim;i Matilde.
Ma mi vado sempre pili convincendo che non sono fatto
[1864] KPISTOLAKIO. 109
Ite in tliis Ijind ol' li\iny wheir 1 do uiiiiiteiitioiially,
and ali the Avliile loviii^', harin to those I would, il"
1 could, lieap l)lessiiii;s upou. And Ood kiiow.s veiy
sinceiely I wish 1 was soon ont of it, in Syrius oi-
elsewhere, watcliin^ om-i- you ali and loving, uuseen
and unheedt'd. Acceptiiim yonr forjiiveness, I ani,
deai-est ^latilda, ever
yonv friend
Joseph.
per stare in (jnesta terra, per vivere dove, senza volerlo.
e sempre animato da affetto, faccio del male a coloro
che vorrei, se potessi, colmare di benedizioni. E Dio sa
quanto sinceramente io desideri di trovarmi presto fuori
del mondo, in Sirio o in (inalche altro luogo e rivolgere
di lassù su voi tutti il mio sguardo pieno d'amore, senza
che nessuno mi veda e si curi di me. Accettando il vo-
stro perdono, sono, carissima Matilde, il sempre
vostro amico
Giuseppe.
VMMCCCXXXIX.
A Dehetrio Di.\mill.\ Mullek. a Londra
Londra. 17 aprile 1864.
Se chi scrive crede di avere qualche cosa in so
è ristinto della sitii<i.::ioii('. Qnando feci in modo die
s' iniziasse un moto in Sicilia, ebbi qnell' istinto.
VMMCCCXXXIX. — Pubbl. in Politica segreta italiana.
ecc., cit., pp. 65-09.
110 KPISTOI.AKIO. [1S641
S('ii/.;i (|U('I piccolo moto, l'oi-sc ii (jncsl'orn il Mc/,-
zoiiionio iKMi s;ii-('1iIk' parie della .Moiiai-cliia Ita
liana. (' )
(') ACfeniiii I). Dijinii)l;i Mullcr die Vittorio Kiiuimiclr II,
IciiuikIo elio, (luranto il sogj^iorno di (ì;irii);il(ii in Iiifjliiltcrrii,
(I l'i'U il riscliiuso coiidott i('r() e l'ii mhicc ciisiiiratnrc si iputcs-
scro int*Mi(l(M-(' e stabilire moti iusuri-czionali. a cui, forse per
occulti suoi fini, presterebbero segreto favore Tlnghilterra. ma
i (inali frattanto potrebbero troppo facilmente nuocere al (io-
verno italiano, » inviò a Londra il negoziatore tra lui e il
Mazzini con l'incarico di persuadere quest'ultimo <( a non
tentare imprese arrischiate fino al momento opportuno. » Del
colloquio avuto col Mazzini a Londra, nel darendon Hotel. New
Bond St. W., il Diamilla Muller pubblicò il seguente riassunto :
« Il mio compito [del Diamilla Muller] in questa prima
occasione, era quello di ben stabilire la vera posizone del
momento rispetto alle intenzioni del re e del Governo italiano.
« Mi sforzai quindi di esporre colla maggiore chiarezza
possibile :
« Che il nostro Governo, nell'interesse stesso dell'Italia,
credeva dovere opporsi ad un moto inconsiderato del Veneto,
che, trascinandolo ad un passo Imprudente, gli potrebbe far
perdere piti di quanto avrebbe potuto acquistare.
« Non bisognava illudersi, gli dicevo, sulla possibilità del
successo.
« Il successo d'un moto insurrezionale nel Veneto non era
probabile, se non date due condizioni :
« La prima, forti distrazioni delle forze nemiche.
« La seconda, il soccorso delle alleanze.
« Non si poteva invocare l'opportunità della guerra da-
no-germanica, perché questa, lungi dal distrarre le forze au-
striache,' procurava loro un alleato — la Prussia. A questo
aggiungi che il moto nel Veneto concentrerebbe le forze ne-
miche sullo stesso terreno che dovrebbe divenire in appresso
campo di battaglia.
« Le forze austriache non si distrarrebbero vantaggiosa-
mente, se non in Gallizia, in Ungheria o in Serbia.
« Ma l'Italia e l'Italiani non dovevano fidarsi dei due primi
paesi. Essa non poteva né doveva assumere la responsabilità
[1864] EIPISTOLARIO. Ili
Quell'istinto mi disse otto o più mesi addietro
— e mi dice oggi più che mai — ch'è tempo d'agire
al Nord. Da iiu lato F Italia è stanca più che uoii
(rim soccorso ad un moto che poteva uou essere seguito da
(]uei due paesi, nonostante le loro formali promesse.
« Xou poteva fidarsi dei Polacchi, perché avevano avuto
l'Austria amica, e perché erano sostenuti dal partito clericale
di tutta l'Europa.
« Non poteva fidarsi degli Ungheresi, perché nel 1S59 non
profittarono dell'occasione e cagionarono indirettamente la
pace di Villafranca.
« Oggi l'Italia deve pretendere che essi inizino. Tale gua-
rentigia è indispensabile. L'Italia seguirà.
« Oltre la distrazione delle forze nemiche, altro mezzo per
assicurare il successo, io diceva, era il soccorso delle alleanze.
« Il Partito non vede di buon occhio l'alleanza e l'intor-
vento francese, sia per la questione romana, sia per Tinterru-
zione della guerra del '59. Sia pure. Si ponga da banda l'al-
leanza francese. Ma in questo caso l'Inghilterra, che mostra
tanta simpatia per l'Italia, che accoglie con tanto entusiasmo
Garibaldi, spedisca una Divisione della flotta nell'Adriatico.
Anche come semplice spettatrice, tenendo però, col suo con-
tegno, in una specie di soggezione il nemico dei Veneti, ed
aumentando la forza morale dell'esercito italiano che deve com-
batterlo.
« Ovvero, se non vuole spedire una flotta, e prendere
parte cosi indirettamente ad una azione, per la quale vorrebbe
forse rimanere neutrale, dia un altro esempio di simpatia all'Ita-
lia, che influirà non poco allo scioglimento della questione
romana, ed alla possibilità del successo della questione Veneta.
Dia Malta all'Italia. Malta che è un baluardo naturale dell'Ita-
lia, non altrimenti che ha ceduto le isole Jonie alla Grecia.
Ovvero; se non vuole abbandonare Malta all'Italia, mentre
nel cuore di questa vi è tuttora la Francia, prometta almeno
di cederla contemporaneamente alla soluzione delle due que-
stioni Romana e Veneta. » A queste dichiarazioni verbali il
Mazzini rispondeva iu isci-itto con la lett. qui sopra, alla quale
dava il titolo di Memorandum; e vi aggiungeva le seguenti
dichiarazioni verbali :
112 EPisTor.AUio. [ÌRCA]
si crede del piovvisoiio : dilli" ;ill i-o, T iiisiirivzidne
r<)l;i((;i ;ieceini;i :ill<i vi;i per ];i >\;izi<)iialit;'i.
Olii, hi i'o'Ioui.i more se non è aiuta1;i da! molo
« Supposto che l'attitudine del (ioverno Italiano rimanga
la stessa c-ome i>el passato, il Partito è deciso di fare ciò che
stima suo d(,vere movendo il Veni'to.
« Il piano stabilito che comprende l'alto N'eneto (le Alpi)
e non il basso ^'l iietn in piauuia, dà forti speranze di suc-
cesso.
(( ( ) il (Jtiverno Italiano si oiipon-à — o starà imnioi)ile —
o seguirà.
« Se si oppone, tanto peggio. Cesserà almeno alla colli-
sione lo stati) provvisorio che snerva.
« Se rimarrà immobi^le o neutro, ne godrà i vantaggi de!
risul'ato, ma non dell'azione.
« Se segue invece, appena entr;it<) ixitrà capitanare e diri-
gere l'operazione.
« Quanto precede, in caso di respinta d'accordo o conci-
liazione.
« Se l'attitudine del (Joverno invece cangia, cioè se vuoisi
mostrar conciliante :
(( Si farà tutto il p( ssibJe pt rché il moto del "^'eneto non
])receda, ma segua (luello delia (Jalli-zia, e sia poscia imme
di;;tamente seguito dallTnghf ria e dalla Serbia.
« Per conseguenza la sitvuizione è chiara.
« Il Governo Italiano deve respingere ogni idea di conci-
liazione col Partito; o deve mo.strarsi proclive ad esso.
« Nel primo caso non v'ha motto da aggiungrre. Nel
secondo invece si può ancora evitare sciagure : essendo tale
per lo meno una c<dlisione.
(( Ciò posto, e avvenendo il secondo caso, si possono avere
tutte le guarentigie dei due capi del Partito che sono in tutto
d'accordo, e i di cui sforzi non tendono ad altro che ad accu-
mulare mezzi p( r l'azione,
« \(ui si creda però a passi inconsiderati.
« Garibaldi par'endo dall' Inghilterra non farà una spedi-
zione. Sarebbe un colpo da fanciullo, stando tu*ti ad osservarlo.
Chi dirige il piano ha la mente più elevata di quello di un
bambino. » Politica segreta italiana, cit., pp. 03-65 e 09-70.
[1864] EPISTOLARIO. 113
Ungarese: moie forse tra due mesi. E la situazione
sarebbe moralmente e materialmente mutata colla
sua morte. Il tempo dunque è prezioso per noi. Lo
stesso dico i)er la questione Dano-germanica; e mi
duole assai che altri non veda, come io la vedo,
r opportunità.
La posizione è questa.
La Polonia insorta è un api)ello vivente a tutti
gli Slavi. Quest'appello non ebbe risposta, perché
materialmente non basta a distrarre le forze Au-
striache, ma ha bastato a dar moto al lavoro in
tutti i paesi Slavi, direttamente o indirettamente
soggetti all'Austria. E si tradurrebbe in fatti ap-
lieua un assalto nostro all'Austria ne distraesse le
forze.
La guerra Dano-germanica non accresce le forze
dell'Austria, perché, durando il conflitto, dura in
Prussia, nella Germania e in Austria il timore che
Luigi Napoleone ne profitti a un tratto per occupare
le Provincie Renane.
Questo timore basta a legare le forze Prusso-ger-
maniche, e impedirà loro d'agire altrove.
L'Inghilterra odia e teme — qualunque sia l'ap-
parenza — Luigi Napoleone. Il timore ch'egli ponga
una seconda volta la mano nelle cose nostre — du-
rando sopratutto un Ministero nostro che sanno es-
sere napoleonico — fa si che essa, l' Inghilterra
officiale, predichi pace e indugio. Ma se 1' Italia
operasse e senza cooperazione francese, l'Inghilterra
sarà con noi. Aiuterà a modo suo, ma aiuterà.
L'assalto all'Austria da parte dell'Italia decide-
rebbe la Svezia e la Norvegia ad aiutare la Dani-
marca. A questo fine dovrebbero essere fatte alla
Svezia proposte nette e positive.
Mazzini, aeritti, eco., rol. LXXVIII (Epistolario, yol. XLVII). 8
114 KTisTOr.Auio. [18041
I Polacolii nithorioiic) l'Austria, come niiii delle
tre P()teii7.e dello snieiidiianieiito. Ma sul comincia-
nieiito deiriiisui'i-ezioiie, rAusiiia assuuieva, ì)er tat-
tica, rai)pare!iza <li rav(>iej;i;iarla ; uoniini ed aiiiii
passavano liberanieiile la fi-oiitiera, per rinforzare
Langiewiez e gli altri. E Langiewicz e gli altri,
disarmati coni" erano, mi dicevano : « Lasciate che,
mentre nessuno ci aiuta, ci gioviamo di questa ris-
sorsa ! » D' altra parte i Czartorisicl e Faristocrazia
l'olacca in Parigi, fidando nelle promesse di Luigi
Napoleone, ne obbedivano ciecamente le istruzioni,
che erano, non so perché, di non assalire l'Austria;
ma, lo rii)eto, i Polacchi devono odiare e odiano
l'Austria; quindi i lavori che oggi, non sperando
più in aiuti governativi, fanno d'accordo con me in
(ìallizia.
Gli Ungaresi non mossero nel "olJ perché diffi-
davano di Luigi Napoleone e perché aspettavano
che si svolgessero i suoi misteriosi disegni. Ma ri-
cordi chi legge che appena il moto tutto Italiano
del Sud cominciò, cominciò pure 1' agitazione Unga-
rese e quella dei paesi vSlavi. Fidando nelF Italia. A
torto o a ragione, l'Italia esercita im immenso pre-
stigio sui popoli. A torto o a ragione, credono tutti
che ad essa appartenga l'iniziativa della guerra delle
Nazionalità.
Conscio di questo prestigio e in contatto cogli
elementi insurrezionali di tutti i paesi, intavolai
molti mesi addietro il lavoro Veueto, dicendo a tutti :
«Questa iniziativa verrà da noi; a condizione che
ci (lian guarentigia di seguire senza indugio. » Su
(piesta base posa tutto il lavoro, fonie si cangia
la base all'ultima ora senza ispirare diffidenza, senza
dar 1 idea che tutto posava sopra una mistificazione?
[1864] KPISTOLAKIO. 115
CrtMlo iioiidiiiiciK» ili polcrc l'ni' si clu' uiui iiisnv-
ve/.ioiic ;il>l)iii liio^o (iiifcrioniicnic iiella (JjiUìzìm snlln
liiieji (lei K;uT)atIii. Bisoonercbbo alloi-;» sejiuiie. dojx)
noi, r rnjilioriji e la Scn-bia.
(ìli uomini (Iella Soeiotà Nazionale non sono
(jnelli (lai quali si possano avere le informazioni più
esatte sulle intenzioni dei "S^neti. La forma che si
darebbe all'insurrezione non ammette possibilità di
sci) ia ('ciarla rapidamente.
Non v' è da temere che il (ìoverno Inji;lese usi
di (Jaribaldi come di istrumento.
Tenter(^ le cose proposte, ma sono (piasi impos
sibili.
L' Inghilterra non darà Malta tinche abbiamo la
Francia in Koma ; e ne parlerà quindi difficilmente:
manderebbe probabilmente una Divisione della flotta,
ma dopo iniziato il moto. Quanto aQ:li aiuti morali
da darsi ad un fatto iniziato, naturalmente facciamo
quanto ])Ossiamo ])er ottenerli.
Eiassuniendo :
Avremo probabilmente il moto (Jalliziano ante-
riore. Questo potrebb' essere accertato da qualche
aiuto in danaro che sarebbe dato non a me, ma a
un aprente Polacco.
Pel Veneto non chiederei che un aiuto in. armi
e una ])arola sparsa ai Veneti che « un moto forte
sarebbe seji'uito. »
Se il mf)to ^'eneto avesse Inolio, 1" opposizione
air infiltrarsi di i)iccoli nuclei di volontari poaferior-
iiiciitc al moto, sarebbe deplorabile e condurrebbe a
collisioni pericolose. A nessun patto, poi potremmo
abbandonare un moto di fratelli nostri promosso da
noi, e piccoli nuclei penetrerebbero del resto miste-
riosamente, senza organizzazione pubblica dello Stato,
un KiMsroi.Arjio. |lS(il|
L;i coni iiiiiità del tci-rciio s()]»|>i-iiii(' ()'^i\\ ncccssifiì
(li hir.ulic spedizioni clic il injirc rcndcxa indispcn-
sjibili pel Sud.
Le Viii'ic tendenze «leireseicito mi sono note, ni;i
lidcn di i:nen;i pel N'enclo \ 'è predoniiiuinte.
Dei nmtainenti iiiinisterinli non è mia ])ai-1ita
occu]>ainii. Dico solo che nn ministero Kattazzi non
sai-eldte popolare, e non sarebbe interpretato datili
elettori come indizio che si desidera una Camera
enerjiica. Tn ministero Kicasoli io sarebbe.
Istinto ilella situazione e nn momento di enerij;ia
Italiana: cpiesto è (piello ciie lo scrivente invoca
Gius. Mazzini.
VMMCCCXL.
TU Ueoiuìe Jacob Holvoake, Loiidun.
[Limdou. Aprii 18th, 1804]. Momlay.
Dear Friend,
The sudden determinalion oi' (Jaribaldi (^j is owing
Lunedi.
Caro amico,
L'improvvisa decisione di Garibaldi è dovuta a pres-
VMMCCCXL. — Inedita. Lautografo -si conserva i\v\ Mn-
seo del Risorgimento di Milano.
(') Il Governo inglese, diretto allora da Lord Palmerston,
dapprima avverso per fini politici al viaggio di Garibaldi in
Inghilterra, dipoi costretto, sia pure riluttante, a dare il suo
consenso, aveva tuttavia prese tutte le precauzioni perche
« l'avveiiimento, ormai inevitabile, gli tornasse più innocuo o
[l.S<)4I Kl'ISTOLAKIO. 117
to a (jovei-nnieiit i)iessuie oii liim — the pi-essure is
sìoiie governativa su di Ini — pressione che è la conse-
nu'uo pericoloso, » considerato che durante la guerra dauo ger-
manica al Governo stesso premeva di coltivare l'amicizia di
Napoleone UT, che era stato cosi duramente apostrofalo da
Gai'ibaldi in uno di quei discorsi siciliani, i quali furono il
prologo del dramma conchiusosi ad Aspromonte. Infatti, appena
sbarcato a Southampton, Garibaldi, dopo le innumerevoli pre-
sentazioni, fu quasi trafugato dal Seeley, che, per « viottoli
segreti », lo trasportò nella bella dimora di Brook-House, nel-
l'isola di Wight, dove il Generale rimase per pili giorni, e
dove, scrive il Guerzoni che gli fu sempre ai fianchi, « il leone,
prima di comparire in pubblico, nvreiie dovuto addestrarsi, a^l
addolcire la voce ed ammorbidire le unghie. » Non ostante tutte
queste precauzioni, l'ingresso in Londra, avvenuto l'il aprile,
fu un trionfo, un'apoteosi, non meno imponenti fnrono le dimo-
strazioni di caldo entusiasmo che Garibaldi ricevette nei giorni
successivi, assistendo a cerimonie celebrate in suo onore (ved.,
oltre i giornali del tempo, italiani e inglesi, la narrazione che né
dà il Guerzoni. Garibaldi, cit., voi. II, pp. 353-365). E per quanto
il contegno del Generale fosse stato sempre irrepre^isilulmente
prudente, negandosi fìnanco a intraprendere un viaggio per
visitare le città inglesi, dove con insistenti inviti fatti da spe-
ciali rappresentanze di esse era reclamata la sua presenza, il
Governo inglese, vedendo che l'entusiasmo invece di illangui-
dirsi sembrava ingigantire, preoccupato forse che « il brindisi
a Mazzini, la visita a Ledru-Rollin e a Luigi Blanc, le parole
ai Polacchi » potevano essere « segni abbastanza eloquenti che
v'erano idee, amicizie, relazioni alle quali, egli, sotto pena
di snaturarsi, non poteva rinunciare » (In., ovl. II, p. 369),
riguardando infine con sospetto che Garibaldi aveva incessanti
rapporti col Mazzini e col Saffi, che riceveva visite di suoi uffi-
ciali (il Chiassi, il Missori, il Bruzzesi. ad es.), giunti improv-
visamente a Londra e presto ripartiti (Id., voi. II, p. 370). il
Governo inglese, è da ripetere, premuto da esigenze politiche,
deliberò di « indurre Garibaldi ad abbreviare il suo viaggio e
ad affrettare il suo ritorno in Italia. » (Id., voi. II.. p. 373).
D'accordo col Governo inglese, la sera del 16 aprile il duca
US KP I STOL A U I O . r 1 ■'^n4 1
Ilic crdisiMiiKlH-c (»r I.oi-<l ('l;il('li(lnii's jcnillicy illld of
;i cow ;ii-<lly coiiccssioii lo L|()iiis| X | jipolcoii |. ('|
Kuenza del viaggio di Lord riarcndon e di iiiia vile <(iii-
cessioue a Luigi Napoleone.
di Suthorland, clie aveva fispitato il Generale nel suo i^iihizzo
ili Stafford-House. il Seeley, il dr. p-ergusson, medico della re-
gina, il generale Eber. il colonnello Peard e il Gladstone deci-
sero in una riunione che tenero a Stafford-House di i)ersua-
dere Garibaldi che per ragioni di salute sospendesse il suo
soggiorno isi Inghilterra, e di ciò. come il personaggio più
indicato, ebbe inciirico il dr. Fergusson, il quale, in una lettera
al duca di Sutherland, dichiarò che le condizioni di salute non
permettevano al Generale dì sot oporsi ad ulteriori fatiche di
ricevimenti e di dimostrazioni; e poiché Garibaldi parve rilut-
tante, anzi non dovette essere contrario che il dr. Basile dichia-
rasse pubblicamente che le condizioni di salute di lui erano
eccellenti, la sera del IS aprile, presenti gli stessi personaggi
adunatisi due giorni prima, oltre aj Guer5^oni. che volle esser
presente e che fu poi diligente ed esatto narratore di quella
scena, il Gladstone al)ilmente fece comprendere a Garibaldi che
il Governo inglese avreblie veduto con soddisfazione che ^li
non dilazionasse oltre la sua partenza. Il Generale ebbe allora
uno scatto di sdegno, e levatosi improvvisamente da sedere,
disse con ■ voce secca e imperiosa: «Partirò domani» (Id,
voi. IT. pp. 376-379). Ma poi si rabbonì, e persuaso special-
mente dalla duche.s.sa di Sutherland, decise di restare ancora
(juattro giorni a Londra. Naturalmente, di tutto questo intrigo
il ^Mazzini eblie modo di essere informato subito, mentre la
notizia della partenza di Garilialdi fu ]n-opf^lata dalla stampa
inglese due giorni dopo.
(0 Nella seduta del 18 aprile alla Camera dei Lords,
Lord Clarendon. che in precedenza aveva avuto un colloquio n
Parigi con Napoleone III. si « dichiarò persino inconsapevole
della progettata partenza, e quanto a Napoleone III non solo
lo purgò da qualsiasi taccia d'avversione a Garibaldi, ma assi-
curò che caduto il discorso su quel tema. l'Imperatore gli
disse di comprendere benissimo come un uomo si straordinario,
[18ri4] EI-ISTOLARIO. UH
Cali aiiytliiiig he doiie lo pi-oduce a cliaiige?
The time fiom heie to Fiiday is short. I have
wiitteii for immediate Depiitations to Zs'ewca.^.tle,
frlasgow and Liveipool. Can other places be tele-
graphed to? Can aiirthing he done?
Ever yours in hastc
Jos. Mazzini.
Si può fare qualcosa per produrre un mutamento?
Da ora a veuerdi c'è poco tempo. Ho scritto a >\ev^-
casle, a Glasgow e a Liverpool perché mandino imme-
diatamente delle deputazioni. C'è qualche altro posto dove
si possa telegrafare".' Si può fare qualcosa? Sempre
vostro di fretta
Gius. Mazzim.
VMMCCCXLL
.\ Harriet HA}^riLT0x King, London.
[London. Aprii]. ISth, [lSr.41. Monday.
Deal' ^Iis. King,
W"\]\ you. to-niorrow, Tne.sday, go to my fi-iend
William Ashuist, 2S. Xoi-folk Crescent, Edgwave
Lunedi, IS.
Cara signora King,
Volete trovarvi, domattina, martedì alle dieci del mat-
tino, dal mio amico William A.shurst, 28. Norfolk Crescent,
quale era Garibaldi', dove.sse toccare l'animo degli Inglesi
e trasportarlo fino all'entusiasmo » (G. ■ GtTBRZoxi, op. cit.,
voi. II, p. 383).
v:\IMCCCXLI. — Puhhl. (■/) Lelires ntid ReroUeclinu nf
Mazzini, ecc., cit., p. 42.
120 EH'TSTOI.AUIO. [18641
Koad, at leu o'clocU in tlie inoniiii^. (Jaiibaldi will
breakfast tliere, iiinl I shall be ihere tuo; yoii will
only to jjjive yoiir luinie, and you shall be welcome
to ali. The Invitalioii Ls iiot only from me, but
l'ioni Mv. and Mrs. Ashurst, to whom I spoke yester-
day night.
With kindest regard.s to Mi. King, I ani, denr
friend, ever
faithfuUy youi-s
Joseph Mazzini.
Edgware Road? (iaribaldi farà colazione colà, e vi sarò
anch'io ; dovrete soltanto dare il vostro nome, e sarete la
benvenuta per tutti. L'invito non viene solo da me, ma
da Mr. e Mrs. Asluirst, ai quali lio parlato ieri sera.
Salutando cordialmente il signor King, sono, cara
amica, sempre
devotamente vostro
Gius. Mazzini.
VMMCCCXLll.
TO Peter A. Taylor, London.
[London. Aprii 19th, 1S(U]. Tiusfln.v.
^Ty deal" Peter,
T give np (lariiìaldi's action.
I sent to him a few lines containing botli an
Martedì.
Mio caro Peter,
Tralascio V azione per Garibaldi.
Gli ho mandato poche righe contenenti insieme nn'au-
VMMCCCXLII. — Inedita. Da una copia presso il Museo
del Risorgimento di Roma.
k
[1864] EPISTOIARIO. 121
authorisatioii to toh and a broad hint toAvards the
Penny Subscription. He seiids me a few lines Avith
« Caro Mazzini, » at the head, telling me to teli yoii
an<l fiiends to send to Cairoli any sum yon bave
or will bave, giving to me any pait of tbo sums
I might want. That is ali.
Teli me the lesiilt of the last interview witli Ki-
cliardson, ete. (^) It is clear that tbrougb the autbo-
risation yon already bave yon can claim ali the
money collected.
Yon may say tbat yon bave new instrnctions to
forward to Cairoli, etc. Betwcen yon and me. on
the strengtb of tbe declaration I bave, yon will
band over to me wbat part I may bai)pen to elaim.
I saw Mr, Beales. (-) Tbe pamphlet i.s ali rigbt
torizzazione per voi e un ampio accenno alla sottoscrizione
del penny. Egli mi risponde poche righe con in cima
« Caro Mazzini, » dove mi dice di dire a voi e agli amici
di mandare a Cairoli tntte le somme che avete o avrete,
dandomi quella parte della somma di cui potessi avere
bisogno. Questo è tutto.
Ditemi i risultati dell'ultimo colloquio con Richardsoii,
ecc. È chiaro che, per mezzo dell'autorizzazione che avete
già, potete richiedere tutta la somma raccolta.
Potete dire che avete nuove istruzioni di far pervenire
a Cairoli, ecc. Fra voi e me. in forza della dichiarazione
che ho, mi passerete quella parte che potrei chiedervi.
Ho visto Mr. Beales. L'opuscolo va benissimo! spe-
C) John Riohardsou, notabile nel ceto dei commerciauti.
era presidente del Comitato per le dimostrazioni a Garibaldi
in Londra. Nello stesso Comitato P. A. Taylor aveva l'ufficio
di segretario.
(-) Il Beales aveva presieduto il meeiimi promo.'^so dal Co-
mitato degli operai « per protestare contro i modi usati onde
122 EPISTOLARIO. [1864]
esi)eoia]l.v in tlie second pari. The first, foiinded
Oli the Cliamber.s revelatioiis, is ratlier adventiuons.
I forgot to iiisert a remark. If tliere ìs time stili,
transmit it\, please. It is ooiucrning the Sutherìainl
seheme of takiiig Garib[aldi] to Athens, etc. He says
ol' the scheiiie havinj» beeii hai'flcd through onr telegra-
Ithing to ( Jibraltai-. 1 ihiiik tliose 1 \vo or tliree Iìik's
onylit to he oniitted. We did iiistruct (Inerzoni lo
lelegraph to I)r. Basile. Ile toìd me that he wonld
immediately. Stili, he iniiiliT l)ave iiot done it.
Theii, (iaril)[aldi] does iiot like lo ai)i)ear to he sarcd
hy irieiids, and he might wish to have the crevlit
of having refnsed spontaiieously the pro]K)sal of the
Duke. (M With what London will do to try to get
fialniente nella seconda parte. La prima, basata sulle
rivelazioni delle Camere, è piuttosto arrischiata. Ho dimen-
t icato di inserire un' osservazione. Se sono ancora in
tempo, vi prejio di trasmetterla. Itiguarda il dise.niio di
Sutlierlaiid di portare (iarihaldi a Atene, ecc. Kjiii dice
elle esso è stato stornato da un nostro teletiramma a
Ciliilterra. Tredo che (luelle due o tre linee dovreb-
Ikto essere omesse. Noi avevamo date istruzioni a (J\ier-
zoni perché telegrafasse al dt»tt. lUisile. Mi ha detto di
averlo fatto immediatamente. Ma potrehìie non averlo
fatto. Poi, Garibaldi non ha piacere di oemìM-are ^it'r'ito
da amici, e potrebbe aver piacere a far criniere di aver
rifiutato spontaneamente le proposte del Duca. Con tutto
costringere Garibaldi a lasciare ringhilterni. » Ma l'adiPL-inz.!
che ebbe largo a Primrose fu a un certo nioiiiento .-ciolt;!
dalla polizia. Yed. VVnità Ita-liana di MUano, del 2.S aprile ISVA.
Per la protesta del Comitato delle dimostrazioni a Garibaldi
contro lo scioglimento di quel meeiìnu. formulata il siorno dopo,
ved. pure VUnità Italiana di quello stesso giorno.
(•) D. Diamilla Mullor {Politica segreta italiana, cit., p. 171
[ISGil ES'ISTOT.ARIO. 12/5
from liim ;i new jiislifìcation, we mijilii to av(»i<I
Miiythhiii likely to pnt him in a bad temi-cr. The
liU't oujiht to he meiitioiieil ; hut to \\\v tt*le<;iani
aftaii', there ouii,ht to l)e suhstitutod tliat (Jaiihaldi
lefused flatly llic projiosal ol" tli(> Dukf.
Evei-
yoiu'S affectioiiateìy
Joseph.
Love to ^Méiitia of coni-se.
Ave tliei-e £ 200 in haiid?
quello che Londra farà per strappargli una nuova giasti-
ficazione, dovremmo cercare di evitare tutto ciò che po-
trebbe farlo diventare di cattivo umore. Il fatto dovreblK'
essere accennato; ma all'affare del teleiivamma, si do-
vrebbe sostituire che Garibaldi ritìnto decisamente In pro-
posta del Duca.
Sempre affezionatamente vostro
Giuseppe.
Cose affettuose a Menzia. sottinteso.
Avete in mano le 200 sterline?
e segg ) afferma che la Legazione italiana in Londra aveva
proposto al duca di Sutherland di persuadere Garibaldi a com-
pire con lui nel suo yacht un viaggio di due mesi iu Oriente,
al fine di impedire ulteriori intese tra Garibaldi e Mazzini. E
riporta a questo proposito un telegramma del conte Maffei, il
quale reggeva la legazione italiana, al conte Verasis di Gasli-
glione. Tuttavia il Guerzoni. in una nota al suo Garihaldi (voi. li.
p 390) obietta : « Nella PoUtica segreta italiana si narra che
il duca di Sutherland aveva proposto al Re, per mezzo del
conte Maffei, a^llora consigliere di legazione a Londra, di fa;-
viaggiare Garibaldi due mesi nei mari d'Oriente, impedendogli
cosi di sbarcare a Caprera, d'onde si temeva che il Generale
12-1 KPISTOI.MMO. fisci!
VMMCCCXLIll.
To Peteu Sti'.vut, Livcrpool.
[London. Aprii...., ISOll. INFoinL-iy.
M.v deal- friend.
Lord Clareiidon's journey to Taris lias proved
fatai. Through a cowardly coiuf^.'.sion to Louis Xapo-
leoii, (lladstoiie and the Cabinet bave obtained froni
(Jaiibabli Ihat he is "ivin^' ii]» ìiis tonr in tlie l'ro-
Luuedi.
Mio cai'o amico,
Il viaggio di Lord Clarendon a Parigi è stato fatale.
Per una vile conces.^iione a Luigi Napoleone, Gladstone
e il Gabinetto hanno ottenuto da (iaribaldi die rinunci
potesse slanciarsi iu nuove avventure. Il libro jierò aggiunge
che il Mazzini, scoperto il complotto, lo sventò, avvertendone
per telegrafo il Generale, il quale, ricevuto i] dispaccio a Gibil-
terra, chiese ed ottenue che la rotta dell'Ondme [su cui si era
imbarcato Garibaldi] sarebbe stata in retta linea per Caprera.
A noi mancano documenti per confermare o smentire questo
racconto. Diciamo solo che non ne abbiamo sentito mai par-
lare. Che il progetto sia statO' nel cervello del duca di Suther-
land par certo, poiché esiste il dispaccio del conte ]\Iaffei che
lo prova : ma non crediamo che il Re l'abbia approvato, né
che ilazzini abbia avuto bisogno di sventarlo. » È strano che
il Guerzcni dichiari d'ignorare che l'incarico di inviare il tele-
gramma a Garibaldi era stato dato dal Mazzini proprio a lui.
VMMOCCXLIII. -- Pubbl. il The life of Peter t^tuart, the
« Ditton D&ctor, » cit., p. 107.
[1SG4] EinSTOLARIO, 125
viiices and leaving oii Friday foi- Caprera. Can von
do aiiyliiiiig? Can a deputa tion start immediately
t'or London? Can otlier places he telegraidied to do
the same? Can anytliing he done to i)roduce a
chance?
Ever yours in a hiirry.
Jos. Mazzimi.
al suo giro nelle Province e parta venerdì per Caprera.
Potete far qualche cosa? Può una deputazione partire
iinmediatamente per Londra? Si può telegrafare in altri
luoghi di far lo stesso? Può farsi qualcosa per produrre
un cambiamento? Sempre
vostro in fretta
Gius. Mazzixi.
vM:\rcccxLT\'.
.\^ Vincenzo Brusco Onnis, a Milano.
[Londra aprile 18G4].
Caro Brusco,
Ho la vostra del 2.
Quand'io combatteva 1" istituyJone del Comitato
Centrale sapeva V impossibilità di migliorale con
esso le condizioni del l'artito. Xon solamente Y as-
surdo iV un Partito che non è al lavoro unito, ma
r istituzione d' un solo Delegato per città e molte
altre cose sono male. Cosi in PMr[enze] i nostri jìou
vogliono accettare il Delegato perché è Doltì. (M II
VMMCCCXLIV. — Inedita. L'autdgrafo si cou-serva nel
Mu.seo del Risorgimento di iiyauo. Non ha indirizzo.
(•) Ved. infatti la lett. VMMCCLXXXIL
12G EPISTOLAlilO. [1S04]
lavoro andava ed era stato ravvivalo da me. IJiso-
,Uiia\a lasciai- contimiare e s<>ltaiito riunirsi in coni-
missioni })('!• iavoii si)ec'iali, com' io aveva siigfierito.
.Ma r scritto che ogni mio consiglio deve essei-e tro
\ato l»nono soltanto dopo un anno o due di prove
in senso diverso.
Comuncpie, non v"è da reagiie né da sconfortarsi.
I'] non l'ammetto so])ratutto in ."iO. [Bezzi], i^') Egli
sa che per tutto ciò cli'è possibile, ei può sempre
dirigersi a me. Bisogna, senza irritarsi, senza pro-
testare, continuare il Veneto e Trentino come pri-
ma. 50. [Bezzi], M[anci] e voi tutti lo potete. G[a;
ribaldi] cpii si lascia trascinare da influenze dannose,
ma farà, anche non volendo, danaro. E (piesto è ciò
che importa. Aspetto di vederlo. Poi c'intenderemo.
Continuate a laccogliere nomi per biglietti.
: . . ('•
Addio: son lieto del miglioramento di Lina.
Vostro sempre
Giuseppe.
Delachi è un imbroglione, m<i tocca a voi....
La difficoltà sta del resto, non nel!' .... con-
tinui, ma neir introdurle.
Ho scritto a Tivoli; ve ne dirò.
jMandate, vi prego, F unita a (ìenova. Di là la
faranno avere. Saranno cento franchi di piti.
(') E. Bezzi, in un iirimo momento, non segui il consiglio
del Mazzini, e con lett. del 3 giugno 1864 a Cairoli si dimise
da memlu'u del (Jomitato Centrale Unitario : ma più tardi re-
cedette da quel suo proposito. Ved. G. Locatfj.ij-Milesi, op.
cit., p. 20G.
(-) La carta è .stata tagliata per una diecina di linee.
[1864] EPISTOLARIO. 127
v:\rMcccxLV.
To William Malleson, Loiulon.
[London. Aprii 18r>4]. Momla.v.
Deal- ^Iv. Malleson,
Sliould yoii receive to yuur iiame, IIoll)()i'n, soiin'
mysterious lettei- i'iom abi-oad. Avith or witliout my
nume under cover, Avill yoii kindly post it to Ei*
iiesti, 2 Oiislow Tenace, Fiilliam Road, S. W.? And
toi-fijìve the liberty 1 bave taken, under the jìled^e
tliat no " Flower „ concern will over botlier von? (M
Lunedi.
Caro Mr. Malk'soii.
Se riceveste al vostro indirizzo, a Holliorn. inialche mi-
steriosa lettera dall' esterno, con o senza il mio nome
sotto coi)erta. volete e.ssere cosi jientile da impostarla per
Hrnesti. 2. Onslow Terrace. Fulham lìoad. S. W .'t E vo-
lete perdonare la libertà che mi sono preso, se vi a**si-
ciiro che nessun affare « Fiore » vi dariì mai delle noieV
V'MMCCCXLY. — Inedita. L'autografo si conserva nel ]Mu-
seo del Itisorgimento di Roma. Non ha indirizzo.
(') 11 ^laz'/Ain accennava alla ridicola accusii che il Pro-
curatore Generale francese incaricato di istruire il proces.so
per Greco e C. aveva lanciato contro J. Stansfeld, equivo-
cando comicamente sulla voce Flciwer. Yed. la nota alla
lett. VMMCCCXII.
128 EPISTOLARIO. [1864]
The It'lli'i- will bc, iiiosi likcly. Iioni a NVallachian
(/'()n't'S[>()iHleiit.
Evei-
l'a.itlifnlly youis
JOS. 3IAZZIM.
La lettera sarà, molto probabilmentei, dì un corri-
spondente valacco.
Sempre
devotamente vostro
Gius. Mazzini.
vm:mcccxlvi.
A Giacinto Bruzzesi, a Londra.
[Londra, .... ai)rile 18(34 J, martedì.
Caro Bruzzesi.
Eccovi lettere e grazie aiiticiitate. \'olete. ai)])eiia
veduto < Jaril)[al(li], scrivermi (lualche cosa sulle sue
(lisposizioui, air iudirizzo segueute: W. ^lalleson,
ICsq. !)4. Ilolborn Hill. E. C. Londou? W sarei .uralo
davvero.
A'ostro sempre
GrrsEJppE.
\'MM('CCXLVI. — hiftlita. L"autoj^nifo .si con.serva nel
Musoo del Riisorgimeutd di Roma.
[1864] BPISTOLAIUO. 129
VMMCCCXL\"II.
To Matildiì BlGClS, Lolulou.
^ [Loudou, Aprii 21st, 18(54]. Thursday.
Deaiest Matilda,
It will be absoliitely imi^ossible toi- me to come
to yoii to moiiow. Ali these days, I bave ])e<)i)Ie
from eigbt o'clock in tbe morninj»' to any boni- in
tbe nigbt. As soon as I can, I sball wi-ite to you
and come. Ever yours in l'rantic baiaste, but ever
and equally
lovinjf
Joseph.
Giovedì.
Carissima Matilde,
Domani mi saà assolutamente impossibile venire da
voi. Tutti questi giorni, ho gente dalle otto di mattina
a qualsiasi ora della notte. Appena potrò, vi scriverò e
verrò. Con terribile fretta, ma con affetto sempre uguale
sono il
vostro
Giuseppe.
VMMCCCXLVII. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Xathau). Non ha
indirizzo. La data vi fu apposta da il. Biggs.
Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII).
130 EPISTOLARIO. [1864]
V.M.M(H'(\\1A'IIT.
A lOiUiiHTo r>i:z/i. a Milano.
[Londra J, 24 ai»i-ilc [ISOIJ.
Caio Bezzi,
Ho la vostra.
Bened[€tto Cairoli] rkeveià i)ei' mezzo di C[Iiiasisi],
che sni)])oiijj;o lascerà Londra presto, 50,000 franchi. (' )
Cosi mi dichiarò (J[aril)aldi]. E (juanto basta per ciò
che chiedete. Dio faccia che ro])erazione riesca.
l'er molte ragioni, credo meglio vi piocnriale in
Italia le cose delle quali avete bisogno.
Per quanto la partenza distrugga molte sijeranze
— anzi certezze — di potenti aiuti che si sarebl)ero
avuti dalle provincie, vi do pegno che le sottoscri-
zioni continueranno. Avremo assai meno, ma avremo.
Tra ({uesto e il poco che raccolgo e serbo gelosamente
io, non saremo a secco pel momento della mobiliz-
zazione.
(r[ai-ibaldi] è naturalmente sconfortato; ma ])iù
che mai voglioso di fare. Su tutto questo scriverò
più distesamente a Ben [edetto]. Basti ora che se
operia)no, siamo intesi ])iiì che mai con (r[aril)aldi]
e certi di lui. Baildop])iate dunque di zelo e d'ardore.
A'MM(HH'XLV1II. — Pubbl. da G. Locatelli-Milesi, op.
c-it.. pp. 225-226.
(') Giovanni Chiassi, che era stato eletto a far parte del
Comitato Ce^ntrale Thiitario, creato per iniziativa di Garibaldi,
come rappresentante della provincia di Mantova (ved. la
lett. VMMCLXXI). era andato a Londra insieme con altri
garihaldini (ved. la nota alla lett. VMMCCGXL).
[1S(Ì4J EPISTOLARIO. ISl
In questo momento di dicono Cli[iassi] partito e
senza rivedeimi. l'azienza. Un membro ilei Comitato
("entrale dovrebbe, parmi, mantenere un po' meglio
l'alleanza. Noi vidi che in compagnia di riordini, (') e
(piando io non poteva parlare che teoricamente. Avrei
voluto intendermi più di proposito. Comunque, è por-
tatore di ciò che volete. In nome di Dio, fate quanto
potete per lasciare intatto quel piccolo fondo, ^'errà
il momento in cui sarà un' àncora di salute.
Mordini fu ed è qui per proporre, con un lungo
scritto lirmato (Juastalla, Lemmi, Corte, Civinini e
riordini, un partito monarchico progessivo con a
capo il (Generale, l'antico grido insomma. Come Lem-
mi, cassiere del Comitato Centrale, possa avere fir-
mato con tutti un atto che lo vincola a bandiera
neutra, insista per questo, è una delle tante prove
della nessuna moralità politica che domina le anime,
lo mi sono contentato di dire a G [aribaldi] che un
atto simile sarebbe fatale, produrrebbe la scissione
del Partito in due campi, etc, etc. Il suo buon senso
ha respinto l'atto. So per altro che oggi Mord[ini]
torna all'assalto; ma, sjiero, infruttuosamente. Sa-
rebbe rovina, perch'io mi ritrarrei, e l'unità del Par-
tito sarebbe perduta.
Addio :
vostro sempre
Giuseppe.
(') Anche A. Mm-dini era andato a Londra nei giorni in
fui vi era Garil)aldi ; ed è noto chfi (jnel misterioso convegno
di seguaci de). Duce dei Mille aveva messo in sos])etto il Ga-
hinetto inglese.
132 KPISTOI.AKIO. \-\HC,Al
VMMCCCXLIX.
TO
LLoiidoiil, Aprii 2r)tli, 11S(;41.
Sii-,
I sciid (l;iril)alili's sigiinlui-c. Of coin-se, the siil)-
jec'ts of Olir coi-iespoiideiicc do noi .illow me giviiig
a whole letter to aiiy one.
Yoiiis obly
Jos. Mazzini.
2c aprile.
Signore.
Vi mando la firma di Garibaldi. Naturalmente, gii
argomenti della nostra corrispondenza non mi permettono
di dare a oliiun(jue una lettera intera.
Vostro devotissimo
Gix's. Mazzini.
VMMCCCL.
A Kakl Blixd. à Londres.
[Loiulrcs]. 2(i avril [lsr.4].
Cher ami,
•Te ne vous ai pas répondu. Depuis huit lieuves
du matiu jusqu'an soii-, j'ai eri, pendant tons les
VMMCCCXLIX. — ■ Inedita. L'aut(vgr;ifo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo. La data vi
fu ciimiiletala da mano del tempo.
vMMrCCL. — Puhhl.. tradotta in italiano, da G. B. Pen-
.\E, Lettere di fr. M(iz.~iiii a K. Blind. cit , p. 90. D'autografo
si conserva nel British Museum.
I
[1804] KPl STOLA RIO. IS.^
jours, une sèrie de visites ii en peidre la tète. Je
suis épiiisé et faible au delà de tonte expression.
Il y a en en effet des ponrparleis dangeienx entie
Loi-d Cl[ai-endon] et rAntriehe, mais je snppose qne
la manvaise impiession ])r()dnit i)ai- le départ de
(iar[ibaldi] ajonrnera tonte antre cliose. Moins lia-
lassé maintenant, je vais nroeenper nn pen de moi-
méme.
Que diable va-t-il sortir des Conterences? (')
Votre ami
Joseph.
VMMCCCLI.
A Carlo Foldi. a Milano.
[Londra], 27 aprilo [lSr,41.
Amico Dottore,
Come vedete, ho Inngamente indugiato; vi sai:>eva
ntile e attivo per la bnona causa in più modi. ]S'ondi-
meno, in una sottoscrizione avviata come quella
(') Il 9 maggio lS(i4, per iniziativa dell'Inghilterra, preoc-
cupata di salvare il re di Danimarca, minacciato fino allo
Jutland, si aprirono a Londra alcune conferenze sotto la pre-
sidenza di Lord .T. Russell, al fine di definire il conflitto dano-
germanico.
VMMCX'CLI. — Inedita. I^'autografo sì conserva presso
la famiglia Foldi. A tergo di esso, di pugno del ^Mazzini, sta
Tindirizzo : « Dottore Carlo Foldi. Milano. » Il P'oldi. come
la moglie di lui, Angelina (ved. la lett.^ VMMCCXLYIII) era
nn ardente mazziniano e C(>llal)orat^)re deUTnità Italiana di
Milano.
1M EPISTOLARIO. ttS(U|
(lei 500, pai'iiii nvi-ei colpa ko non m'indirizzassi a
\()i i)nie, onde sia individualmente sia, non jxìlendo.
per un ])iccolo nucleo (ramici voslii. voi, ])a1iiola
caldo ed amico, vi siate ia])])i'esentato. \o\ inlendete
1i-oi)p(> l)ene la vera condizione delle cose per credere
che il subito ritorno di ( }aril)| aldi] in Capi-ei-a o altro
muli le intenzioni, ^ìì accordi e le necessità, f^ in-
dis])ensal)ile com])ire il disegno ed è indispensabile,
di fronte alle ])ersecuzioni <>overnative, persistere jdù
che mai in raccoj>liere i mezzi necessari a com])irlo.
Abbiatemi, con vera affettuosa stima,
fratello
Gii's. ^Fazzim.
VMMCrOLIT.
.\ Vincenzo Brtsco Onnis. a Mihinn.
[Londra 1. 29 apriloi [1S04].
Caro Brusco,
Se gli Italiani sono fanciulli — se sono facili ai
tinuìri panici — se il muoversi in un senso o in un
altro d'un individuo (piahnnpie ei siasi, sembra ad
essi un avvenimento decisivo per la salute del paese
e pei loro doveri — tal sia di loro. Un raggiro di
(rladstone e di qualche altro membro del Ministero,
raggiro al quale Garibaldi cede troppo rapidamente,
impegnando la sua parola, ha interrotto un disegno
che dovea fruttar mezzi materiali: e accenno uni-
camente ai mezzi materiali, perché l'effetto moralr
vMMrGCLlT. — Inedita. L'autografo si conserva nel ]\Li-
seo del Kisorginu'nto di Konia (fondo E. Xathan). Non ha
indirizzo.
[1864] EPISTOLARIO. 135
del suo viajìgio è prodotto. Ma dov'è la rovina? S'ei
deve agire, da dove lo può se non dal paese? In che
mutano le cose nostre? Qualche mezzo materiale è
stato raccolto: qualche altro si raccoglierà via via.
Se non fosse pei sequestri, etc.,(^) la nostra posizione
sarebbe d'assai migliore che non era quella ],rima
della gita di Garibaldi in Inghilterra. D'onde dun-
que questi terrori, questi scontorti, come fosse ve-
nuta la line del mondo?
h'Uxità ha avuto torto a parlare di tradimento
alle speranze dei Magiari, etc. È trista tattica quella
di gridare uno scacco sui tetti. (-) E d'altra parte, il
lavoro con Magiari ed altri non fu mai così attivo
(') Xellii fjoitihiirdin de! 19 aprile 1804 si leggeva : « La
Itegia Questura avrebbe in questi giorni scoperta una elandc-
stina spedizione di armi. Alla stazione della ferrovia di Bre-
scia vennero seipiestrati quindici ballotti, ch'erano dichiarati
contenere stracci, dii'etti a certo Simouelli, e da spedirsi a Saln.
Itacchiudevaiio trecento fucili avvolti e nascosti appunto negli
stracci e provenivano dai magazzini di certo Marocco di Mi-
lano, in via dei Tre Re. Ieri alle 4 pom., gli agenti di que-
stura si recavano a perquisire i magazzeni di Marocco : ma
questi, coadiuvato da certo Barbaglia, aveva già fatto traspor-
tare altrove dieci ballotti contenenti 200 fucii. pure avvolti
negli stracci, i quali indi si rinvennero e si se(iuestrarono in
un cortile, nella via di San Carpoforo. Stamane si continua-
rono le ricerche, e nei magazini della <litta Antongini e ^Muller.
via dei Bigli, si sequestrarono 800 giberne, 800 centuroni. 8<^(0
foderi di baionetta e 500 paia di scarpe. In con.segueuza di
tali scoperte, vennero arrestati e posti a disposizione del Pro-
cui-ator» del Re i signori Antongini, Barbaglia. Marocco e
MuUer. » Sembra che il sequestro fosse avvenuto per le infor-
mazioni date da una spia. Ve<l. Cenni hiografiri e xiorici n
proemio lÌQÌi testo lA-if/li »S'. E. i.. voi. XIV. p. elxxxvj e segg.
(-) Nell'art, intitolato: «L'iniziativa,» pubbl. nvìVUnifà
Ifuìianu di Milano, dell'S aprile 1864.
i:{(; EPISTOLARIO. [1804 1
come ()r;i. Il trailimento è, ripeto, degli Italiani coii-
1i-() se stessi. Tutte (pieste gi'ida, tutti (jiiesti lagni
inconsulti, reagiranno sfavorevolmente sui Veneti, ai
quali bisognava invece dire ohe Garibaldi si riac-
costava perché voleva aspettare da luogo vicino la
loro azione. Panni che perdiamo a ogni tratto di
vista lo scopo per le nostre sensazioni individuali,
che possono essere più che giuste, ma che dovi'emmo
tenere per noi.
La situazione diventa grave, ma non pel ritorno
a Caprera. I sequestri la fanno tale.
Procurerò — se mi riesce — di rime<liare. ^la è
tempo di tenere linguaggio diverso ai Veneti, e di
mutar modo per noi. Se quand'io consigliava mesi
addietro di procedere per piccole partite, e non mi si
fosse risposto che non vi sarebbe tempo — e il
tempo ci fu — se il lavoro seguiva tra me e pochi
individui, non con Ct>mitati, etc. — ])rol)abilniente
molte sventure non avevano luogo. 5r». [Bezzi] scon-
giuri Benedetto di serbare la somma ricevuta fino a
intelligenza con me. 56. [Bezzi] sparisca; eviti la
burrasca per qualche giorno. Importa che non sia
mandato via. (^) E del resto, abbiate pazienza per al-
cuni giorni. ]\rintenderò su tutto. Soltanto, 56 [Bez-
zi] e voi guardatevi intorno per avere, appena occor-
rerà, (jualcuno per 116. [viaggio] IX. 4. I. 23. 2. 4.
III. 3., etc. e per I. 7. 3. 14. 5. 3. 11.
Non ho avuto finora tempo di respirare.
Addio :
vostro sempre
Giuseppe.
(') « Dopo l'arresto deirAntongiui » — narra E. Bezzi nei
suoi ricordi autobiografici — ■ « fui avvertito che la questura
[1864] EPISTOLARIO, 137
VMMCCCLIII.
To Matilda Biggs, London.
[London, Aprii IStU]. Thursday.
Dearest Matilda,
On 99 chances against one I shall come to toh
to-mori'ow. One chance against is however enoiigh
for me to teli yoii so that Caroline does not come
to meet me across the Park. My coki is improving
— that is increasing rather! No news. Caroline
has written. Mrs. Shaen is really improving. Ilast-
ings is crammed. "\Y[illiam] and B[essie] will have
Giovedì.
. Carissima Matilde,
Vi sono 99 probabilità su cento che domani possa
venire da voi. Comunque, una probabilità contraria basta
perché vi dica che Carolina non deve venirmi incontro
nel Parco. Il mio raffreddore migliora — cioè va alquanto
crescendo ! Nessuna notizia. Carolina ha scritto. La signora
Shaen va realmente migliorando. Hastings è piena zeppa.
avrebbe potuto mandarmi a fargli compagnia. Abbandonato
perciò il mio alloggio di via S. Antonio, portando meco le
carte compromettenti, andai a rifugiarmi in corso Magenta,
presso un buon amico milanese. » G. LogatB3li:,i-Mii,e,si, op.
cit., p. 111.
VMMCCCLIII. — Inedita. L'autografo si conserva nel Mu-
seo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Xon ha
indirizzo.
l.'^S icpisTor.ARio. [18041
great difficulties to fiiid rooms. A demain^ move
llinu ])i'oI)abIy. Ever
affectiouately
Joseph.
Sarà molto difficile che W[illiani] e B[essie] trovino stanze.
A domani, pili che probabilmente. Sempre
affezionato
Giuseppe.
VMMCCCLIV.
A Demetrio Diamilla Mi'ller, a Londra.
[Londra], 2 maggio [1804].
Caro amico.
Non è possibile tirare innanzi. Posso perdei'e una
partita, ma non da idiota. Ora, la mia comincia ad
essere partita d'idiota. (^)
VMMMCCCLIV. — Pubbl. in Politica scf/refa italiana, eco..,
cit., pp. 74-75.
(') In quello stesso giorno era pervenuto nelle mani del
Muller il seguente scritto di Vittoi'io Emanuele II che l'inter-
mediario si era affrettato di recapitare al Mazzini : « Non è da
ammettersi la frase che si sia tenuto a bada il Partito d'Azione,
mentre gli si fece sempre intendere in modo netto e preciso
che qualunque m(;to sia interno, sia avente per iscopo ima
iniziativa verso il Veneto sarebbe stato impedito con ogni
mezzo energico di cui si può disporre. Essere pertanto una
prova insensata che si tenterebl)e senza risultato di soi-ta, che
cagionerebbe guai a de|)lorarsi per parte dei motori. La Po-
lonia mancò ognora nelle varie sue fasi insuiTezionali della
[1804] KPISTOLAKIO. 139
Mentre, accettato il principio, non si discutono
che i particolari — mentre, salva la questione di
tempo, è accettato che il moto debba aver luogo —
mentre s'io lavorando in buona fede a soddisfare i
desiderii altrui, riuscissi a ottenere l'iniziativa in Gal-
lizia, dovrei pure impegnare la mia parola che Tini-
ziativa sarebbe seguita nel Veneto — mi si tolgono
tutti i mezzi per mantenere quella parola. I se(iuestri
in Milano, in Brescia e altrove dell'armi destinate
al ^'eneto mirano ad imjKMÌirc ogni azione possibile
forza vitale di espansione, e questa è la prineiinìle cagione
(Iella sua rovina ; forse potrebbe rinascere come la fenice dalle
sue ceneri, estendendo le sue ramificazioni in Gallizia, Prin-
cipati e lungheria ; dove il terreno sarel>l)e facile à exploiter.
se vi fossero uomini energici ed audaci che servissero di irait
d'ìinion. Se i moti di Gallizia estesi alle citate contrade pren-
dessero le proporzioni di una .ipontanea popolare insurrezione
da tenere fortemente occujiata l'Austria, allora sarel)l)e neces-
sario anzi tutto d'aiutarla con un nucleo d'itajiani determi-
nati e così riuniti vari fecondi elementi, iìiffi ostili al princi-
pale ufiiuìco. si potrebbe condurre a compimento il comune
desiderio. » Rimettendo questo scritto al ^Mazzini, il Muller
aggiungeva da parte s\ia. « Dispiace molto di vedere che voi
crediate a doppiezza nel re, mentre primo elemento d'accordo
è la reciproca stima. Questa idea è nata dalle frasi irnere a
bada, temporeggiare, eoe . che troverete nella mia che vi comu-
nicai per copia. Rispetto alla Gallizia essere profiio all'aiuto,
purché voi approviate gli estremi dell'ultimo paragrafo del
foglio a voi diretto. L'opposizione ai progetti del Veneto cesse-
rebbe tosto in conseguenza di (luesta intelligenza, appena si
vedesse che i preparativi sono diretti ad un séguito non ad
una iniziativa. Su ciò fidarsi di voi e .sulla parchi vostra, ma
non nel contegno di taluni fra i vostri amici. Spettare a voi
il rimedio di tale contegno. Quando vi venisse fatto di combi-
nare il moto di Gallizia, dovreste contare, e siete libero di
assicurarvene, in un corpo di volontari a sue spese. » Politi' a
segreta italiana, cit., pp. 72-74.
1 lo i;pi STO].. VISIO lisnj I
jiiK'lic (1()]K) l'alliui inizi;itiv;i ; convincono i Veneti che
il (Joverno è risolnliunente nvvei-so, e fanno si ch'io
scniliii mancai-e a tntte le mie ])roniesse. Andando
innanzi cosi io darei la (Jallizia alle strafai Austriache
senza che l'Italia potesse giovarsene. È un rischio
che non voglio correre. Né posso credere che il re
intenda farmelo correre.
Noi siamo in debito di non far cosa che compro-
metta il Governo ; e l'invio segreto, prudente, di
(jualche arma non lo compromette menomamente.
() noi. (hunpie, abbiamo restituzione tacita, senza
rumori, dell'armi, o la dimessione di Spaventa, (^)
o un ordine dato a lui di non tormentarci come lo
farebbe un Austriaco — o tutte le trattative diven-
tano inutili.
Ciascun di noi farà ciò che può su terreno di
guerra. Se potremo riuscire col moto lo faremo. Se
noi potremo — se saremo ostinatamente impediti —
rovesceremo tutta l' energia del Partito dalla que-
stione nazionale alla questione politica. E la unione
assoluta che oggi esiste tra noi ])uò rendere questo
mutamento abbastanza grave.
Parlo, scrivo, o])ero leale. Ho diritto quindi di
calcolare sull' altrui lealtà. Oggi, deve esser chiaro
anche al re ch'io, per amore d'accordo, non ho fatto
finora che incepparmi, peggiorare le mie condizioni,
modificare il disegno, e senza ombra di compenso.
Non posso andare innanzi cosi. \'ogliate dirlo riso-
lutamente. E credetemi
vostro
Giuseppe.
C) Silvio Spaventa era sottosegretario di Stato agl'iiiterui
nel Gabinetto Minghetti.
[1SG4] EPISTOLARIO. 141
VMMCCCLV.
A Demetuio Dia.milla Mullkr. a I.oudia.
[Londra J. 3 maggio [18U4J.
La nota uinnta qui il 2 non fa procedere p;ran
fatto la (luestione. I seqnestri nell'intervallo la ren-
dono qnasi insolubile.
Kica[)itolando le condizioni vitali.
Accettando i su<i«ierimenti,ho dichiarato e dichiaro
eh" io lavoro con ar<lore a far si che il moto (lalliziano
l)receda ogni azione Veneta; che posso riuscirvi; che
le })robabilità della riuscita si anmenterebbeio per
ogni aiuto d'armi o di danaro dato ora ; che il danaro
ecpiivarrebbe ad armi, dacché i Principati e la Serbia
ne abbondano e sarebbe meglio comprarne sui luoghi,
da dove gioverebbero all'impresa Galliziana : che
appena si dicesse: «È pronto un aiuto,» manderei
un Polacco a riceverlo.
Dall'altro lato e per puro desiderio di lealtà —
(lacchè ho tutte le speranze ragionevoli di riuscire
nel disegno dell' iniziativa Galliziana — dichiaro
che dov'anche per circostanze singolari non vi riu-
scissi, persisterei in esaurire ogni tentativo perché
un' insurrezione Veneta avesse luogo, certo come
sarei che sarebbe immediatamente seguita altrove.
E dichiaro che, dato il moto Veneto, farei per do-
vere quanto è in me onde l'Italia lo aiutasse. De-
plorerei profondamente ogni opposizione governativa ;
VMMCCCLV. — Pubbl., sotto forma di Memorandum, in
Politica segreta italiana, ecc., cit., pp. 76-78.
142 KPisTOLARio. ri864]
iii;i 11(111 iirarrcstcrci (l;iv;iiiti ;i ([nclhi. il erodo clic
niiji (ti)|)(>sizi()ii(' ]H-()1i'ltric(* iiidiicttium'iitc dell'Au-
si ri;i riuscirebbe fjitiile al (iO\'eriio.
Ottenendo il moto (lalliziano anteriore, il moto
N'eneto dovrebbe seguire immediato. Oltre a promesse
solenni, il principale scopo da rajiijinnjiersi essendo
r insurrezione l'ngarese, è chiaro che un do])pio
assalto air Austria la renderebbe piti facile. È quello
il vero aiuto da darsi alla Gallizia. Quanto a un
elemento nostro là, il solo necessario sarebbe un
l)iccolo nucleo che con un nome e con un proclama
determinasse la diserzione degli Italiani a servizio
"dell'Austria. E a questo si provvederà.
Intendendo che il moto Veneto segna rapidamente,
è necessario aumentare l'armamento fin d'ora. Quin-
di la richiesta di restituzione delle armi e del rinvio
d'un uomo persecutore, C) che d'altra parte è scredi-
tato per ogni dove e disonora il Governo.
Sarebbe colpa gravissima lasciar i)assare l'anno.
L'Austria ha ora una parte considerevole di forze
occupate in Danimarca. La Prussia è occupata. Prus-
sia e Germania devono provvedere ai pericoli del Ee-
no. I cominciamenti della Conferenza son gravi di
possibilità bellicose, l'insurrezione Polacca vive, può
rinforzarsi e tiene occupata in Gallizia altra parte
delle forze nemiche. l'Ungheria è agitata. I Princi-
pati sono gremiti di Polacchi e d'Ungaresi che, dato
una volta il segnale, possono operare sulla Transil-
vania. Può suscitarsi la questione d'Oriente.
Passato l'anno, avremmo la Polonia morta ; l'Un-
gheria sconfortata, e nelle mani del Partito moderato
del ravvicinamento all'Austria ; la vertenza Danese
(') Silvio Spaventa.
[18G4] EPISTOLARIO. 14S
tìnita: gli emigrati dispersi; la delusione sconfor-
tante gli animi.
Ora, quand'io penso che abbiamo, accrescendo
l'effettivo dei reggimenti, oltre a 300,000 nomini —
che possiamo mobilizzare per la difesa interna 137,000
nomini di Guardia Nazionale — che possiamo avere
da 30,000 volontari — che avremmo tutti i vantaggi
deir insurrezione — che due o tre ardite operazioni
sul Tirolo e su Venezia deciderebbero del successo
della guerra — confesso che le esitazioni, le discus-
sioni suir iniziativa, la minaccia d' un' opposizione
rovinosa per tutti, mi colpiscono dolorosamente, e mi
convincono che non siamo all'altezza della situazione.
Gius. Mazzini.
P. S. — Volendo nondimeno, per fede nel re,
interpretare nel senso più favorevole all' impresa e
agli accordi possibili, manderò un uomo di provata
onestà e lealtà che possa, come intermediario mio,
trattare praticamente la questione.
VMMCCCLVI.
A Rosari Bagnasco, a Palermo.
[Londra], 3 maggio [18041.
Fratello,
Gar[ibaldi] parti subitamente per concessione al
Governo, al quale Francia e Governo Italiano chie-
sero r allontanamento, la prima per le Conferenze
vMMCCCLVI. — Inedita. L'autografo si conserva nel mu-
seo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ha in-
dirizzo.
114 EiMsror.AKio. [18C4Ì
e come (•<)n(lizi!)iie di Ituoiui ;irni()ni;i: il secondo |»<r
l'usata scM'vilità alla Francia e pel terrore ch'ei ra(C()-
«jliesse in ])rovincia, com'era certo, potenti mezzi d'a-
zione. Il (ìahinetto aveva del resto anch'esso le sue
l)aurc. In molte })ar1i di Provincia prevale la Demo,
crazia : i discorsi sarebbero stati su \>nezia, su Koma,
contro l'Impero: (Jaril>aldi sarebbe stato trascinato a
rispondere. E il (ìoverno si sarebbe trovato assalito
di lagnanze dai membri della Conferenza. Ben inteso,
bastava che Garib[aldij dicesse una i^arola, perché
la Nazione intera si ribellasse alla concessione. Ma
Garib[aldi] non volle dirla: gli parve meglio che
l'Europa ignorasse il fatto: diede in un momento di
debolezza la sua jjarola e volle attenerla. Ecco tutto.
L'impressione morale del maggio è fatta : la sim-
patia di tutta l'Inghilterra è conquistata alla Causa
Italiana. E se faremo, si mostrerà.
La perdita grave è la materiale. In provincia egli
avrebbe raccolto un mezzo milione almeno di lire ita-
liane, e più altro. Ora, le sottoscrizioni continue-
ranno per opera mia, ma senza paragone con ciò
che la presenza avrebbe ottenuto.
Quanto alle cose nostre, nulla è mutato. S'ei deve
aiutare personalmente, è meglio sia in Italia che
non altrove.
Gar[ibaldi] è perfettamente inteso con me. Anela
azione. Rimprovera acerbamente gli Italiani, perché
non osano iniziare in bande la guerra all' Alpi. Se
avrà luogo, si caccerà immediatamente nel moto.
Ora, tutto sta nelle mani dei Veneti che dovreb
bero cominciare. Essi sono ben disposti. Ma chiedono
armi ; e il Governo nostro ce le sequestra, facendo
le parti dell'Austria. Notate che il Governo ha da
noi tutte le guarentigie possibili che sul Veneto la
n8t)4] EPISTOLARIO. 145
qtuestione politica uou verrà iu campo, e che quindi
la Monarchia conquisterà, come al Sud, i frutti del-
l'opeva popolare. Farò quanto uomo può i^erché nel
mese venturo s'agisca. Questo è tutto quello che
posso , ora dirvi. Se vi riesco, siam certi d'essere
seguiti in punti importanti fuori d'Italia. Se non vi
riesco, non rimarrà che a versare tutta la nostra
attività sulla questione politica.
Fino a uuove comunicazioni, voi dovete dunque
rassicurare i vostri amici sulla partenza di <iar[i-
baldi] — dir che nulla è mutato — che il Veneto
dev'esser sempre la mira di tutti i preparativi — che
api^ena tornato (j [aribaldi] in It[alia] avranno
istruzioni — che intanto, quanto ad apostolato, e
pel caso possibile di collisione tra Cìoveruo e l'aese,
devono andare innanzi preparando il popolo a un
mutamento radicale nelle istituzioni.
Ecco tutto per ora. Addio, amico e fratello.
Vostro
GlUSEPPK.
VMMCCOLVn.
A Demetrio Diamilla Muller, a Londra.
[Londra], 3 maggio [1864].
Caro Muller,
Ricevo.
Non ho veduto Mis[sori], {^) e quindi non posso
decidere. In ogni modo se deciderò jier lui, vi dirò a
VMMCCCLVII. — Puhhl. in Polìtica segrefn ilaliana. ecc.,
cit., pp. 78-79.
(') Anche G. Missori era andato a Londra durante la
visita di Garibaldi in Inghilterra.
Mazzini, Scritti, eco., voi. LXXYIII (Epistolario, toI. XLTII). 10
140 EPISTOLAKTO. \ÌRCt^]
Torino : « ft deciso por chi sapete. r> Se per altri,
farò in jnodo di farvi intendere. Quanto al presen-
tarsi, se è .M[issori] vi è fx\n niodo. j^e altri, ii^dii-iz-
zerei al Cast[i,uli()ne]. C)
^ ostro sempre
Gn"si:ri'i:.
VMMCCCIA'l 1 1.
A Benedetto Caiuoli.
[Londra], H maggio [18(i4].
Fratello,
Questa lettera è per voi individualmente, non
pel Comitato.
Garibaldi desidera, invoca l'azione: l'ordinerebbe
se potesse. Neil' ultimo colloquio ei si lagnava
acerbamente e sconfortato con me perché le cose
andassero tanto per le lunghe, perché architettassero
disegni vasti e di più che difficile esecuzione. Ei
desidera azione pel mese venturo sul Veneto: sarà
con noi. Dove no, prevedo che lo perderemo, tra-
scinato dalla prima proposta che gli verrà, Dio
sa dove. ;
Del come io senta non ho bisogno di dirvi.
Ma più di Garibaldi, più di me, più degli uo-
(') Il conte Francesco Verasis di Castiglione, capo del galji-
netto di Vittorio Emanuele II, intermediario, come s'è già
visto, per una intesa tra il re e il Mazzini.
VMMCCCLVIII. — Pubbl. da M.ROST, UIi(tUa odierna, eoe,
cit., voi. II, pp. 13O7-130S. L'autografo si conserva presso gli
eredi Cairoli. Non ha indirizzo.
[1.^4] ITPISTOLARIO. 147
niiiù (lei Partilo, la sitnazioiio ])i-cMlica il fan*. Se
anclie (luest'aniio è lasciato trascorrere, avremo la
roloiiiu morta, la (Jallizia neirim})ossibilità di tare,
rriiglieria, scoiilortata in braccio ai moderati con-
ciliatori, la (inestione Danese in un modo o nel-
l'altro conchiusa, l'Austria interamente libera delle
sue forze, il dissolvimento dei nostri.
È dunque dovere, <lovere assoluto, esaurire ogni
\ ia rafi;ionevole di fare.
Forte del mandato di Garibaldi, del mio pro-
fondo convincimento, del consenso dei migliori nostri
e degli obblighi contratti coi lavori dell'altre i^arti
dell'Impero, sono dunque deliberato di tentare il
possibile.
Ora, noi non abbiamo che un mese e mezzo a
un dipresso davanti a noi.
E sul dovere di fare, se si può, non dobbiamo
accettare più discussione.
Verrò dunque in Italia coirintendimento di pre-
parare il terreno all'azione, tanto che Garib[aldi],
toccando il suolo italiano, non trovi perduto il tempo.
È imi)ossibile discutere sui particolari del disegno
(Fazione, sulle cose pratiche da farsi : impossibile
con sette individui (') che non possono star sempre
raccolti : impossibile senza ])erdere un tempo im-
menso sopra ogni ()])erazione, e tanto piti che fanno
l)arte del Comitato individui eccellenti senz'altro,
ma facili al dubbio sopra ogni cosa : impossibile pel
segreto da mantenersi : impossibile per le difficoltà
che circonderanno la mia posizione.
È dunque necessario che, lasciando tutti i poteri
(') Coloro che formavano la direzione del Comitato Cen-
trale Unitario.
14S KIMSTOI.AKH». [18^4]
;i| ('()iiiit;it() JH'I- l'oi-;:;;iiiizz;izi()lK' ^i'iR'l;il(', pei modi
(li i-acc()j;lieie, \h'V rnjiostolato, etc, s'()})eri iii» con-
ceiitranuMito jxn- ciò che rijiiiaida 1" azione.
Il Comitato dovrebbe delegar voi a intendersi
con me, nel segreto, senza obbligo di comunicare
ad essi il risultato delle nostre intelligenze, ma col
solo obbligo di render conto a (iarib[aldi].
Tra voi e me istituiremmo nna Commissione Mi
litare di tre: vi propongo fin d'ora Bezzi, Missori,
Mosto — o Bezzi, Missori, Nicotera.
Cosi andremo innanzi. In altro modo è impossi-
bile: e mi troverei costretto d'agire da per me. ciò
che produrrebbe scissioni da evitarsi (pianto ])iiì
possiamo.
Se il lavoro s'ordina come vi propongo, vi esporrò
le mie idee sulle tre o (Quattro operazioni da farsi.
Gli uomini dei <]uali ci varremmo, essendo amici
miei e vostri, come i sunnominati, Guerzoni, Bon-
net e simili, il Comitato avrebbe doppia guarentigia
di buon andamento nel lavoro.
Se entrate nel pensiero, prejìarate un quadro
sommario delle relazioni, dei mezzi, degli elementi.
E salve le cose inevitabili, serbate (pianto pivi po-
tete il danaro ricevuto per mezzo di C[]iiassil. (M
etc. Bisognerà consacrarlo alle due o tre operazioni
indicate dalla situazione.
Addio, fratello mio. Pensiamo al fine che dob-
biamo raggiungere: e non altro.
'\''ostro tutto
Giuseppe.
(') Vedi la lett. vMMCCCXLVIII.
[18(14] EPISTOLARIO. 1 K)
vMMrrcLix.
A George Jacob Holvoake, London.
[London], May 5th. [18(54].
My tlear Friend,
1 bave seiit to Mrs. N[atliaii].
Yoii can of conrse make any use of anythiujj;
wi-itten by me, addressed to you or iiot. The En-
jj^lisli Leader may prove very iiseful to the country
and if ever I tind time — which i.s very doubtful —
I eertainly shall give some writing of mine to it.
ileanwhile should you receive the £ 2 of the Isle
of Wight from the Committee, will you apply tliem
to your " Publicity Friend,,?
Ever faithfully yours
Jos. M.VZZIXT.
o maggio.
Mio caro amico.
Ho mandato alla signora Xathau.
Naturalmente, potete far l'uso che volete di (lualsiasi
cosa da me scritta, sia o no indirizzata a voi. Il lyCiutcr
inglese può riuscire assai utile al paese, e se mai tro-
verò tempo — del che dubito assai — gli darò certo
Qualche mio scritto. Intanto, se doveste ricevere dal Co-
mitato le due sterline dell" Isola di Wight. volete ser-
virvene per il vostro « Publicity Friend * ':
Sempre vostro devoto
Gius. Mazzini.
VMMCCCLIX. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Milano.
loO BPIKTOI.AKIO. [18G4]
V.MMCCCLX.
A ]H;mi;ii;iii 1>iamii.:.\ .Mri.i.i;ic. a I.diuI";!
ILondi-ii], o niiiggio [IsC+J-
Caio .Mllllt'i'.
Avi'va già. (inando mi giunsero le vostro consi-
(Iciazioni. scelto ai)i»uiito la i>ei-s()iia amica vostra
che avevamo «la principio esclnsa. cioè Antonio Mo
sto. iM L'altra {-) farà proposizioni identiche all'al-
tra parte; e cosi rarmonia tra i due sarà chiara.
Ebbi cifra e ogni cosa.
Tutto sta ora nella re.stituzione — o concessione
d'altre armi — - nell'aiuto pecuuario i)er l'estero.
Se ciò non ha luogo, è chiaro che tutto è ciarla e
non altro. Addio:
vostro sempre
GrrsEPPE.
\'MMCCCLX. — Pul)l)l. in Politica se;ireta iitiVuinn. ecc..
cit., p. 79.
(') Ad as.'^umei'e il carico (riutermediai-io con il re. il 'Shv/.-
ziiii aveva dapprima indicato il Missori. « Ma tiuesf ultimo »
— avverte D. MuHer — « avendo avuto da Garibaldi per conto
suo un ufficio quasi identico verso il re. » il Mazzini « inca-
ricò di tal missione A. Mosto. » Ved. PolUicu ser/reta lUfiiaii'i,
ecc., cit.. p. 74.
(=) Cioè G. Mis.sori.
[1SG4] EPISTOLARIO. 151
VMMCCCLXI.
To Matilde Bi(u;s, London.
[London May G th, 1804]. Friday mornins.
Dearest Matilda,
I do uot come to you. I am, siuce tliree days,
unwell frolli my spiiie, and caiiiiot walk so far: 1
miglit come to you in a cab and come back in a cab.
But, I bave silice oiie week oii my head the sword
of Damocles of aii invitation to dine with . . . . (^)
It niay. come every moment, and the hypothesis of
going in a cab to jou, then come back in a cab
and one hour after take a cab again to him, is
ruiuous. I bave a great deal to Avrite and it is
Venerdì mattina.
Carissima Matilde,
Non vengo. Da tre giorni non sto bene con la spina
dorsale, e non posso andare a piedi cosi lontano. Potrei
venire in carrozza e tornare in carrozza. Ma da una set-
timana, pende sul mio capo la spada di Damocle di un
invito a pranzo da ... . Esso può giungermi da un mo-
mento all'altro e sarebbe un affare disastroso venire in
carrozza da voi, poi tornare in cairo/.zi e un'ora dopo
prender di nuovo una carrozza per recarmi da lui. Ho
vMMCCCLXI. — Inedita. L'autografo si conserva nel Mu-
seo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ba indi-
rizzo. La data vi fu apposta da M. Biggs.
(') Il nome fn accuratamente cancellato con tratti di penna,
forse da M. Biggs.
152 EPISTOLARIO. [1864]
l)e11('r that 1 stop :it home. 1 mean, however, if
you ha ve no ohjection, to come to you to-moirow
eveiiinjjj, Saturday — at eifjht o' clock — or at any
hoiir you dioose. \Yi'ite oiie word and love.
your loving
Joseph.
molto da scrivere e sarà meglio che mi fermi iu casa.
Tuttavia, avrei intenzione, se non avete nulla in con-
trario, (li venire da voi domani sera, sabato — alle otto —
o a iiualunque ora vi piaccia.
Scrivete una parola e voj^liate bene al
vostro affezionato
Giuseppe.
ViIMCCCLXII.
TO Matilde Biggs, London.
[London, May Gth. 18G4]. Frida.v.
Dearest Matilda,
Do not trouble yonrself ahout to-morrow eveii-
ing: aud try to get better. I did not know that
you ^^■e^e unwell when I wrote. I shall come on
the fli'i^t day you will be well enough.
Venerdì.
Carissima Matilde,
Non vi date pensiero per domani sera ; e cercate di
stare meglio. Quando scrissi, non sapevo che foste indi-
sposta. Verrò il primo giorno in cui starete abbastanza bene.
VMMCCCLXII. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Xathan). Non ha
indirizzo. La data vi fu apposta da M. Biggs.
[18G4] EPISTOLARIO. 153
Emilie has lieeii liere to-da y : slie weut back to
^Vall(lfs^v()l•tll.
E ver ,
your loviujjj
Joseph.
Emilia è stata qui oygi : ed è tornata a Wandswortli.
Sempre
vostro affezionato
GlUSETPB.
VM^rCCCLXIII.
TO Emilia Asiiurst Venturi, Waiulswurtli.
[London. Ma.v (ith, 1S(J4]. Fiida.v night.
Deai-est Emilie,
Huri-ali 1 I liave foiiiid the aiitojii-aph. Tlie let-
ter coiild not be giveii in its iiitej;i-ity. It i.s iiot
coihstìtutioìial aud, of coiirse, would not bave been
admitted in Mr. T. Taylor's house.
Venerdì sera.
Carissima Emilia,
Evviva ! Ho trovato l'autografo. La lettera uon po-
teva essere pubblicata integralmente. Non è rostitìizìonaìr
e, naturalmente, non sarebbe sttita ammes.sa nella casa
di T. Taylor.
VMMCCCLXIII. — Pubhl. da E. F. Richards. op. cit.,
voi. Ili, p. 81. L'autografo si conserva nel ^luseo del Risor-
gimento di Roma. È in una busta che. di pugno del Mazzini,
ha l'indirizzo : « Mr. Emilie A. Venturi. La vender Sweep,
Waudsworth. S. W. » La data si ricava dal timbro postale.
15 1 ■ EPISTOLARIO. [1864]
I h'fl willi Matildla wliether or noi T should «jo
to hcr to-nionow evoiiiiiji. Slic is iiuwell. Every
tliiii};- liowevei- will deiuMid oii a note "which may
colui' or iiot come. U" llieret'ore. iiistead of comiiig
liere, tlie warrior ('| slioiild cliose to <io straiglit on
to 11. 5S. 1 sliall, il' Irce, reacli liim tliere. at seveii.
Did yoii iì;o witli Bessie?
Kvvv loviii^ly yours
JOSKl'II.
•• Mad worid ! in;id kiiiiis: luad compositioii I '*
.Ali sono lasciato incerto con Matilde se andrò da lei
domani sera. Non sta bene. Tutto perù dipenderà da una
lettera che può arrivare o non arrivare. 8e perciò, invece
di venii-e ipii, il guerriero preferisse andare direttamente
al n. ."tS, lo raggiungerò colà, se libero, alle sette.
Siete andata con BessieV
Sempre affezionato vostro
Giuseppe.
«Matto mondo! matti rei malia composizione I »
V.M.M(M'(VLX1V.
[A vxA Deputazione di Repubblicani Fk.vncesi, a Londra].
[Loudres]. 7 mai 1S(;4.
Mes Amis,
\'ous étes trop bons pour moi. Je ne .siiis (lu'iiiie
aspii-atioii et une voix qtii crie: Eli avanti de n'ai
(') Carlo Venturi.
VMMCCCLXIV. — Pul>l)l. in mi volumetto, del (luale la
K. Commissione possiede le due pagine che contengono la lett.
e non la possibilità di t)ffrire qui di esso le desiderabili iudi-
cazicui bibliografiche.
[1804] EPISTOr.ARtO. ir.f)
eli qu'un peu de constane^ et un peu de foi dans
le peuple.
Mais voti-e adresse est une pai-ole liaiiralse; je
l'aceepte comme un enconi-agemeut poni- moi, poni-
iious toiis. Elle est une ])ai-ole d'action ; je la salue
nvee reeonnaisance oomme nne promesse, comme un
jalon sur la route de Tavenii-.
•Jamais, vous l'avez dit, je u"ai désespéié de la
Fiance. On ne déses])ère pas dn salnt dn monde.
Or, ce salnt ne pent se taire sans elle. La Trance
a trop agi poiir le monde poiir jamais pouvoir s'en
détonrner. Vn instant, elle s'est sentie si grande
(pi'elle a crii })Oiivoir faire route à part et résoudre
en son sein et par ses seules l'orces des problèmes
(lue la solidarité et l'action de tous peuvent seules
résoudre. Dieu qui veut qu'elle marche avec le mon
de, a retiré d'elle son soufflé qui est liberté. De là
cette nuit de treize ans qui a pose comme un cau-
cliemar sur le coeiir de l'Europe, mais nous savions,
nous tous qui prions, souffrous, combattons, que Dieu
et la France ne pouvaient ètre longtemps sepaies.
Xons attendions, nous iiivoquious de nos va'iix les
l>lns cliers, le réveil. Et ce réveil va se faire. Les
éclairs sillounent déjà riiorizon.
Hàtezde, mes amis. Hatez-le, pour 1 honneur de
la France et pour le l)ien de tous, par la parole,
JMir l'action, par l'association publique ou secrète de
tous ceux qui ont honte du présent, de tous ceiix qui
ont foi daiis l'avenir.
Ralliez-vous tous, sans abdiquer un seni droit
de votre intelligence par rapport aux problèmes so-
ciaux qui s'agitent aii sein de l'Europe, sur un ter-
rain commun. Que la France libre soit votre mot
d'ordre, votre signe de ralliement. Ne craignez rien;
inCi RPISTOLARTO. riS<''tl
elle saura, cette noble Fi-ance dont voiis étes tous
les enfants, atteindie (ruii Im»ii. aussitót <nie ses
cliaiiies serout hiisées. Ics solutioiis lé^itiiiies de
tous ces i)i()l)lèines ([ui, aujoiird'hui, vons divisent.
Te (pii impoite avant toiit, o'est ([ue ces chahies
toniheiil. La Fi-aiice esclave est un l>lasì)liéme. Ef-
facez le. Que ce soit là, la pensée de vos jours, le
lève de vos nuits. Méiitez-le par le sacrifice, par
l'abnega tion, par la persévérance. Accomplissez le
devolr: le droit suivra. L'affrancliissement de la
mère, c'est Taff ranch issement des enfants.
Le mal règne anjourcrimi sonverain sur le monde.
Des ciimes sans noni se commettent à clnuine jonr
perdu par nons en discussions impuissantes. Depuis
quatorze ans, les soldats de la France imperiale son-
tiennent à Rome, sans y croire, le mensogne de la
rapante et suppriment la liberté de conscience.
Depuis quatorze mois, la J'olojine lutte devant
nous, vouée au martyre, si elle reste seule sur
l'arène. En ce moment mème, l'Autriclie et la Trnsse
— un despotisme qui s,e meurt et un despotisme
naissant — égorfient au noni d'une nationalité qn'ils
renient chez eux un petite peuple de braves, dont la
tradition est une tradition d'alliance avec votre pa-
trie. Il faut, de par riiumanité, que ces choses
cessent.
Point de droits au bonheur, poiiit de transforma-
tion sociale possible pour ceux qui ne travaillent pas
à les taire cesser. L'esclavage toléré d'autrui pei--
l)étue le iiótre.
Ouvriers de France, mes frères, à vous surtout
l'initiative dans cette salute lutte du <levoir contre
l'ègoisme des ])ouvoirs (pii nient Dieu et la liberté.
A vous surtout, parce que c'est de vous^ de l'ave-
[1S64] ICPISTOLARTO. 157
nemeiit de réléraent dn travail, qne doit relever le
profii-ès daus l'epoque prochaine. ^'(^s devoirs sont
en niisoii de votre aveuir. Gioupez-vous, piécliez à
vos fi'ères. Diteslenr (pie la Fi-ance ne doit pas, \i.'
pent étre en vetai-d en Kiii-ope, et qu'elle Test nn-
joni-d'luii. Le peiiple en Fiance a mi éclio dans son
fteni- polli- font ce (pii est grand. 11 noiis (-omjìicndia.
Votie fvèi-e
Jos. Mazzini.
VMMCCLX^'.
To Peter Stfart, Liverpnol.
[London]. May !ìth. [1S(;4].
My deal' Friend,
T was ont and did not receive yoiir lettei- hefore
S<itiii-day night at a late liour, and yesterday was
Sniiday. The lettei- is vei-y good. I caniiot gire
yoii Avhat you ask for. Plenty of aibitiavy aii-ests
and ecpially arbitrai-y i-eleases after three or fonr
inonths of imprisonment are takino- place in Venice
n maggio.
Mio caro amico.
Poiché ero fuori, non ricevetti la vostra lettera prima
di sabato sera assai tardi, e ieri era domenica. È una
lettera assai buona. N(in posso darvi quel che chiedete.
A Roma e a Venezia avvengono una quantità di arresti
VMMCCCLXV. — Pubbl. in The Life of Peter Stuart, thi
a Ditton Doctor, » eit.. pp. 20-21.
15S KPIKTOI.ABIO. flSri4]
;ni(l in Rome, but no stiiking cases of ci-nelty as
ol old. They feel so mncli the dangei- of rousing
the ]»('<)])1(', so they are Ix'liaving soniewlial hettei',
Itnt as far as A'enice and Home aie concerned, l
tliink lliat the tnie gi-onnd is now the gionnd ol"
Xalionality. That oni- Italy is called on to exisl is
a i-ecogniscd lact, and that a loieign i)o\ver shonld
give ])i-iests in holding" part of the Italian ten-itoiy
is an absolutely inimoral and miuory faet. The oc-
cupation of \'enioe throws on onr (Jovernment , a
])olicy entiiely subservient to Frante and forbids
Olii- solving the Koman question so that there is a
\ ii-lnal alliance between the Emperor of Franee and
Ansliia. These two ocenpations meanwhile keeping
only a ])eiennial treasuiy check ali j)ossibh' snc-
cessful ])ioiiression, rnin onr tinance, keep onr poi)n-
fivliitrari e di liberuzioiù altrettanto arbitrarie (l()]>o tri»
o (|uattro mesi di prigionia, ma non si verificano casi
straordinari di crudeltà come per il i>assato. Hentono
troppo il pericolo di eccitare il popolo, e (piindi agiscono
nn po' meglio; ma, per (pianto riguarda Venezia e Koma.
credo che la vera base sia (inella della Nazionalitii. Che
la nostra Italia abbia il diritto di esistere è un fatto
riconosciuto, e che una potenza straniera debba dare in
dominio di preti una parte del territorio italiano è un
fatto assolutamente immorale e basso. I/occupazione df
Venezia impone al nostro Governo una politica intera-
mente servile alla Francia e c'impedisce di risolvere la
uuestione romana, sicché esiste virtualmente un' alleanza
fra l'Imperatore di Francia e l'Austria. Fi-attauto, queste
due occupazioni, togliendoci un tesoro perenne, impedi-
scono ogni possibile avanzata vittoriosa, rovinano le no-
stre finanze, tengono la nostra popolazione in uno stato
[1864] EPISTOLARIO. 159
lai ioli in a. state of dissati>sfactiou, endauger the
ieeliiig of imity, maintain the horrid bii^aiidage in
Xaples, give eucouiagement to ali tlie adoring par-
ties and are fast diiviug iis to Auai'chy.
E ver
youi's attectionately
Jos. M.VZZINI.
di lualcouteuto. clauuegy;iano il sentimento tleirmiità.
mantengono l' orribile brigantaggio in Napoli, incorata-
giano i partiti proni al Governo, e per poco non -A spin-
gono all'anarchia.
Sempre
vostro affezionato
Gius. M.vzzim.
T'MMCCCLXVI.
TO Matilde Bigus, London.
[London. May 9th. 18G4]. Monday.
Dearest Matilda.
I feel really not well enough to come to yoii
to-nioi-row. I shall teli vou wlien 1 cau. I was
Lunedì.
Carissima Matilde.
Veramente non mi sento abbastanza bene per venir da
voi domani. Vi dirò quando potrò. Ieri stavo benino, ma
VMMCCCLXVI. — Inedita. L'autografo si conserva noi
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathau). Xou ha
iudirizzo. La data vi fu apposta da M. Biggs.
ino EPIRTOLARIO. [1804]
i;i Ilici- Ix'ttcr ycstcnhiy, but I luid to ^lì to some
l-hici' in llolhoni to foiiiid nn Il.iliuii woi-king-men
Society — wliicli I (lid — and a speecli of three quar-
tcis ol" an hour has tliiown me back.
Voli at least are somewliat better, si)ite of tliis
honid weatlier.
JJIess you, deai-est Matibbi, ever
loviiigly youi's
Joseph.
ho dovuto recarmi a Holborn per cercai'e un' Associazione
italiana operaia — che ho trovata — e un discorso di
tre quarti d'ora mi lia buttato kìiÌ-
\oi almeno state un pò" nie>?ìio, malgrado (luesto or-
ribile tempo. Dio vi benedica, carissima Matilde ; sempre
vostro affezionato
Giuseppe.
VMMCCCLXVII.
AUX MEMIìKES UV GoUVEKNlOilKNT NaTIOXAL POLOiNAIS.
[Loudres], 10 mai 18(54.
Citoyeus,
l'ermettez à un frère, à un ami de hi l'oh)gne
depuis 1881 un dernier coiiiseil. Je dis dernier, par-
ce que, vous le savez comme moi, la Polonie se meurt.
l*eut-étre est-il tard. Mais si la Pologne peut eii-
core ètre sauvée ce n'est (pie i)ar la voie que j'iudicjue.
VMMCCCLVII. — Pubbl. da A. Lewak. G. Mazzim e Veini-
griizione polacca, iu // Risoryiìnenta, cit-, pp. 423-124.
[1864] EPISTOLAKIO. 161
C'est celle <iiie j'al indìquée à vos pmlécesseiir, à
riiiitiative de votre gloi-ieiise lutte.
Il faiit donnei' nne base à l'iusiHTection Polo-
naise. Cette base, cest le mouvement des Nationa-
lités. Ce mouvement aurait en lieu si l'attitude de
rinsui'i'ection ne l'avait pas em})éclié. Il est encore
possible.
Le salut de la Polo^ne est là. Il est siirtont
dans le mouvement de la Hon,a:rie.
Or, jamais la Hongrie ne prendra rinitiative ;
mais elle sui via, n'en doutez pas, l'impulsion quel-
conque qui atta(iuei'a sérieusement rAutrielie sur un
autre point.
Il faut à la Hongrie, d'un coté le mouvement
sur la Vénétie, de l'autre, un drapeau d'appel leve
sur les Karpathes, en Galicie.
Xous nous occupons activement du ])remier. Et
si nous sommes sùrs de votre coopération, nous y
réussirons cette année en un temp>. qui n'est pas
cloigné.
Aidcz nous pour le resfe.
Vons pnrtagez, si je sui biiMi informe, ces vues.
Mais il s'agit de la réalisalion prati(|ue.
Vons devriez émaner un Manifeste, dans lequel,
sans condamner le passe, vous constateriez rinitia-
tive d'une seconde période du mouvement Polonais :
vous diriez que la Pologne représente, non pas un
intérét locai, mais un Principe, le Principe des Na-
tionalités; et vous appelleriez les Slaves d'abord et
les peuples , qui ont à révendiquer une existence na-
tionale, ensuite.
Vous devriez clianger un certa in nombre des vos
agents A l'extérieur; ordonner à tous, qu'ils suivent
iiotre impulsion et aident à nos opérations. Aujour-
Mi.zziNi, Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 11
162 EPISTOLARIO. [1864]
(rimi, cenx-lA moine panni vos aj^enls, qui s'accordent
(la US le i)i'()jirainme, se i)er(lent dans des questions
ile })ersonnes, con t reca rrent des travaiix déjà faits et
s'exposent à pei'die nn tem])s immense, sans sonj^er
(pril y a dans le temps une question de vie et de moi-t.
Des travaux imjxn'tants sont déjà préts, des ele-
menti piécienx sont disponibles en Italie et dans
les Pi'incipautés. poni- ag;ir sur la Galicie et ailleurs.
Il ne faut pas vonloir refaire ce qui est fait. Il ne
faut pas, cornine le fait Oi'deji;a à Turin, (^) faire
(TTnie question d'action une (luestion de supi-ématie
]»ei's()nnelle et semer Fincei-titude et l'anai-chie. Il
faut mobiliser rapidement ces éléments Hongrois,
Italiens, Polonais qui sont déjà complétement orga-
nisés. Il faut ordonnei- à vos agents à Paris et
ailleurs qu'ils mettent, sans délai, à la disposition
de cette mobilisation, par les hommes qui, sous nos
instructions, ont organisé, les fonds nécessaires. Ils
ne sont pas considérables et ils ont en partie sous
la niain.
Laissez la Galicie à la direction extérieure. Elle
est en nos mains et elle est déjà assez forte pour
(l'uon pnisse lui avoir confiance. Seulement dites à
la (ialicie qu'elle suive rinipulsion, les conseils qui
lui viennent du deliors.
Aidez-nous, par votre langage, ]iar vos agents,
dans noti-e jn-oj^agande avec la Ilongrie. uvee la
Bohème, avec la Croitie, avec la Serbie.
(') Josef Ordega era l'agente politico del Governo Nazionale
l'olaoeo a Torino, e concluse con G. KJapka, che agiva in nome
del Comitato Nazionale ungherese, e con Garibaldi, come rap-
])resentante della democrazia italiana, un accordo che fu firmato
a Caprera il 6 giugno 1864. Fu puhbl. dal Lewak, G. Maz-
^/«i e l'emigrazione polacca, cit., pp. 121-122.
[1864] E3>ISTOLARIO. l&i
C'est là ce qu'il faut faire et sans perte (1*1111
seni joiir.
Faites-le, et il va sans dire que tous les élé-
ineiits qui relèvent de noiis, voiis reeonnaitront avec
enthoiisiasme, et a^iroiit comme dépemlauts de votre
direction supreme.
•Te ne conuais pas des personues; je ne connais
que le protjiamme. Je bénis ceux qui Tacceptent
d'où qu'ils vienneiit. Je u'ai qu'iine seule pensée,
vons sa uvei', iious sauver.
Je suis autorisé à vous parler aii noni de Gari-
baldi, au nom de ceux qui travaillent avec moi au
mouvement Européen.
Par tout ce qui vous est plus sacre, ne méprisez
pas nies paroles. \'ous pouvez compter sur la dé-
niocratie européenne si vous lui proiivez qu'elle peut
compter sur vous.
Votre frère
Jos. Mazzini.
VMMCCCLXVIII.
A Ergisto Bezzi, a Milano.
[Londra], 10 maggio [1864].
Fratello,
Ebbi la vostra.
Che dirvi? Non ho né so come avere i 10,000
franchi o altro. Se la somma unp;arese promessa fosse
VMMCCCLXVIII. — Pubbl. da G. Locatelli-Milesi. op.
cit . p. 227. L'autografo si conserva nel iluseo del Risor-
gimento di Roma (fondo E. Xathan). A tergo di esso, di pugno
del Mazzini, sta scritto : « .56, » cioè la sigla che riguardava
E. Bezzi.
WA EPISTOLABIO. [18G41
venuta o venisse, la metà sarebbe vostra. Io ho spe-
rato una somma, dai 50 ai 00,000 trancili (^) e se
r avessi avuta, probnbilmente veniva a recarvela. Ma
luMiclié i-iman.ua aiicoia un raggio di speranza, è cosi
debole che non è da parlarne. Se avrò, avrete. Ho
scritto io pure a (Jar[ibaldi], il quale tenta in questo
momento, non so per (jual line, raccogliere da ;iniici
Inglesi. (-)
In tesi generale, vorrei non si tacesse se non con
probabilità; e non le vedo.
Non iibbiamo fondi né armi. Dato che si cominci,
dato che segua un'agitazione considerevole, i giovani
ci chiederanno armi : non potremo darle e vi lasce-
remo soli.
Malgrado considerazioni che in verità mi fanno
esitare, tenterò ogni via per vedere se posso rapi-
damente avere ciò che chiedete; e se mai riescissi,
])orrò a vostra disposizione, jìregandovi a rii)ensare.
Conosco gli Italiani, e se un secondo tentativo fal-
lisse, cadranno nello sconforto e crederanno impos-
sibile la cosa.
Del Comitato T'nitario non so da lungo nemmen
r esistenza.
Addio : vi riscriverò presto.
Vostro sempre
Gius. Mazzini.
(') La somma che ora stata rooata in Italia da G. Chiassi.
(-) In una lett. firmata G. Kiohardson o P. Taylor, membri
del Tomitato per le onoranze a fiarilialdi in Londra, data a
luco nel M ornino Pofit, e tradotta neW Unità Italiana di Mi-
lano, del 10 maggio 1X04, si dichiarava che, mentre il Gene-
rale rifiutava qualsiasi oiferta a vantaggio suo e della famiglia
(si era ,financo ventilato l'acquisto «d'una proprietà a lui
destinata »), aveva dato istruzioni, perché una parte del danaro
[1804] KPISTOLARIO. ICr»
VMMCCCLXIX.
A Filippo Kettini, a Genova.
[Londra 1. 10 maggio [18(t41.
Caro Filippo,
Dovresti ricevere da Torino 1500 franchi per me.
Se mai, fa di mandarli senza indngio al solito or-
dine e indirizzo.
Sto cosi, cosi ; ma vado innanzi. Guardo a Ye-
nezia e Roma, che non avremo se non per azione
nostra. Quanto a me, non mi dorriì di morire in
esilio, proscritto della monai'chia.
Ama sempre il tuo
Giuseppe.
VMMCCCLXX.
TO f'LEMEXTIA TaVLOU. LoIKIoII.
[London. May .,„. 18G4].
Wednesday evening.
Dearest Clementia,
I hoped to send you the carica de visite, but I
Mercoledì sera.
Carissima Clemenzia,
Speravo di mandarvi le curica de rinite, ma non ne
« ricavato dalla sottoscrizione hìiu, senza essere menomamente
vincolato da condizioni o <la riserve, » gli fosse trasmessa,
ViIMrCCLXIX. — Inedita. L'antografo si conserva nel-
r Istitnto ^lazziniano di Genova.
VMMCCCLXX. — Inedita. Da nna copia conservata nel
Alnsco del Risorgimento di Roma.
lOC EPISTOLARIO. fl804]
liave none and liave not been able to see Lama. (M
Vou niay stili i-eccive tlieni to-uiorrow.
Why (lo yoii \\;iiit, weak yood ci-eatuic. to cut
youi-self iiito niliice nicat botween Duodecìmal So-
cietios. Peli and l'cncils (-) and simihir scattered inef-
rt'ctnal at1('ini)ts? Von onglit to cìiosr };nd coìirrn-
fratc. ^^'hy Mi-s. Lewes? ^Vh;ll raii 1 do l'or liei*?
What can slie do t'or me? N\'e sliall talk abont
ber. I saw Swinbuine tlie otbei- niiflit. 1') p]milie
bas left foi- Xewcastle: ^liss Lloyd is ont oi' (jne-
stion.
ho e iKiu sono riuscito a vedere Lama. l'otrete ancora
riceverle domani.
Perché volete, huona e dehole creatura, tagliarvi in
mille pezzi fra Società Dozzinali, Pru (ind PenciU, e altri
sparpagliati e inutili tentativi? Dovre.ste srcf/liere e con-
rcììtnirr. Perché Mrs. Lewes? C'osa posso fare per lei?
Cosa può fare lei per me? Ne parleremo. Ho visto
Swinburne l'altra sera. Emilia è partita per Xewcastle :
Miss Llo.vd è fuor di discussione.
(') Domenico Laiiui. di Faenza (1S23-1S90), esule in Fran-
cia, poi a Londra, aveva partecipato al moto delle Balze.
Esercitò in Infjhilterra l'arte del fotcgrafo, e il Mazzini ricorse
sempre a lui per i nuniProsi ritratti che faceva in gran pai*te
eseguire a fine di propaganda. Nel ÌS88 tornò in patria.
(-) T^n eluh che era stato fondato da Mr. Ta.vlor.
('■') Con Ch. A. Swinburne il Mazzini, se non personalmente,
ora in redazione per mezzo di comuni amici inglesi fino dal
1858, quando egli si firmò per cento lire nella nota di sotto-
scrizione per il fondo nazionale (ved. il facsimile nel voi. LX
dell'ediz. nazionale). Per i successivi rapporti, divenuti sempre
più stretti, ved. E. Morelli, Mazzini in Inuhilterra \ Firenze.
Le Mcmnier, 1938, p. 131 e segg.
[18G4] EPISTOLAKIO. 167
Love to Peter: loiif; live (xlarlstoue I (\) I ;nn
goiii«( to oi-der a " (rlailstouian coat ., l'or the liist
time I sliall dine witli liim and yoii.
Ever
affectionately voni-.s
Jos. Mazzi NI.
Cose affettuose a l'eter : evviva (Jlartstone ! (ordinerò
un «vestito alla Glaclstone » per la prima volta che
pranzerò con lui e con voi.
Sempre
affezionatamente vostro
Gius. M.\zzI^'I.
(') W. Gladstone -aveva coiitrihiiitu alla subitanea partenza
di Garibaldi da Londra (ved. la nota alla lett. VMMCCCXL).
Xel Diruto del 14 maggio 1S64 si leggeva: «Martedì 10 cor-
rente il signor Gladstone ricevette una deputazione dei comitati
i\ì Garibaldi della City e degli operai, la quale si recava dal
cancelliere dello scacchiere per ottenere spiegazioni sulla parte
presa da lui alla subitanea partenza del Generale.
« II signor Gladstone si lagnò a bella giunta che il signor
Shaeu avesse, nel meeting di Primrose Hill, asserito sul suo
cento cose non vere, quantunque, forse, credute dall'oratore.
« Il signor Shaen rispose che quanto aveva asserito era sulla
fede del signor Cowen, il più vecchio e più intimo amico di Gari-
baldi. Il signor Glastone riferì allora che nel meeting di Stafford
House degli otto amici di Garibaldi, fra" quali egli era uno,
si era conchiuso che sarebbe vantaggioso per la salute di Gari-
baldi si limitasse il suo giro nelle Provincie a cin(]ue o sei
città. Il generale Eber ed il colonnello Peard fecero sapere a
Garibaldi questa opinione, e quei signori, tornando dalla ca-
mera del Generale, mi dissero ch'egli desiderava parlarmi. Mi
recai al suo appartamento ed ebbi da solo a solo lui lungo
abboccamento con lui in italiano.
« In questa conversazione gli dissi temere forte che I;i sua
salute avrebbe a soffrire se volesse mandare a compimento il
1(58 EPISTOI,ARIO. [1804]
V3IMCCCLXXT.
AD Aurelio Saffi, a Londra.
[Londra, 14 maggio 18G41. sabbato.
Caro Aurelio,
Vai domenica? Sarebbe bene. Io, se vengo, non
verrò che alle quattro, a concliindere, i)er non as-
sistere alla discussione degli articoli.
Vorrei che tu badassi all'inserzione dei due ar-
silo programma, e che in ogni caso lo consigliava di limitare le
sue visite a cinque o sei città. Gli dissi, è vero, che sarebbe
difficile che si ripetesse un tanto magnifico ricevimento, quanto
<luello che avea ricevuto, ma non dissi parola da cui si potesse
dedurre che il Governo desiderava la sua partenza. Non vi fu
una parola di politica. Io insistetti per riguardo alla salute
del Generale ; egli mi confessò sentirsi stanco, e che non po-
tendo fare una scelta fra le tante città, preferiva rinunziare
alla sua gita e lasciare l'Inghilterra. Questo, disse il cancel-
liere dello scacchiere, era la pura e semplice verità.
« Il signor Shaen dichiarò non dubitare della buona fede
del signor Gladstone, ma insistette a dire che per quanto Gari-
baldi avea detto a lui ed ai suoi amici, egli partiva convinto
che il Governo desiderava vederlo partire.
« Il signor Gladstone disse dolergli che il Generale par-
tisse portando seco questa impressione. Vi furono altre spie-
gazioni (li niiiiDi-e inipi>rtanz;i. dopo le quali la deputazione
si ritirò. »
VMMCOCLXX. — Pul)l)l. da G. Mazzatitsti. Lettere di
G- Mazzini, ecc., cit., p. 308. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo A. Saffi). È in una
busta che, di pugno del Mazzini, ha l'indirizzo : « Sig. A. Saf-
fi. 12. Grafton Street. Boud Street. W. » La data si ricava
dal timbro postale.
[1S04] EPISTOLARIO. inn
ticoli: che una frazione menoma del Fondo Sociale
fosse serbata alla prima impresa, Banco di Credito
Operaio o altra, volta al bene di tutta la classe — e
un'altra menoma alla prima impresa conducente di-
rettamente al compimento dell'Unità Nazionale.
Ci tengo perché tanto pel nome come per queste
clausole vorrei che la Società di Londra riescisse
modello. (^) Dovresti redigere tu le due clausole.
Tuo sempre
GitrsEiPPE,
VMMCCCLXXII.
A Nicostrato Castellini, a Milano.
[Loudra], 10 maggio [1SG4].
Signore,
Vi chiedo cento franchi pel Veneto. Vorrete dar-
meli? Avrete fede in me, senza ch'io vi spieghi tutte
le necessità che mi determinano a cliiederli?
Bisogna porre in grado i Veneti di seguire la
loro ispirazione, se si sentono forti abbastanza, in
(piest'anno.
L'anno venturo avremo la Polonia spenta — il
moto Galliziano quindi fuor di questione — la ver-
tenza danese finita — FAustria padrona di sé —
l'Ungheria in braccio ai moderati conciliatori — la
Prussia libera d'appoggiare l'Austria contro di noi.
(') Sulla fondazione della Società operaia italiana di Lon-
dra, ved. le lett. seguenti.
VMMCCCLXXII. — Pubbl. in G. Castellini. Papine gari-
baldine; Torino, Bocca, 1909, p. 181.
170 FH'isTor.AUTO. ri'^fi41
Aspetto con rKlnci;i il risultato della mia do-
iiianda e vi stringo riateriiameiite la inaiu».
(Ji.TS. Mazzini.
v:\rM(^('f'iA'XTiT.
A rJiovANXi Chii.knzont. il Liif^ano.
[Lfmdrnl. IN niagKio l.S(i4.
Caro amico.
Manda, ti prego, una ricevutina per L. 955,12
della Sottoscrizione Polonia e ftnlia a Campanella.
Le ho avute io e te uè darò scarico nella pro.ssima
occasione. (^)
VMMCCCLXXIII. — Inclita. L'autografo si r-onserva nella
« Casa di Mazzini, » a Pisa.
(') Nel DcAiere del 4 giugno lSfi4 si leggeva infatti : « Il
signor G. Grilenzoni incaricato da G. Mazzini di ricevere l'am-
montare dtlla suddetta sottoscrizione (intitolata: Polonia e Itfi-
lifi, sottoscrizione d'ini franco promossa da G. Garibaldi e da (1.
Mazzini; ved. Dovere, supplemento al n. 11. a. I) ci invia la
seguente ricevuta di lire 055,12, le quali unite a L>. 1700, ri-
cevute dal medesimo il 27 agosto 1S0.3 (ved. Dovere, n. 20.
a. I), formano la somma totale di L. 2055, 12. pari all'ammon-
tare d^lla totalità delle sottoscrizioni da noi ricevute sino al
2 aprile p. p., come si rileva dal nostro n. 5, a. II. Preghiamo
intanto i signori detentori delle liste di .sottoscrizione emesse
dalla nosti-a Direzione a volerne sollecitare il rinvio al nostro
ufficio, unitamente al ricavo della sottoscrizione medesima.
« Lugano, 28 maggio 18S4.
« Dichiai-0 io sottoscritto di avere ricevuto dalla Direzione
d«jl giornale il Dovere la somma di lire 955,12 della sottoscri-
zione Pofmio e Italia per disporne secondo l'intesa con chi spetta.
« Ed in fede
« G. Geilewzoni. »
[1S«Ì4] KPISTOLAIUO. 171
Prei)ai'a disponibile tutto quanto hai dalla Sotto.
scrizione dei 500, dalle due Cambiali, etc, tanto che,
occorrendo, si possa avere da me senza indugio.
Su che data è la cambiale di Corte? So ch'ejili
crede in buona fede doverla pagare. E sarebbe quindi
necessario fingere almeno una girata e presentarla
alla scadenza.
^Malgrado ciò eh' io ti dico piti sopra, sono in-
certo su tutto. Tra pochissimi giorni bensì saprò se
l'azione è possibile o se dobbiamo passare l'anno.
In quest'ultimo caso, come nel primo, prenderò le
mie decisioni.
Non ti dirò nulla dell'episodio passato, di Oa-
rib[aldi] etc. È troppo tardi ora. Scrivo malvolen-
tieri su (luanto è ciarla politica : ho l'animo tutto
al A^en[eto] e non curo per ora d'altro.
Ricordami con affetto alle amiche ad ama sempre il
tuo
Giuseppe.
vM:\rcccLXXiv.
A Felice Bagnino, a Genova.
[Londra]. 20 maggio [1864].
Caro Dagnino,
Fate il piacere di mandare a Garib[aldi] rac-
chiusa. Che cosa fa Mosto?
V^MMCCCLXXIV. — Inedita. L'antografo si conserva nel-
l'Istituto Mazziniano di Genova. A tergo di esso, di pugno del
Mazzini, sta l'indirizzo : « Felice Dagnino. »
172 KIMKTOI.AUIO. I1S<J4J
Odo (li coiitiiiue divisioni lr;i \o\.
Addio in fretta.
Vosti-o s('iii])ie
GnsKrri;.
VMMCCCLXXX'.
A Dkmiìi'kk) Diamilla Mt'ller, il Torino.
[Londra], 24 maggio 11S(J4|.
Caro Mnller,
Senza bad;u-e a irritazioni possibili, a riji,nardi,
fate, vi prejio, quanto ])otete perché Punita vada
sott'occhio di Luì. Ci tengo.
Ed è veramente finita.
^^oi, se via via risapete di nuovi accordi che
ignoro e nei quali non credo, o d'altro che importi,
tenetemi al corrente. ,. ,
\ ostro sempre
Giuseppe.
VMMCCCLXXVI.
A Dkmetkk) Diamilla Muller, a Torino.
[Londra]. 24 maggio [1S64J.
Caro Muller,
Ho le vostre 9, 17. 21 — nulla da Antonio. (^)
Sulla faccenda di Klapka, etc, ho poco da dirvi
VMMCCCLXXV. — Pnl)l)l. in Politica segreta iUiliann, ecc..
cit, p. 86.
VMMMCCCLXXVI. — Tubbl. in Politica segreta italiati'i,
ecc., cit.. pp. 87-89. Avverte D. Muller che questa lett. '( doveva
e fu posta sotto gli occhi del re. »
(') A. Mosto, che il Mazzini aveva delegato a rappresen-
[ 1 S()4] E3>IST0I>ARI0. 173
oltre ciò che vi dissi. Klapka venne a Londra ])oi--
tatore di proposte d'accordo con Garibaldi concer-
nenti il Veneto, ciò che era provato dall'offerta del
comando di un Corpo. Garibaldi, senza vincolarsi,
delegò due individui ad abboccarsi, udire i parti-
colari e riferire ; ma come condizione prima erano le
stesse eh' io posi ad altri, restituzione o sostituzio-
tarlo nelle relazioni sue col re. era giunto a Torino e il 17 mair-
gio aveva avuto un primo colloquio col conte Verasis di Casti-
glione, a sua volta delegato da Vittorio Emanuele, durante il
quale era stato deciso che due giorni dopo egli avrebbe avuto
il desiderato convegno. Sembra che da quel colloquio il fido
amico del Mazzini avesse tratte le più nere previsioni rispetto
a una conchiusione delle trattative, poiché ebbe ad avvedersi
che da parte regia s'insisteva nel negare qualunque aiuto per
l'impresa veneta e anzi sì doveva porre in moto ogni mezzo
per « immediatamente » reprimerla, mentre si sarebbe favorito
un moto rivoluzionario in Galizia, al quale pi-oposito il gene-
rala Klapka. andato a Londra, certamente col consenso del re,
avrebbe offerto a Garibaldi di capeggiare l'impresa. Il con-
vegno tra A. Mosto e Vittorio Emanuele non ebbe luogo, perché,
nel giorno stabilito, l'inviato mazziniano « accompagnato dal
Mul,ler, recandosi dal conte Verasis per essere introdotti al
cospetto di Vittorio Emanuele, seppero che questi, invece di
riceverli e parlar loro di viva voce, aveva preferito scrivere
sopra un foglio le sue idee, e consegnare questo foglio al Ve-
rasis medesimo, il quale doveva leggerlo al signor Mosto, senza
però essere autorizzato a lasciarglielo nelle mani, o a permet-
tergliene di prenderne copia. » Il documento, che « fu Ietto
due volte ad alta voce dal conte, » era del tenore seguente :
« Che S. M. vedrebbe volentieri il signor Mosto, se non che.
avendo avuto altre volte occasione di parlare con individui
del Partito d'Azione, le sue parole erano state travisate, e
perciò preferiva scrivere le sue idee.
« Che per quanto riguardava la rivoluzione in Gallizia, il
re e il suo Governo vi avevano lasciata la direzione al Klapka
e ad altra persona appartenente al comitato ungherese, affinché
il movimento venisse piuttosto dall'Ungheria che dall'Italia ;
174 Bi'iKT()i,Aiu(>. [18641
ne (') — e l-iiivi<) (li S]»;i\('iit;i. I );iir;ill()r;i in poi iiiil];i
se])])i. \'"(' accordo completo fra noi due. Se v'è iii-
j^aiino, ciò ch'io non credo, non è di certo da parte
mia. Ma lino alla di lui partenza era ((nella la condi-
zione delle cose jiositivamente. Le i)ro])oste «l'accordo
erano da Min^lietti. Le credetti menzognere e an-
nunziai che il subito ritorno le farebbe .sfumare.
Non credo ad accordi. Non credo ;i moto Un-
jjarese anteriore. Non credo a moto Galliziano se
non ])er mezzo del mio lavoro: gli agenti del (lo
verno nazionale, coi quali ])robabilmente è in con-
tatto, hanno sem])re messo condizione di seguire, non
d'iniziare. Non credo che gli aiuti dati dal re siano
questa persona doveva essersi messa d'accordo col generale
Garil)aldi, il quale capitanerebl)e quel moto. Riuscendo questi
a risultati efficaci, il Governo italiano troverebbe modo di
rompere la guerra.
« Che s'erano già mandate armi e danari, e occorrendo si
era pronti ad altri sacrifizi.
« La inconsulta spedizione di Roma essere stata un vero
tradimento fattosi dal Partito d'Azione dopo solenni promesse
date, e quindi doversi temere una ripetizione di quanto già
avvenne.
« Che se questo Partito volesse tentare un moto malgrado
il consiglio deciso che gli dava di attendere che i tempi fos-
sero maturi, pei quali esH era iironto a giuocare trono e vita,
egli farebbe risolutamente il proprio dovere per salv.are la
nazione da sventure, e le conseguenze ne sarebbero ricadute
su coloro che le avessero provocate. » Trasmettendogli il testo
di quel documento regio, il MuHer aggiungeva, probabilmente
meravigliato del tono di esso, le seguenti parole : « Come va
dunque questa faccenda? O Garibaldi vi ha mancato di pa-
rola, o hanno ingannato il re. Ho pensato con Mosto che forse
era Klapka la persona incaricata di fare proposte a Londra
a Garibaldi; sarebbe bene che ne fossi informato se non è indi-
screzione. » Polìtica segreta italiana, cit., pp. 85-86.
C) Delle armi sequestrate; ved. la Jett. VMMCCCLI.
[1S()4] KTISTOLAUIO. 175
Stati consentiti allo scopo. Io e i miei amici accet-
t<\mmo, a spianare le difficoltà fatte, di cercare l'an-
teiiorità del moto Galliziano. Se aiutati, credo vi
riesùremo. Ma non rispondo se non di ainti dati
a ch\ ho mandato di fresco, e probabilmente senza
speranza di successo. Non ^ credo a partenza di
Garibaldi per quelle parti.
Mi duole che non sia stato ricevuto il mio in-
viato. Trovo singolare che mi si citi il passato ri-
guardante altri. Non sono mallevadore che di me
stesso. Bensì né a re né ad altri, ho mai mentito.
Se mi si crede, bisogna intendersi con me; se non
mi si crede, è inutile e inesplicabile ogni contatto.
Lasciando or da banda questi particolari e pen-
sando alla copia della lettera 9 maggio e alle cose
contenute in quella del 17, è chiaro che non pos-
siamo intenderci.
Scorrendo il passato, s'è cominciato per dichia-
rare che non si poteva tollerare iniziativa dal di
fuori : risposi dichiarando che si trattava d'iniziativa
interna. Si disse allora che sarebbe stato necessai'io
un moto anteriore in Gallizia. Risposi che comunque
increscesse mutare a un tratto disegno e linguaggio,
pur lo farei e, mercè certi aiuti, crederei poter rie-
scire." Oggi si vuole anche V lungheria. Domani si
vorrà la Boemia e V Impero assolutamente sfasciato
prima d' assalirlo. Intanto, l' anno venturo avremo
la Polonia morta — la Gallizia fuori di questione
— la questione Danese finita — l'Ungheria in braccio
al partito conciliatore. Per me questa non è politica
italiana, ma politica della paura : politica indegna
di un popolo di 22 milioni e d' un esercito di
300 mila uomini.
È impossibile trattare di cose cosi vitali senza
17(5 KPiSTor.Aiuo. [18G4I
1111 limite (li tempo determinato. Non deve farsi se
non a momento apportuno, mi si dice. È appunto
perché io credo opportuno il momento che cerco si
colga. IJisogiiava dirmi per (piali ragioni non è oppor-
tuno; bisognava dirmi: « tS'intende agire nel tal
tempo, non prima. ' 11 dirmi oggi che non si pos-
sano dare armi airinterno per timore che agiscano,
è un ricacciarmi nelT iiidetiiiito. Il dirmi che anche
con una insurrezione interna s' impedirebl'ero gli
aiuti, è un dirmi: «11 (Toverno è deciso a far le
parti dell'Austria. »
San avendo dunque speranza alcuna iraccordo
sulla base di un moto ^'eneto nell'anno da aiutarsi,
scoppiato che sia, da tutte le forze italiane — la-
sciato alle sole rissorse mie e minacciato di lotta
— di fronte a un Ministero che re^irime non la no-
stra azione^ ma quella del A'eneto stesso — rico-
nosco che mi sono illuso, e rinunzio a proseguire un
contatto inutile; ciascuno segua come pu(':> ciò che
l'amore del jjaese e dell'onore nazionale gli ispira.
Xon accuso alcuno nelle intenzioni, non sospetto,
come altri farebbe, mistificazioni. Deploro le abi
tudini diplomatiche, incerte, irresolute che dominano
dove dovrebbe dominare l'amore, l'orgoglio d'Italia,
l'intuizione del momento.
11 pensiero delle comunicazioni anteriori è com-
piutamente ritrattato nella comunicazione del 9 colle
parole : « Saranno immediatamente repressi ; e non si
potrebbe cambiare questa risoluzione anche suppo-
nendola subordinata alla riuscita del progetto Gal-
liziano. »
Mi ritiro dunque, e rimango libero, sciolto da
ogni vincolo, fuorché quello che ho colla mia co-
scienza, terreno sul quale cittadini e re sono eguali.
^[1864] EPISTOLAUIO. 177
Quando pallai dell' attività possibilmente con-
centrata sulla questione politica, non ebbi la me-
noniii intenzione di irritare e di minacciare. Es])ressi
un fatto inevitabile.
Credo urgente e opportuna la guerra all'Austria :
credo die l'iniziativa dovrebbe jiartire dal Veneto,
ed essere seguita dai volontari e dalla Monarchia :
credo co'^pa il lasciar sfuggire il momento. M'ailopio
dun(iiie e m' adopererò in quel senso. Ma se gli
ostacoli fi-apposti dal Governo e soprattutto l'effetto
morale che quelli ostacoli conosciuti produrianno
sul Veneto, impediranno, com' è probabile, il moto,
è chiaro che non mi rimarrà, per raggiungere il fine,
ch'è l'Unità Nazionale, se non tentare un muta-
mento radicale negli ordini che lo impediscono, » e
diriger quindi coscienziosamente la mia predicazione
in quel senso.
Dicendolo, mi pare d'adempiere a un obbligo di
lealtà.
Fate noto, vi prego, queste ultime considerazioni.
Xoii vi scriverò oltre in proposito.
Sono, conchiudendo, lieto di dirvi che in tutta
questa vertenza, voi vi siete condotto lealmente e
in modo da meritarvi stima da me.
Vostro
Gius. Mazizini,
Mazzini. Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVll). 12
178 KPISTOLARIO. [1^04]
VMMCrCLXW II.
A Vincenzo r.iifsco Onnis, ìi Milano.
[Lundral, 20 maRRio [1^04].
Caro Brusco,
Fate, vi ])i'ego, che 56. [BezziJ tiaducii la cifra
])er rair[oli] e faccia poi giunger la lettera.
(}uerz[oni] è vincolato al Diritto^ perch'ebbe da-
naro venendo in Inghilt[erra]. (^)
So le ciarle, i disegni, le debolezze, l'ostilità. ^la
è meglio non parlare di cosa alcuna e tacer sempre
per ora. Abbiamo l'azione per fine; e non è tempo
di aumentare irritazioni e dissidii. Se per vergogna
e danno d'Italia non si potesse agire quest'anno, io
concentrerò ogni attività sulla questione jìolitica e
porterò alta la bandiera della repubblica, che ho
sempre in mente e per la «piale lavoro a mio modo.
Per (piesto appunto non dovete mai trascurare il
benché menomo contatto con gente del Mezzogiorno
continentale. Sarà quella, checché se ne dica, la no-
stra base. E dovrebb'essere fin d'ora il punto di
mira ])rincipale della nostra propaganda.
VMMCCCLXXVII. — • Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del KisorKÌinento di Konia (fondo E. Natlinu). Non ha
indirizzo.
(') A cominciare dal n. del 21 maggio 1S()4, il Diritto pub-
blicò infatti una interessante lett. di G. Guerzoni su II
Viaggio di Garihaldi in Ingh il ferra. Ne aveva promesse di più
al periodico torinese, fin da quando era a Caprera in (jualità
di segretario del Generale ; ma sembra si arrestase alla prima.
I
y,S(Jl] EPISTOLAIUO. 179
Addio per ora: ricordatemi a Lina. E vogliatemi
beile.
A'ostio
GiUSEI'l'E.
Xou di«sottcii*ate più nomi?
VMMCCCLXXVlll.
A \'iNCENZ0 Cattoli, a Faenza.
[Londra], 2G maggio L11SU4J.
Caro Cattoli,
Naturalmente, voi non credete cliio abbia dimen-
ticato voi, Gom'io non credo voi abbiate dimenticato
me. \i credo non mutato, e però vi scrivo appena
due ijarole. M'occupo attivamente del Veneto. Ma
difettiamo soltanto d'armi e danaro. Volete dire al
portatore che cosa accadde dei fucili che avevate al
tempo della nostra si^edizione? (^) V'è modo di ria-
verne'/ Ne occorrerebbero pel Veneto.
Vostro sempre
Giuseppe.
VMMCCCLXXVIII. — Pubbl. da A. Giax.xelli, Lettere
di G. Mazzini, ecc., cit., p. 511.
(') La «pedizioue che nel luglio del ISOO aveva preparato
il Mazzini per invadere le ilarohe e l'Umbria, capitanata da
G. Nicotera, la (luale fu scirlta a Castel Pucci.
ISO KPI STOLA K IO. 118047
VMMCCCLXXIX.
A Benedetto Cairoli.
[Londra!, 20 maggio [1SG4].
Fratello,
ITo la vostra del IO. So quanto avete fatto. 11
la\()i(), come dite, d'ogni ora e l'immenso spirito di
sacrificio col qnale avete cercato finora adempiere il
mandato. Né un solo momento m'è passalo pel cai)o
il pensiero di sospettarvi di poca attività. Né diffido
degli altri per ciò che riguarda la coscienza e il de-
siderio del bene. Dico soltanto che se una risposta
ch'io ])nre attendo dal Ven[eto] mi deciderà, io non
])otrò intendermi che con voi — - che se la risposta
fosse favorevole ni nostri desiderii, bisognerà, per ciò
che concerne la nostra coo]ìerazione e gli aiuti im-
mediati, proporre, intendersi e decidere di giorno
in giorno — che ciò non ])otrà farsi sottomettendo
ogni cosa a sette individui — che bisognerà con-
centrare l'attività. Per poco che la risposta ch'io
aspetto sia incoraggiante, c'intenderemo.
La proposta dei cinque aveva la firma d"Adr[ia-
no] Lem [mi]. (M Era proposta poco degna per Garfi-
v^nrCCC'LXXIX. — PuhW.. in gran parte, da M. Rosi,
L'Italia odierna, cit., pp. 1308-1309. L'autografo si conserva
presso gli eredi Cairoli. A tergo di esso, di pugno del Mazzini,
sta l'indirizzo: «56. [Bezzi] per B[enedetto] C[airolìV. »
(') Ved. la lett. vMMCCCXLVIII. Su questi intrighi del
Mordini. il Popolo d'Italia del 19 maggio 1864 riportava la
seguente corrispondenza da Londra : « Sui vostri giornali osservo,
che in una frazione liberale vi è intendimento di promuovere
la separazione di Garibaldi da Giuseppe Mazzini, ed io non so
|l,S(i4] EPISTOLARIO. LSI
baldi — fatale perché avrebbe scisso il partito in
(lue — impolitica perclié sviava dal segno cli'è l'a-
zione. Del resto è meglio, come dite, il tacerne, e
ni'adopro io pure perché si taccia.
Sta bene della nnova compera : ma la diffìcoltii
è nell'introduzione. L'iniziativa — per ragioni di
calcolo, non di principio — dev'essere deirinterno,
^la non è necessario sia vasta, bensì tale da mandare
una chiamata, da sostenersi per un dato, non lun-
ghissimo, tempo. È d'uopo convincere i Veneti che
nella zona alla quale si mira le posizioni son tali da
potersi mantener facilmente. 1.1.2.9.14.13. [Dieci] — VT.
O.T.O.l.",.?». [bande] — di TTT.11.8.13.TY.22.23.2-t.25.26.r,.
[cinquanta]bastano all'uopo. Ed hanno probabilmente
materiale per questo. TnizJata una impresa, è pili fa-
cile somministrare. Ogni nucleo che da parte nostra
s'nfìltrerebbe, potrebbe recare qualch'arme di piti per
gente presta ad adoprarle immediatamente. Per VITI.
7.11.. 5.4.1 5.TT.7.1 0.23.. eie. () si potrà con XT.r).1.3,
farmi capace della utilità che potesse derivare al paese da
questa scissui-a, qualora fossero potuti riuscire — come l'hanuo
tentato • — a conseguirla. Garibaldi si completa con Mazzini,
come il pensiero si completa coll'azione. come il cuore si com-
pleta col cervello.
« Questo pensiero infelice di dividere il Partito d'Azione,
fu concepito in Torino dagli uomini del Diritto e da alcuni
deputati della sinistra, che inviarono qui a Londra, espressa-
mento. persone appartenenti alla nuova chiesuola, per indurre
il Generale a firmare un programma monarchico, che lo avrebbe
costituito capo della opposiizone parlamentare.... Garibaldi
recisamente si rifiutò ; e perché nel miglior modo fosse fatta
palese la volontà sua, fece la dichiarazione solenne col brin-
disi al suo amieo e maestro Mazzini, in casa .di Herzen. »
(0 Mentre delle tre cifre precedenti si ha la chiave, per
questa e per le cifre successive essa manca.
182 KIMSIOI.AKK». I l^l'il I
\'J.l. •_'.::. — l\:.i.*. — Xl.isj.i I., eie— l.s.r,.i^:5.ii.T.:!.
4. — I I. :',.!). .").!(). — ;i un XI l.lM .C.T.S.l 7. — ilovc ((tii-
v('i-;i un XII. 7.(5.1. 1LM4.17. — :i.lJ.i:5.H).S.17. K vh\
cosi. Quv] Innto (l'nnnaincnto, che bastò a tenere
in i)i('(li per oltre un anno il moto Polacco, ebbe
Inolio dopo l'iniziativa. JO intanto, non v'avventu-
rate a Mirandi invii; non riesciranno. Non v'è che
una via: piccolissimi invii su ])unti molti; con
indiviiini che venpmo :\ i)render ciascuno la propria
carabina alla frontiera. 11 X1.5.XII.:^4.:^>5.L'C..;57. —
L'I. 17. i)uò servirvi. Vi su]»ponf>o in contatto ij;ià
con n.l!».7.8.16.1II.14.5.l;^.S — 7.1.2.2:1, etc. —
lM.J).2:?.26.5.6., etc. a VIll.U.ir).l().lL>.28.XIT.(i.<).17. ft
nostro e può giovarvi.
Approvo in tutto ciò che dite di Corte, bench'io
lo creda temprato pili a dise<iiii vasti che non a mi-
nuti.
xVddio per ora. B[ezzi] spiegherà la cifra. Amate il
vostro
GirsEPPE.
VMMCCCLXXX.
A Leone Serena, a Londra.
fLoiulni]. 27 [maggio 1864].
Caro signor Serena,
Nel caso che non poteste vedermi oggi o domani,
vi scrivo due linee. So della conversazione che ave-
VMMCCCLXXX. — Inedita. La data fu apposta a lapis
d'altra mano snll'autografo. dal (jualc la K. Commissione estrasse
lina copia.
[1SG4] EPISTOLARIO. 1S3
ate cogli operai della Banda. So della lettera che vi
tu scritta da G[aribaldi]. La lettera non è clie d'un
individuo, e non è naturalmente come dovrebbe es-
sere. Ma v'indica l'irritazione che quella conversa-
zione suscitò nejjli animi. Permettete ch'io vi dica
fraternamente che il linguaggio di minaccia ado-
prato fu sommamente imprudente. La Società Ope-
raia qui istituita, a imitazione delle Italiane è un'o-
pera buona e che dovrebbe essere aiutata da tutti. (Vi
\'oi eravate già designato per uno dei Consiglieri,
Quella conversazione riferita scompigliò tutto, sparse
disfavore su voi, e pose un primo germe di dissidio
tra due elementi che dovrebbeio giovarsi l'un l'altro
e che cercherò di sopire.
Gli operai sono buoni davvero, ma il linguaggio
di dominazione li irrita e non hanno torto. Pisogna
evitarlo.
Dopo un po' di tempo, passata questa ])rima
ebullizione, spero che potremo rifar la pace. Intanto
non confondete il sentire collettivo col linguaggio
avventato d' un solo. Non parlate sfavorevolmente
della Società che conta già pivi di 200 membri. In
verità, la discordia è male dappertutto; ma tra Ita-
liani, sulla terra straniera, è peggio. E non può
entrare nell' animo di i,atriota e d' esule Veneto eh' è
in voi.
Credetemi, caro signor Serena,
devotissimo vostro
Gius. Mazzini.
V) Intitolata Muiiio Progresso, sulla quale ved. la Ictt.
VMMCCCLXXI.
ISi EPISTOLARIO. [18C4]
VMMCCCLXXXI.
A Savf:iuo Prisca, a Napoli.
[Londra J, 28 maggio [18041.
Fratello,
Dii un secolo non v'iio scritto né ho avuto cenno
(la voi. L'impresa del Nord assorbiva tutto il mio
tempo e le mie facoltà. E di (piesta impresa, mercè
i sequestri d'armi e gli inciampi d'ogni sorta frap-
posti dal nostro Governo, non posso dirvi ancora
con certezza la soluzione. Lo potrò fra pochissimi
giorni per risposte decisive che aspetto dal Ven[eto].
E a ogni modo o l'azione s'inizia nei due mesi che
succedono o — per cagioni di stagioni e d'altro,
liasserà l'anno, k^e mai, per vergogna nostra, ciò
avesse luogo, l'anno venturo troverà le condizioni-
generali mutate: la Polonia morta — la questione
Danese conchiusa — 1' Lungheria sconfortata e iir
braccio ai moderati conciliatori. In quel caso, io non
vedo se non una cosa da farsi : concentrare tutta
l'attività sulla questione interna, e lavorare a rove-
sciare un Governo che non solamente noir fa, ma
impedisce al paese di fare.
Se nondimeno venissimo a quel pirnto, non si
tratterebbe, per me almeno, di rovesciare un Mini-
stero, ma di mutare il principio governativo.
Spero ancora che potremo agire sul Veneto, e
in quel caso la questione politica dovrà indugiarsi
tìn dopo il trionfo, qirando bisognerà senza interrir-
zioire occuparsi di Roma. Ma ho voluto scrivervi
queste cose perché v' occupiate intanto jiiii sempre
VMMCCCLXXXI. — Inedita. L'autografo si con.serva nel
Muspo del Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo.
I
[1864] B3'ISTOLARIO. 185
dell'apostolato — di preparare il terreno — di re-
pnbblicanixzare il vostro popolo — di combattere
i prefjjiiidizi che regnano ancora contro il nostro
principio — e sopra tutto di spingere, cogli amici,
il lavoro sul Continente meridionale. La Sic[ilia]
isolata non può avventurarsi senza danno dell'unità.
Sola base d' un moto decisivo potrà essere tutto
quanto V antico Eegno.
Ditemi qualche cosa sulle attuali tendenze del
vostro paese : sul grado di malcontento : sulle dispo-
sizioni per ciò che concerne il principio. E qualche
cosa, per quanto potete, di Napoli. Per quanto io
m' abbia tentato, manca V organizzazione. E manca
lo sjìirito (li sagrificio. Nella Sottoscrizione che ini-
ziai dai 500 datori di 100 franchi ciascuno, il Napo-
letano è rimasto al disotto di ^lilano e di Parma.
Ricordatemi con affetto ad Aspr[oui] 0) e agli
amici.
^ ostro tutto
Giuseppe.
Fate, vi prego, avere agli amici di Pai [ermo]
r unita.
VMMCCCLXXXII.
A Nicola Fabrizi.
[Londra, .... maggio 1864]. Yeiierfli.
Caro Nicola,
È assolutamente impossibile e sarebbe assoluta-
mente inutile il mio indirizzarmi a Nicotera per la
(0 Giorgio A.sproni era allora addetto alla direzione del
Popolo d'Italia.
VMMCCCXXXII. — Pul)hl. da T. P.s.lamexghi-Cri.spi,
G. Mazzini. Epistolario inedito, cit., pp. 311-313
186 EPISTOLARIO. [18(54]
veit(Miz;i Fiinclli. (^) TVr jivcro cj^Ii ricevuto <l;i nic
j^ioi-ni sono un (•onsi<flio di non mover ^iiei-ra ;i nn
certo lavoro (l'ordinanienlo nel (junle entra Fanelli,
m'ha scritto tre «iioiiii addieli-o la pili fnrente sti-ana
lettera ch'io m'abbia ricevuto da lui, con dichiara
zione di separai-si da me, di rinunziare a ogni lavoro,
dì pubblicare contro Fan[elli], e via cosi. Figurati
se gli ris])<)n(lessi ora, invitandolo ad aderire al ver-
detto !
Non ho mai letto r()])Uscolo del \'enosta. Né sa-
peva del verdetto.
Cosi al buio, su])p()ngo nondimeno, che anche il
verdetto andrà tropjx) lungi per me. Credo averti
'd'ììx detta roì)inione mia su tutto ([uesto sventura-
tissimo affare. Non ho mai neanche ])er ombra am-
messo l'idea di tradimento in Fan[elli], che credo
onesto e i)atri()ta devoto. Credo bensì ch'egli ])er
ditetto d' iniziativa — difetto che un discorso di
mezz' ora con luì basta a rivelai-e — fallisse inno-
centemente al debito suo. Si lasciò illudere da prof-
ferte di moderati e indugiò quando le ore erano
])i'eziose e bisognava agire a ogni costo.
Non amo entrare in ([uesta vertenza. Ter deci-
dere con assoluta coscienza, mi bisognerebbe veder
{') Tra.sportato da quella focosa passione che era una delle
caratteristiche del suo temperamento. G. Xicotera non aveva
cessato mai dall'inVeire contro G. Fanelli, che egli giiulica/a
il maggiore responsabile del tragico epilogo della spedizione
Pisacane. Le risultanze del verdetto, a cui qui si accenna, di
quella specie di giurì d'onore forse invocato dal Fanelli furono
vedute da Felice Veni sta, il quale nella seconda ediz. della
sua biografia di C. Pisacane (Milano, Barbini, lS7(i ; la prima
era del ISG^S) avvertiva in nota : « Sin da qiuindo pubblicammo
nel 1864 (sic, per 1SG3) i fatti di Sapri ci fu presentato uno
[1SG4] EPISTOLARIO. 187
documenti, confrontar date, udir Nic[otei'a] e lui:
tutte co.se impossibili. Lasciatemi alla mia spinite.
Se Fan[ell]i lo giudica necessario e voi siete dello
stesso avviso, pubblicate il verdetlo. Bensì, s'egli
potesse ascoltare il consiglio mio, non pi-onioveiebbe
nuove contestazioni, ma si limiterebbe a smentire
ciò che è falso con poche linee, e consacrerebbe la
vita a qualche fatto generoso ed energico a prò' di
^ enezia o di Koma.
Non ricordo di particolari intorno a falsificazioni
di documenti. So che appunto nel periodo del pro-
cesso genovese infamie siffatte ebbero luogo. Del
resto, ti confesso che il metodo adottato da Bertani
non mi va. Accettare la guerra sul terreno scelto
dal nemico è un rassegnarsi ad avere tutte le pro-
babilità contro sé. I vostri ^Ministri, taluni almeno
come Spaventa, son disonesti e vinceranno (luiiidi
la prova. Vero è ch'è quello il metodo adottato da
scritto firmato, come ci si affermava, dagli stessi L. Ziippetta,
G. Matina, N. Agresti, R. Laureili. Nicola Mignogna. Filip-
po De Boni. Nicola Fabrizi. A. Saffi, Antonio ]Mnrdini e
F. Crispi : in cui, citando documenti, si dimostrava che Fanelli
e Dragone in fatto di promesse portarono il dubbio insino allo
scrupolo; che le loro vedute e i loro disegni accennavano a
profonde meditazioni ed a previdenze di favorevoli risultati ;
che Mazzini e Pisacane, astretti dai Joro progetti proordinati
ed allettati dalla speranza che un diversivo qualunque potesse
dare forme atletiche ai sincroni movimenti altrove preparati,
operarono improvvisamente ed anticipatamente a ciò cL.ì gli
accordi indicavano: che infine il disastro di Sapri dovevasi
ascrivere ad una di (jnelle fatalità, che ogni popolo è condan-
nato a subire come inesplicabile volere del cielo, e come prezzo
anticipato della redenzione. Malgrado di un tale scritto, testi-
moni oculari assicurano che il Comitato di Napoli mancò alla
data parola. »
188 EPISTOLARIO. flSni]
voi. Non pretendete salvare il paese dal seno d'nu
Pai'huneiito privilegiato, corrotto egnalmente dal-
rigiioranza, daircgoisino e dalla paura.
Xoii ebbi mai. come or sai, (piella lettera. È im-
[)ossibile ch'io ti scriva,, senza dirti che ti sono,
come semi)re, amico, che ti stimo uno delle più one-
ste e devote anime che abbia l'Italia, ma che perciò
appunto ho vivissimo dolore nel vederti con altri
amici sopra una via non solamente inutile, ma dan-
nosa all' Italia. Accettai io pure, stringendomi nelle
s])alle, il secondo esperimento impostomi dalle circo-
stanze e dal prepotente errore del paese. Non ho
mai creduto dovesse convertirsi in teoria. L'esperi-
mento è compito. La Monarchia disonora in oggi e
corrompe l' Italia. ^Mercè la Monarchia, nessun di voi
l)uò leggere la notte una pagina storica del IIU'2
francese o la storia d' ogni giorno della l'olonia,
senza arrossire per V Italia. Non so se dovreste par-
lare apertamente, come me, di repubblica ; ma so che
dovreste essere in un lavoro continuo per condurre
il paese all' iniziativa emancipatrice di \"enezia e
Koma, e per questo liberarvi dalla falsa posizione
in cui siete. Uomini come voi non possono in verità
sedere in mezzo a gente e all'ombra d'uno Statuto
che hanno ceduto Nizza, respinto dalla cittadinanza
i ^'eneti e i Eoinani, piegato servilmente davanti
all'occupazione di Koma e decretato Aspromonte.
Addio: ama come ])Uoi il
tuo
Giuseppe.
[1S64] EPISTOLARIO. 189
VMMCCCLXXXIII.
A Demetrio Diamii.la Mt'll^r, a Torino.
[Londra maggio lSt>41.
Caro Miiller,
Ho la vostra del 12.
Mando uno (^) di Polonia il ([uale può dare gli
schiarimenti sulla Gallizia. (-'i Fate eli'ei veda il re.
11 mio oggetto è di fare rapidamente ciò che
posso per conchiudere o sciogliermi. Sento il bisogno
d'una posizione chiara, per poter seguire deliberata-
mente ciò che la mia coscienza e le circostanze m'ispi-
reranno. Cosi non si fa che accrescere indugi fatali.
L'inviato a Garibaldi fu Klapka ; questo è per
il re, non per altri. E contò sul vostro onore.
Gli arruolamenti o non si fanno, o si fanno per
conto altrui. Xe do la mia parola. Veneto e Gallizia :
là deve farsi l'insurrezione; e in quel caso, in ve-
rità, non ho bisogno di arruolamenti anteriori per
avere uomini.
VMMCCCLXXXIII. — Pulihl. in Conispondetìza inedita,
ecc., cit., p. 58 ; e solamente il secondo paragrafo, in PolUirn
segreta italiana, ecc.. cit., p. 98.
(') L. Bulewski. Egli tuttavia non pot^ abboccarsi diret-
tamente col re, che lo mise in relazione con l". Peruzzi, Mi-
nistro degl'internL Id., p. 94. Il Bulewski, nella sua qualità
di « delegato plenipotenziario del centro rivoluzionario polacco, »
recava con sé un programma, che era stato preparato a Londra
d'accordo col Mazzini, contenente le norme per preordinare il
moto rivoluzionario.
(-) Sui preparativi del moto rivoluzionario in Galizia, pel
(luale Vittorio Emanuele provvidi» i fondi necessari, ved. Po-
litica segreta italinna, cit., p. 99 e segg. e Cenni Tiiografiri e
storici a proemio del testo degli S. E. I., voi. XIV, p. cix e segg.
10(» KPI8T0LAKI0. flSr.41
Asj)etto ansioso, tal qiial ho modificato, lo scritto
(li clic ini parlate. È chiaro che col ministero attuale
non si \n\ò andai-e a risultati pratici. Se alti-i non
Irova modo, (le])lor<'iò il nessun esito d'un tentativo
fatto per amore dell' l'nità, ma mi sentirò almeno
libero di battere la mia strada.
Ogni mese i)erduto peggiora la nostra e migliora
la condizione deirAustria. Ciò è talmente innega-
bile che mi è forza conchiudere che non si vuol fal•(^
Addio,
vostro
Giuseppi:.
vm:\iccclxxxiv.
A Benedetto fAiROLi.
[Londra], 2 giugno [1.S04].
Fratello,
Tollerate che vi riscriva. La cosa che trattiamo
è tanto vitale, i danni e la vergogna per un popolo
di 22 milioni dell'aver lo straniero in casa e non
adoperare a cacciarlo son tali, che non possiamo,
non dobbiamo avere requie.
Bisogna agire in (piest'anno: bisogna agire il
più presto possibile.
Raggiri di corte, raggiri di ministero, promesse,
tentativi d'accordo, non hanno altro line che far
passare l' anno. Abbiate sempre questo in mente.
VMMCCCLXXXIV. — Publ.l. da M. Rosi, UlIaVn odierna,
ecc., cit., 1309-1311. L'autografo si conserva presso gli eredi
Cairoti. A tergo di esso, di pugno del ^lazzini. sta l'indi-
rizzo : « Benedetto Cairoti. »
I
[18G4] EPISTOLARIO. 191
Si cei-clierà d'ottenere il giupio : si cei-olierà (l'otte-
nere il luglio: poi in agosto si dirà: «Nel mese
venturo cominciano le nevi sull'Alpi : voi non pre-
tendete che s'inizi una Campagna offensiva in una
stagione sfavorevole : rimandiamo dunque alla i)ri-
mavera ventura. »
E alla primavera ventura noi avremmo l'olonia
e (ìallizia fuori di (questione, controversia Danese
finita, Tnglieria sconfortata e in braccio ai conci-
liatori, le numerose emigrazioni Polacche e Unghe-
resi, oggi ancora a due passi dalla frontiera, disperse.
Ai raggiri s'aggiunge un altro pericolo, quello
de* vasti disegni. E a questo propendono pur tropi»o.
per amor di bene, molti dei nostri.
Le insurrezioni non si fanno per vasti disegni
architettati anteriormente e portati a esecuzione. 1
grandi preparativi falliscono sempre per incidenti,
e inoltre danno a quei che dovrebbero agire l'idea
che senza quei preparativi non si i)uò agire. Vn
dei)osito d'armi, s'anche può farsi, corre rischio d'es-
sere scoperto ventiquattr' ore prima. E scoperta è
pure una vasta organizzazione, e l'arresto di di'^ci
ca])i la manda in fumo per sei mesi.
D'altra parte, la vasta organizzazione non })uò
mai esserlo tanto da costituire un vero pegno di
vittoria. Introducete un ottocento carabine di più,
avete aggiunto un grado omiopatico di forza per
rispetto al fine.
Le insurrezioni si fanno preparando moralmente
il terreno, creando una opinione generale che ({uniche
com (lece accadere^ che tutti devono tenersi pronti
a secondare quel qualche cosa come le circostanze,
le ispirazioni del momento daranno : poi cacciando
una piccola audace minorità sull'arena a dare l'ini-
ziativa.
192 KPiRTOi,ARio. rT^^>41
Noi non pi'clcndiaino clic l"insnrrc//H)iic \'ciicl;i
liconcpiisli il ]n-oi»i'i() terreno. Non può questo essere
opera che dell'I Inlin. Abbiamo bisopjno d'una ini-
zintiva, bisogno di creare un'eco nel core dejuli
It;ili;ini, bisogno d'una ca^jione che ])r()duca un fer-
mento cai»ace di trascinai'e a guerra l'Italia.
Per questo non im])orta la cifra, importa la du-
rata. Dieci bande di 50 nomini ciascuna ohe tenp;ano
l'Alpi, che sfuggano i grandi incontri, ma abbiano
una grande mobilità e facciano con piccoli fatti
])arlare di sé, si convertiranno nell'opinione dei pili
tra noi in cento bande di 800 uomini ciascuno. Né
a voi mancano questi mezzi per ingigantire quei
fatti, quelli elementi.
Ricordatevi il moto di Sicilia e delle vere sue
dimensioni. Produsse ^Marsala e quanto segui.
A^oi mi diceste dell'inviato, e sta bene, ^fa non
mi diceste il linguaggio che dovea tenere; ed è
(pudla la cosa importante.
Bisogna dire ai nostri dell'Alto Veneto le cose
dette tfn qui e ch'io dico ad essi. Bisogna chiedere
ad essi la decisione non dirò della Polonia, ma
— come dice Gai-ibaldi — dei masnadieri del Mezzo-
giorno. Bisogna dir loro: « Cercheranno di soddisfare
alle vostre domande; ma ponete che non riesciamo,
eccovi la condizione dell'oggi in Italia e in Europa.
Volete profittare e dare il segnale nelle proporzioni
di forza che avete ? »
Quella minorità della quale parlo, essi l'hanno
e presta.
Altri vi dicono: «L'Ungheria, la frallizia non
possono essere pronte che al finir di luglio. » E di-
menticano che la nuova del moto sul Veneto le ren-
derà pronte più che non i due mesi di preparativi.
[1S64] EPISTOLARIO. 193
Il fermento .accresciuto accelern i prejiarativi. E
per ciò che rijynarda un elemento importantissimo,
la vasta emigrazione I"'^n2;lierese per la carestia in
Serbia e nei Principati e la vasta emif^razione Po-
lacca, il tempo che passa è più ch'altro perdita.
Presentandosi l'opportunità, quelli elementi faranno
o.yni sforzo per giovarsene. La fame e le noie go-
vernative li disperderanno via via.
E quanto all'Europa, è lo stesso: le ])robabilità
di guerra crescerebbero col moto, scemano nell'iner-
zia. Qui, a cagion d'esempio, ])onete l'Austi-ia minac-
ciata, assalita: ringhilterra diventerà dieci volte più
esigente sulla questione Dano-gerinanica. Nel silenzio
comune, l'Inghilerra non vede ragione d'avventu-
rarsi. E via cosi.
Bisogna dunque spronare i Veneti a cominciare
nelle proporzioni accennate, s'altro non ])ossono, e
al più presto possibile.
Bisogna che la minorità iniziatrice sia ben prov-
veduta, ^feglio è dare una carabina l)Uona dav-
vero e di lunga portata che non dieci fucili me-
diocri.
l>isogna, come già dissi, mettere in qualche casa
d'amico su quanti punti della frontiera si può, tre,
(piattro, cinque carabine e dii-e a quei dell'interno :
Venite a prenderle. Troveranno modo.
E se si raccoglie danaro, offrir loro una somma,
perché i nuclei abbiano una piccola Cassa di Guerra
e paghino, non foss'altro pei primi dieci giorni, quel
che prendono nelle località che percorrono.
Poi, preparare i primi aiuti dall'interno.
E consistono in piccoli nuclei di volontai'i pel
Trent[ino] — e in un nucleo d'un cento individui,
dai quali si possano cavar capi j)ei nuclei che si
Manzini, SerUti, ecc., voi. L'SXVIII (Epistolario, voi, XLVII). 13
I»
194 KPiKTor.ARTO. [1864]
f(>i!ii('i'('l)l)(M-(), (l;i m;iii(liiisi, ])c'i- in;ii-(', ;i ijijij^iunj^ere
l'iiisuriczioiic. I/()i>ei;)zi()ne ò i)()ssibilissini;i.
Il resto al rci-niciilo piodollo diii falli — al (la-
i-ibaldi — a noi tulli.
Per intenderei a])])iiiil() su ([uesli aiuli dal di
fuori io v'offriva il eoneorso mio individuale. Ma se
i A'eneti sjìronali dal Comitato Ontrale, da (Jari-
l)[aldi] e da me con un linguaggio identico accet-
tano, è chiaro che rai)prestanieiito degli aiuti non
può escir che da un'autorità concertata e rapida
nelle decisioni e nel realizzarle. Per (piesto io vi
diceva: A'oi, io e una romniissione militare di tre:
voi come delegato del Comitato. E per ([uesto ve lo
ridico. È l'unico metodo ])ratico.
Ma tutto questo dipende <lal linguaggio che te-
nete ai nostri del A'en[eto]. Im})orta sia identico.
Dove no, finiremo pur ti'o])po ])er dividerci, e per
non fare.
Pensate seriamente, fratello mio, a (juanto dico.
Io sento che se non facciamo quest'anno, l'accordo
del Partito svanisce.
lo, dis})erando d'altro, mi caccerò a jìredicare
apertamente repubblica e a organizzare segretamente
i seguaci.
Altri si staccheranno irritati da voi e da me.
1 pili cadranno nello sconforto.
Abbiatemi
vostro sempre
Gius. M.vzzini.
y\ confesso che avrei, per la gita, proposto vo
lentieri (}uerz[oni].
tlS(i4] KPTSTOLARtO. 1^*
VMMCCCLXXX\'.
To Matit-da lìKiGs, Loncloii.
[Londnn. Jmie 2iul. 1N(>41. Thursday.
Dear :Matil(la,
Wlien I saw Caroline — vonis — and slie told me
that you were iinwell, we settled that I woiild kn(»\
something abont you, whether you weie leaving and
Avhen. I Avas urged by Caroline to go to Sevenoaks,
on the Saturday with thein. I refused and post-
poned to the Sunday. 1 left at ten o' clock, having no
tidings from Oline Square. I carne back on Mondar
morning. — I heard of your cali and of yoiii- being
gone. Had I heard one word on Saturday, T would
bave called on you in the eveuing. I was and am
very sorry, dear; I wanted to see you before you
Giovedì.
Cara Matilde,
Quando vidi Carolina — la vostra — ed ella mi disse
che non stavate bene, stabilimmo che io avrei cercato di
sapere (lualche cosa di voi, se sareste partita e quando.
Carolina insistette perché andassi il sabato a Sevenoaks,
insieme con loro. Rifiutai e rimandai alla domenica. Partii
alle dieci senza aver notizie da Orme Square. Ritornai il
lunedi mattina. Seppi che eravate passata da me e che
eravate partita. He l'avessi saputo sabato, sarei venuto
da voi in serata. Ne fui e ne sono molto dispiacente, cara ;
VMMCCCLXXXV. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Xathan). X'on ha
indirizzo. La data vi fu apposta da M. Biggs.
11K> EPISTOLARIO. [18G4]
starteli — especially in the actual iincertaiiity aboiit
tliiiigs in general.
Jessie has ariived; bnt she lonnd at Soutlianiploii
some niembei- oi' liei' own lamily, and she went to
rortsmoulh, ('j although rooms had been takeu for
her here.
Emilie and V[entuviJ are in searcl) of rooms. 1
lliink tliej' will be permanently bere to-morrow, sick
of Herbert Taylor and Co. If however something
should take place in Italy, they will move in that
direction : if nothing happens, they Avill go to Aix,
in Savoy.
I bave no news. An<l 1 bave no time uow; I
mnst write letters for somel)ody who leaves to-mor-
roAv morning. Biit this short note is only the re-
sumiug of the traditiou.
desideravo vedervi prima che partiste — e tanto pia
iicir attuale incertezza delle cose iu generale.
Jessie è arrivata, ma ha trovato a Southampton qual-
cuno della sua famiglia, etl è andata a Portsmouth, seb-
bene siano state prese per lei delle stanze qui.
Emilia e A'enturi sono in cerca di casa. Credo che
passeranno qui tutta la giornata di domani, annoiati di
Herbert Taylor e compagni. Tuttavia, se iu Italia do-
vesse succedere qualche cosa, vi si recheranno : in caso
contrario, andranno a Aix, in Savoia.
Non ho notizie. E ora non ho tempo : debbo scrivere
qualche lettera per gente che parte domattina. Ma questa
breve letterina ha soltanto il fine di riprendere la tradi-
zione.
(') Era il lungo dove risiedeva la famiglia di Jessie
White Mario.
[1864] EPISTOLARIO. 107
A kiss to Maude anrl Adali : love to Ashui st
and Carrv and hest love to you, dearest Matilda.
P^ver
yonr
Joseph.
Vn bacio a Maiule e ad Ada : affettuosi saluti ad
Ashurst e a Carolina e tante cose affettuose a voi, caris-
sima Matilde.
Sempre
vostro
(iIUSEPPE.
VMMCCCLXXXVI.
A Eroisto Bezzi, a Milano.
[Londra], 2 gingno flsr)4].
Caro Bezzi,
Kispondo più riposatamente alla vostra.
20. [Bagolino] e 14. [Limone] sono cgnahneutc
importanti. Bisogna studiare i modi possibili di vin-
cere le difficoltà per 20. [Bagolino] : vedere se posso,
no dividersi in piccoli distaccamenti di 20 uomini
incirca quei che dovrebbero agire da quel punto e se
non possono varcare il confine per diversi sentieri,
ojierando il concentramento al di là.
Dove riesca impossibile, concentrare a 14. [Li-
mone]. Presenta il vantaggio di poter operare su
7. [Trento] e S. [Riva].
VMMCCCLXXXVI. — Puhhl. da G. Locatelli-Milesl
op. cit., pp. 22S-2.S0.
19S EPISTOLAKIO. iiSfyiì
In ogni modo, sarebbe necessario — anche in
qnesto secondo caso — che un [)iccolo nucleo di
banda potesse stabilirsi lu'lla foresta di Camp[iglio].
Per I*a(b)va abbiamo Caioliiia Saba e marito, un
avvocato l'resa o nome simile, Ziliotti, etc. Nondi-
meno, siccome a\remo tra pochi giorni qualche cosa
da comunicare o intioduire nel \'en[eto], potremo
giovarci anche dell'o^jera dell'amico che mi nomi-
nate, C) e manderò- lettera e istruzioni.
Pongo a vostra disposizione altri 2()()() franchi
che ritirerete da Brusco. Sono quindi 4000 franclii,
dei quali dovete disporre insieme a Lomb[ardi] pel
completamento del materiale indispensabile all'ope-
l'azione. A voi non ho bisogno di dire: « Economizzate
(punito potete. » Lasciato solo, ho rissorse limitatis-
sime. Nondimeno, (piel che ho promesso, atterrò.
rio che mi dite di (ìenova è doloroso, (-j 1 fondi
raccolti da essi sono il prodotto della sottoscrizione
del Franco promossa da me e concentrata da me
stesso e da (kirib[aldi] in essi, cpiando eravamo per-
fettamente concordi sull'intento.
Quale linguaggio vi tenne ^losto?
Datemi una ricevuta staccata e complessiva pei
4000, vi prego. Addio :
vostro sempre
GlUSEiPPE.
(') Era Cesare Parenzo, avverte ij Milesi-Locatelli, il qiialp
annotò le lett. del Mazzini sotto la guida di E. Bezzi. Su di
lui ved. la nota alla lett. vMDCCCJr.
(-) Il giorno succesivo E. Bezzi scriveva in proposito a
B. Cairoli, inviandogli le dimissioni da membro del Comtato
Centrale Unitario : « Mi sono sempre scordato di dirti che ri-
guardo all'affare di Genova, quei di Brescia non ebbero nessuna
risposta. » Si trattava di mandare uno o più uomini a .S. Da-
[1864] EPISTOLARIO. inn
Ho veduto >iic[oteraJ. Facciiimo un ultimo tenta-
tivo con Oenova a sviarli dalle imprese oltremaie.
È importante. Quel progetto sarebbe dannoso male-
rialmente e moralmente. Moralmente, l'udire che i
nomi pili noti fra i (raribaldini sono partiti, prove-
rebbe eh' essi disperavano dell" Italia e cac('erel)l>e
sconforto. Materialmente, oltre gli uomini che sareb-
bero utilissimi il di dopo l'iniziativa, ci porterebbe
via un venti e {>iù mila franchi, preziosi pel 31>. [Co-
mitato Centrale], dove volgerei l'attività di (piel
nucleo.
Ora a riescire, la prima cosa è convincerli che
si può fare qualche cosa in Italia. Badate. Essi di
chiarano il contrario, e Nic[otera] stesso mi diceva
che il vostro linguaggio sulla vostra terra lo persua-
deva a ciò. Perché? Se credete in coscienza im])ossi-
bile il successo, sta bene il dirlo ; ma allora a che i
preparativi che andiamo facendo? Se invece credete
possibile, fate che gli altri pure, spec-ialmente uomini
come Nic[otera] e 3Iiss[ori], se ne persuadano. Date
forza a quello su cui insisto con essi.
Ho detto che quanto alle disposizioni di 6. [Tren-
tino], devono riferirsi a voi e ai vostri amici.
^fa quanto a 39. [Comitato Centrale] . dove li
richiederei di volger gli aiuti, esigono più. I*ro]ion-
gono, e io non posso ricusarlo, d'udire da qualcuno
dell'interno quali veramente siano le disposizioni.
Manderebbero uno ad Ud[ine]. Ma siccome ho limi-
tatola scelta, manderebbero Nic[otera] — e il rischio
sarebbe male, perché ei può giovar nell'azione —
niele nel Friuli per la fabbricazione delle bombe, e di tra-
sportare il deposito dei revolvera che avevano a Genova,
Ved. G. LocATKLLi-MiLEsi, op. cit., p, 266,
2(KI EPiSTOi.Aiuo. ri8r.41
<) L(>nil)[ar(li], e il privarcene anche per dieci giorni
sarebbe perdita jjrave i^er noi. Credete possibile che
raniico Kizz[«'ìi'(li] <"1ip uii mandaste, tornasse, an-
dando fino a Genova? A quest'ora ejjli è in contatto
con Andr[enzzi], il quale dovrebbe, come capo, accre-
ditarlo. Avete concertato modo di contatto? Sicuro?
Se facesse difficoltà la spesa, offrirei io di pagare il
viaggio. Rispondetemi se non avete modo ; passerò
allora per la via del Po. Se invece avete modo sicuro
fate intendere che i Garibaldini di Genova vor-
rebbero udire le tendenze a fare da uno dell'interno
— die gioverebbe fosse egli o altri simile a lui —
che dovrebbe avere una linea che lo accreditasse
dall'Anilr [euzzi]. E ditemi se l'avete fatto.
Tornando da Bag[olin()], il r[onte] del Caffaro è
guardato?
VMMCCCLXXXVII.
A Pietro Angelli, a Milano.
Londra, 3 giugno [1864].
Caro Agnelli,
Mi ricordate? ricordate Scipione? (^) Avete ancora
VMMCCCLXXXVII. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Milano. A tergo di esso, di pugno del
Mazzini, sta l'indirizzo : « Sig. Pietro Agnelli, Milano. » La
lett. fu accompagnata dal seguente foglietto di Brusco Onnis :
« Caro Agnelli,
« Mazzini mi prega di farvi avere l'unito biglietto e copia
di una sua circolare.
« Vi stringo la mano. A' ostro
Brusco Onnis »
(') Scipione Pistrucci. P. Agnelli era stato nel 1848 a
Milano l'editore dulVItalia del Popolo.
[1864] EPISTOLARIO. 201
affetto per lui, per me? Siete come eravate, patriota?
Io, cercando formare una Lista di 500 — 500 su
21* milioni — capaci di dare alla causa dell'Eman-
cipazione Veneta e sulla mia fede, cento lire italiane,
non posso dimenticare voi, vecchio amico ; e mi par-
rebbe farvi torto. A voi (^) la risposta com'io la
penso, o una dichiarazione di mutamento e d'obblio
del passato.
Fratello vostro
Gius. Mazzini.
VMMCCCLXXXVIII.
TO Peter Stuart, Liverpool.
[London, June ...., 1SG4].
My dear friend,
Depend upon me, Garibaldi will not, this year at
least, come baclv to England. AVe are bent on Ve-
nice and during June, July and August he must
Mio caro amico,
Siate eerto che Garibaldi, per quest'anno almeno, non
tornerà piti in Inghilterra. Noi puntiamo su Venezia, e
durante il giugno, il luglio e l'agosto egli si deve tener
(') L'Agnelli accedette alla richiesta del Mazzini, come ap-
parisce dalla sche<la di sottoscrizione, unita con ]a lett., simile
a quella di cui fu dato il facsimile nel voi. LXXIV (p. 298)
dell'ediz. nazionale.
VMMCCCLXXXVIII. — Pubbl. in The life 0/ Peter Stuart
the " Ditton Doctor, " ecc., cit., p. 22.
202 Ba-iSTOLAEio. [18C4]
keop ready to answer onr cali if we .siicceed in liav-
iug a victoiy. Ilis comiiig back iiow would be
iiitei-pieted by oui- nicii as au iiitimation tliat theve
is no liope. (Jaribaldi knows it and theiefore he
will not leave llaly ayain. Sliould llie Summer
j)as.s away withont events, tlien will be the tinie
foi- yoii. .Meanwhile help iis as mudi as you oan.
The unrequested subsciiption ought to be pushed in
eveiywheie. Any money is piecious now. Had
somebody organised a i)enny siibscription for Gari-
baldi and Italy thioughout England it would have
been the most useful and splendid testimonial possible.
Another thiug wouid be most useful. Could we
have at our disposai in Genoa a steamer — a vej'y
swift one — capable of holding 300 meu for a shovt
journey in the Adriatic? Garibaldi and we would
be over delighted.
pronto a rispondere alla nostra chiamata se riusciamo ad
avere nua vittoria, l'n sno viaggio in Inghilterra ora sa-
rebbe intepretato dai nostri come un segno che non v'ha
speranza. Garibaldi lo sa, e perciò non abbandonerà di
nuovo r Italia. Se 1" estate passasse priva di eventi, allora
sarebbe la volta vostra. Intanto aiutateci <iuanto più vi
è possibile. Bisognerebbe sollecitar dappertutto la sotto-
scrizione spontanea. Qualuniiue somma di danaro è preziosa
in questo momento. Se qualcuno avesse organizzato in
tutta l'Inghilterra una «sottoscrizione del pennir» per
Garibaldi e l' Italia, sarebbe stata la testimonianza pi'iì
utile e più splendida.
Un'altra cosa sarebbe utilissima. Potremmo avere a
notsra disposizione a Genova un vapore — uno dei pili
rapidi — capace di 300 uomini per un breve viaggio nel-
l'Adriatico? Garibaldi e noi ne saremmo felici.
[18G4] EPISTOLAKTO. 203
Money. A steamei- goiiig iindei' some pveteiiee
to the Adi'iatie and there left t'oi- a few days at
Olir disposai — tliose are the things for iis now.
t^chenies loi- (laribahli's coming back ought to
be postpoued until the wiiitei-.
Ever
youi-vS aftectioiiately
Jos. ^Mazzini.
Dainiro. Un vapore che sotto qualche pretesto si re-
casse uell'Adriatico e vi rimanesse alcuni giorni a nostra
disposizione — questo è quel che ci serve ora.
I progetti per il ritorno di Garibaldi bisogna riman-
darli al prossimo inverno.
Sempre
vostro affezionatissimo
Git'S. Mazzini.
VMMCCCXXXIX.
A Ippolito Pederzolli, a Napoli.
[Londra], 4 giugno 1S64.
Mio caro Pevderzolli,
11 lavoro per remancipazioiie delle proviiicie Ve-
nete e Trentine procede sempre e sollecitamente.
Vidi in questi giorni Nicotera. e da lui saprete al-
tri particolari.
Garibaldi è con noi. 11 Governo è decisivamente
contrario a qualsiasi mossta al di fuori della sfera
VMMCCC'LXXXIX. — Inedita. Da una copia presso la
R. Commissione,
2(>4 KPISTOI.AHK». I 1X041
(liploiiiiit ic;i. Le i»i<>viiicie Treni ine devono cssci' no-
stre, (•ontenii)oraneinnente alle ]»rovincie \'enete. .Met
letevi d'accordo coi comitali segi-eti di T[ renio], di
K[overeto],diK[iva], etc. e oprate come Dio v'ispira.
D'ora in poi servitevi, j.er scrivermi, dell'indirizzo
del banchiere Laji;ran<>e di Lnjjano. - — Kicordatemi a
S[alvatore] Morelli, a Mele, a IJruzzi. a ^ligno^na,
a Salomone. (^)
Tntto vostro
(j. ]\rAZZIN!.
V31MCCCXC.
A Gaspare Stampa, a Milano.
[Londra], 4 giugno [1SG4].
Fratello Stampa,
Ebbi la vostra del 25.
Il prooetto Cattaneo non è progetto: è vago, inde-
lìnito. non pi'atico. (-) Di qnel di Gnerrazzi so nulla.
(') Federico Salomone, di Chìeti (1825-1884), valoroso com-
battente nel Veneto (1848), alja difesa di Venezia, in Sicilia
(1860), dove andò con la spetlizione Medici, nella guerra del
1866 fra i Cacciatori delle Alpi, infine a Mentana. Forse il
Mazzini lo aveva conosciuto a Napoli. Era nipote di Nicola
Mignogna.
VMMCCCXC. — Inedita. L'autografo si conserva presso
gli eredi del prof. Scalabrini.
(■-) Per questo statuto delle società operaie italiane, al
quale contribuì C Cattaneo, modificando in alcuni punti quello
proposto e st(«o dal ^lazzini. diventato poi l'Atto di Fratel-
lanza, quando fu discusso e approvato nel Congresso delle
società operaie italiane tenuto a Napoli nell'ottobre del 1864,
ved. N. Rosselli, Bnk uniti e Mazzini, cit., pp. 115-121.
[1864] EPISTOLARIO. 205
Quel clic ;i me i)iii-(' il da farsi è (li i'-.w tìriiuiie allo
Società che vogliono federarsi l'atto che ho abboz-
zato. Il resto verrà. Non v'è bisopio di un liiniio
Statuto. Il jiran ininto è costituire lo stromeuto che
deve assire, ])oi d'anno in anno, dovendo il consip;lio
rendere conto all'Assemblea, il lavoro sarà indicato
da essa. L'importante è d' avere il fatto e di averlo
con un preambolo che tradotto nelle altre linjjue
metta gli o|:)€rai italiani in una condizione d' ini-
ziatori nella classe operaia Europa.
Se invece di un anno, si può mettere la durata
del Consiglio a due, sia pure. Xon v' annetto im-
lìortanza, perché son certo che per poco che il Con-
siglio si conduca bene in un anno, sarà riconfermato
in massa. — TI Consiglio potrebbe essere di cinque :
tre dovrebbero risiedere in una città che, secondo
me, dovrebb'essere Genova ; gli altri due potrebbero
essere uno a Milano, l'altro in Napoli. Il genere di
lavori che spetta ni Consiglio è di natura tale che
ammette d'intendervi anche per corrispondenza : non
è il lavoro minuto d' ogni giorno delle Società lo-
cali. T membri del Consiglio dovrebbero essere re-
tribuiti. Costituito il Coìifiìglio d'uomini nostri — e
lo sarebbero se in Genova — io corrisponderei rego-
larmente con esso per la proposta dei lavori.
Dovreste incaricarvi di spronare a ridurre in fatto
la cosa : comunicare il progetto alla Consociazione in
Genova che lo appoggerà : cercare ogni modo, per-
ché, salvo modificazioni da introdurre, l'insieme del-
l'atto sia approvato. Poi, radunare un'assemblea di
Delegati o il Congresso: e farlo firmare da quante
Società si può. Poco importa che molte dissentano.
Verranno poi una a una se vedranno la federazione
fiorire.
2(X) r-pisToi.AKK». |l;S(!l|
KicoTilo con \('i() allctto la caia raiiciiilla clic ve
fijilia. Peidonate il modo affi-cttato con cui vi sciivo.
11 tempo m'è assorbito dal lavoro. Se passa l'anno
senza azione nostra dove sai)ete, è Uanno e verjfoj^na
incalcolabile. La Fe<lerazione operaia è in ogni modo
il secondo fatto im])ortante da compiersi in oj^gi.
Occupatevene (hiiHjue. Amatemi e credete all'af-
fetto del
vostro
GlUSEl'l'E.
VMMCCCXCI.
A Saverio Frircia, a Napoli.
rLoiuh-al. 7 giugno [1S64].
Caro amico.
Vogliate dare l'acchiusa a Pr[ocaccini]. (^)
Dalle ultime agitazioni in poi io non ho avuto
sìllaba dalla Sic[ilia] uè da voi. Intendo male o me-
glio non intendo affatto ciò che volea farsi. Non
parlo come jiarecchi dei miei amici in Pai [ermo]
tementi d'ogni azione: parlo per conto mio e dell'a-
zione, ma con un significato. Potendo, noi dobbiamo
provocare azione, ma guidante all'impianto d'un Go-
verno Provvisorio Repubblicano che s'incarichi <ti
far l'Ignita, i>oi d'avere un Patto da una Assemblea
VMMCCOXCI. — Inedita. L'autografo si conserva nel Mu-
seo del Risorgimento di Roma. A tergo di esso, di pugno del
Mazzini, sta l'indirizzo: « Sav[erio] FrCiseia].»
(') Concetto Procaccini (182S-1S93), di Pausula. nelle Mar-
cile, fu caldo patriota. Relegato a Fallano nel 1858, combat-
tente in Sicilia due anni dopo, di nuovo imprigionato a Na-
poli dopo Aspromonte. E fu devoto discepolo del Mazzini.
[1804] e:pistolario. 207
Nazionale in Iloma. Ma noi potremo, se non conqui-
stando a questa idea il Mezzogiorno continentale,
dandoci una ha^e di nove o dieci milioni d'uomini :
con essi, trascinei-emmo il resto. Ma una insurrezione
in Palermo, dato riescisse per 48 ore, a che som-
merebbe? che cosa farebbe? che cosa vuol Badia
che m'è ignoto? Qual Governo Provvisorio costi-
tuirebbe? Come avrebbe immediatamente le terre
napoletane, senza le quali il moto cadrebbe inevi-
tabilmente in autonomia e smembramento? Senza
programma, senza intelligenza con essi, senza cer-
tezza d'altro terreno, un moto Palermitano o cadrebbe,
come dico, uell'autonomismo o — se fosse potente
— otterrebbe qualche concessione e saremmo da capo.
Ditemi qualche cosa sul carattere di questi ten-
tativi. Intanto, nostri, come TraS'S[elli], (^) etc. diven-
tano a poco a poco senza avvedersene difensori del
Governo: cosi gli studenti.
Vostro
Giuseppe.
VMMCCCXCII.
A Filippo Bettini, a Genova.
[Londra], 7 giugno [1804].
Caro Bettini,
Vorrei che tu pagassi per me un abbonamento
annuo al Giornale delle Società Operaie. (-) È per
(') Carlo Trasselli, di Palermo. Ved. sul contegno politico
di lui in quei giorni, E. Pantano Memorie. Bologna, Zani-
chelli, 1933, p. 131 e segg.
VMMCCCXCII. — Inedita. L'autografo si conserva nel-
l'Istituto Mazziniano di Genova.
(2) Su questo periodico, ved. la nota alla lett. vMMCCLXV.
208 EPISTOLARIO. / [1804]
Nazionale in Roma. Ma noi potremo, ^e non conqui-
(linKjue (la calcolare il prezzo della jiosta. Diiai
([nello che ti cliiedeianno.
ICIibl la Cambiale del mese iiassato; manda sem-
j.re a Sliaeii. Sto cosi cosi. Amami e credimi
/ tno sempre
/ GiSKi'i'i:.
/
VMMCCCXCIII.
A GiTTSEPPK Gt'ERZoxi, a Caprera.
[Londra], 0 giugno [1SG4].
Caro Gnerzoni,
Bnl[ewski] viene a vedervi, (^j In nltima analisi,
non v"è stato modo finora di cavare un passo reale e
pratico verso lo scopo da Kupreelit o altri apparte-
nenti al Governo Nazionale. Gli unici a fare, organiz-
zare, si)edir uomini, trovare un po' di danaro siam
noi. E perciò appunto Sapieha e gli altri delegati at-
tuali del Governo son venuti a noi. Fate dunque d'aiu.
tare Bu^ewski] nei suoi fini e aiuterete la Causa. (-)
VMMCCCXCIII. — Inedita, ^autografo si conserva nel
Mnseo del Risorgimento di Roma. A tergo di esso, di pugno
del Mazzini, sta l'indirizzo : « Guerzoni. »
(') Anche D. INIuyer scriveva nello stesso giorno al Maz-
zini : « Bulewski parte per Caprera. » Ved. Politica segreta ita-
ìiiinn, cit., p. 99.
(-) JSi trattava dei titoli sequestrati alla banca nazionale
di Varsavia, che il Bulewski recava con sé. NeU'f/nifà Italiana
di Milano, del 1° giugno 1SC4 si leggeva : « In un avviso, fir-
mato dai signori Principe Sapieha, commissario del Governo
polacco a Parigi, a Londra, e Ruprecht, commissario presso
la Commissione del debito nazionale, si avverte il pubblico,
che una parte delle lettere di credito, tolte un anno fa dalla
[1864] EPISTOLARIO. 209
Quanto a noi, non vi celo che sono scontento.
Invece d' appoggiai-e con un linguaggio ai-tUto il
mio ultiìiiatu.n ai N'eneti, si spedisce clii è piuttosto
atto a raffreddare che ad altro, (^j — 1 \'eneti chie-
dono ciò che sapete. L'nico modo sarebbe il proposto
da me: inviare a dieci punti della frontiera in pic-
cole partite, dicendo ad essi : « Venite a prendere. '
Invece si tenta linvio complessivo; e vedrete che
di qua o di là andrà a vuoto. — Mordini, non so
perché, entra in ogni cosa del Comitato Centrale e
potete indovinare quale azione soporifera eserciti. —
Io offro concorso personale à risque et perii : invece
d'accettarlo lietamente, mi si fa vedere che dispia-
cerebbe. — Si ciarla d'aspettare il tal tempo o il
tal altro perché l'Ungheria sia pronta, come se l'in-
sorgere non accelerasse appunto l'essere pronti al-
tri paesi, — Proposi a Cair[oli] l'uuica via: pieni
poteri a lui per l'azione: intelligenza continua con
me : commissione militare di tre sotto di noi : non
mi risponde sulla prima condizione. Xe scrissi a Ga-
rib[aldi], perché il concentramento escisse da lui:
banca di Varsavia, d'ordine del Governo polacco, caddero in
mani estranee ; ohe il numero di esse fu falsificato, e che ne
fu venduta una certa quantità ; che il Governo polacco respinge
qualunque responsabilità per la vendita fatta o da farsi delle
lettere di credito che si trovano in mani estranee. IJ Governo
polacco si rende responsabile solo per la vendita delle lettere
di credito, che fossero effettuate dalla Commissione del debito
nazionale, residente a Parigi. »
(') Per definire un accordo tra i Comitati del Trentino e
del Veneto si era indetta a Padova il 30 maggio 1864 un'adu-
nanza dei rappresentanti di essi, presieduta da Giovanni Chiassi
per incarico del Comitato Centrale Unitario. Anche E. Bezzi rite-
neva il Chiassi « per troppo freddo. » Ved. |a lett. di lui al Guer-
zoni, del 23 maggio, in G. Lgoatelli-Mh-ESI, op. cit., p. 264.
Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXYIII (Epistolario, voi. XLYII). 14
210 EPrsTOi.AKfo. fisci]
non mi risponde. Siamo verso il mezzo di pingue».
Presento che passerà l'anno.
Se mai questa vergogna avrà luogo, io dispererò
dintenderci davvero; e dispeiando di poter giovare
all'azione, porterò tutta l'attività de' miei amici sulla
questione politica e rifarò apertamente il Partito
repubblicano.
(jfaribaldi padrone dell'azione - io dirigente il
lavoro ])reparatorio : non vedo in coscienza altra pos-
sibilità d'unità vera nel Partito, per ciò che riguarda
l'Azione. Fuori dell'Azione, naturalmente non capi:
capo un i)rogramma. Parlando cosi, Dio sa se parlo
per amor di supremazia o d'individualità. — Ognuno
sa — ed ebbe prove — ch'io son pronto a lavorare
e a firmar poi, se giovasse, una dichiarazione 'he il
lavoro è stato fatto da altri.
Xi confesso che ho la febbi-e quando penso che
finiremo per non fare. L'anno \enturo tutti i van-
taggi della situazione saranno spaliti.
Fino a tutto luglio, possiamo sperare. Lavoriamo
dunque, insistiamo come se tutto andasse a dovere.
Ciò che v'ho detto non è che sfogo individuale tra
voi e me.
Aiutate, spronate; e sopratutto pensate e ricor-
date ad altri che il lavoro in Gallizia e altrove va
innanzi e sulla fede che noi faremo. Non possiamo
tradire gli amici.
Scrivetemi come trovaste Gar[ibaldi] C) e in gè-
nerale ciò che pensate.
Vostro sempre
GrusEPPE.
(') Prima di tornare a Caprera presso Garibaldi, il Gner-
zoni, reduce dal viaggio in Inghilterra, era andato nella natia
[1804] EPISTOLAlilO. 211
VM^ICCCXCIV.
A Demetrio Uiamilla Muller, a Londra.
Londra, 9 giugno ISO-i.
Caro Muller,
•
Ho la vostra del 6.
Date, vi prego, racchiusa a Bulewslki.
Soii lieto (li quanto s'ottiene. (\)
Da parte nostra, fate sentire ad ogni occasione,
come per ispirazione vostra, che bisogna preparare
il ^^eneto a seguire — che quindi bisogna armare
— che dovrebbesi chiuder gli occhi su questo e non
perseguitare — che asi)etteremo l'iniziativa, ma vo-
gliamo esser certi di non tradire e di poter seguire.
\ì scriverò ; per ora in fretta sono
vostro
Giuseppe.
Castelgoffredo, a trascorervi alicuni giorni fra i suoi. Yed. la
lott. a G. Civinini del Ki maggio, come protesta per la vigi-
lanza esercitata su di lui dalla polizia, nel Diritto del 20 mag-
gio 1864.
VMMCCCXCIV. — Pubhl. in Politica sef/reta itnliana. ecc..
cit.. pp. 99-100.
(') Il (i gingno D. Muller aveva scritto al Mazzini il liigliel-
tino seguente, che riguardava gli aiuti dati per aiutai'e l'in-
surrezione in Galizia : « In seguito a varie conferenze d'ordine
del re tra il conte Castiglione, Bulewski ed io, si è tutto com-
binato. Oggi sono stati pagati gli arretrati a tutti gli uomini,
e sì è preso convegno per dimani alle 4 pom. onde presentare
il comandante Borzysiawski e l'agente del re, incaricato della
partenza degli uomini. » Politica segreta italiana, cit., p. 99.
212 KPIPTOLAKIO. [18641
v.M.Mcrcwrv.
A Ergisto Bezzi, a Milano.
fLondral, 10 i;iii>,Mio [1864].
(^aio Bezzi,
VAìhì la vostra del 2.^\"ì confesso clie non credo
buona tuttavia la dimissione. C) È un lasciare il
campo libero all'elemento temporeggiatore. Se il pas-
so è irrevocabile, continuate a lavorare in mio nome:
seguite a cogliere ogni occasione di corrispondere
coirinterno.
E continuate, cofne amico e patriota, a consi-
gliare Bened[etto]. Intendo benissimo che si possa
riuscire per 32. [carri] di 29. [contrabbando] ; vi con-
fesso che dispero quasi dell'introduzione del resto,
se si tenta complessivamente. Non vedo altra pos-
sibilità che quella indicata, per molteplici piccole
partite collocate su 60. [luoghi di confine], lasciando
all'interno di ritirare a poco a poco. Ricordate a
Ben [edetto] per questo oggetto (chiave Br[usco]),
VI.6.17.9.15.3.28 — e III. 14. 6. 25.1 e II.15.5.25.IIT.
14.5.18.8. Se udrò da voi che parte almeno 18. è 1.2.3.
11.7.14.22.2., etc, — II. 14.15.4.9.27. subito. Finché
non è. a che prò'?
Le cose VI.8.7.III.3.8.14.. etc. progrediscono as-
mì bene. Ed è probabile che in VII.14.V.6.5.14.3.16.
possa aver luogo 30.
VMMCCCXCV. — Puhbl. in gran parte, da G. Locatelli-
MiLESi. op. cit., p. 2.30. Se ne ha la copia completa presso
la R. Commissione.
(') Ved. la nota alla lett. vMMCCCXLIV.
[1864] EPISTOLARIO. 21??
Addio per ora. Spero d'avere mia ocfasione per
voi fra quattro iiiorni. Scriverò allora pili libera-
mente.
Salutatemi Manci. Abbiatemi
vostro sempre e tutto
G-IUSEPPE.
Quel poco che lio raccolto, lo serbo a 6. [iuteruo]
se r)9 [Comitato Centrale] fa.
Insistete con Ben [edetto] pei piccoli molteplici
invii : credetemi, è l'unico modo.
VMMCCCXCVI.
A Vincenzo Brusco Onnis, a Milano.
[Londra], 10 giugno [1864].
Caro Brusco,
Eccovi per 56. [Bezzi]. Le difficoltà della con-
dizione posta da quei dell'interno possono annien-
tare ogni cosa, e mi lasciano incerto. Non posso
dirvi se non una cosa, ed è che se passa l'anno
senza azione, sono esaurito e mi limiterò a predicare
repubblica in ogni sillaba che scriverò. Non posso
lavorare all'azione se non solo e indipendente.
Non dimenticate profittare d'ogni opportunità per
accrescere il piccolo peculio nelle mani di Gr[ilen-
zoni]. Per una cosa o per l'altra sarà prezioso.
Vostro sempre
Giuseppe.
vMMCCCXCVr. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ha
indirizzo.
214 Kl'lWTOLAKlO. 1 18G-4 1
V.MMCXM'XCn'TT.
Al) Aurelio Saffi, a Londra.
[Loiidrn, 10 finitilo lS(i4]. vciionlf.
Caro Aurelio,
Che cos'è accaduto che uon ti si ve«le più né
(jui né da Carolina. Avrei temuto sconcerto da casa
o di salute se non sapessi che circoli. t"occu])i di
l'ondi pnl)l)lici e d'altro. Duncpie?
Ricordami a Giorgina e credimi
tuo
GlUSEPPF.
VMMCCCXCYIII.
A Federico Campanella, a Genova
[Londra], 11 giugno [1SG4].
Caro Federico,
Dovreste avere ricevuto due numeri del Kolokol
in francese. Herzen desidera vivamente che tradu-
VMMCCCXCVn. — Pnbld. da G. Mazzatintl Lettere di
G. Mazzini, ecc., eit , pp. 3()J)-310. L'autogi-afo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo A. Saffi). È in una bu-
sta che, di pugno del Mazzini, ha l'indirizzo : « Sig. A. Saf-
fi. 12. Grafton Street. Bond Street. W. » La dsita si ricava dal
timbro postale.
VMMCCCXCYIII. — l'ubi)], (hi G. Mazzatinti, Lettere di
G. Mazzim a F. CampaneUu (nella Riristit d'Italia del giu-
gno 1905). L'autogi'afo sì conserva neiri.stituto Mazziniano
di Genova.
[1804] EJPISTOLAHIO. 215
ciate pel Dovere [ suoi due articoli sulla ultima fase
(Iella letteraluva russa.. (^) Se puoi compiacerlo, farai
ì)iacere anche a me. Non v'è bisogno che inseriate
il nome del (Jiornale: basta il suo. E cosi, i più,
che non vedono il Kolokol, potranno credere ch'ei
collabora di prima mano.
Ho troppo da fare pel Veneto per aiutarvi ora :
mia se tirate innanzi per questi due mesi, e se per
K^omma sventura non possiamo agire — v'aiuterò di
scritti e d'altro.
Addio; ama il
tuo
Giuseppe.
VMMCCCXCIX.
A Filippo Bettini, a Genova.
[Londra], 13 giugno [1804].
Caro Bettini,
Ho la tua. Ebbi, come un mio biglietto deve
averti detto, la somma anteriore. Non ho ancora que-
sta che tu m'avvisi, ma l'avrò di certo.
Versa per me, ti prego, quando puoi, una azione
di venti franchi all'Associazione degli Orefici, Gioiel-
lieri, etc. genovesi ad Antonio Ricci,, presidente.
Verrà a chiedertela e ritirerai l'azione.
(') L'art, di AI. Hei"zen. intitolato: Nuova fase della ìetle-
ratiira russa, fu pubbl. nel Dovere del 9 luglio 1804. Non fu
fatto cenno che era .stato tolto dal Kolokol.
VMMCCCXCIX. — ■ Inedita. L'autografo si conserva nel-
l'Istituto Mazziniano di Genova. Non ha indirizzo. A tergo di
esso, d'altra mano, l'indicazione dell'anno.
216 EPISTOLARIO, ri8fi4]
Sto tollerabilmente per ora. Ignoro ancora di me.
Garibaldi non tu inutile qui moralmente; material-
mente, il suo rinunciare alla gita in provincia ha
tolto un 40,000 sterline alla Causa.
Addio: ama sempre il
tuo
Giuseppe.
VMMCCCC.
TO Matilda Biggs, Barden.
[London, Juue 14th, 1SG4].
Dearest Matilda,
With ali possible good intentions and wishes, it
lias been impossible to me to write ali this time.
Time passes, and I must at least try ali 1 can for
the possible realization of iny scheme. I bave been
ali these last fonr weeks busy about organizing a
movement in the Karpathan mountains! And I
may succeed, some time next month. What bave
Carissima Matilde,
Con tutta la buona intenzione e con tutto il desiderio
che ho, mi è stato finora impossibile di scrivervi. Il tempo
passa, e debbo per lo meno fare ogni tentativo per la
possibile realizzazione del mio piano. Queste ultime quat-
tro settimane le ho passate tutte intere ad organizzare
un moto nelle montagne dei Carpazi ! E può darsi che
vi riesca, un qualche giorno del mese venturo. Che cosa
VMM(X'(_'C. — Inedita. L'autografo si conserva nel Mu-
seo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ha in-
dirizzo. La data vi fu apposta da M. Biggs.
[18G4] EPISTOLARIO. 217
the Karpatian monntains to do Avitli the Venetia ?
Never mind: it is too lònjj now to explaiii. But if
ever yoii hear of it, yon Avill reraember that it is
my doing. As for onr own oround. the -vN'hole pro-
blem is whether or not we can smuggle somewhere
1000 muskets, which I doiibt. Here, the Italiaii
Working Men Society of "Mn4uo Progresso,, which
I bave foiinded, is beginning to prosper: they are
already 250. I am now establishing for them a
Circiilating Library. T went Snnday last at their
■Meeting. But in a ^feeting where I was not, they
voted the exclusion of Avomen ! They decbire that
an attempt in the sanie direction failed some years
ago owing to women's interference. I shall however
try to miister iip these women in a brandi society
of their own : and then, they would end by coalesc-
ini:. Jessie is bere-, as yonknow: living 25. South
lianno che fare i monti Carpazi con Venezia? non importa :
ora è troppo lunjjo a spieg'arsi. Ma caso mai sentiste par-
lare di questa faccenda, ricordatevi che è opera mia.
(guanto al nostro paese, tutto il problema sta nella pos-
sibilità di far passare di contrabbando un migliaio di
fucili, cosa dì cui dubito. Qui, l'Associazione operaia ita-
liana del Mutuo Progresso, che io ho fondato, comincia
a prosperare : sono sia 2."0. Adesso sto organizzando per
essi una biblioteca circolante. Domenica andai alla loro
riunione. Ma in una riunione a cui non avevo preso parte,
votarono l'esclusione delle donne ! Essi dichiarano che
anni fa un tentativo dello stesso genere falli per l'in-
tervento delle donne. Nondimeno, vorrei cercare di rac-
cogliere queste donne in una propria Associazione secon-
daria ; e poi finirebbero per fondersi. Jessie è qui, come
sapete ; abita a South Street, Turloe Square, 25 : ma au-
218 EPISTOLARIO. [18641
Street. Tliurloe S(|u;iri': but j^oing sooii to Soiitli-
sea, there to icmaiii a few iiioiiths: slie is jioud,
rash, li-aiik, activc. absoliite in liei- ju<lji;menls as
nsnal. I saw liei- witli triie pleasui-e, owiiijj; espe-
eially to liei- beiug alone. (' ) Emilie is noAV livinij;
li). Bi'ompton CreKcent. IJut ali Ibis of conise is al-
leaily known to yon. It is knowii to you tliat this
very day: at two o' clock, Caroline goes to bow to
tlie l'rince and l'rincess of Wales as rej^resentini^
file Queen? We m.et at Tluirloe Sqnare on Friday, on
the Candelabre-party. Tliere Avas AVilliam, very
deaf— Mr. Trollope, deaf— Mr. AVells, deat— and
otliers in the same condition. I talked a j^reat
deal vith one ^Ir. Patteson. a ratber well int'oinied
interestinji youn^ man. Mrs. Nathan was there. She
leaves. I tliiid^, next week. Herzen is awaitinij bis
(Irà presto a Sontlisea, per rimajiervi (lualche mese: è
buona, impetuosa, franca, attiva, assoluta nei suoi giu-
dizi come il solito. L'ho vista con vero piacere, tanto
piti che è sola. Emilia abita ora a Brumpton Crescent, 19.
]Ma, naturalmente, tutto ciò vi è già noto. Sapete che
proprio oggi alle due Carolina va a salutare il Principe
e la Principessa di Galles, quali rappresentanti della Re-
gina V Ci incontrammo a Thurloe Square venerdì, alla
serata del Candelabro. V'erano William, sordissimo — il
signor Trolloi>e, sordo — il signor Wells sordo — e al-
tri nelle stesse condizioni. Parlai molto con un signor
Patteson, un interessante giovane abbastanza cólto. C'era
anche la signora Nathan. Credo che parta la settimana
prossima. Herzen sta aspettando le sue figliuole che ar-
(') Cioè senza il marito. Alberto Mario, dal quale il Maz-
zini si era staccato per le note divergenze politiche.
tlSGrt] EPISTOLARIO. 210
daiigliters who come to-morrow or the day after:
tliey go to Bouriiemoutli iiniuediately, tlieiv to stop
two or tliiee montlis, wheii tliey will Ina ve, niost
piobably, foi- Italy, Tuscany, I suppose, t saw. on
Satniday, ^Irs. Coiiway: I like lier.
What did you mean in your note? Do yon inean
tliat you were actually at Seveuoaks? on the day
we were there? It is impossible. You wouhl ha ve
come to Mrs. Hooper.
How is your cough? one or two nights excepled,
the weather has been soft and summeiish. I Iiave
been thinking whether I couhi suggest anytliing to
you : I cannot. T do not know the cause of youv
cough; and I fear that tlie only metliod I inigJit
suggest wouhl do nothing but weaken you. l ho[)e
you aie better now.
There is, dear, a whole misunderstanding betueen
you ali and Emilie. Vou think she has been ne-
riveramid domani o doiìodoiuani : andranno immedia-
tamente a P.oiunemoutli, per fermarsi colà due o tre mesi,
dopo i quali partiranno molto probalìilmente per- Tltalia.
credo per la Toscana. Sabato ho visto la signora Conway :
mi piace.
Che cosa intendete dire nella vostra lettera? Inten-
dete dire che eravate veramente a Sevenoaks? il giorno
in cui c'eravamo anche noi? È impossibile. Sareste ve-
nuta dalla signora Hooper.
Come va il vostro raffreddore? eccetto una o due
notti, la temperatura è stata dolce ed estiva. Ho pensato
se potevo suggerirvi un (pialche rimedio : ma non lo posso.
Non conosco la causa del vostro raffreddore ; e temo che
l'unica cura che potrei suggerirvi non abbia altro risul-
tato che d'indebolirvi. Spero che ora stiate meglio.
V'è, cara, tutto un malinteso fra voi ed Emilia. Voi
220 EPISTOLARIO. [1804]
iilocliul and colei : slie think.s that slie is, Ihis timo,
iiinvclcoine to ali the laiiiily and is t liorefoiv very
olten in low s])ii-i1s. Ali liiis rests on a series ol"
little impi-essions, of triflinj; occnnences, which ono
caiinot fi<ili1 against pieciscly bccanso tiiey are ali
pliaiitoms. Do yon wiite to liei? Does slio to yon?
JUess you, dear Matilda : wiite to >a y il' 3011 aro
better. (ìive my love to Aslnirst and Caioline, and
the nsual kiss to ^Maude and Adah. Ever .
lovini^'
Joseph.
credete che ella sia stata t r;iscurata e fredda : ella crede
(li non essere gradita, (luesta volta, a tutta la famiglia e
peiciò è spesso avvilita. Tutto «luesto dipende da una serie
ili vaghe impressioni, di piccoli incidenti, contro i quali
è difficile lottare, appunto perché non sono che fantasmi.
Le scrivete voi? ed ella vi scrive?
Dio vi benedica, cara Matilde: scrivete per dirmi se
slate meglio. I miei saluti affettuosi ad Ashurst e a Carolina,
e il solito bacio a Maude e ad Ada. Sempre
affezionato
Giuseppe.
VMMCCCCI.
A Demetrio Diamilla AIuller, a Londra.
Londra, 18 giugno 18G4.
Caro Mnller,
Ho la vostra del 14.
Bulewski ha dovuto indugiare la partenza, e
non vi verrà che tra due o tre giorni.
VMMCCCCI. — Pubhl. in Corrispondenza iìieditn, ecc., oit.,
pp. (JO-61, quindi in Politica segreta italiana^ ecc., cit.,pp. 100-101.
tlSGi] EPISTOLARIO, 221
Nou vi parlo ora di quanto s'è fatto : ne sono
lieto; e, come voi, spero che iniziata la cosa, il re
non vorrà lasciarla a mezzo.
Ditegli (per conto vostro, dacché io, vedendo che
quanto alla questione principale non possiamo inten-
derci, amo starmene indipendente e in disparte) che
qui le cose volgono a guerra — che è probabile una
dimostrazione di genere ostile sul tinir del mese —
che, se ha luogo, sarebbe delitto il ripetere il vec-
chio errore d'aspettare uno svilupi^o alle cose — che
aspettando, « una pace di ^"illafranca » può sempre
aver luogo tra contendenti — che,, afferrando il mo-
mento, s' accanirebbe e s' allargherebbe invece la
guerra — che le ostilità accelererebbero i preparativi
in lungheria, più che non tutti i lavori ijossibili —
che il moto interno dovrebbe quindi tener dietro rapi-
damente alle ostilità — e che quindi è sempre più
urgente render possibile quel moto ai Veneti, cioè
far si che non si frappongano ostacoli al nostro prov-
vederli del necessario.
L' attuale Ministero dovrebbe mutarsi, ma un
Ministero Peruzzi non ispirerebbe fiducia ad anima
viva. L'unico capace di far credere ad un vero mu-
tamento sarebbe Ricasoli, e mi duole che vertenze
personali gli stiano contro. Parlo pel bene e contro
le mie tendenze individuali. Il modo con cui Rica-
soli agi con me e co' miei amici in Toscana m'ha
separato per sempre da lui. (^) Ma ciò poco importa.
Oggi, sarebbe il meglio.
(') Quando il Mazzini organizzò la spedizione in Sicilia
che doveva capitanare G. Nicotera, e che fu invece disciolta
per ordini venuti da Torino, ai quali B. Ricasoli si sottomise.
Ved. la nota alla lett. VCMLX.
222 fel'TSTOI.ARlO. flS041
Addio. Fate che l'acchiusa vada al suo indirizzo:
non v'è bisogno che vi pi-esentiate voi stesso. Sci-
Ioni è ni(Mnl)i-o del Comitato lioniano. (/) Fate che
j^ii }iinn<i,a senza che ei sa])|)ia hi via.
Addio per ora.
Vostro
Giuseppe.
vMMcrrrii.
A Ercisto Hkzzt. a Milano.
[Londra), 20 siugno [1SG4].
Caro Bezzi,
Ho la vostra del 10.
La subita partenza di G [aribaldi] per Ischia è
singolare per me. Sapete le vere cajjioni? {-) Temo che
(') Felice Sfifoni, romano (1S0.S-1SS"3). esulo del "81. vi-
veva allora in Torino, insegnando in istitnti privati. Il 5 mag-
gio 1S(>4 era stato fatto niemhro d'nna commissione, insieme
col duca Sforza Cesarini e con M. Montecchi, « incaricata di
adoperare tutti i mezzi opportuni, atllne di fondere, e far
quindi convergere ad una concorde ed unica azione le varie
frazioni nelle (juali è diviso il • partito liberale romano, onde
affrettare la cessazione in Roma del pontificio governo. » Ved.
Wnità Italiana di Milano, del 19 giugno lSfi4. Contro quella
deliberazione protestarono gli esuli romani di Torino, di Ge-
nova, di Terni, di Bologna, appartenenti ;i,] Partito d'Azione.
È da avvertire che il Mazzini aveva conosciuto personalmente
lo Scifoni a Roma nel 1S4!). Yed. \'J'>tit(i Italiana di Milano.
del giorno successivo.
VMMCCCCII. — Pubhl. (la G. Locatelli-IMilbsi, op.
cit. pp. 281-2:^2.
(-') lyimprovvisa e misteriosa partenza di Garibaldi per
l'isola d'Ischia, avvenuta il 19 giugno fiu\Vijacht di quel duca
[1864] EPISTOLARIO. 223
la vicinanza lo trascini a Pai [ermo] — che le solile
urida « Koma o morte!» lo infervorino nnovamente
e l'agitazione si svii. Questa sua abitudine, poco
consentanea agii accordi, di decidere senza mai co-
municare cosa alcuna, mi tiene in una continua in-
certezza. Ditemi, se lo sapete, chi ha vicino. E del
resto continniamo V opera nostra. Vi ritengo cou
me, qualunque decisione ei prendesse: noi non pos-
siamo abbandonare ormai pili l'impresa alla quale
ci siamo votati. E non foss' altro, il lavoro serio e
crescente che si fa in GaU[izia] e in Ungh[eria] ci
assegna il dovere di persistere. Se un moto avesse
luogo in Gal[lizia] e da noi non si ris]3ondesse, gl'Ita-
liani ])asserebbero ])er traditori. La cosa vitale è
ora che parte almeno delle cose richieste giunga.
Appena ciò sia fatto, prenderò la mia determinazione.
Quanto alla parte vostra, quel che ho sarà, come
dissi, sacro ad essa ; e mi duole che ogni raccogliere
da parte nostra si sia fermato. Anche qui, s'è fer-
mato: volevano due linee che incoraggissero da (Ja-
r[ibaldi] e le ho chieste, ma inutilmente. Su (juel
di Siitherlaud, del quale il Generale era stato ospite in In-
gliilterra. e che nei giorni precedenti aveva avuti coIIimjuì a
Torino con Vittorio Emanuele, era stata concertata tra il
re e il Duce dei ilille : il (jua.le. non appena sbarcato a Ischia,
aveva chiamato a raccolta i principali suoi luogotenenti per
informarli dell'impresa in Oriente che avreijhe dovuto effet-
tuarsi senza il concorso del Mazzini. Il Guerzoni, che aveva
seguito Garibaldi in qualità di segretario e contro sua voglia
era stato da lui incaricato di recarsi a Genova e a Torino per
informarli dell'impresa in Oriente che avrebbe dovuto effet-
positi, ha dato dell'episodio politico importanti ed esatte no-
tizie (op. cit , voi. II, pp. 39.'ì-407). Com'è noto, egli fu
l'innocente capro espiatorio del fallimento di quell'audace
disegno.
234 EPISTOLABIO. [18641
])()('() che v'è, io aveva antoiizzazione scritta «la lui
(li litirare una frazione per me; ma ora mi dicono
ch'egli abbia scritto al Comitato Tnp;lese una lettera
posteriore che dispone altrimenti dei fondi. Eviden-
temente, i nostri sono sviati ; ma è necessario star
bene con essi e con Ben [edetto] segnatamente ch'è
bnono. per insistere sempre sn che tentino d'intro-
durre. T'na volta ottenuto questo, spingeremo da noi.
Se Ant[onio] non ha data la sua dimissione, egli e
Xic[()tera] dovrebbero secondarvi. Nella settimana
ventura, spero avere occasione sicura e vi scriverò
allora apertamente su certe cose da farsi.
Addio.
Vostro sempre
Giuseppe.
^'aletevi dell'unita in qualche modo. (M
(') La seguente « Nota i>er gli amici Veneti » che il Lo-
catelIi-Milesi pubblica suliito (lopu la lett. (pp. 2.S2-288) : « Le
("oiiferenze piegano a guerra. La linea di divisione proposta
(lal,ringhilterra avrà rifiuto dalle Potenze Germaniche; e il
Governo Inglese, benché riluttante, si sente trascinato dal-
l'opinioiìe e dal senso della prcpria dignità a mantenerla an-
che coll'armi. Una proposta di guerra immediata è già stata
fatta dal Governo alla Francia, ma ebbe rifiuto. Napolpone ha
.-u-cordi col partito Torii e spera rove'^ciato sul finire del mese
l'attuale Gabinetto, ch'egli non ama e che non l'ama. Que-
st'isolamento tiene il Governo inglese titubante ad avventurarsi.
Se esso vedesse assalita l'Austria da noi o ad altri, si gitte-
rebbe alla guerra solo. Se quindi fosse possibile, il mese ven-
turo dovrebb'essere mese di azione. Ma dove non si possa o
non si voglia, è indispensabile almeno tenersi pronti e deter-
minati a fare, appena una dimos*^razione di guerra fosse fatta
dall'Inghilterra. La dimostrazione, il moto che si susciterebbe
[1864] EPISTOLABIO. 225
VMMCCCCIII.
A Demktkio Diamilla Muller, a Londra.
[Londra]. 20 giugno [1804].
Caro MuJler,
Ebbi le vostre. Diedi la sua a Uiilewslvi che è
l)artito ogi^i. S[)ei'o aiìcova che gli amici siano giunti
fra il momento del telegramma e la partenza del va-
pore. \''indirizzai, mentre ne i)artivate, una a Torino,
per norma vostra. Suppongo l'avrete.
Come io diceva in (jnella, le Conferenze volgono
a guerra. Il (Jabinetto inglese la crede inevitabile.
Ha già fatto proposta d'o.stilità im,mediate a Lui-
gi >»'a])oleone, il (piale ha dato rifiuto. TI segreto è
questo: Luigi Na])oleone ha un accordo col j^artito
Tori/: tentano rovesciare il IMinistero prima del fi-
nire della sessione: riuscendovi, il nuovo IMiiiistro
si ])resenterebbe con nuova formale alleanza colla
Francia. Luigi Nai)oleone preferisce il Gabinetto
Tori/ a (piesto ; ei non l'ama dojìo il rifiuto del Con-
gresso. E sa inoltre che il Gabinetto diffida di liAi
e lo invigilerebbe.
in Gallizia e il uo.stro hasterelìbero a determinare l'T'njrlieria,
cioè il dissolvimento dell'Austria.
« Il lavoro Europeo prende su tutti i punti, e seconderà.
« TI lavoro Galliz[iano'] è aiutato anclie dal re e quindi non
v'è dubbio ch'ei presenta inevitabile le necessità d'aiutare
il moto Veneto quando accada. Sperare di iniì è follia. Il Mi-
nistero è codardo e non si compromettei-à mai prima.
GiTTs. Mazzini, w
VMMCCCCIII. — Pubbl. in Corrispondenza inedila, ecc.,
cit., pp. 62-03, quindi in Politica segreta italiana, ecc., cit..
pp. 101-102.
M4ZZiin. Scritti, ecc.. voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 15
226 Ki'isToi.Auio. [1864]
Se vi fosse ombra di •genio in clii ic^j^c si affer-
i-eiebbe il momento. L' Invilii terra, che sohi esita a
enti-are in j^ueri-a, v'entrerebl)e tosto, se l'Austria
t'osse assalita da noi. Una ])romessa di <[nesto data
alla Svezia, un'intelligenza colla I)anin\arca, s^ìin-
gere con alacrità l'affare (Jalliziano, e lasciarci ar-
mare rinterno — sarebbe il da farsi.
La partenza di (iiaribaldi per Ischia mi viene
inaspettata. Non seppi nulla della <lecisione. Non
vorrei che la prossimità della Sicilia sviasse l'agi-
tazione verso altrove.
Tenetemi a giorno.
Non celate a chi s])etta che l'opjìosizione ])e-
renne al nostro |)reparare un'iniziativa \'eneta mi
costringe, malgrado tutto, a cominciare a tenere lin-
guaggio diverso da <piello che io usava due mesi
addietro coi nostri. Fisso nell'impresa, e ])revedendo
op])osizioni violente, m'è forza il dire ai miei amici:
« l*rei)aratevi, occorrendo, alla resistenza. »
Addio ;
vostro sempre
GlUSEI'PE.
V31MCCCCIV.
A Giuseppe Garibaldi, a Ischia.
[Londra J, 21 giugno [1S(Ì4].
("aro (laribaldi.
Sono convìnto che, venendo, raccoglierete. Ma, se
VMMCCCCIV. — ruhbl. (la F. Doxavbr, l'omini e ìihrij
Genova, tip. Sordomuti, 1888, pp. 133-134. L'autografo si con-
serva nell'Istituto Mazziniano di Genova. A tergo di esso, di
poguo del Mazzini, sta l'indirizzo : « Gius. Garibaldi. »
[1804] KPI8T0LABI0. 227
decidete, accogliete il mio consiglio d'amico. Questa
vostra seconda visita (V) dev'essere i)er le provincie
e pel iK)i>oU). Non accettate invito alcuno in Londra.
Andate a dirittura in provincia, a Xewcastle, a Glas-
gow, a Liverpool, dove volete: meglio di tutti i
punti Newcastle. Giunto, avrete inviti dalle città,
e accetterete quelli che vi parrà d'accettare. Io
prei)arerò perché iniziino subito all' arrivo sotto-
scrizioni. Dopo la provincia, verrete a Londra. E,
secondo me, dovreste alloggiare quei pochi giorni
indipendente, in camere vostre; ma s'anche vorrete
accettare invito in casa altrui, avrete già visitato la
Provincia e quindi non correrete i rischi della prima
volta, (guanto al partito degli anti-Komanisti, Wesp
meath e gli altri, non avrete bisogno d'altro che di
dire (jualche cosa contro il Papismo e come la
guerra al Gesuitismo debba farsi' non alla circon-
ferenza, ma al centro, in lioma stessa ; e faranno.
Vi ripeto, credo certo il successo se fa+e il giro
a quel modo,
È chiaro per me che passeremo, per mancanza
di fondi, l'anno: nuova vergogna pel paese. Ma con
nove o dieci mesi davanti a noi, bisogna assolu-
tamente che facciamo danaro per essere j»adroni
d" agire. L' Italia ha tutte le colpe possibili : ma è
dovere nostro salvarla a ogni modo. E un nuovo
piincipio d'Educazione la migliorerà. Xon so che
cosa dicano a voi; ma siamo sul pendio del retroce-
dere e si macchinano limitazioni anche alla poca
(') Di qiiosta « seconda visita » di Garibaldi in [ngliiUcrra,
non è traccia altrove. E non si ha natnralmentc notizia della
Iftt. che a qnesto proposito il Generale avrebbe scritto al
Mazzini.
228 KPI8T0LARTO. [18041
libertà che abbijiiuo. IC il re Jicceiina a cadere nel
bigottismo. Uniamoci, caro (Jaribaldi, e preparia-
moci a liniila. È mia vera morie il vedere 1* Italia
(b^crepita neirinl'aiizia, a]»])esta1a di coriuzione siste-
nìalica, senza coscienza di missione in IOnro])a, senza
onore e oblx'dientc alle isjtii-azioni d'nn (i('s|»ota stra-
niero. Invecchiamo; [, abbiamo, prima di morii-e,
Tnltimo debito alla Patria, sia o no in^^rata; e cer-
chiamo nniti di risnscitarb-i a ([nell'entusiasmo che
Irasrorma e santi lica.
Addio:
vostro tutto
Giuseppe.
V^niccccv.
A Beneiiktto Caikot-i.
fr.ondral. 24 siiisno [ISCH.
Fratello,
Due parole appena.
Qui, com'io già v'annunciava, le cose volgono
a guerra. La regina è avversa. Ma se il Gabinetto
decide, è padrone della situazione. Offrendo la di-
missione, la Regina non potrebbe accettarla e chia-
mare un (}al)inetto Tori/ senza perdere tutta la sua
popolai-ità. Tenteranno fra pochi giorni rovesciarlo:
ma i toricfi non avendone possibilità se non accu-
sandolo di difetto d'energia nella vertenza Danese,
VMMCCCGV. — Pubbl. in :\I. Rosi, Ultaìia odierna,
oit., pp. 1311-1312. I/aiitografo si oonserva pressa gli erodi
Cairoli. A tergo di esso, di pugno del Mazzini, sta l'indi-
rizzo : « Ben. Cair[oli]. »
[1804] EPISTOLAKIO. 22fl
si troverebbero, quanto a quella questione, nella
stessa posizione, (^j
Le probabilità sono, lo ripeto, di «^nerra. E se
si verificano, l'azione sarà immediata : (piestione di
giorni. L'Inghilterra, entrando sull'arena scompa-
gnata dalla Francia, coglierà con favore ogni alleato.
Non bisognerebbe dunque perdere un minuto di
tempo per ai)prestarci. Fate ogni sforzo per intro-
durre parte almeno di ciò che chiedono: e tentate
il metodo delle piccole partite. Non date un jieu-
siero ad altro. Non abbiamo che un mese davanti a
noi. E in verità, se dopo aver provocato tutto un
lavoro europeo fondato sul nostro, lasciamo tra-
scorrere r anno, smettiamo di chiamarci Partito d'A-
zione: non esistiamo pili come tale.
Per tutto ciò che abbiamo <li più sacro, inten-
diamoci; unità di linguaggio, unità di lavoro, e
sollecitudine.
(') In seguito agli sterili risultati delle Conferenze di
Londra per la questione danese, le quali si chiusero il 25 giu-
gno, la situazione politica europea si era singolarmente aggra-
vata, al punto che già si accennava ad armamenti e ad altri
pifeii^arativi guerrejschi nei riguardi deU'Ing'hilterra. D'altra
parte, nella penultima seduta delle Conferenze (24 giugno) il ple-
nipotenziario danese aveva letto, a nome del proprio Governo,
una dichiarazione che terminava con una severa critica della
politica inglese nei rispetti della Danimarca. E fu per (juesto
strano e inaspettato atteggiamento che Jmvù Palmerston, nella
seduta del 2S giugno alla Camera dei ('umuni, fece una di-
chiarazione secondo la (juale l'Inghilterra non si sarebbe impe-
gnata a scendere in guerra, riserbandosi di vedere se era pos-
sibile di deviare da questa linea di condotta solo nel caso che
la guerra fosse portata a,lle isole, Copenhagen assalita e re
Cristiano IX fatto prigioniero. In tal modo, le questione dei
Ducati si avviava a una rapida conclusione, col trionfo della
politica di Kismarck.
230 EPISTOLABIO. [1804]
Foste a C<i])i'[tM'a] . Che cosa disse Ofai-ihaldi] ?
Che cosa sijiiiilica la ji'ila?
Addio: aiiialciiii e ci-edclciiii
vostro
GlT'SKI'I'E.
VMMCCCCVI.
A De.metuk» DiAMii.i.A Mi'LLKR, a !.oii(lra.
[Lonrlresl. 2") jiiin [1804].
Cher ami,
•Te voiis eiivoie quelques mots de Garibaldi (ini
me peiviennent eii i-etard. ^'oyez s'ils peuveiit vous
èti-e iitiles. Kn méme temps j'apprends quii a sijjiié
mi second i»afte avee Ordega ; (^) Qu'à cela ne tienne,
vMMCCCCVI. — Piihl)l . in parte, in PoìHira segreta ifa-
liann, ecc , cit., p. 102. e intogralmentp. in Corrìspoutlerìzn
inefìitfi, ecc.. cit., p. (>4.
O Per il primo accordo ved. la nota alla lett.
VMMCCCLXVIII. I « qnelqnes mot.s » di Gariha^ldi erano indi-
rizzati « aux membre.s dn Centre Révolntionnaire Polonais' » ed
erano i .seguenti : « T>a convention que ,i"ai .signé avee les agents
de votre Gouvernement National consacre le méme but. la nième
voie à suivre pour le .salut de la Pologne ([iie vous avez pro-
damé le.s premiere. V'e que vous reconnaissiez comme le drapeau
du principe des Nationalités, substitué à tout drapeau purement
locai, la sojidarité des Ptniples, la lutte simultanee contre tout
ennemi eommun. est maintenant recounu par votre Gouverne-
ment. Travaillez donc unis et en accord comici et. et (pie tonte
division dispara iss!' devant l'oeuvre incessante de tous. Adieu.
Votre ami
G. GARIBALni »
Politica segreta italiana, cit, pp. 102-103.
[1864] EPISTOtARIO. 231
t't ne vous initez pas trop. il ne connaìt pnn les
véi-itables tendences des individus.
Adieu.
A'otie ami
JOSEl'II.
VMMCCCCN'II.
A Eugenia T>ibertini. a Lecce.
LLniidraJ. 27 giugno [1804].
Amica,
iSe v'è cosia che mi d()lji,a davvero è il dovei- vi-
spondei-e alla vostra cara cortese proposta con un
riliuto. Se la mia benedizione al bambino che avrete
po'tesse avere il menomo effetto, ei l'avrebbe e dal
profondo del cuore. i*ossa ei crescere gentile come
la madre, patriota come il })adre, costante come chi
lo benedice : ma quanto alla parte che m'assegnate
nel battesimo legale d'ogaj, io non posso accettarla.
So che si chiede al padrino d'im])egnarsi a far ere
scere il bambino nella fede cattolica ; come potrei
farlo? Credo il cattolicismo — e l)en altro — spento.
Credo in una grande trasformazione religiosa, nella
quale il battesimo rimarrà, ma trasformato anch'esso
e sostanzialmente diverso dal battesimo d'oggi. K
credo — sopratutto per me che m'avvicino al se-
polcro — nella necessità, nel dovere assoluto di non
render omaggio alla fede del passato, e di testimo-
VMMCCCCVII. — Pubbl. in Corrisponilenzu inedita-, ecc.,
cit., pp. ()(i-(»7. e da G. Mazzatixti. Lettere di (J. Maz~ini, ecc.,
cit., 1). 300.
232 F,PFHTOI,AI{IO. [1864]
iiinre in o<iiii occnsionc a fjivorc (l('ll;i lede (Icll'iiv-
veiiire.
\'()i vcdcto (liiiKiuo, gentile aniicji, cli'io non posso
iicceltare la vosti-a i)i-()posta. Yoì non vorreste, i'i])en-
sandoei, che il figliuolo potesse un giorno accusare
il i)adrino d'essersi contaminato d'una menzogna.
È tempo che ciascun di noi sia pubblicamente fe-
dele alle convinzioni dell'anima sua. Io ho un senso
di riverenza per ogni fede collettiva sentita. Posso
assistere con rispetto e simpatia ad ogni cerimonia
(V un culto che non è il mio, (piand' io la sappia
coniiiita da gente che creda in essa. Ma non ])osso
L'jurare ad essa, come non potrei, io repubblicano,
giurare alla INIonarchia.
Confido nel vostro cuore e nei buoni istinti della
vostra mente, perché non interpretiate sfavorevol-
mente questo mio rifiuto. Mi costa assai.
Se mi scriverete un giorno che non siete irritata,
mi farete i)iacere.
Addio, e credetemi vostro amico
GiuH. Mazzini.
VMMCCCCVTII.
A Giuseppe Libertini, a Lecce.
[Londra!, 27 giugno [1S64].
Caro Libertini,
La vostra del 1" mi giunse avanti ieri 25; per
vostra norma e discarico mio. Leggete l'unita alla
moglie vostra, e approvatemi.
VMMCCCOVIII. — Inedita. Da una copia conservata
presso la R. Commissione.
[1864] EPISTOLARIO. 233
Confesso che non approvo il silenzio di
() d'altri. Bisognava dire : « \'oi avete fatto bene a
ileleggei'ci, perché con qnesto avete approvato la
nostra contlotta ; a noi tocca qnindi di persistervi.'
Il silenzio e l'astenersi non compiono doveri né
verso r avvenire né verso il presente.
Sono perfettamente d'accordo con voi : non credo
a transazioni possibili; (^) e credo che dobbiamo la-
vorare ad avviare le menti ad un mutamento radi-
cale e repubblicano. Dieci ministeri diversi non can-
geranno la situazione. Il vizio è nell'Istituzione. Io
lavoro, come sapete, all'impresa Veneta; e in quella
poco importa che debba entrare inevitabilmente la
Monarchia. Ma la questione Romana che sorgerebbe
immediatamente dopo, dovrà condurci alla soluzione.
In verità, non possiamo dare la consecrazione di
Roma alla Monarchia.
Mentre dunque da un lato bisognerebbe aiutarmi
nell'impresa Veneta, bisognerebbe dall'altro lato
spingere innanzi attivamente l'apostolato repubbli-
cano, e preparare il terreno a una crisi che presto o
tardi sorgerà. Son convinto come sempre che un'or-
ganizzazione segreta dovrebbe formare un corpo com-
patto capace d'impadronii'si d'una crisi e volgerla al
trionfo del principio. Se il Mezzogiorno innalzasse
un di o l'altro la bandiera, sarebbe seguito nel
Centro e nel Nord. Avremo sempre pronta la Si-
c[ilia], occorrendo; ma bisognerebbe essere certi
C) La Camera dei Dt^ìutati. nella seduta del 14 luglio 1864,
annullò la elezione di G. Libertini nel collegio di Aoerenza ;
in una lett. al Dovere del 23 dello stesso mese il Libertini
dichiarò che se « non avesse la Camera annullato la mia ele-
zione a deputato, Varrehhe annullata egli stesso. »
'2'A-l KPIHTOf.AlUO. flSfi4J
(Ielle |)ro\iii<ie luipoletiine ; un moto Siciliano iso-
lato ciulrel)!»' nel Ux^dlìxiiio.
Fate (|uel che j)otete in (piesto senso.
(ìiien-a all'Austria — l'orniazione d'un secondo
esercito di volontari ;
Apostolato reinil)l)licano intanto i»el dojx), e s'è
possibile, organizzazione segreta.
Se nel venturo mese s'agisce, gli eventi ci da-
ranno norma. Se, sventuratamente, non s" agisce,
trasformerò il Dovere in giornale di Keligione e Po-
litica — e parleremo chiaro su tutto.
Addio, caro Libertini. Scrivetemi sulle tendenze
del Paese (piando il braccio lo i)ermette.
Vostro sempre
Giuseppe.
Eingraziate l'amico delle sue linee.
v^rMCcrcix.
A (tIT'seppe Petroli, nel carcere di S. Michele in Roma.
[Londra. .. giugno 1804].
Fratello,
Il vostro saluto m'è più che caro, ^'oi siete uno
dei tre o quattro uomini ch'io stimo davvero in
Italia ; e mi siete inoltre sacro pei patimenti e pel
nobile modo serbato in essi. Soltanto, sento profondo
nell'anima, come Italiano e per la mia parte, il ri-
mborso del non aver infranto le vostre catene. Sperai.
V^IMCCCnX — Inedita. I/antografn si conserva pres.<!o
la famiglia Frattini di Terni.
[1S()4] KPI.STOLAKIO. 2;i5
(luandVi-avate a l'aliano e io ordinava segretamente
(la (Jenova, presso a Bertani, la spedizione che poi
falli sujili i-^tati Romani. vSi)eiai nuovamente da Na-
poli quando (}ai[il)aldi] sera deciso a movere su
Koma e fu trattenuto dal re. Non sperai nella mossa
che sì concliiuse con Aspromonte. Né spero ogf>i se
non dall'impresa A'eneta. alla quale lavoro e che
darebbe adito di raccogliere un secondo esercito di
volontari e di avviarlo su Roma. Ma di questo e
dei miei disegni non giova parlare. Soltanto sappiate
ch'io non v'ho dimenticato mai e che uno dei piti
forti stimoli alla costanza nell'oliere è la speranza
del liberare voi e i buoni che sono con voi dalla
prigione nella quale da lungo giacete. Sento io pure
nel core qualche cosa che mi dice che vivrete e com-
])irete la vostra missione. Non so se io vi vedrò.
La vita passata ha minato le mie forze e sono af-
flitto da una malattia della spina, il cui ultimo as-
salto m'ha tolto mezza la vigoria delle gaml)e. Co-
nosco e stimo d'antico Trattini, al quale, se avrete
modo, vorrete ricordarlo. (^) Non posso dir lo stesso di
Lesti, la cui condotta si sviò dalle buone norme (-) se-
gnatamente durante l'assedio, e mi diede vero do-
lore. Se non che ei i)atisce ora e per opera d'inicpii.
e non direi quel che ho detto se non a voi. "S'orrei
(') Il conte Fedei'ico Fra •tini, di Terni, era detennto nel
carcere di San Michele col Petroni. con il quale poi c(nitra.sse
parentela. Ved. A. ("o.mamiixi. ('(tsi)ii(izio)ii di Romagna, ecc..
cit.. 1). 518.
(-) Lorenzo Lesti, antico affiliato alla Glorine Itdiiu (ved.
la nota alla lett. CCLXXXIII), detenuto fino dal 1853 nel
forte di Paliano, poi nelle carceri di S. ilicliele. insieme col
Petroni, con cui non amlava sempre d'accordo. Ved. A. Comax-
UINI, Cospiraziani di Romagna, ecc., cit., p. 499.
280 KlMSTOLAIilO. I1.S64]
]Mir Nt'dcrc il l'iiiiciiillo \<»s1r(»; iiui per esser huoiio
e ;ini;iie viiiliiieiite hi ]);itri;i ci non li;i «lawcio bi-
sojfiio (li me: j;li l)jist;i il ]);ulii'. Noi, ])iiì ])('!• l'or/a
(li fati c\w (ruoiniiii, (•Hiiiniiiiiaino ]<i])i(lani('iiti' ab
bastanza alla xilloiia del nostro i(l(nil('. I/opiiiione
traviata va rii'accndosi buona. Il nialcontcnlo T' ). vesso
die universale: non esistono monai'chici, esistono ojt-
port ini isti. Manca ancora al paese la coscienza della
propria l'orza; e l'unico appoggio alla Monarchia è
la i)aura, paura della Francia e dell'Austria. 11
giorno in cui (piella paura cadrà, cadranno con essa
tutti i fantasmi eh' oggi scimmiottano la vita. Dio vi
serbi a quel giorno, e al lavoro che meditate. Cono-
sco da molto e stimo Ant[onio] Martinati. (^)
Addio, fratello mio, povero martire del (Jinsto
e del A^ro. Pensate a me coll'amore con cui penso
a voi.
Vostro sempre
Giuseppe,
y\ mando un ])iego per aiuto fraterno.
(') Antonio Martinati, sul quale veci, la nota alla lett.
VCOCLXIII. Consegnato nel 1858 dal Governo toscano alle
autorità austriache, stava in quell'anno confinato a Vicenza, che
era la sua città natale. Ved. A. Ca.MAXDiM. Cospiruzioni di
Romagna, ecc., cit., pp. 223-225.
[1864] EPISTOLARIO. 237
TMMCCCCX.
A Ekgisto Bezzi, a Milano.
[Londra, .... giugiio 1SG4].
Fratello,
Ho la vostra.
Do al viaggiatore, amicissimo mio, pei- IMine e
altri punti. Sarà l)ene nondimeno se anche Ta la-
chini aiuta.
Non ho bisogno di dirvi che serbiate segreto
viaggio e viaggiatore.
Ho le migliori notizie del Friuli. Maturo un
colpo che, col nostro, può riuscir decisivo. Ma ho
timore di vedermi esauriti i mezzi. Per tutto ciò
che v'è di pili sacro, vedete di persuadere Gua-
st[alla]. Miss [or] i e tutti a non disviare le poche ris-
sorse in concerti all'estero, ^[antengano l'accordo
fatto con me, che era quello di lasciare a noi l'ope-
razione da questa parte e di portare rissorse e oj)e-
razioni sul basso Po. V'è anche là bisogno di fucili ;
poi d'un fondo di Cassa militare. E io sarò esau-
rito dalla necessità del moto nella vostra provincia.
È possibile non vedere che un assalto all'Austria
sul Veneto porge dieci volte più opportunità all'Un-
gheria che non tutte le spedizioni del mondo? È
possibile voler andare a cercar l'Austriaco sul Da-
nubio quando l'abbiamo sul Mincio? È possibile vo-
ler lavorare a due cose quando non abbiam quasi
danaro per una?
VMMCCCCX. — Piibbl. da G. Locatellx-Milbst op. cit..
pp. 233-234.
2JiS i-.i'isioi.AKio, |1S(;4]
l*r()S('<,niiti' a <»Kiii modo il No.stro lavoiu con
.Most[o].
Xoii v'ha dubbio che i revolvei-s devono essere
pagati dal iiiuleo di (ìeiiova. Io non li avrei mai
presi a S() franchi.
M[anci] non dinienti<'lii T insinuazione di conve-
i^no a Klapka, se jili viene occasione.
Date airamico modo d'abboccarsi, tornando in
l\iva. Ho bisojino cli'ej;li faccia certe osser\a//K)ni
locali.
Sarà inutile che diate anche per Trento. VA i»uò
portare indietro comunicazioni loro. E inoltre, i)otrà
dire a quei buoni come lavorino nel Friuli.
Vostro sempre
Gl.USEl'l'K.
VMMCM'CCXI.
A Ergisto Bkz'/a. a Milano.
[Londra, .... giugno 18(54].
Caro Bezzi,
Eccovi una lettera per C[airoli]. Insisto sulle
stesse cose. Lejijietela prima: poi fate ch'ei l'abbia.
Non v'irritate. Io aveva preveduto che un ('o-
vMMMCCCCXI. — Pubbl. da G. Locatelli-Milesl op.
fit.. pp. 234-235. A tergo della lett . il Mazzini annotò : « Per
50. [Bezzi] con ricordi d'affetto a voi e raccomandazione
per l'amico latore.
« P. S. — L'amico latore non parte e mando per la posta. »
Probabilmente, come in altri casi, il Mazzini inviava la lett.
a V. Brusco Onni.s, perché la rimettesse ad E. Bezzi.
[l.Sfi4J EPISTOLARIO. 289
mitato Centrale nuocerebbe pili ch'altro; e perciò
lìn dal principio m'opposi. Gar[ibaldi] avrebbe do-
vuto intendere ch'egli doveva dirigere l'azione, io
i preparativi. E a quest'ora probabilmente eravamo
a segno. Ma ora, la cosa sta in mano dell'interno.
È sui nostri là che bisogna agire. Non monta gran
fatto il mese: giugno o luglio; monta, il fare.
Se avessi mezzi sufficienti, verrei senz'altro. Ma
venire senza e non poten<lo fare che discussioni, in
verità non mi va. Se chi è partito riportasse una
determinazione dei nostri di fare al modo eh" io
chiedo, sarebbe altra cosa.
Vostro tutto
Giuseppe.
VMMCCCCXII.
A Vincenzo Britsco Onnis, a Milano.
[Londra], 2S [giugno 18041.
Caro Brusco,
Vi mandai su vostra richiesta, la formola : II. 10.
13. — 19. 1. 7. 17. 20. 21. 22. — VI. 2. 15. 11., etc.
— V. 5. 3. 6. 12. 4. 13. — 13. 11. 15., etc. — Poi, il
giovine amico vi recò, se non lo obbliava, la conferma
ch'io aspettava l'invio, da farsi subito dopo il I. 14.
15. 16. 17 9. VI. 8. 9. 17. 13. 5. — IX. 9. 21. G.
3. 29., etc. Nulla. Ora, non m'accusate di lentezza.
VMMCCCCXII. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Mii.seo del Risorgimento di Roma (fondo E. Xathan). Non ha
indirizzo.
240 EPISTOLARIO. [1804]
Som vecchio, non bene e con mille acciacchi; e inoltre
i, 1. S. 1). 2;{. 2. U. 1;'). 111. 3. 8. — anche I. 2.
:>. — '21. (). 13. 111. 14., etc. aumentati. Se neces-
siiiio, non esito; per nulla, no. Aspetto dunque li.
7. 8. lo., etc. E ne per caso non aveste ricevuto la
formola, mutate in: VI. 24. 7. 8. 10. 28. 29. E sia
a II. 7. 10. 14. 22. 1.3. 20. di cui sapete. Non so
perché, non sento in core fede implicita. Se mai,
mi dorrehl)o andasse perduto quel poco danaro rac-
colto a sudore.
Vostro
Giuseppe.
Richardson deve aver mandato oggi un mille
franchi in circa a Benedetto. (^)
VMMCCCCXIII.
A (Jaetano Semenza, a Lonrlra.
[Londra giugno 1SG4]. domenica.
Caro Semenza,
A^' acchiudo un pi'ogramma di Letture. La Mario
merita veramente d' essere udita. Vorrei che la Sala
fosse piena. Finanziariamente, abbiamo spese gra-
vissime: moralmente, sarebbe manifestazione in fa-
vore d'Italia. Se potete aiutare V intento, fatalo.
(') Per il fondo raccolto in Londra, dopo la visita di Ga-
riahldi. Sul Richardson, vdd. la nota alla lett. VMMCCCXLIL
VMMCCCCXIII. — Inedita. L'autografo si conserva presso
gli eredi Semenza. In una busta, di pugno di Mazzini, sta l'in-
dirizzo : « Signor Semenza, Brompton Crescent. »
[18G4] EPISTOLARIO. 241
^'edrete dal programma che non vi sono se non
due prezzi: Staìls, mezza corona: tutto il resto, uno
scellino. Se credete poter collocare biglietti fra Ita-
liani, non avete che a chiedermi; ne ho deposito.
Gli amici Audreoli, Bezzi, (') etc. potrebbero giovare.
Sperava vedervi e la signora Semenza quando
pranzai in casa di Mazini; ma eravate a Brighton.
Sono occupatissimo questa settimana ; ma farò di
vedervi nella ventura. Spero del resto incontrjirvi
domani sera in casa di Ashurst. Credetemi
vostro sempre
Gius. Mazzini.
YMMCCCCXIV.
TO Matilda Biggs, Barden.
[London, Jnne 18G4]. Thursday.
One thing is really good and comforting in your
last note, dearest Matilda; and it is its being
written not in pencil. You were somewhat better;
Giovedì
Vna cosa è veramente buona e confortante nella vo-
stra ultima letterina, carissima Matilda: che cioè non
l'avete scritta a matita. Stavate un po' meglio allora ;
(') Lo scultore Angelo Bezzi, più volte ricordato.
VMMCCCCXIV. — Pubbl., in parte, da E. F. Richards,
op. cit , voi. Ili, p. 83. L'autografo si conserva nel Museo del
Risorgimento di Roma (fondo E. Xathan). Non ha indirizzo.
La data vi fu apposta da M. Biggs.
Mazzini, Scritti, ecc.. voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVIJ). 16
242 EPISTOLARIO. [lSi;41
UIC yoii so iiow? Is llic wvy windy Jiiid uiisctllctl,
stili warm weatht'r hiMielitiiig you? IMease to Icll
me llial in cvcM-yonc ot" yoiii- notes; you do noi
laiow liow nini-li unconirortal)l(' and liil<;('11y ;d»out
you 1 ani, spite of niy lon}^ sik'uee. And as to
wliat you noticed in your hefoie the last note, oui-
s))eaikinji,' very little about you bere, do you know,
deal-, tliat in two nionths 1 bave had perhaps Dite
lialf evening witb Caroline alone? We scaicely
evei- speak togetliei-: Ioni- days on tbe seven sbe is
L!,en( rally ont : the otiiei- tbree tbere are visitoi-s.
•Tust on tbe very day in wbicb I bad written to you.
I ba])pened to tind ber alone in tbe first i.art of
tbe evening-, and sbe spoke about you, telling me
bow poorly you were. As for Emilie, dear, I know
tbat you are faultless. Sbe never spoke about you
individually; but sbe expressed a general feeling
contiiuiate anche adesso? Vi fu l)eiie il tempo tiepido,
sebbene ventoso e ineostanteV Vi prego di dirmi tutto
questo oj-ni volta che mi scrivete; non immaginate come
sia agitato e inipiieto per voi, malgrado il mio lungo si-
lenzio. E (pianto a ciò che mi avete fatto notare nella
vostra penultima lettera, che noi qui parliamo molto poco
di voi, sapete, cara, che in due mesi sono stato forse ima
mezza serata con Carolina sola'.' È difticile che possianm
parlare insieme: (luattro giorni su sette essa è general-
mente fuori di casa : gli altri tre lia visite. Proprio il
giorno in cui avevo scritto, per caso la trovai sola nella
prima parte della sera, e allora mi parlò di voi e della
vostra non buona salute, (guanto a Emilia, cara, so bene
che non avete nessuna colpa. Essa non ha mai parlato
particolarmente di voi; ma si è espressa in generale, di-
cendo di sentirsi non gradita. Tutto ha contribuito a
[1S()4] EPISTOLAUIO. 243
of heiug 11 11 welcome. Anytliiiii: lends to llial : lier
lie;ii-iiii>- of a contact betweeii iis and Linda ; a cev-
lain coolness existin«i- now between Jessie and lier:
Toni Tayloi's invitation contrasted by ber and Carlo
witb tlie fact of tlieir not having been iuvited by
^^'illiam: oiir speaking Englisb dnring the evenings,
wliicli Carlo cannot understand : and so on. It
cannot be helped. Jessie is stili bere, leaving
for Soutbsea on Saturday, and takiug witb ber Har-
riet Xatban. Mrs. Natlian will go, it seems, on tbe
first days of Yiily, and leave ber for some tbree
inontbs witb Jessie. Do you ever see tbe iiew
weekly paper from Holyoake The En(/1i}<h Leader f (^)
Its price is two peiice. It is a large paper and
good enougb. Tliere are in tbe first tbree niimbers,
tbe only appeared. tbree articles on Garibaldi's
darle questa impressione; l'aver essa udito di un ravvi-
cinamento fra noi e Linda ; una certa freddezza esistente
ora fra Jessie e lei ; l'invito di Tom Taylor, contrapposto
da lei e Carlo al fatto di non essere stati inviati da Wil-
liam : le nostre conversazioni in inglese, quando ci tro-
viamo insieme la sera, lingua che Carlo non conosce :e
cosi via. Non c'è rimedio. Jessie è ancora qui, partirà
sabato per Southsea e prenderà con sé Harriet Nathan !
Sembra che la signora Nathan vada via ai primi di lu-
glio, e che la lasci un tre masi con Jessie. Vedete mai
il nuovo giornale di Holyoake. The Enf/lish LeaMer? Costa
due pciìcc. È un gran giornale e abbastanza buono. Nei
primi tre numeri, gli unici pubblicati, vi sono tre arti-
coli sul viaggio di Garibaldi in Inghilterra, scritti molto
(') A quel periodico il Mazzini aveva promesso di colla-
borare. Ved. la lett. VMMCCCLIX.
244 KI'IRTOLARIO. flSM]
joiirncy lo l']ii^'l;iiid. xcry clcvcr jiiitl coinicjilly
wrilh'ii. Tlicre is n ^.mcmI i>i-()l);il)ility for yonr bciiii;
(li-ivt'ii, iiltlion^'li very i-elnct;intly, to w.w Un- Dcn-
ni;irk. In tliis cast», cliances would he iiicveMsin<f
Foi- Olir own niovement and T Avonld vanisli. Doai'.
iny woikinj; nien are only ignorant, and T sliall. in
a short while, bring them back to jjood senso. I
ani iiot eiitirely ajireeing with yoiir view aboiit ex-
clnsively feniinine Societies; mixing them np and
tliinking tliat by tliat sometliing has been atchieve<l
is merely snbstitnting an ilhision to a reality. Wheii
a wliole element, a class, wants emancipation, tlie
liist tliing is Sei f -a sserti on : to prove that yoii are
eqiial, not only claiming rights, biit proving that
you are capable of exercising them. The element
must coalesce together, and compel, collectively, the
l)riviliged element to terms. Look at the working
classes. Through the foiindation of fJieir Societies,
bene e con spirito. V'è grande probabilità ebe siate spinti,
pur contro voglia, a combattere per la Danimarca. In tal
caso, aumenterebbero le probabilità per il nostro moto,
ed io sparirei. Cara, i miei operai sono soltanto igno-
ranti, e in poco tempo li ricondurrò al buon senso.
Non sono del tutto d'accordo con voi riguardo ad Asso-
ciazioni esclusivamente femminili : il mescolare uomini e
donne credendo con ciò di aver ottenuto qualche van-
taggio, vuol dire unicamente sostituire un'illusione alla
realtà. Quando un intero elemento, una classe, vuole
Temancipazione, il suo primo atto è quello di affermare
se stesso : per provare che siete uguali, non solo col re-
clamare dei diritti, ma col dimostrare che siete capaci
di esercitarli. L'elemento deve fondersi e, collettivamente,
costringere l'elemento privilegiato a venire a patti. Guar-
date le classi operaie ! Con la fondazione delle loro As-
[1SG4] B3'IKTOLARIO. 245
I feel sure of luniiig Equality woii liy tlicm in Ituly,
l)()litk'all.y Avithin fìve or teii yeai-s, ecoiiomically
witliin teli or tweiity. Emaiicipatioii is iiotliint; bnt
c"i])ability a scerta iiiecl ; aud to have it ascertaiiied,
voli must be alone and eonspicuoiis. If they would
have begun by merp'ing in Masters' Societies, tliey
would have perennially nnderjrone their influence,
and never edncated themselves to a consciousness
of their own rijjhts and strength. Of course, what
influence for good they uoav can exercise amongst
nien, they do. I>ut fhaf is not the qiiestion to solve.
Bless yon, dearest Matilda. T shall Avrite a^ain
soon. Ever
your loving
Joseph.
sociazioui, sono sicuro che conquisteranno l'eguaglianza
in Italia, quella politica entro cinque o dieci anni, quella
economica entro dieci o venti. Ij'emancipazione non è
che l'affermazione della capacità ; e per affermarla, bi-
sogna essere soli e in vista. Se le Associazioni operaie
avessero cominciato a confondersi con le Associazioni dei
padroni, avrebbero dovuto eternamente subire l' influenza
di queste, e non avrebbero mai acquistata la coscienza
dei propri diritti e della propria forza. E tutta la buona
influenza che esse ora possono esercitare fra gli uomini,
naturalmente l'esercitano. Ma la questione da risolvere
non è questa.
Dio vi benedica, carissima Matilde. Pi-esto scriverò
di nuovo. Sempre
vostro affezionato
GlUSEPPK.
LMC. KiMSTO],Ai;i(>. flS(;41
v.M.M('('('(:X\'.
To E.Mii.iK Asm KST Venttui. Loiidnii.
[I^ondoii. .lune ...., 1S04]. Tiics<l;i\.
Emilie {\viìv.
Idillici- (»ii Tlmi-sday oi- Satnrday, wc shall j^o lo
llic Africa ine. li' yon will iiot jio, oii acconiit of
llic Tace, I shall iciiict il : althoiifili in a cab (o
Th[ni-loe] S<i[naiv] and i'ioiii there in a cai-ria^e to
the Opera, yoii do not lain aiiy risk. Biit if you
will l'eluse on account ol othei- to me uniutelli*;ihle
i-easons, T slial] «^i-ieN'e and feel dis])leased. Shall I
he doomed to yo v>ìt\ì Miss Kemond alone? 1 usually
l»ut aside from auy money 1 receive of mine a t'raction
loi- presents to fi-iends 1 love. This time 1 had, uii-
usually, some ]>ait of credit ])aid hm-k hy a Konian
Martedì.
Emilia Cara,
() (Jiovedi o sabato andremo all'.4/r/c«i'rt. Se voi non
volete venire, a causa del viso, me ne dispiacerà : hen-
i-lié in vettura da Thurloe S(iuare e di là in carrozza al-
VOpcid. non correte nessun rischio. Ma se rifiuterete per
altre ra.nioni che per me sono incomprensibili, ne sarò
addolorato e contrariato. Sarò destinato ad andare solo
con Miss liemondV Di solito, io metto da parte, dal
danaro mio che ricevo, una somma per regali agli amici
a cui voglio bene. Questa volta ebbi, insolitamente, la
restituzione di una parte di -un credito fatto a un ope-
raio romano; e la somma aumentò. Se preferisco di spen-
7MMCCCCXV. — Pubbl. da E. F. Kichards, op. oit.,
voi. III. pp. S3-84. L'autografo si conserva lul Jluseo del Risor-
gimento di Roma. Non ha indirizzo.
[l.Sn4] EPISTOLARrO. 247
workman ; aiul the fraction iiicreased. If I chose
to spend it in au Opera Box, why oii eartli would
you object? Why vshouhl you accept two guineas of
cigai's fi-om me and wonhl lefnse thirdy shillings
exi>ense tor hearing together a work of art? I repeat
again : 1 «hall have a box, no matter how; I shonld
like very mudi to commune with you in Meyerbeer;
wliy shonld you refuse to do so?
1 shall, if 1 can, bring to you to-morrow the
Fortnightìy, (^j etc. Stili, if Carlo happens to walk,
he might come and take it for you.
Wolff has written.
How are you?
Ever your loving
JOSEPp.
(lerla in im paleo all'Opera, perché mai dovreste fare
(Ielle obbiezioni? Perché dovreste accettare due guinee
di sigari da me, e vorreste rifiutare una spesa di trenta
scellini per sentire insieme un'opera d'arte? Lo ripeto
di nuovo : avrò un palco, non importa come ; sarei molto
lieto di sentire con voi Meyerbeer ; perché dovreste rifiu-
tarvi?
Se potrò, vi porterò domani la Fortnit/lifli/, ecc. Oppure,
se Carlo per caso facesse una passeggiata, potrebbe ve-
nire a prendervela.
WolfE mi ha scritto.
Come state?
Sempre vostro affezionato
GlI'SEPPE.
(') In quel pericdicn T. A. Trollope (sul (iiiale ved. In
lett. VMM<X'LI) aveva recensito un nrt. di A. Mario .sul
f'ornhill Mngnzine. intitolato: The Red Shirt in f'nliihrin (La
€oniiria rossa in Calabria).
24S EPISTOLARIO. [1864]
VMMCCCCX\I.
A Savkuk) Fkiscia. il Napoli.
[LoiKli-iiJ, 4 luglio [lsr,4J.
Fratello,
Kl)i)i la vostra del 9 giugno.
lù'covi risposta per Caltaiiissetta. (\)
rerclié il Partito mancu di direzione, d'organiz-
zazione e di concetto in Sicilia? Di chi è colpa se
uon del Partito stesso?
Il concetto che deve dirigere il Partito è chiaro
e lo indicai pili volte. Sul terreno pratico, Venezia :
concentrarvi tutti gli sforzi; parlarne, scriverne
sempre: chiedere azione ai Veneti: chiedere guerra
all'Austria al Governo : agitare in modo che l'agi-
tazione stessa diventi un'offesa all'Austria e generi
mali umori tra essa e il Governo : raccogliere fondi
per l'impresa: non distrarne per altro: non sotto-
scrizioni per altra cosa, comunque santa in sé. Quando
s'ha uno scopo, bisogna conquistare quello prima di
passare all'altro. Parte della sottoscrizione al Comi-
tato Centrale o a Garib[aldi], parte, quando i contri-
buenti non s'oppongono, a me. — Sul terreno teorico,
dell'avvenire: ajjostolato rei^ubblicano : guerra ai
])regiudizi popolari contro il principio: provare co-
me i vizi della situazione dipendano dall'Instituzione
e non possano avere rimedio da un cangiamento di
VMMCCCCXVI. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo.
(') La lett. Alla Società Operaia di Caltanisseifa, in data
4 luglio 1864, che VUnità Italiana di Milano pubblicò nel n.
del 14 dello stesso mese.
[1864] EPISTOLARIO. 249
^rii'.istero: avvezzare all'idea che s'iia da compii-e
r impresa ^'elleta o, se il Governo s' oppone, s' lui «Li
rovesciare il Governo.
L'orjjanizzazione dovrebb'essere pubblica- e se-
.yreta : associazioni legali e a un (empo, raccogliere
in organizzazione segreta, in un corpo comjìatto,
(pianti accettano l' idea repubblicana.
Direzione: qui sta il tutto; e panni veder tro])pi
smembramenti. Per me, per voi tutti, l'ideale dovreb-
b'essere la formazione d'una Direzione segreta nella
quale entrasse un delegato della Falange Sacra —
uno della Stella d'Italia (^) — uno d'ella frazione re-
pubblicana della Massoneria, e via cosi. Lasciando
tutto ciò cli'è pubblico avere la pro]>ria direzione
(]ualunque siasi, quel rischio dovrebbe guidare invi-
sibile tutte le organizzazioni segrete che, apparen-
temente, rimarrebbero distinte. Pensateci.
Spero nell'azione di quest'anno; ma bisogna par-
lare della necessità di fare sul Veneto agli uomini
del Comitato Centrale e a Garibaldi. Bisogna ve-
gliare a che Gar[ibaldi] non si lasci sedurre da ani-
ma viva ad allontanarsi dall'Italia, ciò che sarebbe
delitto. So che altri tenta trascinarlo nei Principati :
impedirlo. Nei Principati non abbiamo bisogno di
lui: si agirà senza. In Italia invece nessun moto
\m<) aver luogo senza lui.
Xa]ìoli? Badate che urge stendere qualcuna delle
vostre organizzazioni nelle Provincie. Il giorno in
cui avremo certezza di trascinare le provincie di
terraferma, una iniziativa, date circostanze pro])izie,
potrà escire da voi : senza quello, no.
(^) Associazioue cou tendenze rei)ul)blicaue, che era stata
fonrJata a Palermo.
250 Ei'iKTOi.Auio. [1864]
IJisoj^iiii prolitlnrc tlcll'ciit iisiasnio suscitalo da
(}ai-[il)al(li] ]>er intavolare sotiosci-izioiii. È la ini-
siliorc testimonianza che i Xa])oletani jxissano dai*-
i;li. IO in \ei-i1à se i^li niandassei-o il danaro che
s])endono nella jiita, (') farebbero ])in piacere a lui e
bene al ])aese. È tempo che intendano che il gri-
dare entusiasmo e dir}z;li: «Date il segnale.» senza
dargliene i mezzi, è indegno del Partito. Noi, s'oggi
jtossiamo operare, siani certi d'esser seleniti dai-
ITugheria. dai J'rincii;ati, dalla Serbia, dalla Po-
lonia ridesta. Se pavssa l'anno, perdiamo il terreno.
11 l'artito deve mostrarsi serio determinando. I.e di-
mostrazioni, le grida sono oggimai al disotto di noi.
Addio: vogliatemi bene.
\'ostro sempre
(jlUaVA'VE.
VMMCCC(;X\'ll.
Al) Adriano Lemmi. ;i Torino
[Luiuh-a], 7 lugli» [l.S(!4].
Caro amico,
A dir vero, io aveva deliberato di n(m più scri-
vervi come inutile e peggio che inutile. \'oi, ikui
(') Può dirsi che dal momento in cui Garibaldi era giunto
ai. l.sfhia si erano recati colà a rendergli .omaggio, o meglio,
a infastidirlo, numerosi patrioti e rappresentanti di nuuiicipii
e di società democratiche, ecc. Né era valso l'avviso dato dai
medici curanti del Generale. E. Albanese e G. Basile, « a volersi
astenere di visitarlo per (pialche temix). » Ved. VT'nJtà Ita-
lìana di stilano, dal 27 giugno 18G4.
VMMCCCCXVII. — Inedita I/autografo si conserva nel
Museo del Kisorgimen^o di Roma (fondo A. Lemmi). A tergo di
esso, di pugno del Mazzini, sta l'indirizzo : « Adr. Lemmi, w
flSfl4] RPISTOLARTO. 251
80 per qnnle cagione, non mi siete i)iti amico come
nna volta. Ma Filijìix) mi jìaila di voi e della pai--
tita d'armi di Londra e dei 14,000 trancili di Me-
dici. E vi scrivo una parola su (piesti ultimi.
Adriano, qui non si tratta di me né d'allro in-
dividuo. Si tratta del Veneto. E dico che quando
il Veneto chiede armi, è del)ito assoluto di quei c!ie
s' intitolano Partito d'Azione di darle, se può. l'ate
quanto è in voi per sollecitare 1' incasso di (piel da-
naro: poi, conj'egnatelo a M')sto o a chi volete del
nucleo de' vostri amici in ()en(>\'i — o seihatelo
voi, avvertendomi che lo :i\«'tc, tanto ch'io vi dica
come erogarlo — o com])ratene voi stessi, ]»ot(Mulo,
armi raccogliendole, possibilmente, nelle lo<';ilità del
Centro più prossinu) al basso Po — fate insomma ciò
che vi pare per sottrarre (piella somma a me in cui
non avete fiducia, ma sia ad un tempo sacra al Ve-
neto. È tutto quello chio chiedo.
Addio : vostro
GlUSElTK.
VMMCrCCW'lIT.
A GlX^SEPPE GaRIRALDI. il Isfliia.
[Londra 1. 7 luglio [1804].
Caro Garibaldi,
So la vostra determinazione.
Non cerco di dissuadervi perché so che io non vi
riescirei. {/) La deploro prol'ondamente. Quanto all'L
VMMCCCCXVIII. — Inedita. L" autografo si conserva
presso gli eredi di E. Guastalla, a Milano.
(') Al Mazzini era giunta notizia ohe segreti accordi tra
il re e Garibaldi, riferentisi a una spedizione di volontari in
252 EPISTOLARIO. [1S04]
talia, equivale a una dichiarazione che voi disperate
d'essa e produn-à tristissimi effetti morali, (guanto
al resto, secondo ogni probabilità, in agosto riesei-
remo ad agire anche senza voi, mentre sul \'en[eto]
.siete iinlispensabile. La vera base di tutto il moto
è il Veneto. Nelle altre parti, la posizione è in aria.
In nome di Dio, ripensate. \'oi siete, temo, nelle
mani di raggiratori governativi, il cui vero sco])o
è di cacciarvi fuori d'Italia, a pericoli senza grandi
risultati, forse a peggio.
Se persistete, non dimenticate che la Serbia è
la più virile, armata e nemica dell'Austria jìopola-
zione che sia in Oriente : la metà della sua popola-
zione è soggetta all'Austria.
Non vi fidate del principe Couza ; (,\)èuomo senza
fede e strumento di Luigi Napoleone. Kosetti, Bra-
tiano, (jrolesco, sono i miei amici in Bucarest: (-) po-
tete tidarvene.
f>rientp per suscitarsi un moto insurrezionale, si stavano ma-
fiirando ad Ischia (ved. la nota alla lett. VMMCCOCI). E non
ostante egli fosse amareggiato che tutti quei preparativi, tutti
rjuei misteriosi conciliaboli si facessero a sua insaputa, non
ostante le decisioni che erano state prese a Londra per una
comune intesa, il Mazzini tentò quest'ultimo disperato ap-
jK-llo alla concordia.
(') Principe della Moldavia e della Valacchia, non ostante le
decisioni prese in contrario nel Congresso di Parigi, ma ricono-
sciuto tale per la pnx-lamazione di .Tassy del 17 gennaio 1850.
dovette sempre lottare contro continue crisi ministeriali, non
sopite né anche dopo il colpo di Stato del maggio 1864. Tenne
sempre una linea di condotta ondeggiante nella lotta dei partiti
polirici ; e dopo la rivolta militare e parlamentare della notte
dal 22 al 23 febbraio 1866, dovette abdicare e andare in esilio.
{-) Con i due ultimi il Mazzini era in relazione fin da
quando aveva fondato il Comitato Democratico Europeo. Ved.
la nota alla lett. MMMCLXXX, e Al. Crktzianit, Din arhiva
lui D. Rratianu; Bucarest, 1934, voli. due.
[ISC4] EPISTOLARIO. 253
E se persistete, ecco ciò die dovreste fare per
r Italia. Ve lo dico per coscienza, l)eiiclié creda clic
non lo farete.
Lasciate due linee vostre die dicano che quanti
hanno a core di secondare in Italia la vostra ini
presa dovrebbero intendersi con me in vostra as-
senza.
E lasciate due linee ai \'eneti che dicano a un
dipresso: «Vado a tentare una impresa pel bene
d'Italia e di tutte le Nazionalità oppresse. È vostro
dovere agire quand'io agisco. Siete in obbligo di
farlo, perchè riesca la comune impresa e perchè l'I-
talia non meriti la taccia d'essere l'ultima tra le
nazioni. La guerra simultanea di tutti sarà la vit-
toria di tutti. » Quese linee, mostrate prima soltanto
al Comitato Centrale Veneto, non sarebbero pubbli-
cate se non quando sareste in azione.
Io farò di tutto per agire sul A'eneto, se riesco
ad avere un po' di danaro, ciò ch'è pur troppo dilìì-
cile.
Le linee riguardanti me non sarebbero mai mo-
strate se non in segreto.
Dovreste lasciarmi ^Menotti. Vi rappresenterebbe
sul ^''eneto.
Addio, con dolore. Dio v'aiuti I
Vostro amico
Grius, Mazzini.
2r>4 WiSTOI.AUKt. flSf!41
A Dkmktkhi T>[Axrn,i.A Mri.i.r.it, a Tdiìiìo.
Londra, 7 liif?lif» l^fi4.
Cnro >rnll(M-.
Non hiso^iui che jilti-i s" esageri lo (lis])osizi<mi
l)iici(iclio iiiiiicsi. 1 Mhiistii stessi, coineché Iciitiiiido
(><4ni cosa |;ci- la pace, (lic<)ii() ai loro intimi di eie
(Icic clic sai-anno liascinati a gnci-ra. E sani inevi-
tabile se i l^anesi, peii/etuando la resistenza o la
protesta armata, costrin<;()no gli Alleati ad assalir
ropenaj»lien. Persisto del resto a dire che se noi
assalissimo, j^l Inolesi, non sentendosi ))in isolati,
aj;irel)l)ero essi pure.
So (pianto si prepara: ignoro se per ojjera del
re o del Ministei'o. Lo deploro. Ma è ragione di i)iii
perché s" agisca nel \'eneto. Ogni impresa altrove
sarà in aria e senza base. Là è la vera base. Io non
ho pili voglia di scrivere inutilmente al re o ad al-
tri. Ma spetta a quei che sono in contatto di fargli
sentire che nella smiifJtfdicifà deirazione è il segreto
della vittoria, e che, in verità, fare altrimenti è co-
I)rire di vergogna l'Italia e sé.
\'oi fate quanto potete p*er aiutarci, per far can-
giare quella carta, C) etc.
Scrivetemi. Vostro sempre
GiT'SElTE.
VMMCCCCXIX. — Pulilil. in Corrispondenza inedita, oit.,
p. OS, quindi in PoIUirn ser/ela Uiiìuina-. eoo., cit , p. lO.S.
(') I quattro miliciui di ruhli, sui (inali ved. la nota alia
lett. VMMCCXCII.
[1864] Ea>ISTOLARIO. 255
V3IMCCCCXX.
To Matilda Biggs, Bardeu.
[London, July Sth, 18(>4]. Friday.
Deai-est Matilda,
IIow are yoii? IIow are ali tlio.se avIio surround
jou? Emilie, a.s you kuow, is ili in bed from au
ahseess, Avhicli aaìH, I fear, take two davs more to
break. Botb tlie celebratiou of ber birtbday and a
dinner wbicb was to take place at Ricbmond gìven
by Mrs. Xathau before leaving bave been coiinter-
mauded. Jessie is at Soutbsea, sileut and absorbed
in a novel. Mrs. Taylor is stili very weak from
ber t'ever-attack. Bessie and William are flourisbin"'.
Venerdì.
Carissima Matilde,
Come state? Come stanno tutti (luelli clie vi circon-
dano? Emilia, come sapete, è a letto con un ascesso che
si aprirà, temo, soltanto fra due giorni. Abbiamo dovuto
rinunziare tanto a festeggiare il suo compleanno quanto
a prender parte al pranzo che la signora Nathan doveva
dare a Richmond prima di partire. Jessie è a Southsea.
silenziosa e assorta in un romanzo. La signora Taylor è
ancora debole in seguito a un attacco di febbri. Bessie
e William stanno benissimo. Carolina adesso è sola, poi-
VMMCCCCXX. — Pubbl., in parte da E. F. Richards. op.
cit.. voi. ni, pp. S2-88. L'autcgrafo si con.serva nel Museo
del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ha indirizzo.
La data vi fu apposta da M. Biggs.
2r)fi EPISTOLARIO. ri8'»41
( inoline is iiow alone. lìJivinfj; Ikhmi loft 1).V Maria Slaiis-
l'cld ; (^) an<l yostcì-day cveiiinjj was the first, after
tei! (lays I lliiiik, in wliicli we liad the pleasure of
sittiii^ al cards, she, Venturi and I. The out-of-
the-cirele i)r()S})ects are storniy: and forward as we
are in tlie yeai-, it mi^ht be that before its end the
l()nj;-ini]»endinf]j stoi-m l)ec()ines a reality. Only, it
is nseless now to speak abont it ; I sliall ])erha])S
after llie 15th. Do yon read the j^reat party-<le
bate? T do; and convince myself every day more
tliat everything is ho]ieless in Europe until a j^ood
a]>peal to force on our side, that is on the riju;ht
side, takes ]dace. Tt is, for a man Avho haj.pens to
love F>n,i;land ' Avith ali ber faults, ' a lanientable
exhibition. The wliole defence of the Cabinet is
amountinj): to this conclusion : ' England, the rej)re-
ché Maria Staiisfeld l'ha lasciata ; e ieri sera per la
prima volta, credo dopo dieci giorni, ebbi il piacere dì
giocare a carte insieme con lei e Venturi. Le previsioni
al di fiiori del Circolo sono di tempesta : e avanzati co-
me siamo nell'anno, potrebbe darsi che prima della sua
fine, questa tempesta, che da lungo tempo minaccia, di-
venti realtà. Ma ora è inutile parlarne: forse ne parlerò
dopo il 15. Tenete dietro al gran dibattito del Partito?
Io si : e ogni giorno piti mi vado convincendo che non
vi è pili speranza di nulla in Europa fino a che non si
avrj\ un richiamo alla forza da parte nostra, cioè dalla
parte della giustizia. Per un uomo che ama l'Inghilterra
« con tutte le sue colpe » è una ben deplorevole esibi-
zione. Txitta la difesa del Gabinetto si riduce a questa
conclusione : « L'Inghilterra, rappresentante del moto li-
C) Sorella di James Stansfeld. Ved.la lett.vMDCCCCLXIII.
[1804] EPISTOLARIO. 257
sentati ve of tlie libera 1 inoveiiient in Enrope, can do
nothinj; unless su])i)()iie<l by tlie representative of
the (lespotic ])iineiple. Imperiai France. ' And not
a sinjile man in the House rises to point out tliis
immoral eontradietion : no man brands botli parties,
states what the poliey of Enpjland oiiglit to be, and
walks away votinjj; for neither. To day T read La-
yard on nationality, Titterinji: lie most absnrd things
possible in a silent house, merely groiinded on not
knowinji trhat nationality is, not caring to give a
definition of it, not snspecting that nationality is
the result of manifested tendencies, traditions and
of a special fnnction to fulfil in the Avorld : there-
fore believing that Switzerland has no nationality
because three languages are sjvoken in it, and so
on. Tliis evening, the ^Ministry, I suppose, will
bave a majority of five or seven votes. I never
berale in Europa, non può far nulla se non con l'ap-
poggio dol rappresentante del principio dispotico, la
Francia imperiale. » E non v'è un solo inidviduo alla
Camera che si levi a far notare questa immorale con-
tradizione : non uno che bolli i due Partiti, stabilisca
quale dovrebb'essere la politica dell'Inghilteri'a : ed esca
senza aver votato né per l'uno né per l'altro. Oggi leg-
gevo il discorso di Layard sulla nazionalità, in cui egli
dice, in mezzo al silenzio della Camera, le pili assurde
cose possibili, derivanti unicamente dal fatto che egli
non sa che roi^a è la nazionalità, non si cura di darne
una definizione, non sospetta che essa è il risultato di
tendenze manifeste, di tradizioni e di una particolare
funzione da compiere nel mondo : crede perciò che la
Svizzera non abbia nazionalità, perché vi si parlano tre
lingue : e cosi di séguito. Immagino che questa .=;era il
Ministro avrà una maggioranza di cinque o sette voti.
Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 17
208 KPISTOLARIO. ri''^^>41
talk about the actual debate or polk-y, bccause I
aj^ree witli iiobody aiul am prononnced to be dema-
jtogic aiid ovei-irri1;ihl('. 1 was, tlic other day,
compelled lo diiu' at Mi-. Seely's: tliore T foniid
Bright with many othei-s: and I treiidded at tlie
idea tliat a discussioii would aiise oii the siibject :
but happily, there vas iiothiiig bnt a contesi bet-
ween Bright and one ~Mv. AN'atkins conceining the
(^anadian (piestioii, al)oii1 which 1 know nr)tlnng,
Hright looks good, but dieadl'tilly conceited and
seli'esteeming. Theie was one Mi-. ^loore, I think,
of the City, vnlgai- b>oking, ignoraiit to a fabnloiis
degree about everything, besides getting very red
in liis nose after dinner, asking me Avhat soit of
lieojtle tlie Ciicassians aie and Avliy they are emi-
grating, and stili having an aii- ol' (i^^sumiice, a selt-
c'ontentment, a master's beìnivionr. which niade me
Io 11(111 Ita rio mai (lell'attnale dibattito o dell'attuale li-
nea di condotta, perché non vado d'accordo con nessuno
e passo per demagogo e ipersensibile. L'altro giorno
fui costretto a pranzare dal signor Seely : c'erano Bright
e molti altri : e tremavo al pensiero di una discussione
su tale argomento; ma per fortuna non vi fu che una
disputa tra liright e un signor Watkins intorno alla que-
stione canadese, della quale non so nulla. Bright sembra
un buon uomo, ma ha un gran concetto e una grande
stima di sé. V'era anche un certo signor Moore, credo
della City, dall'aspetto volgare, di un'ignoranza spa-
ventosa in ogni cosa, e oltre a ciò con un naso molto
rosso dopo aver mangiato, che mi ha chiesto che razza
di popolo sono i Circassi, e perché emigrano ; ma pxire.
con una l;ile aria di sicurezza, con una tale padronanza
e soddisfazione di se stesso, clic non lio potuto fare a
[1SG4J EPISTOLARIO. 250
admire liim. I almost exclusively spoke willi Mrs.
Seely, evidently a yood woniaii, iiot inueh forward
in iutellect or informatioii. Four servante, divssed
in a way whicli mad(^ me incliued to rise and how
to tliem, were lielping. The liouse, Prince's gate,
is heautil'ul. 1 let't at lialf past ten witli Mr. (Jrant
Dulf, an Irisli member, I tliink, latliei- well int'onned
and witli advanced gleams on religious qnestions, etc,
We liave no suniniei-, wliicli 1 legret mainly l'or
yoni- sake. 1 am so so, l)n1 ever, dearest ^fatilda,
your ever aft'eetionate
Joseph.
meno di ammirarlo. Ho parlato quasi esclusivamente con
la signora Seely, senza dubbio una buona donna, non
molto avanti quanto a intelHgenza e a cultura. Servivano
quattro domestici, vestiti in modo clae mi veniva voglia
di alzarmi e far loro un inchino. La casa, a Prince's
(iate, è bella. Me ne andai alle dieci e mezzo col si-
gnor (Jrant Duff, un deputato irlandese di cultura piut-
tosto vasta e con idee progredite sulle questioni religiose,
ecc. Non abbiamo estate, cosa che deploro principalmente
per voi. Sto cosi cosi, ma sono sempre, carissima Ma-
tilde, il
vostro affezionato
Giuseppe.
2G0 KPI8T0LAUIO. fl«(;-l]
V.M.MCCCCXXI.
TO KMII.IK ASHI'KST VF-XITRI. L()1h1<iII.
|r>on(l..ii, .Ttily llth. isn-i].
DoineKt siinVici-,
The iisujil (lueslioii jiiul 1 l'eiii-, iis ycl, llie usuai
s;i(l Miiswt'i' : ]>;)iii. Stili, diop, you oi- (';ii-lo, oiie
\\<)i(l. The ( Joveiiuueiil luive trinmi)he(l : 18 votes.
I (lo regret il. (') Wh;itever the consequeiicies, they
desevve to go cut. I .sluill see you al foni', If I
liave no people.
Vour lovirig
• loSEl'H.
( 'n rissini;! solì'prente,
Ln solita (ìdiuniuln e temo, ancora, la solita triste ri-
sposta : dolori. Pure, buttate giù, voi o Carlo, una riga.
II Governo ha trionfato: IS voti. Me ne duole. Qualunque
siano le conseguenze, meritano di andarsene. Vi vedrò alle
(luattro. se non ho gente.
Vostro affezionato
Giuseppe.
VÌMMCCOCXXI. — Tubili, da E. F. RidiAiìns. np. cit..
voi. Ili, p. S4. L'autografo si ooiisfrva noi Miispo dd Kisnr-
ftimoiito (li Konin. Xnn ha indirizzo.
(') Era stato respinto alla Camora dei Lords (S luglio 1S04)
un voto di Ci usura al (ìnvoruo ìukIcsc jior gli aff.-iri di Da-
nimarca.
fls(i4| in'[STO£-Aui(). 201
VMMCCCCXXII.
To Matilda Biogs, Bardcn.
[London, Jiily !»th. l.sr.41. Saturtlay.
Matilda dear,
I ani just iiow ralhei- poor and cannot send you
a piesent. lUit I send at least a word of love: and
owing- to a wiop.o Information about the houi j;iven
to me Ity ^Irs. Fiance, I feai- tliat it will he posted
too late. Whenever it reaches, however, you will
know, <leai', that youi- hirthday is Nonicfhuifj loi- me
too; that it is, tlii-oiigh love, a deai- and sacred day
foi* me; that it is foi- me strength and coml(n-t to
know that you have some aft'ection foi- me; and that
it woidd he a hlessino l'or me to he ahle to helieve
Sabato.
Matilde cara,
In questo nionienlo non mi sento molto bene e non
posso mandarvi un dono. Ma voglio inviarvi almeno una
parola d'affetto: temo però che per un'informazione sba-
gliata datami dalla signora France riguardo all'ora, il
mio biglietto .sia impostato troppo tardi. Comunque,
quando vi arriverà, saprete, cara, che il vostro <'om-
pleanno rappresenta (/ikiìcììc cofid anche per me: che. sic-
come vi voglio bene, esso è per me un caro e sacro
giorno ; che mi dà forza e conforto il sapere che avete
per me dell'affezione: e che sarebbe per me una bene-
dizione di poter creder che il mio profondo costante
VMMCCCCXXXII. — Inedita. L'autografo si conserva noi
Museo del Risorgimento di Roma (fondo K. Xatlian). Non lia in-
dirizzo. La data vi fu apposta da M. Biggs.
202 EPISTOLARIO. ti 864 J
that niy deep Constant affection is — even liomoeo-
piiticnlly — comforl mid sli-eiijitli to yon.
Love to ali lliosc wiio snn-onnd yon willi love.
i:vc"i-
yoiu-
JOSKl'H.
Mlfctld (là — sia pure in doso omeopatica — conforto
e forza anche a voi.
Cose affettuose a tutti coloro che vi circondano di
affetto. Sempre
vostro
Giuseppe.
?MMCCCCXXIII.
.\ DE^rETRio l")i.\MiLLA MuLLER, a Torino.
Londra, 11 luglio 1S(Ì4.
Caro Mnller,
Date vi pi-ej>o, l'unita a Bulewski.
Non sapete che cosa imi)oi-ti da dirmi?
Io mi mordo le mani per rimbecillita altrui. Non
cogliemlo il tempo, lasciano 1" Injiliilterra ritrarsi
])er mero senso d' isolamento e la Danimarca cac-
ciarsi probabilmente, per disperazione, nelle mani
della (rermania, che diventerebbe [jotenza marittima
e l)en ])iti forte che non è ogp;i.
Addio ]ìer ora.
Vostro
(JilT'SEI'l'E.
k'MMCC'CCXXIII. — Puhiil. in Cnnispondenza inedita,
cìt., p. 69.
[1864] EPISTOLARIO. 2G3
VMMCCCCXXI\'.
A YixtKNzo Brusco Oxnis, a Milauo.
[Londra, .... luglio 18G4].
Caio liiiisco,
Ho la vostra dell'S. A quest'ora sa[)ete ch'io
ero informato di tutto. Naturalmente, scrissi ])er
impedire ciò che credo errore capitale; ma s'altri non
impedisce, non sarò io quei che impedirà G [aribaldi J.
Ben mi duole se 56. [Bezzi] e il compagno (M cedono
anch'essi invece di star fermi al loro posto. Se il
disegno si realizza — se non è impedito prima del-
l' arrivo — se egli riesce da (pielle [^arti, è del)ito
più che mai 1' agire noi pure : e ])er questo mi dor-
rebbe assai che ÒO. [Bezzi] m'abbandonasse. Se lo fa,
non ritorna ; ma se [)er caso egli tornasse e rrpa.r-
tisse, mi lasci almeno (pianti <lati \,uò su quei del-
l' interno, sugli individui del suo paese dei quali
potiei servirmi, su materiale che esiste e dove sulla
frontiera, etc, etc. \'oi, non aggiungete sconforto.
IMsogna dire a tutti che v' è un grande disegno —
che per esser certi dell'azione altrove G [aribaldi]
[)arte — ma che bisogna [)re]»ararsi ad agire per
l'onore e per la salvezza deirimi)resa, la cui base
è sul ^'en[eto]. l*oi, vedrò che cosa [)osso fare.
Se 5(5. [Bezzi] e il c()mi)agn() partono, non date ad
aiiiiiia viva danaro nostro: se gli altri partf)n() ed
VMMCCCCXXIV. — Inedita. L'autografo s; conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Xathan). Non ha
indirizzo.
(') Filippo Manci. Andava a Ischia insieme con E. Bezzi.
264 EPISTOLARIO. [18(15]
«'uli riiiKinc, (> vi jicccniia hiso^uo wssoliilo pcv ])i-('-
]i;ii;ir(' riiitenio, (l;iti'j;li.
yi'v sfumata in (inasti uionii, jx'l limio del .Mi-
iiistei-() Danese. (M una l'ondata sjteranza di molto
danaro e d'altro. Ho contro me, pei- danaro, una vera
fatalit;\.
Addio ; vostro sempre
Giuseppe.
vynuTccxxy.
A Demetrio Diamilla Muller, a Torino.
Loiulra, 14 luglio 1S64.
('aro .Mulk']-,
Ciò che accade non è mia colpa, lo non avrei
di certo pubblicato. ]Ma l'allarme del Partito è con-
seguenza legittima inevitabile di due cose che il
re dovrebbe intendere. (-)
La ]»rima è lo scredito nel (pnile è caduto con
(') Il Ministero danese era stato « rinviato d dal re Cri-
stiano IX, e se n'era formato un altro cnu tendenza tedesca.
VMMCCCCXXV. — Pubbl. in Conispondeina hieditu, cit..
11)». 70-7.'i. quindi in PoliUca segreta ifaliaììa, ecc., cit ,
pp. lOG-108.
(-) Nel Diruto del 10 luglio 1864 era apparsa la seguente
protesta, che probabilmente era stata compilata da coloro che,
ad esempio A. Bertani. erano contrarii alla progettata spedizione
di Garibaldi in Oriente : « Avuta certa notizia che alcuni fra' mi-
gliori del Partito d'Azione sono chiamati a prender parte ad
imprese rivoluzionarie e guerresche fuori d'Italia, i sottoscritti
convinti :
«Che noi stessi versiamo in gravi condizioni politiche:
« Che nessun popolo e nessun terreno sia più propizio ad
una rivoluzione per gl'interessi della librrtà che l'Italiano.
« Che le imprese troppo incerte e remote, (juali sono le
[1864] EPISTOLARIO. 263
uoi il Ministero immorale e pei-.seciitore che oggi
go\erua : udendo della i)artenza, la prima idea che si
affaccia, a uomini sospettosi d' un Ministero siste-
maticamente ostile al Partito, è che si tratta d' un
inganno, d' un tradimento ordito per allontanare Ga-
ribaldi e perderlo.
La seconda è la smania d' ordire cospirazioni
dentro cospirazioni. Mi s' è lasciato ignorare il pro-
getto : come posso io allora regolare il Partito? lo
seppi per caso della decisione, e ignorando se fosse
un intrigo del Ministero o un capriccio di Garibaldi,
disapprovai. Ben inteso, ripeto, non avrei ricorso
mai al metodo del Diritto.
Le ragioni i)er le quali io disapprovo V idea del-
l'allontanamento di Garibaldi sono: aiutati, siamo
certi del moto in Gallizia e altrove. Ma quei moti
indicate, ordite da prìncipi, debbano necessariamente servire
più a" loro interessi che a ciuello dei popoli ;
« Cre<lono loro dovere e per isgravio della loro coscienza
dichiarare :
« t'he l'allontanarsi! dei patrioti italiani in questi mo-
menti iiuu può che riuscire funesto agli interessi della Pa-
tria. »
Tutta la protesta era destinata a contrariare ogni azione
da parte di Garibaldi ; e il quarto paragrafo di essa era evi-
dentemente diretto a contrastare ogni azione da parte del re ; il
quale inviò subito ad Ischia il barone Porcelli, suo incaricato,
per comunicare a Garibaldi che il disegno di una spedizione in
Oriente, in séguito alla pubblicazione della protesta, per la
«piale potevasi vedere compromesso dinanzi ai Governi europei
e al Ministero italiano, doveva ritenersi fallito. Subito dopo il
colloquio avuto col Porcelli^ il Generale dichiarò a B. Cairoli, a
G. Missori e agli altri che si erano dati convegno ad Ischia
che tutto era andato a monte e che egli sarebbe partito su-
bito per Caprera, dove fu di ritorno il 20 luglio. Ved. G. GuEat-
ZONi, Garibaldi, cit., voi. II, pp. 399-408.
206 KTISTOLARTO. [18()4]
hiuino bisojiiio di essere segniti dal Veneto. Ora il
\'eiiet() lui bisogno di (iaribaldi non necessai-io lag-
gin. Il N'eifeto interpreterebbe la sua paitenza come
nn aI)ban(Iono e come una diciiiarazione implicita
elle in Italia non si ha da lare. La base vera di
tutte le operazioni è in Italia; che si cerchi di far
coiiiiiìcidrc altroNc non piace a me, ma cedo e v'ho
lavorato, l'n moto in (ìallizia e anche in l'ngheria
è un moto in aria, nondimeno, se non è seguito rapi-
damente da noi. 10 allontanare (iaribaldi, lo impe-
disce.
Sono dolente e stanco del modo con cui si tenta
una impresa vitale.
Bisognava avere un programma netto e realiz-
zarlo di buona fede e con intelligenza assoluta.
Accettata da me la decisione di far procedere il
moto altrove, bisognava fidarsi di me e ])rocedere
uniti air esecuzi(me dei programma.
Aiutarci via via per la partenza dei quadri. Spro-
nare il moto Galliziano e l'ngherese i)er mezzo de-
gli agenti governativi. — Autorizzare il X'eneto a
seguire i nostri consigli dopo cominciato il movi-
mento altrove. ^Menotti in (ìallizia, perché il nome
operasse sui Keggimenti italiani. (Iaribaldi serbato
al Veneto. L'azione del (Joverno come conchiusione.
— Invece, il programma è a un tratto mutato, e a
insaputa mia Garibaldi è indotto ad andar via. K
(piindi credenza in me, nei Veneti e nei paesi stessi
che si vogliono insorgere, che l'Italia non vuol se-
guire ; e che appunto per impedire il suo moto, si
manda via Garibaldi. Scissione quin<li e imprudenza
da ogni parte.
Cosi non si va. E tutta la mia azione si trova
paralizzata.
[tSr.4] KPISTOLARIO. 267
Intanto 1' ()i>i,v)i-tiinità Irasvola.
Il re jmò aver raijione sul fatto si)eciale, ma lia
torto a non vedere che in (piesto caso bÌ!soj;na in-
tendervi senza riserva.
Tutto può l'arsi ancora accettando il disetjno
com'io r esponjio. Le circostanze europee sono an-
cora propizie. Le esigenze della Prussia saranno tali
che la Danimarca romperai — se può contare su
noi — le trattative. L'Injihilterra non si sentirà
pili isolata e muterà di politica.
1^11 aiuto decisivo ai nostri preparativi laggiù,
irruzione in Gallizia e in Transilvania. Klapka do-
vrebbe recarvisi, Garibaldi lasciato al Veneto, lo
mi i'o mallevadore <lel successo. — Dove no, non so
che cosa avverrà.
Ho la coscienza di essere stato in tutto questo
logico, costante e leale, ma pel caso che nulla si
l'accia, ho bisogno io pure di essere indipendente.
Non accetterò mai salvacondotti. È un confes-
sarmi colpevole e legittimare la mia proscrizione.
Addio.
Vostro
Giuseppe.
P. S. — Garibaldi non mi disse mai una ])ar()la
sul disegno. E confesso che Jion [)restai quindi al-
cuna fede al primo avviso dato dal Conte V[erasis]
(li Gfastiglione] ad Antonio Mosto. (^)
Sulle basi accennate, naturalmente non avrei ob-
biezioni ad abboccamenti né ad altro. Senza quelle,
ogni cosa è inutile.
(') Ne,l colloquio tenuto il 19 maggio 1S64. Veci, la nota
alla lett. VMMCCCLXXVI.
2G8 KPiKTOi.Aino. 11804]
. Adoperatevi ])(*!• ciò cIk' sjijx'le. sia ]H'r mezzo
(Iella cavia di rendita Kassa. sia ]»er altra via. Se
non si la (|nest'anno, siamo disonoiati come Italiani
e come Partito. E nella (Ichóclc comune opinano fa-
rà quel che la coscienza is])irerà.
VMMCCCM'XXVl.
A Demetrio Diamili.a Mij^ler. à Turili.
Londre:5, 14 juillet lb()4.
(Mier ami,
J'écris à ■'•** : il vons réi)étera et ce (jue je Ini
dis et ce ([ii" il fandrait dire à (ini de droit. La jiro-
testation de nos amis est imprndente, mais elle
découle de la manière contradictoire et sournoise
avec laqiielle les att'aires ont été condnites. Avec
un Ministère discrédité, soiipijonné, comme le nutre,
il est natnrel qii'on voit uu piège dans la détermi-
nation prise, et qui m'a été soigneuseraeut cacliée
jiar (laribaldi Ini-méme.
Je crois, d'ailleurs, Téloignement funeste. A'ous
le savez vous-méme. Avec un peu d'aide soulenue,
là où r on veut (pi'on agisse, nons sommes sùrs
d'agir, et nous n'avons pas besoin de lui. — Sur
la Vénétie il est, au contraii-e, indispensable. Car
son éloignement ne jieut (pietre interprete comme
une instruction implicite de ne rien taire. Avec lui
partirait tout son État Major avec ceux-là mème
VMMCCCCXXVI. — Pubbl. in Corrispondenza politica, ecc.,
pp. Ki-TS, quindi in Politica segreta itailana, ecc., cit.;
pp. 110-112.
riS(;41 KPISTOLAIJIO. 269
(jii'on (U''^<il•e avoii- poni- cliefs niilitaircs daiis la
W'uétie.
Or, saiis lii Véiiétie, le nionvoinent ([iiel (in'il
soit n'a pas de base. Si nous ne pouvoiis opéier, lo
uiouvement, après l'autre, à l'intérieur de la ^'éné-
tie, le Gouveriieraent, qnelles que soieiit ses iiiteii-
tions, manqueia de prétexte j^oni- agir. Je le coli-
na i.s. TI n'apira pas. On concentrerà tontes les forces
antricliiennes pour écraser les autres monvements
isolés, et iions p'asserons pour traìtres anx yenx de
la Gallicie et de la Hongrie.
Je ne peux ]ias m' exposer à joner ce iòle. Il
me faut à moi aussi mie garantie. Et on me Tòte,
eii m'òtant Crarihaldi.
Voilà ce qu'il l'aiit dire an comte rastiolione. et
à (jui de droit.
Tout ceci n'est qii'ébullition insignifiante. Sont-
ils (les liommes politiques? Sont-ils Italiens et veii-
lent-ils taire l'Italie? Alors un programme net et
loyalement exécnté.
Aide sui vie pour nos cadres, etc. Mot d' ordre
aux agents gouverneraentaux à l'étranger pour qu'ils
encouragent le raouvement. — Action sur Couza
pour qu'il laisse faire. — Menotti en Gallicie pour
son noni et pour les régiments italiens. — Klapka
en Transylvanie. — Mot d'ordre aux Vénitiens pour
(pi'ils snivent. les mouvements une fois initiés ail-
leurs, nos conseils. — Garibaldi laissé à la Yénétie.
Xotre mouvement intérieur suivant ceux du deliors. —
Aide de notre part — le Gouvernement concluant
par la guerre. Voilà tout.
Le Danemarck briserait avec la Prusse, dont les
exigences retardent Taccommodement. L'Angleterre,
qui se croit isolée aujourd'hui, suivrait sa pente
2~t\ iriMSTOi.Aiiio. lisci]
iijitnicllc (ini, (|iH)i(iii(' (lisc'ut k's ;ip]»;iiTiia's, e.sl l;i
Si Oli ne lai! ]);is cclji djiiis l'jiiiiu'c. (■"csl hi
(h'haclc, rniKiicliit'. FA c'esl. on devrail mV'ii ci-oirc,
la (Illesi ioli ))oliti(ine so sub.stitiiant chv/. iioiis à la
(|ii(>s1ìoii nal ioiialc.
Adicu :
voi ir ami
JOSKI'II.
\ \MM('('('(\\X\1I.
A (liAtiXTo IJrlzzehi, a Luiulra.
ILuiidral. 17 hij;liu flSlM].
("aio IJriizzc'si,
Slaiisfeld accetta.
Ora, per inteiidei-vi sui pai-licolaii, recatevi alla
Swaii Brewery, il giorno clie jiiiì v" agizrada, dopo le
due; e cliiedete di lui.
La Swan Brewery è in ^^'alham (Jreen. (ìli oiniii-
l)us « Pntney » die passano davanti a me, jiassano
pure davanti alla Birreria, eh" è su Fulham Road a
sinistra, (ili omnibus la conoscono.
Con saluti d'affetto alla gentile vostra consorte,
abbiatemi
vostro
Gius. Mazzini.
VMMCCCCXXVII. — Inedita. L'autografo si conserva
nel Museo del Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo.
[1804] En?isTOLARio. 271
VxAIMCCCCXXVIII.
A Maurizio Quadrio, :i Liiijano.
[Loiulntl, l!t lusli.) [18('.4].
Caio Maurizio,
Affetto come sempre, malgrado il silenzio. Non
ti scrivo, i>erclié mi manca il tempo e [terclié jiie-
feiisco scrivere ali interno, dove ne hanno bisogno.
Ignoro ancora — saprò probabilmente domani —
se abbiamo disfatto o no il disegno. Il re, essendo
furente per la denunzia, com'egli la chiama, al ne-
mico fatta dal Diritto e apponendo ogni cosa a me,
è probabile che non se ne farà nulla; ed è probabile
che anche Gar[ibaldi], il quale mi celava ogni cosa,
ricevendo la mia lettera che gii diceva « so la vo-
stra determinazione, etc. » (' ) sarà furente egli pure.
Vorrei che quest'incidente vi provasse che il mio
contatto con chiccliessia non conduceva a lasciarmi
tradire. Era sempre sull'avviso come chi sa d'a\er
a fare con un nemico. Sf)no sempre del resto rimasto
perfettamente indipendente e dichiarandolo. Il re
desidera veramente moti in Gallizia e in Ungheria;
ha dato 4^0,000 franchi ai miei agenti i^olacchi per
questo; e aititato in altri modi: se non che moral-
mente codardo e intendendo che se il moto Galli-
ziano avesse mai luogo, io avrei fatto movere imme-
diatamente sul Veneto e prevedendosi trascinato a
VMMCCCCXXVIII. — ■ Inedita. L'autografo si conserva
nel Museo del Kisiorginiento di linnia (fondo E. Xathanl. Xou
ha indirizzo.
(0 Ved. la ,Iett. VMMCCCCXVIII,
/
272 KPIKTOLAUIO. / [IS04J
scjfiiir»', jivcva aicliitettjito (lucsio bel (liscj^no, onde
hisci.iic i \('ii('ti (k'iusi. ini])('(liinii d/ l'aio, e ri-
miiiier padrone d" aspettale indelinitaHiente Io svi-
luppo e il successo del moto altrove, prima di se-
.iinirlo. Xon v'è altro che questo. /
È i)robabile che tutto vada in f^mo. Se, contro
la mia credenza, eseguiscono, (;ar[ib;fldi] sarà tradito
da Couza, il quale ha fatto intanto arrestare l'altro
giorno Frigesy, mio agente là. Ma supX)onendo che,
il Partito Nazionale, i l^ratiano, Kosetti, Golesco,
etc. che sono in contatto con me riescissero a rove-
sciar Couza e che Gar[ibaldi] riuscisse (piindi a
qualche cosa, naturalmente bisognerebbe far di tutto
per far seguire dal A'eneto. In quel caso dunque,
verrei ingiù anche senza mezzi per tentare il pos-
sibile.
Se invece, com'è ])r()babile, Gar[ibaldiJ non va
— o i \'eneti movono e faremo ognuno ciò che po-
tremo — o non movono — e la cosa è probabile —
e abbiamo Y inverno davanti a noi.
Ti confesso che sono stufo, nauseato, spossato, e
ormai il lavoro è da più di me. Con questo dualismo
di Comitato Centrale (la ribaldino e con ine, è impos-
sibile andare innanzi; e solo non posso fare. Il Par-
tito è inorganizzabile. 11 Partito non vuol dare.
Quando non è possibile i-iempire una Lista di 500
che diano 100 franchi, dov'è il l'artito'? Ciarle e
non altro. Lagni continui contro il Comitato Cen-
trale, coniro tutti, ma non altro. Siam dunque
l^ochi e incapaci. Dove si realizzarono tutte le
idee che diedi un anno addietro per organizza-
zione, sezioni di lavoro, sottoscrizioni mensili di
tutti i nostri, etc? Dispeio se non dal tempo e dalla
forza delle cose. Son vecchio, con un mare d' ama-
[1864] EyiSTOiARio. 278
rezza e d" infelicità .sull'anima che minaccia di som-
mergerla, ilo tentato in questi mesi tacitamente ogni
cosa per a^ere una somma rotonda in mano e inu-
tilmente. L' ultimo tentativo fu colla Danimarca.
11 G si discmevauo in pieno Consiglio le mie pro-
poste di mezzo milione di franchi e d' una fregata
a vapore a' miei ordini: erano appoggiate dal Mi-
nistro della Guerra. E il T mi vedo innanzi il tele-
gramma della (dimissione del Ministero.
Comunque — e per non avere a riscriverti —
se 1" anno passa ;
Danaro : vedere di raggranellare qiietamente of-
ferte possibili; statistiche di nomi ai quali io possa
indirizzarmi ; insistere per me — io non ho più core
di farlo — col Partito perché ciascuno cominciando
da te, da Brusco, ciascuno formandosi un nucleo
con un percettore, dia, dia davvero, una quota men-
sile qualunque ; e via cosi.
Litigare il meno i)ossibile con individui : non
giova e ci accresce i nemici attivi. Predicare i prin-
cipii, e lasciare che gli uomini ne tirino le conse-
guenze sugli individui.
Falange Sacra. — Il concetto era una Società
strettamente segreta che stringesse in organizzazione
i repubblicani, e formasse un corpo compatto presto
a prevalersi d'una opportunità che potrebbe nascere
impreveduta per lanciare il grido. Questa opportu-
nità potrebbe un giorno venir dal Sud ; può venire da
una collisione inaspettata, in caso d'impresa, tra Ga-
ribaldini e il Governo. Per me, l'Associazione avrebbe
dovuto rimanersi ignota, e non gittarsi a bollettini
stampati. Quei di Fir[enze] sono scritti cosi male e
sempre cosi personali che screditano : il primo di
Genova era buono : il secondo, imprudente, e tra-
Mazzini. Scritti, ecc., toI. LXXYIII (Epistolario, voi. XLVII). 18
274 KPisTOi.Anio. / [ISW]
scino la (licliiarazione raiioli. (') La j-oleni/ca è cosa
dì uioniali, non di socicià scjii-cte. La Fabn;;c Sacra
dovrchln' senza chiasso oi-<;anizzarsi di località in
località: dovrebbe pensare ad ai-niarsi^e — lipeto
— rimanersi strettamente segreta.
\'eneto e Trentino: occuparsene sempic: atTeiiaic,
cercare ogni opportunità di cacciar nuove lila nel-
l'intei-no e di lavorare nel)" emigrazione N'eneta.
iì lavorare a organizzare so])ralutlo l'alta Lom-
itai-dia.
^Li sopratutlo danai'o: con una somma in mano,
saremo padroni del terieno: senza, lui lo è inutile.
Insisti un pò" con Stampa e con tntte le Società
operaie nostre, perché escano dal ridicolo d'avei-
dccictato la Federazione delle Società nel Congresso
di l'arma senza mai realizzarla. Mandai due mesi
addietro a Stampa le basi <lel]o Statuto. Non so che
ne tacesse. ^la (jnel concentramento è d'una impor-
tanza vitale politica e sociale. E inoltre, potrei cor-
rispondere l'egolarmente e utilmente con un Centro
imico.
Lhiitevi davvero tu, Gril[enzoni], Fiori, Peder-
zolji, etc. Lavorate regolarnuMitc. È una vera male-
dizione che ciascuno lavori per proprio conto. Perdio I
che i repnbblicani non possano afliliarsi regolarmente,
a una (juota mensile — poi da voi a Casanova in
IJrissago — a qualche altro — poi ai giovani di
Como — e via cosi I Che i nostri di Mil[ano] non
possano far lo stesso I Che non foss'altro, i repub-
blicani d'Italia non possano contarsi con un franco
(') La dichiarazione del 2 maggio ISG-t pulihl. nel Diritto
di due tre giorni dopo, con la quale B. Cairoli .smentiva ohe
il Comitato Centrale Unitario autorizzasse « armamenti. »
[ISC.l] KPisTOLAian. 275
inoiisile! l'iiK'lu'' siete iiicjipiici di i('aliz/>;ii" nucsto,
non v'è da spei-aie.
Addio: ma sempre il tuo
GlUSKl'l'K.
21.
Chiedi a ( li il[eHZ()iii] e i'a eh" egli mi dica a
norma mia (inanio ha in mano i»er me, tra lui stesso
e ei«'t che Brusco versò al suo banchiere.
P. S. — Odo (Taril)[aldi] partito: annunziano
per Caprera, ma siccome non ho nuove da alcuno
de' suoi, mi viene in cajìo la possibilità eh' ei sia
partito per altrove. Se mai fosse, vedremo. Ma è più
probabile il contrario.
Comunciue, se non s 'agisce nel ^'eneto entro
(piindici giorni, è tìnita ])er l'anno. E in quel caso,
se veramente non s" organizza (jualche cosa i)er aver
danaro, io abl)andono la partita. Non ne posso più.
Scriverò più liberamente il vero.
V.MMCCCCXX1X.
A Vincenzo Brusco Oxms, a Milano.
[Louflra:!, 21 higlio [1804].
Caro Brusco,
Scrivo, ignorando se G [aribaldi] sia partito ve-
ramente per Caprera o per altrove. Comunque, se
mai fosse per altrove, e se non è tradito da Couza
VMMCCCCXXIX. — Pul)hl.. iu gniu parte, in Cfiini hio-
[irrifici e storici a proemio del testo degli S. E. I., voi. XIV,
PI), clxv-clxviij. L'autografo si conserva nel Museo del Risor-
gimento di Roma (fondo E. Nathan). Non ha indirizzo.
270 Ki'iRTOi.Aiiio. [isr,41
t' se riesce 51 (lUiilclie rosa, è chiaro che bisof^iia
cercare di far (lualclie cosa sul Ven[et()]. Appena ve-
nissi a risa])ore (lualclie cosa di certo, n'accosterei.
Ma è ])iu i)rol>al)ile il ritorno a Caprfera]. E in
(piel caso, se i \'eneti non aiziscono entro 1"» giorni,
non v' è da illudersi : non si fa più nelF anno. La
stagione innoltra. Fare alla fine d'ajjosto perché (|uin-
dici ^[iorni dopo le nevi rendano impossibili nna
guerra di bande, non è savio né possil)ile.
Supposto quindi che Vanno ])assi,ecco ciò che ho da
dire. E lo dico adesso ])er non dover pili ri])arlarne.
Senza unità di lavoro, nulla faiemo. È impossi-
Itile lavorare quand'io tengo ai A'eneti un linguaggio
e il Comitato Centrale ne tiene un altro — quando
io m'intendo colla democrazia Polacca per un lavoro
in Gall[izia] e ])er liberarci d'uomini avversi, e il
di dopo Gar[ibaldi] stringe un patto con quelli uo-
mini stessi — quand'io scelgo un capo ])ei lavori
(rrngh[eria] e poco dopo vedo dire che Kl[apka] è
scelto a capo — quando io, sulla fede data, pro-
metto che G [aribaldi] andrà sul A>neto e ad un
tratto odo ch'ei si prepara ad andare sui Principati
— e via cosi. Lottare con G [aribaldi] non voglio,
perché sarebbe danno al paese. È inutile quindi ch'io
lavori per l'azione e noi farò: ben inteso, dirò di
tempo in tempo ciò che credo dovere di dire ai
Veneti e ai Trentini, ma non vedo scopo a logorare
i ]>ochi giorni che m'avanzano in organizzazioni o
disegni che ogni giorno mi sono ridotti a nulla.
S'io non credo utile lottare con Comitato Cen-
trale o G [aribaldi], credo debito mio ancora lavorare
all'azione quand'io mi trovi in mano i mezzi ])er
giungervi da per me ; ma allora soltanto. Ora, io
dispero che mezzi siffatti mi vengano dal Partito.
[1S(;4] Kl'ISTOLAKIO. 277
10 quanto airesteio. è impossibile. Non vojilio iiuMi-
(licare sigli Inp:lesi ])ei' oi-fjoglio Italiano: facendolo,
non vi riescirei. Ho tentato con altri e iitutilmente.
Ter (larvi un esempio, vi dirò che mandai poco tempo
addietro un inviato in Danimarca, quando la delu-
sione era per essi compita — che fui sul punto
d'aveie 500,000 trancili e una fregata a vapore — e
die a un tratto il re mutò ^Nfinistero e tutto andò
in fumo. È inutile: chi vuol fare, lo deve con forze
proprie: se non ])uò, si rassegni.
Se dunque in i)rimavera son vivo — se avessi
allora 150,000 franchi in mia mano — verrei in Italia
e senza impicciarmi di Comitato Centrale o d'altro —
senza far guerra ad anima viva — tenterei determinare
un'azione da per me, con quei che come Bez[zi] e
altri vorranno seguirmi. Se no, no. Non mi tormen-
tate per ciò che non posso fare. Scriverò.
Il Partito è impotente. Vedete la Lista dei 500
a che si è ridotta I ^'edete se ho mai ]>otuto otte-
nere che tiifti gli individui nostri si quotizzino men-
silmente e paghino regolarmente ! Vedete se le se-
zioni di lavoro hanno lavorato! Forse per un mese;
poi, sfumarono. Finora, ciò ch'io chiamo organizza-
zione è impossibile.
Il Partito mi dia una mentita : s'organizzi dap-
pertutto sulle norme date ])iù volte da me: raccolga :
mi dia quella somma. Allora intenderò che si può
avanzar l'opera d'apostolato repubblicano.
Voi sapete le mie convinzioni. Per proclamare
deliberatamente, per iniziativa, la repubblica, ci vo-
gliono vent' anni d' apostolato. La repubblica non
l)uò venir prima, se non da una occasione, da una
collisione tra Governo e popolo sopra una questione
nella quale la generalità sia con noi; o dalla for-
278 KIMSTOI.AIMO. llN'iJI
iiKi/ionc d" 1111 {'sci'cito (li voloiil.ii-i l;iiici;i1 i, dopo
llir;illi;i iiiiincsn vii toiiosa, su IvOiiui, tl-ov;iii(lo op-
l»osi/,ioii(' (Ini (iovcnio e resistendo. Xcccssitù (luiiidi
d('iriiii]»r('s;i \'('ii('l;i sotto In hniidicrn iiioimicliica
clic snri'ltht' iiinlbci'ntn dni X'ciicti.
('i('> non toj^lic clu' se non )>ossinni() linsciic per
le iniiioni ncccnnntc ]»iù sojn-n neiriiniH-csn N'iMicln,
non si dchbn ]tei-sis1oie iu'irn])ost(/lnto i('inil>l)licnno,
(liinliin(|iie ne sin In consc'iuenzn.
Stniniìa ([iiindi. Mn jìiedicnz-ioiic di jn-iiicipii, senza
jn-eoeciipaisi di <i,iieri'a a individui die, nel lenijx».
non liaiino valore e soltanto ci accrescono nemici.
IO — orjjauizzazioiie segreta — Falange Saci-a
— di (piei elle sono già nostri: organizzazione vera,
ligidn, ignotn, senzn ])ul)l)licnzioni, curando l'au-
iiiento degli affratellati.
E sojiratutto, studiare i modi, di viaggiatori o
d" altro, per estenderla al 8ud. È nel Sud jiiù che
altrove che ])U<'» un giorno nascere la collisione. Il
giorno in cui io fossi certo che la Sic[ilia] sarebbe
seguita dal Naj/olitano, potrei forse determinare la
collisione in Sicilia.
I'ro])aganda incessante tra gli operai: istruzioni
scritte ]K)])olarniente. da diffondersi.
S])ingere le Società Operaie a quella Federazione
che decretarono in Parma, e per la quale mandai
norme a Stampa. La Federazione mi darebbe di cor-
rispondere con un unico Centro, e di tentar cose
jiratiche invece di limitarmi per necessità a dar
llioghi comuni di patriottismo a una o ad altra
Società.
Se alcuni tra voi si sentono abbastanza forti per
realizzare un vero lavoro d" organizzazione e d" in-
cassi, sarò con voi sempre. Se no, lasciatemi in pace
[1SG4] EPISTOLARIO. 270
e non mi fate rotolare il sasso di Sisifo, senza ri-
sultato. Non ne posso ])in.
Addio :
vostro tutto
GiusEPrE.
VilMCCCCXXX.
A Ergisto Bezzi, a Milano.
[Ldiidrnl. 2:^ luglid [IsrU].
Caro Bezzi,
Ho il vostro i-afjguaglio (^) — è inutile eh' io ne
parli. Ben inteso, ho disapprovato la protesta del
Diritto. Ma ciò non diminuisce lo strano procedere
di (ì [aribaldi]. Non dite ch'io trattando col re gli
ho dato in certo modo diritto, etc. Accettando i>ro-
poste di contatto che mi vennero, io non cedetti un
pollice del mio terreno, non deviai d'una linea dal
l)ro«iramma ; rimasi indipendente, indicando soltanto
il come, se si voleva, si poteva aiutare il disegno
di guerra all' Austria. Entrato appena in contatto,
(t [aribaldi] cede la cosa più importante, mutando il
<lisegno e dando piena vittoria ai disegni del re che
vuol torci di mano ogni possibilità di moto Veneto.
Lasciamo andare. Aggiungo soltanto che o Basso
inventa o G [aribaldi] non ha letto la mia lettera.
Come potete iwv un momento credere che io dica a
O [aribaldi] : «Accentratevi a me?» Quand'anche lo
vMMCCCCXXX. — Piihbl. G. Locatelli-Milesi, op. oit.,
pp. 286-237.
(') Di quanto era avvenuto ad Ischia, dove nnche E. Bezzi
era stato chiamato da Garibaldi.
280 KPiSTOi.AKio. [18C54J
(•ledessi bene, spei-eiei nuii ottenerlo nsjindo nn tal
linj^niiggio con lidF Non gli chiesi che (rnccentruve
ogni lavoro [)er l'iizione in Bened[etto] e dirgli (Tin-
IcikUm-sì meco.
Qnanto al l'are, vi conlesso che diliido ; nondi-
meno, bisogna far di tutto perché ciò sia. Mando
l'ordine a Kr[usco Onnis]. Xegretti (Me ripartito per
ritalia: egli ha un 15,000 franchi che ha dichiarato
portare a Garib[al(li], non volendo dare a Cair[oli].
È a quest'ora tra voi. 11 segreto sarà scrupolosa-
mente serbato da me; e il re stesso mi saprà scon-
fortato e irritato per l'impossibilità d'ogni azione.
Bisognerebbe aver tra i primi Men[otti] pel nome e
perché sarebl)e un nuovo vincolo al padre. Bonnet
è un dei pochi che non dovreste negligere: egli lia
il buon nucleo di Kavenria e d'altri punti; e una
diversione da (jnel lato sarebbe eccellente. Mosto,
per l'azione, è un altro degli uomini coi quali do-
vreste intendervi : è segretissimo.
Quanto a me, non voglio nuocere involontaria-
mente. Credo che se l'azione comincia, la mia pre-
senza potrà esservi utile. Ma aspetterò che mi di-
ciate : Movetevi.
Addio in fretta. Vostro tutto
Gi.tjsk!i'1'e.
(0 E. Negretti aveva fatto parte di quella Commissione
italiana a Londra, che aveva avuto sede in Hattou Garden,
incaricata « di ricevere il Generale in guisa eguale agli altri,
studiando il modo di far si che tutti gl'Italiani residenti in Lon-
dra potesscVo godere della presenza del Generale. » Unità Italiana
di Milano, del 4 aprile 1864. E fece pure parte di una depu-
tazione di Italaini, con G. Semenza e L. Serena, recatasi a
Southampton, dove, saliti sul Ripon, avvicinarono « il Gene-
rale nella sua cabina. » Id., del 7 a,prile 1864.
[1S64] EPISTOLARIO. 28t
Bisognerebbe che Bened[ett()] — solo, conic dite —
nndiisse inteso con voi, e vedesse d'ottenere da (Ja-
r[iba.ldi] il danaro di NejU'retti.
Sjv'ero riscriver\i presto per occasione.
vM^rccccxxxi.
A Demetrio Diamilla Muller, a Torino.
[Londra]. 25 luglio [1S(Ì41.
Caro Mnller,
Ho la vostra.
Quanto avete fatto per Bulewski, la Polonia e
r affare dei Principati, sta bene. Qualunque conti-
nuazione di lavoro in (pielle parti e in Serbia i)nò
tornar utile all'Italia; e bisojina seguire. Solamente,
i lavori che poseranno sopra (N)uza falliranno seni-
j»re. ronza è un raii.iiiratore, in mano alternativamen-
te di Luijii Napoleone, dell'Austria, di chicchessia.
^la (pnmto all' Italia, ossia al Veneto, bisogna
parlarci chiaro. Ho finito. Il mio disegno era, lo
dissi, iniziativa interini A>neta, seguita immedia-
tamente dalla (lallizia — dai Principati — dallTii-
gheria, etc. Per coin])iacere ad altri, lo modificai in
moto Galliziano prima, e subito dopo il Veneto.
Questo disegno non fu aiutato come dovevasi,
liisognava aiutare a un tratto, rajiidamente. in mo<lo
che il moto Galliziano avesse luogo prima che le
nevi occupassero Karpathi ed Alpi. E inoltre, hi ry
VMM("('("< 'XXXI. — Pillili], in ('orrixponilinzd invditn. eoe,
cit., pp. 74-75. riuindi in T'oìitica s^(;retti itnìinnn: ecf.. cit.,
pp. 109-110.
2R2 EPI8T0LAKIO. riSfì41
jiiditM snlv.'i 1:1 s('()p(M-tii. A noi, con niez/.i indivi-
(In.ili, ("' Iccilo ti-;iscin:nc le iinjncsc: a un rv, a un
(loverno, ih>. Con nn accordo di buona tede, con
2()(),()()() l'iaiiclii spesi a un 1 ratto, ciavanio oia sul
^'('n('to.
Nel nnxlo lento, inccito, meschino con cui s'è
latto, s'è lasciata cadeie la Polonia, jiassare 1' oj)-
])oitunità <lella j^uciia Danese, ince])i)ata l'azione no-
stra, l'oi, (juasi si tenu^sse che anche <lo])o la CJalli-
zia movessimo noi. si tentò lai- andar via (Jarihaldi.
Fu questa, in)n vi celo, a' miei occhi una cos])i-
razione entro la cos])iiazione. Si sapeva che i \'e-
neti soi'geufto vole\ano ])nre calcolare sulla ]»ersona
di (Jaribaldi subito do[)!), e si cercò mandarlo via.
Fu tentato a mia insa].uta : anzi (luando mi s'era
detto che con Garibaldi non si poteva aver accordi.
Non è dunque ])ossil)ile avere un accordo leale,
senza riserva. l'uò essere che il re non debba averlo
con nn Partito o con un cittadino, ma in quel caso,
il Partito o il cittadiiH) deve esser libero.
l\i]»iinlio la mia libeità illimitata.
Può essere che individualmente il i-e sia mis^liore
de' suoi consiglieri, ma s'ei non pm') svincolarsene,
torna tutt'una. Il re è evidentemente soggetto, rilul
tante l'orse, pur soggetto, alle ispirazioni di Parigi,
So di che si tratta in questo momento fra Torino e
Paiigi, e mi basta. (M TI re non ha coscienza che
con :iSO,()00 soldati, i:;(),()()() (Jnardie Nazionali mo-
bilizzate, :>0,()0() volontari, l'insurrezione, gli aiuti
degli altii po])oli. si jtossa battere l'Austria: e imi-
tile pretendere d'intenderci.
O Forse il Mazzini era informato dejle lungl)e trattative,
le quali condussero alla Convenzione del 15 .settembre 1S64.
[ISCA] EPISTOLARIO. 28i?
Non v'illudete duiKiiie : non ponete il contatto
su conve<ini ini[)ossil)ili e inutili. Ciascuno taccia
(juel che può e come può.
\'oi, «e state con me, juiovate senipie a modo
vostro, e tenetemi informato di (punito possa im-
portare pel bene della Patria.
\'ostro seni [Tre
GiT'SFjnPE.
VMMCaVXXXTT.
.\ GioRfiiNA Saffi, a Londra.
[Lomli-a, 2S luglio lSfi-1].
Cara Xina;
Non posso venire.
Voi non veniste. A'oleste punirmi d' una colpa
ijj,nota, forse del peccato orij>inale.
Dio vi benedica. W raccomando all' unico />o//
rcHKiii d" Home Bay.
(Quando l)i(ì vorrà ci vedremo.
\'()stro sem])re con affetto
(JUSKIM'E.
Ho detto a Lib[ertini] che se si faceva pio-
metlere, etc., io ricusava. Lib[ertini], da (pie] i;raii-
d'uomo ch'egli è, dichiara che lio perfettamente ra-
gione, ch'ejili non ci avea pensato etc. !
Dite ad Aurelio che il Ddllif Xnr.s, il Tinirs, eie.
VMMCCCXXXII. — Piibbl. (la G. Mazzatinti, Lettere di
O. Mu-zini, oce , cit., pp. .3f>S.-30fl. L'autografo .si conserva ne]
Museo del Risorg'imeuto di Roma (fondo A. Saffi). Non ha indlzzo.
284 EPI8T0LAK10. IISOI]
(licliiiiiaiio che noi volevamo mandai' (Jai[ibaldi] piM-
J'rincipati, ma che il re e (}ai-[il)al<li] col loro Ituon
senso ])i-;i1ico, liaiiiio dislntto il iiostio disegiioll
l'assaro vi salnta lauto.
iiiuM/oni è l'erito (hi l'orcelii, intcì inediario Ira
il re e (ìarihaldi. (')
\ AI .\|( *('("( "XXX 111.
A C.nsKPPE (}.\zzi\(), a Genova.
ILoiiilr.i], .31 luglio flst;41.
Caio signor ( lazzino,
Ehhi ])ochi di sono la vostra traduzione del l'ait-
xfo. Ho appena ])otnto le<i<iere nna o due scene della
seconda parte nelle ([uali avete, i)arnii, cozzato con
successo colle immense difficoltà dell' orij^inale. An-
drò innanzi ai;pena potrò. Ma intanto i)rolilto di
nna occasione per mandarvi ([ueste ])oche linee, «ira-
tissimo del vostro ricordo.
\'i ricor<lo io pure, come ricordo ogni cosa di
(|ut'lli anni di studi, gli unici lieti della mi;ì vita.
(') Dopo ohe era stato quasi licenziato da Garibaldi, in se-
guito alla sfena che si era svolta ad I.^chia, G. Guerzoni era
corso a T(,riiio per battersi col barone Porcelli. Il duello ebbe
luogo il 20 luglio, e il (iuerzoni fu ferito alla guancia diritta.
\'e(l. il Jìirifto del giorno successivo.
VMM("('("CXXXIII. — Pubbl. da F. Doxaver. rninini e lihri.
ecc., cit., pp. 75-7(>. Questa lett. che ha, di mano del desti-
natario, la nota : « Ricevuta il 17 agosto lS(Vt dalle mani di
Bartolomeo Francesco Savi. » si conserva nella sede della So-
cietà p]conomica di Chiavari, alla quale il (Jazzino la destino
in legato.
[1804] EPISTOLARIO. 285
Proseguite. Iniziate più sempre i vovstri ai capo-
lavori stranieri. Dovreste tradurre il (locti di Ba-
ìU'hinycn.
Senonehé l'amore agli studii non nascerà davvero
in Italia che quando avremo Venezia e Roma. I-a
vita del paese è or dimezzata, e non può concen-
trarsi pacata sulle vie dell' intelletto e dell'Arte.
Abbiatemi ,,^^ .
vostro
Gius. MAZZL^•I.
VMMCCCCXXXIV.
To Matilda Bigg.s, Barrten.
[Lioiuloii. .Tiily 1SG4]. Thursday.
Deare.st Matilda,
Emilie weut to Deal, could not tind lodgings, and
ha.s decided to go to Eastbourne where slie is by
this time and can be addressed at the Post Office.
Her troubles at Deal will bare prevented ber writing.
AV[illiam] and B[essie] are going about and it is
impossible to name the ])lace where they can l»e
Giovedì.
Carissima Matilde,
Emilia ù andata a Deal, ma non ha potuto trovaru
alloggio, e ha deciso di recarsi a Ea?tbourne, dove ormai
(lev' essere arrivata e dove le si può scrivere fermo in
posta. Tutte le seccature avute a Deal debliouo averle
impedito di dare sue notizie.
William e Bessie Ptanno per partire e non si sa dove
si può loro scrivere: ma credo che Findirizzo dato da ("aro-
vMMCCCCXXXIY. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathau). Non ha
indirizzo.
286 EPietOLABiO. [1864]
wi'itten to: bui I thiiik Ihe address given by duo-
lille will (lo: was it not Ambleside? 1 suppose tlicy
Iliade aiiaii^cnieiits there for tlieir letters.
C'ai-oliue is, 1 lliiuk, leaviiig to-iiioi-iow moiniii^'
at eight o'clock foi- the Wales.
/ am stili under Damoeles' sword.
Youi- note lias made me really sad. I caui'ot
uiiderstaud these attaeks; but they must exhausi
you. Fever is geneially only a result: Avliat is iln'
cause of it, according to the Doetoi-? \Vho goes
with you at T[unbi-idoe] W[ells]?
I shall write — if not befoie at the usuai ])la(f —
at T[unl)i-idge] W[ells] early next Aveek, uniess a
line eithei- from you or from one of the wings tells
me to the contrary. Bless you, dear; ever
your loving
JOSEl'II.
lina vada bene: non era Ainl)lesi(le? Imma.itino che abbiano
disposto in modo da ricever colà la loro corrispondenza.
Credo che Carolina partirà domani mattina alle otto
per il Galles.
Io sono ancora sotto la spada di Damocle.
La vostra letterina mi ha veramente rattristato. Xon
so capire questi attacchi : ma certo debbono estenuarvi.
I>a febbre, generalmente, è solo una consesnenza : ipiaU
ne è la causa, secondo il Dottore'/ Chi viene con voi a
Tniibridse Wells?
Scriverò a Tnnbrids'e Wells — se non prima al solito
indirizzo — al principio della settimana ventura, a meno
che, sia da voi, sia da una delle vostre ali, mi vendano
notizie in contrario. Dio vi benedica, cara ; sempre
vostro affezionato
Giuseppe.
[1864] EPISTOLARIO. 287
VMMCCCCXXXV.
A Eruisto Bezzi, a Milano.
[Loiuli-a, .... luglio 1SG4J.
Caro Bezzi,
Ebbi le vostre.
Avrete a momenti altri Bollettari.
Siete in contatto nel Tr[eiitino] con un ^lalfalti.
credo, di Tr[ento]? Egli offriva al tempo di Sarnico
a Garib[aldi] di raccogliere danaro nel Tr[eutinoJ. (^)
Giova tevene, se potete.
Pnr troppo, siamo soli a lavorare seriamente. W
diede Miss [ori] il danaro promesso da Corte? Qnanto
si raccoglie dai Bollettari potrà andare al Fr[iuli].
Ai bisogni del vostro punto posso provveder io.
t^trana cosa il non sapersi pili cosa alcuna di
,(piel mio viaggiatore!
Fate che le copie della jìubblicazione n. .'> cir-
colino tra gli emigranti A'eneti.
Insistete voi pnre con (Jenova, ])erclié mandino
l'uomo e il danaro ]»romesso al Fr[inli].
N'ostro sem]>re
Ci.u seppi;.
YiniCCCOXXXV. — Puh!)l. <la G. Locatelli-Mileki,
op. tit.. pp. 235-2:W.
(') Andrea Malfatti, .sculture.
2SH BPiBTor.ARio. ri^P41
A Ergisto Bezzi, a Milano.
[Loiulni. .... luglio 1804].
CjU-o F'czzi,
Eccovi 1000 fnnichi.
Brusco ve ne darà altri 1432 incirca.
Cella fi ))nò andare con ^Nlo.sto. Sareb1>e bene che
in-inia <li tornare a TMine, mi vedesse. (Jli darei
<lnc linee di (iarib[aldi] che ho, e c'intenderemmo.
Le lichieste però sono assurde. Avremmo anclie
i LNlOO, non ])oti-ebbero mandarsi. ^la ]yarleremo.
\'osti'o in fretta
Giù SEPPE.
VMMCCCCXXX^Tl.
A Ergisto Be^zzi, a Milano.
[Londra], 1» ago.stc» [18(i4].
C'aro Ergisto,
Silenzio da voi.
Siamo al 1" aj!;osto. È chiaro clic in settcUibre
vMMrCCCXXXYI. — Puhbl. da G. Locatei.li-Milesi. op.
cit.. p. 2.35.
(') Giaml)attista Olla, di Udine, già della schiera dei ^lille.
più tardi al comando di una banda che partecipò al moto del
Friuli.
VMMCCCCXXXVII. — Puhhl. da G. LocATEi.Li-:Mn.ESi.
op. cit, p. 2.37. Kautografo si conserva nel Mu.seo del Risorgi-
mento di Roma (fondo E Nathan). A tergo di esso, di pugno del
Mazzini, .sta l'indirizzo : « .50, » cioè la cifra di E. Bezzi.
[1864] EPISTOLARIO. 289
non potienimo in coscienza provocale nna gueiia «li
bande in montagna, colla minaccia delle nevi quin-
dici di dopo. O dunque j^li amici Fr[iulani] deci-
dono in queste tre settimane: e allora io porterò
meco quel poco che ])osso raccof>liere per l'azione
dalla vostra parte. (^) () non v' è modo e avremo
otto o più mesi davanti a noi. In quel caso biso-
gnerà intenderci per continuare tra noi pochi i indi-
pendenti da ognuno il lavoro Veneto. Con Comitati
o altri io non posso pili aver che fare. Chiederò
dunque ai pochi che stimo davvero se consentono
<li lavorare esclusivamente con me.
Per ora — e finché vive una probabilità d' azione
— non pensiamo ad altro e scrivetemi.
Vostro sempre
Giuseppe.
VMJMCCCCXXXVIII.
A Rosario Bagnasco, a Palermo.
[Londra], 3 agosto [18(>1J.
Fratello,
Eicevo la vostra e ris])ondo subito. Non so a ciìi
o a (piali ambizioni alludiate. ^la devo diiyi in brevi
parole ciò che avvenne.
Avevamo noi, non altri, ])reparato un forte la-
(') Il moto insurrezionale del Trentino, capitanato da
G. Tolazici e da A. Andreuzzi, si protrasse lino all' ottobre.
Ved. il capitolo intitolato : L« spedizione ì?pc;ìì, in G. LocA-
TELU-MlLESI, op. cit., pp. 121-147.
VMMCCCCXXXA'III. — Inedita. L'autografo si conserva
nel Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non
ha indiiùzzo.
Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 19
290 EPISTOLABIO. [1S64]
voi'o in (Jjillizia, in rnj;;licMÌii, nei rrinci[»aii, jiitrcvi' ;
ma tutto quel lavoro j)osava sulla base del Uiolo
\'eneto e della guerra che inevitabilmente trasci-
nerebbe tra l'Austria e V Italia. E il laviMo nel \'e-
n[eto] i)Osava sulla promessa foimale che (Jar[iiy,ildi]
e i suoi si terrebbero pronti ad a])pogp;iare pochi
giorui dopo riuiziativa iuterua. La promessa era da
lui data a me a voce e in scritto, ai Veneti in
iscritto. Pel lavoro Gall[iziano], Ungar[ese] e altro,
io era in contatto provocato da lui, col re: serban-
domi indipendente per quanto concerne il Ven[eto] e
ricusando ogni accordo pel futuro, e dichiarando a
lui stesso ch'io aveva bisogno di serbarmi indipen-
dente, dacché dopo Venezia, verrebbe Koma e là ci
divideremmo. Pel Veneto io manteneva l'iniziativa
popolare e l'intervento indipendente di Garib[aldi].
Intanto il re proponeva, per mezzo d'un Porcelli,
a (Tarib[aldi] d'abbandonare l'Italia e recarsi a capi-
tanare il moto in Gall[izia]. Garib[aldi] accettava
e conveniva i suoi ufficiali ad Ischia. Tutto questo
in assoluto segreto con me. Io nondimeno ero in-
formato. I suoi pure. E i piti ricusavano. Altri
stampava una protesta sul Diritto. Il re dichiarava
tutto perduto dalla pubblicità e ritirava le sue pro-
messe. Gar[ibaldi] allontanava da sé Guerz[oni], in-
furiava contro i suoi e ripartiva per Caprera.
Questa è la storia degli ultimi fatti.
E questi fatti hanno fatto perdere un tempo e un
accordo prezioso. V'è tuttavia nondimeno una pos-
sibilità d'azione. Ma se passano quindici giorni senza
una generosa determinazione dei A^eneti, passerà
l'anno pur troppo.
Tenete per voi queste cose: parlarne non giova.
Bensì dirò a voi pure come ad amico che cosi
tlSt>4j EPISTOLARIO. 2&1
non si va. È necessario ch'io possa promettere ed
esser certo di mantener le promesse. È necessario
che il lavoro fatto non possa essere distrutto in un
giorno. E tinche avremo tre lavori, il mio, quello
del Comitato Centrale, e quello di (Tar[ibaldi], si
ripeteranno gli stessi errori.
Se il danaro che andò in mano al Comitato Cen-
trale o a Gar[ibaldi], fosse venuto in mano mia — se
gli individui buoni avessero lavorato uno ad uno con
me — a quest'ora noi saremmo sul Veneto.
Lo dico con profonda convinzione e certo di
non essere male interpretato da voi : tinche Fazione
una volta iniziata non si concentrerà in Gar[ibaldi]
e il lavoro di preparazione, negli intervalli, non si
concentrerà tutto in me, le cose non andranno.
Cairoli è buonissimo: lo stimo e l'amo. Lavorerei
volentieri con lui, ma con lui solo. Il Comitato Cen-
trale i cui membri. Lemmi, Cadolini, etc, lo trasci-
nano, sono sotto l'influenza di riordini, etc. Non
posso aver che fare collettivamente con essi.
Serbate, ripeto, per voi queste cose; ma era bene
ch'io ve le dicessi.
Lavorare all'azione Veneta con ogni possa e
concentrare in me i mezzi che si raccolgono, senza
spenderli in altri oggetti :
Organizzare segretamente una vasta agitazione
colla parola d'ordine: yiierni aìVAufitria :
Organizzare segretamente i repubblicani, tanto
che, corpo compatto, possano un giorno di collisione
dirigere il moto a vero fine:
Spingere il lavoro attivamente nel Napoletano:
Convincere tutti gli elementi d'azione di tenersi
in contatto con me :
Questo è il da farsi. È impossibile probabilmente
riuscirvi, ma ho voluto dirvelo.
292 EPISTOLARIO. [1804]
Vogliate Mciivermi dall'Isola vostra, e diimi co-
me avete trovato {,Mi animi e le tendenze. A quale
indii-izzo vi scriverò in Sic|ilia]?
(ilLSKl'l'E.
\'ostro sempre
VMxMCCCCXXXlX.
A (hovANNi Grilenzoni, il I.ngaiio.
[Londr:!]. 5 iifjosto 1864.
Caro Grilenzoni,
Ti ])rego (li dare, se richiesto, la somma di Li-
re l'5()() a lìiusco () a Bozzi sul danaro che hai di
nostro.
Tuo sempre
Gius. Mazzini.
VMMCCCCXL.
A Vincenzo Brusco Onnis, a Milano.
[Londra I, 0 agosto [ISW].
Caro Brusco,
\'i mando l'acclusa, perché scritta fin dal 21 e
]ìerché contiene le mie intenzioni in caso che tutto
sfumi. E in quel caso, leggetela. Oggi è inutile.
Le seguenti linee sono per 56. [Bezzi] e voi.
Non so perché fido poco : qualche cosa accadrà
a impedire. Nondimeno, facciamo quanto si può.
VMMCCCCXXXIX. — Inedita. L' autografo .si conserva
nella « Casa di Mazzini, » a l'isa.
vMMCCCCXL. — Inedita. L" autografo si conserva nel
Museo d^l Kisorgimento di Ruma (fondo E. Nathan). Non ha
indirizzo.
[1S(U] EPISTOLAUIO. 203
Non dubitate di Garib[aldi]. Se v'è azione, e se
può tisicamente, verrà.
Intendiamoci bene sulla bandiera neutra, della
quale parlate. (^) Noi, gli uomini d'azione, iniziatori,
dobbiamo per dignità del l'artito e per la tradizione
colFavvenire, dobbiamo inalberare soltanto quella. Ma
i N'eneti invocheranno, non v'ha dubbio, \'[ittorio]
E[manuele] e noi dobbiamo far di cappello e accettare.
Abbiamo bisogno della guerra Italiana, dell'esercito;
e quindi, etc. Se no, trascineremmo i Ven[eti] in una
impossibilità, e il sangue sparso peserebbe su noi. Quel
che bisognerà fare è questo : far giurare segreta-
mente a quanti volontari si formeranno di non de-
porre, da qualunque parte venga il cenno, le armi,
di non sciogliersi, prima d'aver compito l'impresa
che inchiude Roma. Lo scopo seguito tacitamente
deve essere quello di formare un esercito di 30,000
volontari, nostri, e nell'ipotesi di vittoria contro
l'Austria, farli marciare su Roma. Là, incontreremo
gli ostacoli governativi e allora.... — Prima, saremmo
colpevoli. Siamo, spero, intesi su questo punto vi-
tale. Trascinare la Monarchia sul Veneto — vin-
cere — marciare su Roma — e se la Monarchia'
s'oppone, bandiera nostra e resistenza. Qualunque
sarà capo, centro di nucleo, dovrebbe essere inteso
su questo disegno e immedesimarlo co' suoi militi.
Se fanno, è indispensabile che non foss'altro
due o tre nuclei seguano immediatamente dal di
fuori per dare il segnale della valanga. Per questo
(') È noto che V. Brusco Onni.s, durante la spedizione dei
Mille, era sbarcato a Talamone, riscusandosi dal prendervi parte,
dopo che (ìarihaldi aveva lanciato il proclama in cui dichia-
rava che la stessa doveva compirsi in nome dell' Italia e di
Vittorio Emanuele.
2W KPiSTorARio. [1S641
urge (leterminai'e uno o due punti del Trentino, co-
me la foresta di Campif^lio (credo), dove si potesse
j^iungeie anche in cinque individui, da concentrarsi
con altri nuclei là: trovare insomma modo — se
v'è — di poter passare la frontiera per concentrarci
al di là, tanto da evitare la necessità di far passare
una banda numerosa che potrebbe essere impedita
dal nostro Governo.
lUsogna inoltre informarsi -subito dei corpi no.
stri che guardano la frontiera, e dei nomi dei ca-
pitani, tra i quali potrei aver qualche amico.
Non posso aggiungere, perché l'amica parte.
Addio:
vostro
Giuseppe.
VMMCCCCXLI.
A MArRizio QUADRIO, a Lugano.
[Londra J, 10 agosto [1804].
Caro ^laurizio,
Si desidera vivamente da" miei amici della Ro-
mania che la nostra stampa s'occupi della questione
dei Principati; e del resto, è utile anche per noi.
Dovresti consecrarvi uno o due articoli, (^i
V^MMCCCCXLL — Inedita. L'autografo si conserva nel
iluseo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). A tergr,
di esso, di pugno del Mazzini, sta l'indirizzo : « Maurizio, xj
(') La lett. del Mazzini era trascritta in un foglietto ne'j
quale un emi.s.sario rumeno, forse il Ro.«;etti, dava a lui la
informazione seguente :
« Des éléctions vont avoir lieu dans tout le pays pour les
Conseils Municipaux. L'opinion publique .se prononr;ait pour
[1864] EPISTOLARIO. 295
!Xaturalmente, sai che allo Statuto rti Couza, ne-
gazione d'of^ni libertà, Sii- Henry Bnlwer non ot-
tenne altre modificazioni se non qnella della metà
del Senato, ch'egli voleva eleggere tntto, eletta dai
consigli municipali dei oo distretti, cioè una terna
per distretto, sulla quale il Principe sceglie uno. E
questo bastò perché Buhver e la diplomazia ratilì-
cassero tutto.
Der resto, aspetto il comando, con poca fiducia.
Hai veduto o vedrai l'amica.
Tuo sempre
Giuseppe.
Hai letto il Patto — sul Giornale delle Società
Operaie — per la Federazione delle Società*? 1 primi
due terzi son miei : soltanto Savi o altri ha can-
cellato il nome di Dio che v'era una volta ! Hanno
poi sostituito una Direzione di ti ore alla miti di
cinque o di tre. Nove operai da raccogliersi In una
la liste du parti liberal à la téte de laquelle figurent Rosetti,
Bratiano. Golesco, etc. Le Gouvernement a fait des persécu-
tions iudignes coiitre ceux qui soutieiment les candidtits libé-
raux. Les listes des électeurs dressées d'une manière arhitraire ;
exclusion sans motif des personnes inscrites dans telle circos-
cription de la ville envoyées pour voter dans une autre section
qui se trouve à l'autre bout de la ville dans une tonte autre
circoscription. Detix voisins séparé» senlement par le inur d'en-
ceinte de leurs cours sont envoyés voter l'un & un bout, l'autre
à l'extrémité opposée de la ville. Deux frères dénieurant dans
la méme maison sont séparés ponr voter dans des sectio^l^^
différentes qui leur sont tout à fait étransères. La liberté dey
réunions électorales interdites. La publication des listes des
candidats interdite.
« La police partout menagant, promettant. Plus encore :
le Président du Conseil des Ministre? a appelé les Prévots des
29C EPISTOLARIO. [18041
città! come trovarli capaci, devoti a noi e ai prin.
cipii? come quindi poter io — ciò ch'era lo scopo
— corrispondere rejjolarmente con essi e ispirarli?
come far che vivano lavorando per le Società? Tre,
colle Sezioni indicate bastavano; ma almeno cinque.
Altra cosa: io, volendo che la Direzione Centiale
si trovasse subito una forte Cassa, proponeva che
un tanto per cento si prelevasse da tutte le Casse
esistenti al momento dell'elezione; essi invece co-
minciano il riscuotere dall'avvenire.
Ti dico queste cose perché tu le dica a Stampa
e ad altri, onde nella discussione che avranno non
s'ostinino sul numero nove — poi alle Società colle
quali siete in contatto perché propongano cinijne o
tre. Sulle Società Operaie dovresti scrivere. Non
avete mai fatto articoli per appoggiare la mie idea
fìssa di centralizzazione ch'è pure idea vitale, so-
cialmente e politicamente.
(|uarantp corporatidiis des commerraus et industriels. il les a
mena^és de les perséeuter dans lours persoiines ot leur avoir
si Rosetti. Bratiano et les autres candidats de l' opposition
sont éluR.
« L»a pressimi dii Gouvernement est terrible dans toiit le
pays. »
Subito dopo, il Mazzini annotò : « Couza, tornando da
Costantinopoli, disse a vin Boyard, Mons. Pleasend : ' Ebbene,
Signore; sono andato a Costantinopoli a mettere la mia testa
fra le mani del Sultano; ed egli ha messo la vostra nelle m'w
mani. ' » Le qus^li parole M. Quadrio trascrisse nell' art. inti-
tolato : «Solidarietà degli oppressi,» ohe pubblicò neìVUuHà
liuì'mìia di Milano, dei 14 e 15 settembre 1SG4, sulle condizioni
po'jitiehe delle popolazioni rumene, seguendo cosi il consi-
glio datogli dal Mazzini.
[1S04] liPISTOLAKIO. 297
VMMCCCCXLII.
To Emilie Ashurst Venturi, Deal.
[London. August ...., 1864]. Monrlay.
Dearest Emilie,
Ouly Olle word to thank yoii for your dear long
selfish note, as you say: it is just wiiat I want.
I liave no time; but I think tliat eveii oiie word
when from London will be welcome to you in the
desert. So, Deal is a horror; be then one week
there and go to Eastbourue. Stili, remember that
the thing for whicli you went is strength; and do
not grumble too much at the one week. Surina
went on Saturday evening, I believe. Yesterday
night, we, Davies and I, dined at Thurloe Square.
Lunedi.
Carissima Matilde,
Solo una parola per dirvi grazie della vostra cara Innsa
lettera egoista, come dite voi : è proprio quello che desi-
dero. Non ho tempo ; ma credo che anche una sola parola
da Londra sarà bene accolta da voi nel deserto. Dunque,
Deal è un orrore ; stateci allora una sola settimana e poi
andate a Estbourne. Però, ricordate che la cosa per cui
ci andaste è la salute ; e non vi lamentate troppo per
una sola settimana. Sarina parti sabato .sera, credo. Ieri
sera, noi, Davies ed io, pranzammo a Thurloe Square.
VMMCCCCXLII. — Pubbl. da E. F. Richards, op. cit.,
voi. Ili, pp. S5. L'autografo si conserva nel Museo del Risor-
gimento di Roma. Non ha indirizzo.
298 EPISTOLABXO. [1864 J
Xo ("ii'ds; hnt, oli woiider I a loiij^ discussioii on
society, relif^ion, eto. As for the rif/ìit to tra, l shall
exphiin within thiee days, I suppo.se. Today, no
news. On a Monday, I hope yoii will bave round
a paper. Homages to tlic Waiiior, love to
you frolli
JOSEI'H.
Xiente carte ; ma, oh meraviglia ! una lunga discussione
su società, religione, ecc. Quanto agli otto a dieci, vi spie-
gherò entro tre giorni, penso. Oggi, nessuna notizia. Lu-
nedi, spero avrete trovato un giornale. Oniaggio al Guer-
riero, cose affettuose a voi da
Giuseppe.
VMMCCCCXLIII.
TO Emilie Ashvrst Venturi, Eastbourne.
[Ix)n(lon. Augu.st lOth, ISfvt]. Wednesday.
Are you ili again? oi- quanelling with refractory
waiters? or meditating? or ferocions against me for
Mercoledì.
Siete ancora malata? o state litigando con camerieri
refrattari? o meditando? o siete furiosa con me per il mio
VMMCCCCXLIII. — Pubbl. da E. F. Rich.ìrds, op. cit.,
voi. ITI, p. 85. L'autografo si conserva nel Mus»o del Risor-
gimento di Roma. Non ha indirizzo. La data vi fu apposta da
E. Venturi.
[1864] EIMSTOI.AHIO. 200
my sileiici'? Wronjj; in ali cases. Yon ought to write
a line until well. Wlien well, anything will ho al-
lowed, not hefore.
And as t'or me, wliat ani I to write? I aui liet-
tiug ali day in doubt about my impeding fate.s,
and cannot quietly conespond before I know; nev-
ertlieless, I ani lovinu you and fretting for yoii too,
always fearing a rceluite.
Write one Avord then and be good.
Ever
yoiir loving
Joseph.
silenzio V Avete torto in tutti i casi. Dovreste scrivere
una riga finclié uon state bene. Quando starete bene, tutto
vi sarà permesso, ma non prima.
E (luanto a me, cosa devo scrivere? Sto congetturando
tutto il giorno incerto sul fato che mi incombe, e non
posso scrivere tranquillamente prima di sapere ; ciò non-
dimeno, vi voglio bene e congetturo anche su di voi,
temendo sempre una neh h te.
Scrivetemi dunque una parola e siate buona.
Sempre
affezionato vostro
Giuseppe.
:?(MI F.PISTOI.AKK». IISIÌI]
VMMCCCCXLIV.
To Emii.ik Asiu'kkt A'kntiki, Eiisthoiinic.
I liondoii, AiiKUst lcS()4J. Tliiirs<l;i.v.
I Ikivc youi- limrii'd Jiiu's. 1 liad wriltoii just
Oli tlic sanie day to Deal. Biit the note does not
mal lei- niuch. I sent to (^'aroline. Matilda has been
ili apnn : yon ou^lit to write to lier. Caroline leaves,
I thiid<, tomoi-row niornin^.
Vou say nothing aboiit yoiir healtli, tiie cheek,
et e. The eifjlit to tcii is stili pendinji. 1 ani in a
hurry; bnt loving you very mueh, althoiigh it does
not niatter mudi. Seiid the address. Sarina lelt.
1 tliiiik, Oli Satnrday. Bless you.
Your Joviug
Joseph.
GioverU.
Cara,
Ho le vostre righe affrettate. Avevo s(;ritto proprio
lo stesso giorno a Deal. Ma la lettera non li;i molta im-
portanza. Ho mandato a Carolina. Matilde è stata di
nnovo malata : dovreste scriverle. Carolina partirà, credo,
domani mattina.
Non dite niente della vostra salute, della guancia, ecc.
I^'otto a dieci è ancora in sospeso. Ho fretta : ma vi vo-
glio molto bene, benché questo importi poco. Mandate
riudirizzo. Sarina parti, credo, sabato. Siate benedetta.
Vostro affezionato
Giuseppe.
vMMCCCCXLrIV. — Pubbl. E. F. Rich.^rus. op. cit.,
voi. Ili, pp. 84-85. L'autografo si conserva nel Museo del Ri-
sorgimento di Roma. Non ha indirizzo.
[1864] EPIRTOLAKIO. 301
VMMCCCXLV.
A Adele Zoagli Mameli, ì" Genova.
[Lomli-a], 10 agosto 1864.
Amica,
Ebbi non so perché soltanto pochi di sono la
vostra carissima del 20 aprile. Non m'accnsate
dnnqne di scortesia. Sapete quanto a me pure siano
cari i ricordi e sapete quali impressioni avevate
destato in me fin da quando io v'incontrai giovanetto
di dodici anni. Poi venne, nuovo e più sauto vincolo
tra noi, (jolfredo. (>«ini vostra linea mi giunge (juindi
cara e come di sorella.
Mi duole non potervi dare una risposta fav(^
revole intorno all'atfare del quale mi parlaste in Na-
poli. Ma dalle ricerche fatte e dalle persone con-
sultate risulta che sarebbe uua delusione sperare. È
inutile dire le ragioui che danno; ma il tempo tra-
scorso uou è la pili potente. La principale sta nella
legge inglese che non ammette prove di conuessioni
di quel genere se non per documenti legali inne-
gabili. Oli indizi, le congetture non giovano. E il
trovar prove in Archivi di Ministri o simili non è
creduto possibile.
Fui, da quando vi lasciai, pericolosamente ma-
lato. Or vado innanzi tra il bene e il male, sognando
di e notte di poter ancora giovare al paese, provo-
VMMCCCCXLV. — Inedita. L'autografo si conserva nel-
r Istituto Mazziniano di Genova. A tergo di esso, di pugno
del Mazzini, sta l'indirizzo : « Signora Adele Zoagli Mameli-
Genova. »
;{(>2 KIMSTOI.AKIO. llSdJI
ciuido rinipresji \'eiietii, siMiza la (lualc non avremo
Koma. Se non elio i i»in l'ia ^li Italiani sono infc-
rioi-i d'assai a ciò ch'io cirdeva.
Addio, amica. Chissà se potremo anche mia volta
vederci I Abbiatemi a ogni modo, tinch'io vivo, con
affetto e stima
vostro
Gius. Ma/zim.
A'MMCCCCXL\'I.
To Emilie Ashurst Venttri, Eastbourno.
[London, Augiist 1804). Friday.
Dearest Emilie,
I seiid a letter from Miiiiro, Avhich I allowed
myself to open as I am impatieiit of hearing from
a Tiirin correspondent Avho writes to his address.
On Siinday, I am lecturing to my working men ;
but even if it was not so, don't be rasli, dear.
Venerdì.
Carissima Emilia,
Vi mando una lettera di Munro. che mi permisi di
aprire perché sono impaziente di avere notizie da un cor-
rispondente di Torino che scrive al suo indirizzo. Do-
menica, parlerò ai miei operai: ma anche .se ciò non fosse,
non siate aspra, cara. Dopo pochi «iorni di assenza, giii
VMMCCCC^LVI. — Puhbl. da E. F. Uichards. op. cit..
voi. III. pp. 85-86. L'autografo si conserva nel Museo del
Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo.
[18G41 EPISTOLARIO. 303
After a few days of absence, you already ask me,
as it' Eat:^boul'ue was Aiibrey House or MycUlletou
Squaie. To me it is a real journey with ali its incou-
veuieucies, ^rbysical, moral aud economical. At ali
eveuts, I caiiuot noie leave London for one hoiir,
until the 8 and 10 is settled; I am in bourly expec-
tation of a telegram. Be, tlierefore, quiet, do not
indulge in dreamy scliemes on me, and above ali,,
do not commit the mistake of taliing an additional
room. If once I came for a Sunday, I would go to
an Hotel to sleep and spend the whole time Avith
YOU by day. 1 always do so, since some time, with
Caroline too. I doubt your findiug cheap prices
now. Caroline is going only to-morrow morning.
Wolff too wrote to Deal. Why don't you say one
word about what most interests me, your cheek?
And why enlarge small troubles luto great ones?
mi volete, come se Eastbourne fosse Aubrey House o Myd-
(lletou Square. Per me è un vero viaggio con tutti i suoi
inconvenienti, fisici, morali ed economici. Ad ogni modo,
non posso lasciare ora Londra neppure per uìiora, finché
l'H e 10 non è sistemato ; sono in attesa ogni momento
di un telegramma. State perciò tranquilla, non v'abban-
donate a progetti fantastici su di mo, e soprattutto, non
commettete l'errore di prendere una camera di più. Se
una volta venissi per la domenica, andrei in un albergo
a dormire e passerei tutto il giorno con voi. Faccio sem-
pre così, da un po' di tempo, anche con Carolina. Du-
bito che possiate trovare dei prez'/ii convenienti ora. Ca-
rolina partirà soltanto domani laattina. Anche Wolff
scrisse a Deal. Perché non dite neppure una parola di
quello che m'interessa di più, la vostra guancia? E per-
ché render grandi i piccoli fastidi''' Voi siete o eravate
304 KPisTor.ARTo. / [1861]
You are or were endowed with energy and with the
laculty of looking at small tliiiigs as I do : summou
it out: when yoii feel getting in a bad tèmper, dose
one eye — or tliiiik ol' uw. I give you the clioic'e.
liloRs you. Love Ifoiii /
I yonr
' Joseph.
(lotiitii (li una certa energia o della facoltà <li guardare
alle cose piccole ctonie faccio io : fateli saltar fuori : quando
vi sentite diventare di cattivo umore, chiudete un oo-
cliio — <) pensate a me: scegliete. Siate benedetta.
Affetto dal
vostro
Giuseppe.
VMMCCCCXLVII.
A Vincenzo Bri'soo Onnis, a Milano.
rLondral, 11 agosto [I8fi41.
Caro TJrnseo,
Ho pili tardi dell'altra la vostra del 5.
Possa verificarsi ciò che vi dicono!
Non vi mando ijroclama — o forse ve lo mando
se ho nn minuto di tempo. Ma comunque, una pa-
rola ancora sul tenore. Badate, Br[usco], che l'ar-
gomento è serio; e noi non possiamo, per vedute
nostre inverificabili or;i, metterci sull'anima il san-
VMMCCCCXLVII. — Inedita. L" autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non
ha indirizeo.
[18041 EPISTOLARIO. 305
gue italiano. Il moto ha bisogno — bisogno indi-
spensahile — dell'esercito e del Governo. Tutto deve
essere diretto a trascinar quell'aiuto. Qualunque lin-
guaggio potesse dare un pretesto a non darlo, sa-
rebbe un tradimento al paese contro il quale io
stesso protesterei. V'ho detto il mio disegno : basa
tutto sulla formazione d'un secondo esercito di vo-
lontari giurati, come vi dissi in altra mia. Allora
— disfatta l'Austria — non prima d'allora — sa-
remo liberi di seguire le nostre ispirazioni: oggi
no. Il Veneto non può liberarsi senza la Monarchia.
In Roma è altra cosa. Là la Monarchia riceverebbe
una consecrazione che sarebbe per me una vera pro-
fanazione. Bisognerà far di tutto per evitarla.
Fido in voi, in 56, [Bezzi], perché non una impru-
denza puerile e senza scopo venga a nuocere e meri-
tarci la maledizione dei Veneti.
Ben inteso, ci vorranno proclami ungaresi e
croati; ma saremo a tempo fra alcuni giorni. L'un-
garese è facile. Vedrò di trovare il croato.
Dite a 56, [Bezzi] che in Avio il Dr. Venturi, del
quale aveva dato il nome gran tempo fa, si lagna
di non essere mai stato cercato. Bisogna giovarsi
oggi di tutti.
Non v'è da temere per flr[arlbaldi]. Se v'è azione,
l'avremo.
Ho scritto ieri a M[osto] perché dica a Benedetto
il modo d'avere altre cento lire sterline che giac-
ciono qui raccolte per Gar[ibaldi.].
Se nulla riesce al Comitato Centrale, ritirate pure.
Se hanno, no. Anche quel poco sarà prezioso per
gli aiuti da darsi.
Vostro
Giuseppe.
MAZZINI, Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Epistolario, voi. XLVII). 20
306 EPISTOLARIO. [1804]
\M.M('('C('XL\JIT.
A (IiovAwi (iKir.i:.N/OM. il LiijiaBo.
[Londra], 11 agosto [18(54].
Caro (liilciizoiii, '
Dà pure (iiiaiito hai di nostro se Unisco o DcivÀ
te uè richiedono.
Tuo
GiT'SKIM'F-.
i
VMMCCCCXLIX.
An Andre.^ (Jianxelli. ji l'irenze.
[Londra], 11 agosto [1SG4].
Fratello,
Perché non mi crediate morto a voi e al paese,
vi scrivo. Ma poche parole. Non ho che un pen-
siero e voi lo sapete. Or questo pensiero potrebbe
ancora realizzarsi, e m'assorbe. Se passa il ar'se,
avremo molti mesi davanti a noi, e allora vi scri-
verò sulle cose nostre e su quanto concerne orga-
nizzazione, etc.
Non vi prego — colla franchezza che deve es
VMMCCCCXLVIII. — Inedita. Sta in fondo allo stesso
foglio della lett. precedente.
VMMCCCCXLIX. — Pubbl. da A. Gi.ajsxelli, Lettere di
G. Mazzini, ecc , cit.. p,p. 233-234. L'autografo si conserva
nel Museo d^l Risorgimento di Firenze.
[lS(i4] KI'ISTOLAHIO. 'M)~
sei' tra noi — che i vostri bollettini, il secondo
di (ìenova e j>eiieralmente la tattica tenuta dai re-
l)ul)blicani non hanno intera la mia approvazione, ('i
11 biasimare, l'irritare, lo scindere, non giova : nuoce.
Con uno scopo pratico, Venezia, che noi ])ure abbiamo
e ch'esige un accordo di tutte le forze del Partito,
bisognerebbe evitare ogni ostilità. ^Mentre cerche-
remmo di spingere tutti su quella via — e si perde
il diritto di spingere quando si assale -- dovremmo,
noi repubblicani, organizzarci quetamente tra noi,
tanto da potere, quando sorga una imi)reveduta col-
lisione tra Governo e paese, agire compatti e impri-
mere una tendenza determinata al moto. Io non pre-
vedo quella collisione se non per Roma. Per Venezia
che deve precedere la nostra bandiera è fuor di
questione. 11 \'eiieto ha bisogno delFesercito, quindi
della Monarchia e l'invocherà. Xoi possiamo e dob-
biamo tacere, non contrastare.
Queste cose io so d'averle dette sin da princi-
pio. E furono tiasandate.
Litigare con Dolti o con Cairoli o col Comitato
Centrale significa nulla : provoca naturalmente rea-
zioni, dissidii, debolezza in essi, in noi, in Tutti.
Star bene possibilmente con quanti professano
voler moto i)el Ve[neto] — segretamente organizzarci
sotto la nostra bandiera — diffondere l'idea repub-
blicana senza occuparsi di chi non lo fa — era ed
è ancora il da farsi.
Del resto, lasciatemi ({uesto mese; poi parleremo
di tutto.
Che cosa è successo d'un Circolo Democratico
degli studenti di Pisa che s*im])iantava, credo, sul
(') I bollettini riguardanti la Falange Sacra. Ved. la lett.
VMMCCCCXXVII.
.?nS FH'IRTOLARIO. [l'^^H
finire del '('»-? lOsiste tuttavia? Jh\ Sevci'i, biunio,
era menibio del Comitato con Parenzo e altji. (')
x\(l(lio i>('r ora. Kicordatenii alla si<,nio:a Liidnulia.
(Vostro sempie
Giuseppe.
VMMCCCCL.
A Fra Aijdenzio E. Spakacino, a ralcrino.
[Londra!, 12 agosto |l.sr.4].
Fratello,
Ebbi le vostre linee del gennaio; ma non ebbi
mai i vostri Versi, e m'è ignoto il perché. Non ri-
sposi quindi mai. Ma oggi mi sento spronato a man-
darvi una stretta di mano fraterna. Non vorrei po-
teste mai credere ch'io abbia non curato o respinto
la parola d'affetto che mi viene da un'anima gio-
vine e già tocca dalla sventura.
In ogni condizione di vita voi potete compire
una missione. In qualunque sfera versiate, voi po-
tete cacciare il germe del Vero in qualche giovine,
in qualche popolano che venga a contatto con voi.
E questo germe è nella formola « Dio e Popolo »
che il 1849 proclamò da Roma e da Venezia. Re-
(') Su O. Parenzo e sul Circolo Democratico fra gli stu-
denti di Pisa, ved. la nota alla lett. VMDCCCOII.
'vMMCCCCL. — Inedita. L' autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). A tergo
di esso, di pugno del Mazzini, sta l' indirizzo : « Frate Au-
denzio E. Sparacino. »
[1864] EPISTOLARIO. 309
pubblica — e trasformazione religiosa, più vasta e
degna dell'Italia che non è il protestantismo^
Addio: non so se ci vedremo mai, ma combat-
tiamo da forti ed amiamoci nella fede comune.
A'ostro fratello
Gius. Mazzini.
VMMCCCCLI.
A Vincenzo Brusco Onnis. a Milano.
[Londra], 13 agosto [1864].
Caro Brusco.
Fatemi il ])iacere di trovare fuori Piantanida,
autore di varii opuscoli economici, stam[>atì da
Agnelli, e fargli avere questo biglietto che gli devo
da un anno e più.
Vi mando una corrispondenza di Bucarest, ])er-
ché vi diate un jjo' d'importanza con un « dal no-
stro corris])ondente. » Ho mandato due giorni fa a
Maur[izio] un'altra corrispondenza di Bucarest, pre-
gandolo di far un articolo sulla ^foldo-Yalacchia. O
Sarebbe desiderabile ch'ei ve l'avesse mandato, e
che questa corrispondenza seguisse : probabilmente
ve ne manderò altre; l'ho chieste almeno.
vMMCCCCLI. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). A tergo
di esso, di pugno del Mazzini, sta l'indirizzo: «Pasquale
Rossi, Milano, » certamente un luogo di recapito della corri-
spondenza di V. Brusco Onnis col Mazzini.
(') Ved. la lett. VMMCCCCXLIV. Però, la eorrispoudeuza
da Bucarest, che il Mazzini inviò a V. Brusco Onnis, non fu
mai inserita neìV Unità Italiana.
.■'«in ?;iMST<)I.AU10. llSPilJ
Tra paieiilesi e per iioii perdere il mio diritto
di l)iasimo, Vltiità farel)l)e assai mejjlio occui)an-
dosi dei diversi paesi dove abbiamo amici e che
dovrebbero essi pure agire con noi, che non tacendo
liste di proscrizione e dicendo a poveri nomini come
Montecchi — che non sono se non deboli — « Siete
nostri inconciliabili nemici.» (^) E badate ch'io ho
scritto a Scit'oni l'animo mio su Montecchi — ch'ei
lo ha (letto — e che non ci vediamo i)iù quand'ei
\ iene in Londra; non con biasimi privati, e al primo
cenno del nostro essei- forti — ciò che dovrebb' es-
sere primo scopo nostro — Mont[ecchi] e siffatti pre-
dicherebbero noi. Possibile che non vogliate inten-
dere il «guerra ai i)erversi, pace ai deboli I »
Aspetto sempre ; siamo al 13 e non vedo cosa
alcuna.
Vostro sempre
Gl.USEPPE,
X'M.AICCCCLII.
A Gaetano Innocenzo Piantan'.da, a Milano.
[Londra], 13 agosto [1864].
Fratello,
Mi pesa un rimorso sull'anima ed è quello di
non avervi mai scritto. Dirvi ora il perché, il come,
bench'io ne avessi sempre l'intenzione, travolto da
(') Per le accuse fatte a M. Montec-c-hi ved. Wnitn Itu-
lìdiKi di Milano, del 9 agosto 1864.
VMMCCCCLII. — Inedita Da una copia presso la K. Com-
missione.
[1SG4] Ea-isTOLARio. su
mille cure, indugiai, sarebbe inutile. Il mio scri-
vervi adesso, non provocato, vi jirovi almeno (jnel-
r intenzione.
Xi scrivo unicamente a dirvi che vi fui yiato
dell'invio delle vostre t^orgcnti vere delia FiiKinzd (M
— che la direzione generale delle vostre idee con-
suona colle mie — che divido con voi ogni vostro
pensiero sull'Assicurazione.
Ma voi non potete sperare successo alcuno sotto
l'Istituzione vigente : la vita, l'intelletto del mondo
politico ed economico non può più escir dalla Mo-
narchia, come l'intelletto del mondo morale non può
più escire dal cattolicismo o meglio dall'istituzione
religiosa che gli è sorgente.
L'Italia non entrerà nella nuova sfera d'idee se
non quando sarà repubblicana.
Sono esclusivamente preoccupato da una })osf<i-
hilltà d'azione nel senso Nazionale e non posso che
mandarvi una stretta di mano fraterna. Ma dove
questa possibilità sfumi, vi riscriverò e c'intende-
remo forse sul come lavorare utilmente aira])osto-
lato delle idee.
Abbiatemi
vovStro
Gius. M.vzzini.
(') Delle rere sorgenti delia finanza, e basi deil'equUìhrio
economico ; Milano, Agnelli, 1801.
m2 Ì3»I STOLA RIO. [18041
VMMCCCCLIII.
A Saverio Friscia, a Napoli.
[L(.ii(ir:iJ, 14 agosto [1804].
Fratello,
\'i mando due letterine: a due che m'hanno man-
dato versi e libri, Non dico loro se non quello che
stampo. Ed è bene far propaganda con tutti, ^'orrei
che impostaste da Napoli quella per Otranto e ten-
taste far dissotterrare il frate, (^) autore di ^'ersi
pubblicati, credo, un sei o sette mesi addietro.
Aveste una mia che mandai al vostro indirizzo?
Vi suppongo correttamente informato di tutte le
cose d'Ischia — del progetto regio — dell'accetta-
zione di G [aribaldi] tenutami, contro ogni accordo,
segreta — della protesta dei nostri — e delle con-
seguenze. Delle impressioni mie non tocca parlare.
Bensì — o s'agisce in quest'anno, del die v'è tut-
tavia una possibilità; e allora ognuno dovrà fare la
parte sua per aiutare l'azione e costringere il Go-
verno a seguire — o non s'agisce; e pei nove o
dieci mesi che avremo innanzi, bisognerà intendersi
davvero. Con un lavoro diviso tra me, il Comitato
Centrale e Caprera, non v'è modo di riuscire a cose
concrete; ed io dovrò nel mese venturo chieder netto
agli amici miei se pel lavoro di preparazione vogliono
intendersi esclusivamente con me, raccogliere per me,
VMMCCCCLIII. — Inedita. L'autografo si conserva nel
iluseo del Risorgimento di Roma. A tergo di esso, di pugn(|
del Mazzini, sta l'indirizzo : « Sig. Saverio Friscia, Napoli. »
C) Fra Audenzio E. Sparaeino.
[1864] EPISTOLARIO. 313
etc. — ben inteso coll'intelligenza che Vazìonc pre
pai-Jita una volta si concentrerebbe sempre in (ì[a-
ribaldi]. Per questo mese ancora, tutto questo è
]ri'ematuro.
Buona l'agitazione elettorale di Nap[oli]. Nondi-
meno, mi convinco più sempre che dobbiamo tendere
a mutare — data V occasione — V Istituzione. La
l)ropaganda segreta dovrebbe tendere a questo con-
tinuamente: e un'organizzazione segreta dovrebbe
rendere comi)atti quanti abbracciano il credo repub-
blicano. L'azione sul Ven[eto] deve essere, di neces-
sità, monarchica; ma verrebbe poi Roma, e se v'an-
diamo per consecrare la ^[onarchia. addio alla mis-
sione e alla grandezza d'Italia 1
Addio per ora.
Vostro sempre
GiusEPrE.
VMM(H'(H'L1V.
.\ Carlo I.oui, h Torino.
[Londra], 14 agosto lSfi4.
Caro Lodi,
El)bi la lunga lettera. Non risposi, assorbito il
tem[)o da mille cose e per( he inoltre non v'era cosa
che urgesse. Non voglio nondimeno che possiate in
ter[)retare il silenzio come scortesia che non è in me.
Vi scrivo nondimeno laconico. Non [)osso scen-
dere ad esame di tutti gli atti e dei progetti ai
VMMCCCCLIV. — Pubbl. in Lefteie di G. M. a Fr. Zan-
noni, ecc., cit., pp 20-21.
314 EPISTOLARIO. [l«^.-4l
(|n;ili ;i(('i'ini;i1i'. Non divido, conu' s;i|;L't(', la pciemit'
tc'iidt'iiza a sosjjettare, tcnicie e iiileijnclaie sfavo-
i-evolmente, eli' è doiniiiatiicc in molti dei nostri.
Ebbi di t(Mii])o in tempo accuse su voi, ildlc (luali
non feci calcolo. Ma vi dirò, per conto mio, che in
una cosa non posso approvarvi.
Avevate ricevuto istruzioni, alle quali alludete,
da me. Ma era im])licito nel fatto delle istruzioni
che di quando a (luando mi rendeste conto del No-
stro lavoro. Noi faceste mai. La statistica militai-e,
non vasta come credo la faceste, ma de^li uomini
non interamente mutati ed ai quali, in casi eccezio-
nali, avrei potuto indirizzare una parola, mi sarebbe
stata impoi'tante : ncm l'ebbi mai. Le intenzioni del
(loverno non mi furono mai note per mezzo vostro.
1 disegni architettati da voi e che avevano appa-
renza diversa dall' intenzione, avrebbero dovuto es-
sermi segretamente manifestati tanto eh' io stesso
non li avversassi ; e voi non me ne taceste parola
mai. E via cosi. Quindi libero il campo a tutte le
interpretazioni passibili. E fu la sorgente della rot-
tura fra voi e gli amici.
Prendete a cagion d'esempio l'ultimo contatto
concernente il A'eneto con Peruzzi. V'indirizzaste a
Corte, a Nicotera : perché non a me? La posizione di
(juestione di Peruzzi [.vie] era la mia : io intendeva
che il (Jroverno non dovea esser compromesso anzi
tempo : intendeva che il moto Veneto dova farsi
come spontaneo, al di dentro, non nei contini del
Regno: intendeva che il (ro\erno avea diritto di
sapere con q\m\ programma s'opererebbe e gli avrei
risposto: «Il moto sarà necessariamente monar
chico. » Non avrei chiesto che incoraggiamenti se-
greti e tolleranza, invece di sequestri, per armi
t]8(i4'] KPIRI'OLARIO. 315
apprestate senza pubblicità. Non si sarebbe con-
chiuso cosa alcuna perché come tutti gli uomini
capaci (1* ingannare, Peiuzzi cre<le o affetta creileie
che non s'ha da aver fede alle mie parole. Kva ad
ogni modo bene parlarmene.
È questa l'unica osservazione ch'io mi sento,
mercè gli antichi patti, diritto di farvi. Il resto
è nulla.
Giovate al paese come meglio potete; e sp ci-e-
dete ch'io possa giovare, ricordatevi che vivo ancoi-a.
Vostro
GlUSEI'l'E,
xyniccccLV.
To Emilie Ashx^rst Venturi, Eastbourne.
[London. Angust 15th, lSti4]. Monday.
Dearest Emilie,
I am gì ad you wrote to Dr. Christian and more
glad of your huììctiìi to me, although I wish very much
Lunedi.
Carissima Emilia.
Sono contento che abbiate scxitto al dott. Christian
e pili contento ancora del liolhtihio c-hc- mi mandate, ben-
VMMCCCCLV. — Puhbl. da E. F. RicHARns. op. cit..
voi. in, p. .S7. L'autografo si conserva nel Museo del Risor-
gimento di Roma. Non ha indirizzo. La da (a vi fu apposta da
E. Venturi.
316 Éa-ISTOLABIO. tlSGi]
to bear of the hai-dne.ss vanishiiig. How caii 1
kiiow of William's addiess, dear? He is waiidering
aboiit and has, 1 thiiik, no address at ali. J dined
yesterday at Petei-s I I heard, as yet, no news from
any wheie, no telegiani. W'e lune leached the
l'ith and 1 suppose you will he light and that no-
thing will soramon me, alasi away from P^ngland.
As for G[aribaldi] you are right ; hut he has not
much to do witli the question. Should tliey ai-t, he
would have to t'ollow as he did in the South. Sa-
lina has reached Lugano. I have luined my pi-os-
pects with Mr. l'otter: teli the ^\'an'ioi-. After tlie
wai-ning I liad from the ^'en[etian] and with the
possibility before me of having to go and help, T wi ote
to him asiking for an offering; but^ in my Italian
pride, I said that the only reason for my applying
to English friends was the question of time: if we
che io desideri ardentemente di sentire che la durezza
sia sparita. Come posso sapere l'indiris.zo di William, ca-
ra? Sta girovagando e non ha, credo, nessun indirizzo.
Ieri pranzai da Peter ! Non ho avuto, hnora, notizie da
nessuna parte, nessun telegramma. Siamo al 15 e credo
che voi abbiate ragione, e che nulla mi chiamerà, ahimè !
tuori dell'Inghilterra. Quanto a Garialdi, avete ragione;
ma non ha gran che a fare nella questione. Dovessero
agire, egli dovrebbe seguire come fece nel Sud. Sarina è
arrivata a Lugano. Ho rovinato i miei progetti con Mr.
Potter: ditelo al Guerriero. Dopo ravviso che avevo avuto
dal Veneto e nella probabilità che io dovessi andare ad
aiutare, gli scrissi chiedendo un'offerta ; ma, col mio (or-
goglio italiano, gli dissi che la sola ragione che mi spin-
geva a rivolgermi ad amici inglesi era la questione del
tempo : se il destino ci avesse riserbato nove o dieci mesi
[1864] EPISTOLARIO. 317
were dooined to iiine or ten months more, we woiild
have lime to collect in Italy, and I would thank
liim and decline taking. He writes that, if^ etc. he
offers £. 100. Mix immediately and fifty a little
after. If 1 do not leave, I shall therefore thank
him and theie will be an end of it. 1 i-eally cannot,
without an nrging uecessity, ask any one who is
not Italian, now. Italy ought to give ali that is
lequired. And besides, my English friends are evi-
dently feeling it, very cold sinee some time. Love
yoiir loving
Joseph.
(li pili, avremmo avuto tempo di raoc-ogliere in Italia, u
io l'avrei ringraziato, declinando da n'accettare. Egli mi
scrive che, se, ecc. offre 100 sterline, cinquanta subito e
cinquanta un iio' pili tardi. Se non pano, dovrò perciò
ringraziarlo e sarti tutto finito. Xon posso davvero, sen/a
una necessità urgente, chiedere a uno che non sia Ita-
liano, ora. L'Italia dovrebbe dare tutto quello di cui ha
bisogno. E inoltre, i miei amici inglesi, evidentemente
per questa sensazione, sono molto freddi da un po' di
tempo in qua.
Vogliate bene al
vostro affezionato
Gn^sEPPE.
31S Ki'mToi.Aiuo. fls(;4|
vMMrrccLVi.
A Fii.ii'i'o P.KTTi.\i. a (Jeiiova.
ILoiidnil. ÌTt agosto [l.S(;41.
faro P>ottini,
I]bl)i r ultima rata di veiitidue lire sterline.
\'orrei che tu versassi il costo di venti copie
d'un numero del (ìioriidlr delle Società Operaie al-
rufficio o a Savi: ciniiue centesimi per copia, ma
v' è il costo di posta.
Addio; non sto male tisicamente: moralmente....
i mesi passano e abbiamo lo straniero in casa. La
Polonia è morta. La Danimarca schiacciata. Inco-
mincio a vergognarmi della mia patria.
Ricor<lami a Nai)oleone (^) e ama il
tuo amico
Giuseppe.
VMMCCCCLVII.
A Saverio Friscia, a Xaijolì.
[Londra 1. Ki agosto [1804].
Fratello,
La Società « Alessandro Poerio » di Catanzaro
m'ha eletto tempo fa a non so che d'onorario. De-
vMMCCCCLVI. — Inedita. L'autografo si ronserva nel-
l'Istituto Mazziniano di Genova. A tergo, d'alira mano, 'a
indicazione dell'anno.
C) Napoleone Ferrari.
VMMCCCCLVII. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma. A tergo di esso, di pugno
del Mazzini, sta l'indirizzo : « Sav. Friscia. »
[1864] EPISTOLARIO. 319
bitore d'una rispo.sta, la mando, ('i N'olele avviarla?
È meglio che parta da Napoli.
Sono .sempre incerto sul presente. Mve ancora
una probabilità d'azione ; ma non oltre il mese. E se
passa, avremo nove mesi davanti a noi. Bisognerà
in quel tempo intenderci bene pel lavoro; e lo farò.
Ditemi qualche cosa sulle tendenze di Na])oli.
Con chi siete in contatto?
Avete nuove di Sicilia? Ros[ario] Bagli [asco] de-
v'essere a quest'ora tornato in Palermo. Che cosa
signitica la dimissione di (ìar[ibaldi] dalla Masso-
neria? (-) Come procedono le associazioni Stcll(( <V I-
talia e altre in Sicilia?
Addio : vostro sempre
GlUSEl'I'E.
VMMCCCCLVIII.
A Madame M. d'Agoclt, à l'aris.
[Loudres]. 1(5 aoùt [l.SlU].
Madame,
A'oulez-vous permettre à un homme qui s'intéresse
à vous et à vos travaux de vous demander des
(') La 1( tt. all'Associazione « Ale.ssaudro Poerio » di Ca-
tanzaro fu piibbl. ueìYl'nità Italiana di Mijano, del 12 set-
tembre 1.SG4.
(-) Erano state auminciate « per motivo di salute. » nel J/o-.
riinento di Genova, e di là, nellT/n'/fl lialinna di Milano, del
12 agosto 18G4.
vMMGrCCLVIII.— Pubbl. in G. Mazzini, Lettres à D. Stern.
eoe, cit.. pp. 9-10. L'autografo si conserva nel Museo del Risorgi-
mento di Roma (fondo E. Xathan). È in una busta che, di mano
ignota, ha l'indirizzo : « Madame la Contessa d'Agoult. 1. rue
Tilsitt, Schlagenbad. » La data si completa col timbro postale
320 EPISTOLARIO. [18641
nouvelles de votre sant^'? Voiis me disiez dans votre
<lei'nière lettre qne vous n'étiez pas bien et je ne
vois pas la eontiimatioii de votre travail sur Dante
et Goethe dans la Revuc (ìcrmaniqnc.
Un mot à l'adresse: « ^Irs. France. 2. Onslow
Terrace. Fulliam Road. London. » snffira.
VouR avez sans donte regii ma dernière lettre en
réponse à celle dans laqiielle vou« me demandiez
])<)nr(inoi j'écrlvais Alligliieri an lieu de snivre Tor-
Ili<)jira])liie fiénéralement admise.
Adieu, Madame. Croyez moi
votre bien dévoué
Jos. Mazzini.
VMMCCCCLIX.
To Emilie Ashurst Venturi, Eastbourne.
[London, August 17th, 1864]. Wednesdiiy.
Dearest Emilie,
T bave a traveller to attend to and cannot wi-ite
as 1 wisb. Never mind. T converse witb vou and
Mercoledì.
Carissima Emilia,
Devo badare a un viaggiatore e nou posso scrivere
come vorrei. Pazienza. Parlo con voi e vi voglio bene e
VMMCCCCLIX. — Piibbl . in gran parte, da E. F, RiCH.uu>s,
op. cit., voi. Iir, p. 86. L'autografo si conserva nel Mn.soo
del Risorgimento di Roma. Non ha indirizzo. La data vi fu
apposta da E. Venturi.
[1864] EPISTOLAIUO. 321
love you and caress yon— witliin due liniits — aìl the
while. If yon get absolntely bettei- and dismiss ali
Kwelling and hardness, I sliall love yon even bettev.
Ruskin is Aveak as weakness. No, dear: the third tiny
room or cn])board will bave, T fear or hope, no oecn-
pant. T tbiid< tliat T sball bave, after ali, another
excnrsion to make. Bnt of that, T sball speak a.Ejain.
Dr. Cbr[istian] witb Dr. Paget bave this morning
operated, witb eloroform on a cancer bere, on Capt.
Thomas. ^Matilda wrote to me too yesterday a vei'y
affectionate bnt very sad letter. She is evidently
t'retting abont some thing or other; and the vei-y
suggestioii of tlie Dootor to go aAvay from home to
"some kind friend,, is very singnlar. ITow on earth
ean she get a very kind friend at Tnnbridge? Tt is
very lamentable that yon al] sbonld bave to l)e apart
from one another. Dear, T walked vesterdav from
vi accarezzo — entro i dovuti lìmiti - continuamente.
Vi vorrò ancor pivi bene, se voi migliorerete veramente
e caccerete via ogni durezza ed ogni gonfiore. Ruskin è
debole come la debolezza stessa. No, cara : la terza ca-
meretta od armadio, non avrà, temo o spero, nessuno in-
quilino. Credo che dovrò, dopo tutto, far"^ un'altra escur-
sione. Ma di questo, parlerò di nuovo. T dottori Christian
e Paget hanno operato questa mattina qui di cancro il
Capitano Thomas. Matilde ha scritto anche a me ieri
una lettera molto affettuosa, ma molta ti'iste. Sta eviden-
temente congetturando qualche cosa: e anche il consiglio
del dottore di andare via da casa presso « qualche amico
gentile » è molto strano. Come può mai trovare qualche
amico gentile a Tunhridge? È veramente cosa rimprc-
vevole il fatto che voi dobbiate vivere una lontana dal-
\L\Zzisi, Scritti, ecc., voi. LXXVIII (Enistolario. voi. XLVII). 21
322 Ea>I8TOLARIO. [18011
Haynunket to Knsscll Squiire and from there home
Oli fool I I was hall-dead wlien I reachod. Is tliat
"\valkiii<i or iiot ?
Bless voli, dcarest Emilie, and love
your lovin^
JOSKI'H.
l'altra. Cura, ieri ho camminato da Haymarket a Russell
S<inare e da li fino a casa! Ero mezzo morto all'arrivo.
Si chiama camminare questo o no?
Siate benedetta, carissima Emilia, e vogliate bene al
vostro affezionato
Giuseppe.
VMMCCCCLX.
A Benedetto Caikoli.
[Londra], 18 agosto 1804.
Fratello,
Pongo a dis],)osizione deiramico quel poco che tengo
raccolto in Italia: e vi dirò or ora a quanto somma.
Se «i agisce, badate. È indispensabile costituirci
in direzione segreta, di pochi certi ed energici del
moto. Il Comitato Centrale co" suoi elementi etereo-
genei e colla diffidenza che ispirano negli uomini
d'azione è fuor di questione. Può rimanere ed essere
utile, se vuole, all'agitazione che dovrà farsi : ma
quanto concerne il contatto diretto col moto, gli
VMMCCCCLX. — Puhl)l. M. Rosi. L'Italiii ofiierna, ecc ,
cit., p. 1312. L'autografo si con.serva presso gli eredi Cairoli.
A tergo di esso, di puguo del Mazzini, sta 1' indizzo : « Sig.
B. Cairoli. »
[1S64] ÈPiSTOtAKlO. 323
aiuti materiali^ i proclami, etc, non può essere in
mani loro.
Il nucleo segreto dovrebbe comporsi di voi, di
Corte, di Quadrio e di me, che vi sarò vicino, celato.
Nicotera che tra me e l'entusiasmo suscitato dal-
l'azione ci tornerà, potrebbe farne parte, ma sarà
meglio cacciarlo nell'azione.
Intendete bene che una volta Gar[ll)aldi] dentro,
ei sarà il capo legittimo dell'azione e noi non sa-
remo che gli esecutori al di qua.
E intendeie inoltre che appena potremo, e gio-
verà, ciascuno di noi sarà libero di traslerirsi sul
terreno dell'insurrezione.
Ciò posto, dovete voi pure sentire la necessità
di ciò che propongo. E suggerisco Quadrio, non so-
lamente perché ha davvero le qualità richieste, ma
perché ha la tìducia dei nostri. D'altra parte, non
dimenticate che il nucleo rimarrà segreto.
Non vi preoccupate di tenere in serbo per l'agi-
tazione. Raccoglierò in questi tre giorni e porterò
io quel che occorre.
Ciò che do a M[aurizio?Jè 0000 fianchi. Gli do
poi gli ordini per Genova alla Nathau : sono, tra
quelli e quel che avanza da Gi'ilenzoni - - al quale
ho già spedito ordine da IT» o 1(5 mila fra'ichi oltre
i 6000.
Avrete da Xegretti, (') piin-Jié Missori o altri gli
dia un oidine scritto da Gii ribaldi.
^ti manca il tempo, ma ci vedremo.
A'osfro tutto e sempre
Gi!'Sì:r'i>E.
(•) Su E. Xegretti veci, la nota alla lett. VMMCCCCXXX.
;i24 EPISTOLABIO, tlSC41
vMMccrcLxr.
A Df.mktkk) Diamii.i.a Mti.i.kk, Tt Turili.
[LuiidrosJ, is aofit |l.s(;4|.
Cher ami,
•Fai reyu voue leltrc )(> coiimieiirais vi'jiraent ;\
étie iiiqiiiet. Ne protestez pas, d aboid j/ai- les raisous
que vous dites; eusuite parce qiie (juant à T opi-
nion, peisoiine ne sait rien de Kurzina, et de ses pro-
clamalions. Il n'y a pas de délégué ici, s'il en viendra,
j'avertirais nos amis. Ils retiennent tous aii reste la
Pologne morte. Et il n'y a que des événements qui
puissent la réveillei*. .Te ne vous cache pas que la
seule chance qui nous reste n'est pas là et que le
mois prochain il sera trop tard i)our ajjir. Les Kar-
pàthes sont comme les Alpes. Une chance existe en-
coi-e tontefois : et il faut faire des effoits surhu-
mains pour tàcher de réaliser quel([ue chose con-
cernant le papier de rente Kusse aussitót (^ue pos-
sible.
Tàchez, aussitót que vous le pouvez, d'envoyer
quelque chose à Borzyshuvski.
Selon moi, c'est n'est plus de compléter un tva-
vail que Couza menace et qui doit étie a moitié
ébranlé, par ce qui est arrivé à Frijjsy ; c'est de
faire des mouvements en Serbie et dans le l^rinci-
pautés d'où partirait cette action que vous et moi
chercherons. lo Oouvernement étant dans les mains
VMMCCCCLXI. — Pulii)], in Corrispoìnlen.za ineilitii, eof.,
cit., pp. 79-80, e. non del tutto cninpleta. in Poìifìcti sef/ftn
italiana, eoe, fit., pj). 115-llG.
[18l>4] EPISTOLAKIO. 325
dhoiunìes à iioiis. Si jamais vous aviez (luelque
cent ciiKiuanle oii cent mille francs à disposei- i)oiiv
là-bas, je vous diiais: Allez-v-vous niènie ; et avec cet
aigent vous mettrez ù méme nos amis de renverser
ce (lui est. ilais tout ceci est inutile à présent.
Ti'ouvez et nous verrons.
Adieu pour le moment: je suis accablé de travail.
Votre ami
Joseph.
VMMCCCCLXII.
A Sara Natiian, a Lus:iiio.
tlx>ndra], 18 .-igosto 1S()4.
Cara amica,
Ponete, vi prego, a ilisposizione del portatore o
di Bezzi o di Brusco quanto avete di nostro presso
il banchiere di («enova, coni])resi i 000 franclii dei
Genovesi dati al tìglio.
E ponete pure, se richiesti, i cinquemila franchi
da voi offerti pel (juadro (^ i che, naturalmente, 1 1-
mane a vostra disposizione o i)er farne Lotteria de-
ducendo i r)00!) dal ricavato.
\'ogliatemi bene.
Vostro sempre
Gius. Mazzini.
VlVIMCCCCLXII. — Ineilita. L'autografo si conserva nel
^luseo del Kisorjiinu'nto di Koiiia (fondo E. Nathan). A ti rgo
di esso, di pugno del Mazzini, sta 1" indirizzo : « Signora
S Xathan, Lugano. »
(') Non è eerto che iì Mazzini accenni al quadro di G. lu-
duno, di cui nella nota alla lett. VÌ\II)( '('('('LV.
326 EPISTOLARIO. tlS64]
VMMCCCLXIir.
To Emilik Asiiurst VioNTtKT, Eastboumc
[London. Augiist l!>th, 1S(Ì4]. Friday.
Tliaiiks, (lear, for the note and for tlie dimi-
nutive, biit stili scentpoweilull '' erba luisa. " IIow
is it that Caroline on the iSth was stili believinjj;
yon with her own landlady? Ha ve you no inter-
conrse witli Aberdovey?
Dear, what on earth can I devise foi- the AVarrior
at Eastbourne? Tlieie may be, really, something
to do for him and ali in a few days. Keep quiet
and do not ask me. 1 do note lil^e to irrite about
certain matters. I .shall teli you in a few days.
A'enerdi.
Grazie, cara, per la lettera e per la « erba-luisa » mi-
nuscola, ma pure piena di profumo. Come mai Carolina
il 18 credeva ancora che voi fo.ste coll,a sua padrona di
casa? Non avete rapporti con Aberdove,v?
Cara, cosa posso mai io trovare per il Guerriero a
Eastbourne? Ci potrebbe essere, realmente, qualcosa da
fare per lui e tutto entro pochi giorni State tranquilla,
e non me ne domandate. Non mi piace 'Scrivere intorno a
certe cose. Ve ne. dirò entro pochi giorni.
VMMCCCCLXIII. — Pubbl. da E. F. Rich.\rds. op. cit ,
voi. Ili, pp. S(!-S7. L'autografo si conserva nel Museo del Risor-
gimento di Roma. È in una busta che, di pugno del Mazzini, ha
l'indirizzo: « Mrs. Emilie A. Venturi. Turret ('H>ttage. Sea side
Road. Ea.stbourne. » La data si ricava dal timbro postale.
[1804] EPISTOLARIO. 327
I ani to-morrow diiiing at Aiibrey House.
Mr. Potter, deai-, sent me liglit groiises Avhicli I
bave disti-ibnted riglit and left and wbich did co.st
me six shillings. Thank you.
Enrico Natban asked for your news.
I suppose and hope that you are going gently on,
althougb you say nothing about it. Has the Warrior
discovere<l any unknown land with my telescope?
Addio, bless you. Ever
your loving
Joseph.
Domani pranzerò a Aiibrey House.
Mr. Potter, cara, mi mandò otto francolini che lio di-
stribuito a destra e a sinistra e che mi vennero a co-
stare sei scellini. Grazie.
Enrico Nathan mi ha domandato vostre notizie.
Suppongo e spero che voi audiate migliorando gra-
datamente, benché non me ne diciate niente. Il Guerriero
ha scoperto qualche terra sconosciuta col mio telescopio?
Addio, siate benedetta. Sempre
vostro affezionato
Giuse:ppe.
VMMCC(TLX1V.
A Mal'rizio Quadrio, a Luuauo.
[Londra]. 20 [agosto 18()4].
Caro amico.
Dovresti — dubitativamente — in l'orma d* in-
terrogazione — chiedere se son vere le seguenti
VMMCCCCLXIV. — Inedita, iu parte. L'autografo si con-
serva nel Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan).
328 E3»I8T0LARIO. [1SC4]
cose come base di trattative attuali tia la Francia
e il nostro Governo.
« I.a Francia, senza pregiudicare eveiitnalità che
ra\\'enire ])otrel)l>e far sorgere, guai-ent isce tutto
(pianlo ]>ossiede oiigi il Kegno d'Italia:
Onarentisce al I*a])a quanto oggi possiede.
Tioniette ritirare le truppe da Roma entro dìU'
anni, per dar tein])o al Pa]>a d'oiganizzare un coi-po
cajìaee di ])roteggerlo.
Il Re d' Italia promette di non attentare allo
Stato Pontififio.
La C^)rte Italiana si rechei-à a Xa]ioli.
Alcuni ])rovvedimeiiti per piovare al credito fi-
nanziario italiano. »
Addio :
tuo
Gii'SEi'i'p:.
Ricordami alTamica. Fu compito e mandato il
7" \-olume? (^) Il Giornale di Siena è di tendenze tri-
stissime: (-)(]uei giovani guastano l'Italia con un ma-
terialisni') vecchio retrogrado e dissolvente. Se l'in-
verno dovesse passare, vedrò di scrivere in qualche
A terso (li osso, (li piloni) del ]M;izziiii. sta l'indirizzo : Sig. Mau-
rizio. » — T paragrafi da La Fi-ancia .sino a finanziario italiano.
furono inseriti tra le notizie «recentissime» deirr''?n7ff Ita-
liana di Milano, del 25 agosto 1804, jirecedute dalle seguenti
l>arole : «Preghiamo i giornali moderati, ohe sono entro ali?
sef/refe cose governative, a rispondere con Tin po' di sollecitu-
dine alle seguenti domande.»
(') Dell'ediz. daelliana.
(-) TI periodico intitolato il Lihero Pcìisiero. diretto da F. Cel-
lesi TI Mazzini era stato invitato a collaborarvi. Yed. invece
la le^t. VMMCCCCLXXIX.
[18Ci4] EPISTOLAKIO. 329
modo su quelle tendenze che dovreste discutere invece
di discuteie ("rispi e C. Se non deve passare, e spero
siiperlo dopo domani, addio scrivere. Son [)reirarato.
VMMCCCCLXN'.
A VixcKNzo Bki'sco Onnis, a Milano.
[Loiulni], 22 agosto [1S(;4].
Caro Brusco,
Dite agli amici che la somma di lire sterline
100.0.4. posseduta dal Comitato Italiano qui fu si)e-
dita il 18 in un bouo postale del Banco Inglese a
(}[rilenzoui]. Cerchino averla.
Se mentre il giovine amico era via si fosse rac-
colto — se ottenessero la somma da Negretti —
lascino dove sono o in mano vostra se già versata
una ])iccola parte di ciò per cui diedi potere all";'!-
Hiico. Sono preoccupato assai dalla necessità di si>e-
dire qualche III. 6. 7. 8. 1). 15 — l.S. I. I. II. II. i:;.
1. -2. — 14. '27. 13., etc. subito (piasi quanto della
cosa stessa; come segnale e parola d'ordine a tutti.
N'acchiudo l'antica lettera di quel Lastrini, i>ei-
ché vediate e facciate un ulteriore sforzo per riii
tracciarlo.
Addio: sto aspettando oggi.
Vostro
Giuseppe.
VMMCCCCLXV. — Inedita. L'autografo si conserva neT
Museo del Risoi-gim; nto di Roma (fondo E Nathau). Non hi:
indirizzo.
IVM
KPISTOLAKIO.
[1804]
AM.MrcnMAVI.
To .Maiiliia I'kics, r.iirdcii.
[Linidniil, Aiifiust 22ii(i, llSd-lJ.
I)(';il-('sl M;itil«lil,
J (Io noi kiiow wiuM-e yon ;ue and Tlioioloi-c tlie
" Miserables „ will he sent this evenin^ — to morrò w
jit tlie Intest — lo yon at Barden. Von will not mak(»
me mistM-able l)y lalkinj^ ahout the litfh exj/ence;
yon will make me happy in Ihiìikin;; that I have
hccn able to satisfy a little Avish of yonis. These
ave the only joys T have. And you will not let
this interfere witli any siniilar commission yon will
ji;ive to me henee t'orward. "^'on will only have lo
l)nt at the end of yonr note " Mind! ,, and I shall,
in Ihe fntnre, send immediately the bill. Only, I
22 agDsto.
Carissiiiiiv ^Intildo,
Non sapendo dove siete vi spedirò questa sera — do-
mani al pili tardi — f M iscirihili a Barden. ^la non mi
d;irete il dispiacere di parlare della piccola spesa : mi
renderà felice il pensiero ohe son riuscito a siMldisfare un
vostro piccolo desiderio. (Queste sono le mie uniche gioie.
E ciò non sarà di ostacolo, .spero, a che voi mi nftidiatc?
d'ora innanzi qualsiasi altro incarico del genere. Basta
che alla fine della vostra lettera scriviate un « Tenete
a mente!» e, per Tavvenire, manderò immediatamenie
il conticino. Solo, tcìtin che per qualche tempo mi riesca
vMMCCCCLX^'I — Inedita. L'au'ografo si c(.iisprva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E Xatlian). \on h,\
indirizzo. La data vi fu completata da iSI. Biggs.
[1.S(;4] EPISTOLAKIO. .'{.'il
f^ar tliat commissioiis will Ix» for a wliik' iinpossihle.
The explaiiatioii of tlie m.vste^^•' will he .uiveii,
pei-liaps, in a few df.ys. Emilie i.s flourishiii^, she
sayx, at Easthounie. Caroline is not floui-ishing at
AI)ei'(lovey : perhaps, hy this time, at Aherystwith
or some similar place. W[illiam] and B[essie] lia<l
jiiven to nnderstand to her that they were goiug to
meet her at Aberdovey: bnt whether they really went
or flew off the tangent in search of some new lake, I
cannot say. Happy mortals. I saAV the Taylors and
their sliadow on Satnrday: they do not positively
know the wlictt of their goinji;.
To-day, Sunday, 1 am dinino; with Bezzi, whom yon
perha])s rememher, and his wife, once Miss Hill. (''
And T ha ve nothing more to say, dearest ^fa-
tilda, except that I am jnst now nncomfortable
impossibile eseguire delle commissioni. Vi darò, forse tra
(lualche giorno, la spiegazione del mistero. Emilia dice
di godere ottima salute a Eastbourne. Carolina invece il
contrario a Aberdovey : forse ora si trova ad Aberystwith
o in qualche luogo simile. W[illiam] e B[essie] le avevano
fatto intendere che si sarebbero incontrati con lei ad
Aberdovey : ma non posso dire se realmente siano andati
là o se abbiano cambiato idea per cercare qualche nuovo
lago. Felici mortali ! Ho visto sabato i Taylor e la loro
ombra : essi ignorano realmente Vepocn della loro partenza.
Oggi, domenica, sono a pranzo con Bezzi, di cui forse
vi ricordate, e con sua moglie, una volta signorina Hill !
Non ho più nulla da dire, carissima Alatilde. se non
che in questo momento sono inquieto riguardo a parec-
(') Lo scultore Angelo Bezzi, che era stato alla difesa di
Roma. Ved. la lett. MMDCCXLVII. Il Mazzini avfra conosciuto
Miss HilJ fino dal 1844. Ved. la lett. MDCCCLI.
S32 KprsTOLAiuo. |1S';4]
;il)(»ul iiijiiiy tliiiijis iiiid lli.it I ilo loxc y<ui xciy
iniK-li. Jìitss you. 1v\(m-
yoiir (Icvolcd
JoSKI'II.
P. S. — Tlio iihovc w;is wiiltc'ii y('stei-(l;iy. Il
is oiily to-inoi'i'ow, I IV;ir, lliat the hooks will jj^o.
lU'ssic ;nul Willfiniiì] nw ;it AI)er(lovey ; llicy Icjive
OH Tlmisday. T lliink. Io coiiu' l);ick. A<ì<l'ì<).
rhio cose e che vi voglio molto bene. Dio vi beiiedieii.
Sempre
vostro devoto
Giuseppe.
P. 8. — I.a lettera elie precede è stata scritta ieri. Ma
temo che i libri iiou partano prima di domani, liessie e
William sono ad Aberdove.v : credo che j-iovedi prendano
la via del ritorno. Addio.
VMMCCCCLX\'ir.
X Sak.\ X.\than, a Lugano.
[Londra J, 24 accoste, VlH\->t\.
AinicM.
D[avi(ì] mi conuinica il te]ej»i-aninia. Aveva ri-
cevttto r altro ievsei-a. Ma che cosa diavolo devo
rispondeve subito? 11 telegiamma mi dice d' asp'ettar
lettera: as])etto. Ho nondimeno scritto ogjii.
Sull'idea deìVììnìììedktfo aveva dato ordini per
voi ai nostri: se mai rag.i-'ioi'na mento fosse decisivo.
VMMCCCCLXII. — Inedita. L'autografo si cou.serva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo E. Xathan). X'on ha
indirizzo.
[1864] EPiSTor.Auio. 3S3
non dovrebbero vjileiseiie. Nondimeno, siccome ho
scritto anche su questo, fate ciò che vi diranno. Sol-
tanto, se Guillaume vuol dir Daelli ch'io credeva Giu-
sleppe], (^) se in altri termini avete incassato pel
VII volume, serl)ate almeno (jnella somma. È mia
privata.
Come sfate? Come avete trovato la famij>lia?
Scrivetemi. Dite a ^[[aurizio] che nini vedo nulla
suHT'y/?7à di ciò die ,uli mandai o gii suggerii. (-)
Aspetto le lettere spiegative che mi giungeranno
do})odimani. Riscriverò subito dopo.
Vostro tutto
Gir sKi'i'E.
Scrissi a llarrict ed ebbi risposta.
V.M.MCCrGLXVIII.
•IO Emilie Asiiikst A'enturi, Ea.stbounie.
[London, August 24tli, 1S(U]. Wednesday.
One line to you, déar, just to say that the ther-
mometer is ù la iHiÌK.sr and a telegram speaks of an
Mercoledì.
Una riga, cara, tanto per dirvi che il tennoinelro è
à In baisse e che un telegramma parla di aggiornamento,
(') Veramente, il Daelli aveva nome Gino.
{-) Il documento riguardante la Rumeuia. Ved. lu nota
alla lett. VMMCCCCXLIV.
VMMCCCCLXVIII. — Pubbl. da E. F. Rr h.vuds. op. cit ,
voi. Ili, p. 89. L'autografo si conserva nel Museo del Risor-
334 KI'lSTOI.AItlO. |l.S<i4|
;i(lj()iirii('ni('iil. wlicllicr loiiji oi- ni()iiiciil;ii y I sluill
Iciirii li-oiii U'ttcìs llic day altcì- lo-nioiion-. 'rii;tiiK>
l'oi- tlu' jiij;;aiitif leaf, less seiited liowrvci- thaii llie
sniiill ones. ITow are you? I knon lliat llic iin-
Ifnideiìt excuisioii lo Beecliy Head liad woi-kcd un-
favoni-ably. Teli me tlieii. AN'illiaiii, lallier cu-
riously, wi-ites that he is sony al kiioAiiij,^ iiolliiiiji
of 3'ou except that you aie at Eastbouiiie. Ile was
leaviii^ Aberdovey to-mori-ow Un- Doljielley. Tliey will
be hei-e the ol. I sent youi- address. Of raioliue
I know iiothinji silice Iwo days; but oii l'^iiday
they will. niost i)iobably, leave Aberdovey. Why
Moii? I bave iiot the least idea, about him or any
othei-. I woiider if the hook sells at ali. (M I>o
se lungo o uioiueutaneo, saprò da lettere {lopodomani.
Grazie per la foglia gigante, meno profumata però di
quelle piccole. Come state? So che la escursione impru-
dente a Beecby Head vi era stata dannosa. Ditemene
dunque. William, cosa un po' curiosa, scrive che gli spiace
di non saper di voi, nuli" altro fuorché siete a Easi
bourue. Domani partirà da Aberdovey per Dolgelley.
Saranno qui il 81. Mando loro il vostro indirizzo. Non
ho notizie di Carolina da due giorni ; ma con ogni pro-
babilità, partiranno da Aberdovey venerdì. Perché Moir?
Non so proprio niente né di lui, né di nessun altro. Mi
domando se il libro si vende. Ne sapete voi? I grandi
gimento di Roma. È in mia busta che, di iiugno del Mazzini,
ha r indirizzo : « Mrs. Emilie A. Venturi. Turret Cottage. Sea
side Read. Eastbourne. » La data si ricava dal timbro postale.
V) Intitolato: The OwVs Neste in the\ City, che E. Venturi
aveva pubblicato col pseudonimo di Edward Lowell. Ved. E. F.
RiCHABDS, op. cit., voi. Ili, pp. 88-89.
[1SG4] EPISTOLARIO. 335
Xou kiiow? The big papers are sileut. And why
(b you say tliat should I come to spend oiie day, I
am noi to take W[olfi] witli me? As if I ha<l evei-
(1 reumi of it.
Amiithìe, dear, is spelled in \\\\'a\;ì\\,\\oX (lìiiììahìc
Tliere 1
Ever your loving
Joseph.
jliiiniali non ne parlano. E iierché mi dite che se venissi
a passare una giornata, non devo portare con me \A'(iliYV
Come se avessi mai Kofjìiuto una eosa simile.
Aniiable, tara, si scrive cosi, e non aimiuhlc. Ecco «ina!
Sempre
affezionato vostro
Giuseppe.
VMMCCCCLXIX.
TO H.vRRiET H.\MiLT()X KiNG, London.
[London]. AiiKus^t 24th. [18041.
Dear ^Irs. King,
I do not dare to bless, nor feel auy right to do
so : biit inay yonr daughtev be like you in aspiv-
24 agosto.
Cara signora King,
Non mi arrischio a benedire, né mi sento il diritto
di farlo: ma possa la vostra L.imbma essere simile a voi
VMMCCCCLXIX. — Pubbl. in Letters and RecoUections nf
Mazzini by ilrs II. King, cit., pp. 43-44.
3.'{() EPISTOLAKIO. [18G4]
iitioiis aiid ili wor.sliip of the 1(Um1; ìiiuI inay yo'i
l)(' loii;^ Itlcsscd witli liei' lovcl It is IIm* siiicc.-t'
wisli oT a iiKiii wiio l'ecls dccply iiitcrcsttMl in youi*
lifV juhI li;ii)]»iiH'ss, becjiusc lic Iciiows tliat yoiir liti'
will he _ì;()0(Ì and iisclid, and Ilial wliatcvcr liuppi-
lu'ss you niay cujoy N\ill iicvci- iiiakc yon Inijuct
otliei' jK'oplc's loiicliiicss ()!• unliai)])iness.
J*ray, tliank Mi-. Kiiii; loi- liis kind, iiiiei-cstiiiji
note, and teli liiiii lliat I sliall he glad lo licai* Ironi
time lo tinic onc w.nd aboiit yonrs and yonr little
angel's liealtli.
Kver
laithfiilly yonis
Jos. Mazzini.
nelle aspirazioni e ncU' adorazione dell' Ideale : o pos-
siate per molto tempo essere benedetta dal suo amore!
K l'iumurio sincero di nn uomo che prova un interesse
profondu per la vostra vita e per la vostra felicità,
poiché sa che la vostra vit:i sarà buona e utile, e che
(lualunipie sia la felicità della i|nale voi possiate godere,
non vi farà mai dimenticare la solitudine e 1" infelicità
degli altri.
Vi prego di ringraziare vostro marito per la sua let-
tera gentile ed interessante, e di dirgli che sarò lieto di
avere di (piando in (piando notizie della salute vostra e
di (piella del vostro angioletto.
Sempre
devotamente vostro
Gius. Mazzini.
KPISTOL.UJIO. 337
VMMCCCCLXX.
To Km IMI-; Asiiriisr Vknturi, Kastlxmrin'.
I London. Augiis; 2r»th, 1S(;-4|. Tlmrsday.
Deaiest Emilie,
li is oul} un Fi-itliiy iicrt tliat Caioliiie leaves
Ahei-dovey. J>essie and \\'[illiam] are tliere too aiul
Jeave oii Tluii-sday. Vou luive liad Wolff. Aiul
1 liope you h;i\e not spolceii about probabilitios, eie.
Tuo days Avill decide wliether or iiot the Warrioi-
inay have aiiything to do. Except that chance,
everything- is dnll as it can be. The papei-s are
emj>ty. And 1 have not a single incideut in niy
life worth being reported. 1 saw l'etei- and ('le-
Giovedi.
Carissima Emilia,
È soltanto veufrdi venturo t-lie Carolina partirà da
Aherdovey. Anche iiessie e William sono là e partiranno
i^iovedi. Voi avete avnto la visita di Wolff. E spero che
non abbiate parlato di probabilità, ecc. Fra due giorni
si deciderà se il (inerriero potrà avere qualche cosa da
fare (t no. AlTinfuori di (luesta probabilità, tutto è pili
fermo che mai. I giornali sono vuoti. E non lio un solo
fatto della mia vita che valga la pena di essere narrato.
VM.MCCCCLXX. — Pubhl. da E. F. Richards, op. cit.,
voi. Ili, pag. 90. L'autografo si conserva nel Museo del Risor-
gimento di Uoni.-i. Non ha indirizzo. La data vi fu apposta da
E. Vrutiu'i.
Mazzini, feritli, ecc., voi. LXXVUl (ET>istolario. voi XLVII). 22
338 EPISTOLARIO. [18<"4|
m[entiii] on Satnrdny: and iinfortunately lost a
]K>UI1(1.
Ilail voli ycstcrday tliiindciiii^ and laiii? It is
(•old today and wiiidy.
Love rioni yoni- limi'ied
JOSEl'H.
DoiiH'iiica ho visto l'ctcr v ("Icnicntia : e sfoimnataiiu'iito
perdetti una sterlina.
Ieri avete avuto tuoni e pioj^siaV Oj:j;i la freddo e
tira vento.
Tante cose alTettuose dal vostro in fretta
GirsKi'i'E.
VMMCCCCLXXI.
To Emilie Ashi'kst Vkxturi, Eastbourne.
[London. Angnst] 2(;tli, [1S(U].
Dearest l'Emilie,
I liave yonr little note. Yoii teli me to not be
nneasy; bnt I nevei- tlioniilit the results of the Ex-
eui-sion liad been so bad, as they appeal- in yonr
note. Yon are in bed, yon bave sent for the Doc-
( 'arissima Emilia,
Ho ricevuto la vostra letterina. Mi dite di non stare
in pensiero : ma non avrei mai immaginato che i risul-
tati della escursione potessero essere cosi brutti, come
appaiono dalla vostra lettera. Siete in letto, avete man-
VMMCCCCLXXI. — Pubbl. da E. F. Rich.vrds, op. cit.,
voi. III. p. 90. L'autografo si conserva nel Museo del Risor-
gimento di Roma. È in una busta che. di pugno del Mazzini,
ha l'indirizzo: « Mrs. Emilie A. Venturi. Turret Cottage. Sea
side Read. Eastbourne. » La data si ricava dal timbro postale.
[ha
4] KPISTOLAKIO. XV.)
toi-, oyu speak of great paìii aud of s\vc'lliii<j;. Ali
tliis sliows that ynu weio iiot so loi-ward in yoiir
impiovemeiit as I faneied, and as the word "fioniisli-
inji „ iu one of yonr notes iniplied. You or Carlo
Avrite one word about the state of thinj;s.
There is an article in the Daily \cics eoneern-
inj,' the boolv : favourable, I am tohl. I bave tried
lo li'et it witli the intention of sending it to yon ;
but it has been iuipossible. Has Mr. Kintj your
address? I dare say he Avould bave sent it to yon.
Caroline and -laraes are leaving Aberdovey to-
nioirow to no to Dolgelley. Xortb Wales. Post
Ottiee will do.
For the rest, I ani jilooniy and anythinii bad.
Arrests are taking place not only in the Trentino,
bnt in Frinii. iM T sliall bave letters to morrow.
dato a chiamare un dottore, parlate di forti dolori e di
jjontìore. Tutto «luesto mostra che non eravate tanto mi-
gliorata come io immaginavo, e! come mi faceva cre-
dere la parola « fiorente » in una delle vostre lettere. Scri-
vete, voi o Carlo, una linea per dirmi come stanno le cose.
Sul Daily Xeu'S v'è un articolo sul libro: favox'evole,
mi si dice. Ho cercato di procurarmelo coll'intenzione di
mandarvelo : ma mi è stato impossibile. Mr. King ha il
vostro indirizzo? Credo che ve l'avrebbe mandato.
Carolina e James partiranno da Aberdovey domani
per andare a Dolgelley. nel Xorth Wales. Basterà scri-
vere : fermo in posta.
Quanto al resto, io sono accasciato e ogni cosa va
male. 8i hanno arresti non solo nel Trentino, ma anche
nel Friuli. Domani riceverò lettere.
(') Nello ste.sso (10 agosto IStH) in cui aveva liiojio uu con-
veguo a Padova, al quale erano intervenuti G. Guerzuni e il
niO KPISTOLAUIO. flSMl
Try t(t Ite wcll, llicrc's a (I('ai---;ni(l sciid oiic
woid, sincere.
Evei' yoiir lox iii.n'
('create di star bene, (jiicsta è mia cara cosa — e
scrivete una riga, sincera.
Sempre
affezionato vostro
Gli' SEPPE.
VMMCCCCLXXTT.
To Emilie Asiittrst Venturi, Eastbourne.
ILond,.!!, Augiist 2Gth, 1S04J. Frida .v.
Deal-,
One word lo tliaiik you very imu li l'or yoiii- liav-
viii" wiilteii to me imniediatelv. Tiie word " swell-
Venerdi.
Cara,
Una riga per ringraziarti tanto d'avermi scritto iiii-
mediatamentc. La parola « gontiore » mi aveva messo in
conte F. Martini, per conferire con i rappresentanti del Veneto
e del Ti-entino e per rendersi conto esatto della sitnazione
rignardante 1" iniziativa dd moto rivoluzionario preparato
dal Mazzini, la Polizia austriaca procedeva ad arresti di pa-
trioti a Riva, a Tione. a Pergine, a Rovereto, a Cles ; e ad
altri nei giorni successivi. Riuscirono a salvarsi con la fuga
il Bezzi, il Martini, il Tranquillini, ecc. Ved. G. Locatbixi
MiXBSi, op. cit., pp 132-i;^3 e 140.
VMMCCCCLXXII. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma. È in una busta che, di pugno
[lS(i4] KPISTOLAUIO. 341
iiìf;' ,, li;i(l ahirinod nio ; stili 1 Ii<ij>c'<l it \v;is iiot aii
abscoss. It is over mnv. I)id you j,i'es.s it? ])()iilt-
icetl it after it ()peiie<l? Tlie teinleiu-y niii.-<t he ln'okeii.
ITave ali possible i)ni(lent cares; an<l Avrite just lo
say how it goes oii.
Xo news.
I Ila ve a faiiit li()])e to he ahle to seiid yoii the
Dilli// Xrir.s to-mon-ow.
Love to Carlo. Ever
youi- (leNoted
•TOSKI'II.
ansia ; tuttavia, speravo che non si trattasse di un ascesso.
È passato ora. L'avete scliiaeciato? avete messo degli
impiastri dopo che si è aperto? ^i ilvvc ti'oncare il loro
ripetersi. Abbiate tutta la prudenza e i riguardi possi-
l)ili : e scrivete, tanto per dirmi come va.
Nessuna notizia.
Ho una vaga speranza di potervi mandare il Daiìij
Xcirs domani.
Saluti alTettuosi a Carlo. Sempre.
vostro devoto
Giuseppe.
del Mazzini ha riudirizzu : » Mrs. p]milie A Venturi. Turret
Cottage. Sea side Ro:ul. P^astbourue. )) La data si ricava dal
timbro postale.
342 KIMHTOI-AKIO. |lMil|
V.MM('(M'("LXX111.
To Emilie Asiickst A'kntlki, Kaslbounie
U.uiKloii. Auffiist 27. 1S(H I. Sutunla.v.
Oiily (»ii .•iccouiil of tlu' Sinidny, dcai- sitlTcrcr.
KcmIIv, 1 h;i\t' iiotliiiiy, to s;i\'. I scmhI tlic haUji
.\<irs. TluM-o is ali arlicle (Kjro-doicc in the Sdhinìaj/
J'cricìr t(io: biit I caiuiot seiid it. Aboiit the ti-aiis-
latioii, tliey complaiii of a coiifiision l)et\veoii nly^selt■
and the t i-aiislatoi-, which lias bceii adxerted to l)y
otlicr jiapoi-s. I s(Mid Ww Lcado- of II()][y()ake] too:
Ile has jìioniiiieiitly inserted a loiij; fragiiieiit. 1
shall iiot kiiow how yoii ai-e iiow bet'oi-e ^lonilay.
Arrests are goiiiii <>ii i" Ihe \'eiietia. Ah me!
Evei-
yonr loviii^
JoSKJ'H.
Sabat.(».
Solo a causa della domenica, cara sofferente. In verità,
non ho niente da dire. Vi mando il DdUii yeics. Ve un
articolo «agro-dolce» anche sulla Satiirday Review; ma
non posso niandarvelo. Quanto alla traduzione, si lamen-
tano di una confusione fra me e il traduttore, che è stata
notata anche da altri giornali. Vi mando anche il Leader
di Holyoake : ha sostanzialmente pubblicato un lungo
frammento. Non potrò ora sapere come state prima di
lunedi. Gli arresti continuano nel Veneto. Ahimè I
Sempre
affezionato vostro
Giuseppe.
VMMCCCCLXXIII. — Pulihl. (la E. F. Kiciiards. op cit..
vul. Ili, pp. 91-92. L'autografo si conserva nel Museo del Ki-
[1S(Ì-1] EPISTOL.VRIO. 343
VMMCCCCLXX1\\
To Emilie Ashurst Ventiki, Eastbonrne.
[London, Aiigust 29th, 1SG4]. Moiuliiy.
Dearest Emilie,
T liave not the least idea about the wiiter in
tlie Daily Xcu-n. Really, deai-, I ani as 1 was in
health : onlv woriied. 1 liave only oiie numbei- ot
the Revnc des Deii.r-Mondr.<i with part of a novel
i'i-om G[eoi-ge] Sand; hiit as I have not the tirst two
])ai'ts and the nnml)er is foi- the rest nninteresting.
Lunwlt.
Carissima Emilia,
Non ho la minima idea di chi possa essere lo scrittore
del Dailì/ Xcirx. Veramente, cara, io sto come prima
(luanto a salute: solo, sono preoccupato. Ho appena un nu-
mero della Rcviie (leu Deu-r-Mondcs con parte di una no-
vella di (i. Sand : ma non ho le prime due puntate e il
numero, (luanto al resto, essendo di nessun interesse, non
sorginientn di Koma. È in una l)usta che, di pugno del Maz-
zini, ha l'indirizzo : « Mrs. Emilie A. Venturi. Turret Cottage.
Sea .side Road. Eastliourne. » La data si ricava dal timbro
postale.
VMMCCCCLXXIV. — Puhbl. da E. F. Richards, op. cit.,
voi. Ili, p. 92. L'autografo si conserva nel Museo del Risorgi-
mento di Roma. È in una busta che, di pugno del Mazzini, ha
]' indirizzo : « Mrs. Emilie A. Venturi. Turret Cottage Sea
side Road. Eastbourne. » La data si ricava dal timbro postale.
344 EPisTOLAiuo. [18G4]
I (lo iiof scikI il. I sciid the oiily tliiiig 1 liavc;
you uv.\\ k(H']) il. I sliail \vy to liud soim'ihiiig else.
1 woiidci- il' the liciidcr — Masson's — lias noi wiiltcìi
OH llu' hook. I iicvcn- soe it. Evory tliing i.s over
l'or the pi-eseiil. As tliey did iiot act after the lii>l
an-ests, they will iiot uow. L'5 arrests in the Ti-eii-
liiio, alinosi ali oui'S. ^Manci had heen here just a
iew days ago to bi-ing me Ihe last arrangemeuts.
They weie to act on the L'!), this very day. The
arrests took place whilst he was here. ^'ine months
or so are now before ns. If dnring these nine
months 1 shall muster up — an inipossihility — some
l.">0,t)00 francs, I certainly shall succeeil in doing
some thing by niyself: if not, no. A(Uììo, (U-ar. I
must write letters. Love to Carlo.
Vonr lo\ing
Josioi'ii.
lo iiiaiido. Vi iiiaiulo hi sola co.sii che ho: potete teiierhi.
("erclieiò di trovare (lualcosa d'altro. Mi domando se il
li'cdilcr — quello di Masson — ha parlato del lihro. Xon
lo vedo mai. Tutto è tinito per ora. l'oiché non agirono
dopo i primi arresti, non lo faranno ora. 2;") arresti nel
Trentine», quasi tutti dei nostri. Manci era stato (ini pro-
prio pochi giorni fa a portarmi le ultime disposizioni.
Dovevano agire il 29, proprio oggi. Gli arresti furono
operati mentre lui era (ini. Abbiamo davanti a noi circa
nove mesi. Se durante (luesti nove mesi io metterò in-
sieme — cosa impossibile — un I.jO.OOO franchi, riescirò
certamente a fare qualclie cosa da solo : se no, no. Addio,
cara. Devo scrivere delle lettere. Saluti affettuosi a Carlo.
\'ostro affezionato
Giuseppe.
[ISGl] EI'ISTOLAIJIO. 345
VMMCCCCLXXV.
A Maurizo Quadrio, a Lugano.
[Londra], 30 agosto [1864].
Caro Maurizio.
Tu mi mandasti una lettera del Cellesi, Direttore
del Libero Priìfiirro. Eccoti nna lettera per Ini. Tienne
copia e sVi non la pubblica o 1' altera, pubblicatela
suHT'«77f/. Questa mediocrità presuntuosa che rovi-
nerebbe, se persistesse, la gioventù nostra, Tu'irrita
davvero. T poliziotti scannano il corpo, essi l'anima.
Persisto in dire che i repubblicani dovrebbero sepa-
rarsi apertamente e far ouerra al materialismo del
quale in fine il moderatismo non è se non conse-
jiuenza. A op:ni modo lo farò io.
Ebbi la tua: telegrafai. Ma cosa vuoi ch'io de-
cida da lontano? A Br[usco], a Bez[zi], a te la de-
cisione. Ben inteso che divido la vostra opinione.
Pretia l'amica di dirmi a cose quiete se e quanto
è i-iìiiasto in Gen[ova], Lug'[ano] o altrove su che io
1 tossa contare un jiiorno. Del resto, non ho vojilia
di ])arlare. Al)l)iamo nove mesi davanti. Se in nove
mesi, il Partito mi raccofjlie 150,000 franchi in pri-
nnivera, sp vivo, verrò e farò: e se no, no. Sono
stanco di circolari, ai)pelli, organizzazioni che non si
rcalizzan ) mai. A<ldio per ora.
Tuo sempre
Giuseppe.
VMMCCCCLXXV. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo dfl Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). Non La
indirizzo.
340 EPISTOLARIO. L 18341
Kictno ora in data del 27 lettere da (leiiova die
parlano eome se si dovesse fare. J'armi iin[)ossii»iU'.
Ma se veramente si credesse potere, date (piel poco :
sempre su domanda di Hez[zi] e dei nostri.
A\Ar.M(M'('LXXVr.
A Adriano Lemmi, a Torino.
[Londra], .30 agosto [1S641.
Caro Lemmi,
Slanci vi diede in deposito sei mila franchi di mio.
Vi jtrego di ridarli allo stesso. Egli ha istruzioni
mie per usarne.
Voaivo
(xius. Mazzini.
v.MM(;(;ccLXXVii.
A Vincenzo Brusco Onxis, a Milano.
[Londra], 30 agusto 18G4.
Caro Brusco,
Ebbi la vostra del -;>. Telegrafai a L[eiiiini] ciò
ch'io poteva pel danaro; lontano, mal posso decidere.
VMMCCCCXXVI. — Inedita. L'autografo si conserva nel
Museo del Risorgimento di Roma (fondo A. Lemmi). A tergo di
esso, di pugno del Mazzini, sta 1' indirizzo : « Sig. Adriano
Lemmi. »
vMMCt'CCLXXVII — Inedita. I/autografo si conserva nel
^luseo del Risorgimento di Roma (fondo E. Nathan). A terg?)
di esso, di pugno del Mazzini, sta l'indirizzo : « Sig. Brusco. »
[1SC4] EPIf5T0LAKlCJ, ■ lU7
Lascio dunque a 56. [Bezzi], al giovine amico, et e.
la decisione : oggi lo reclameranno in caso di ne-
cessità per fatti positivi : per ciò in cui essi stessi
non credono, no davvero. All'amica ho detto di con-
formarsi alle loro domande. Son certo eh" essi non
consentiranno a sprecare quel poco che può esser base
d'un nuovo fondo i)er l'avvenire. Per me, non credo
a cosa alcuna. Quarantotto ore dopo i primi arresti,
potevano e dovevano in I. 21. 23., etc. almeno cac-
ciarsi in VI. fi. 7. 1>. lo., etc. Non l'hanno fatto e
non lo faranno orn. Non so come da Gen[ova] in
data del 27 mi parlino come se tutto andasse bene
e s'avviasse a fatti.
Del come — avendo mezzi — si possa e si debba,
parlerò a 5fi. [Bezzi], etc. quando mi direte tìnita per
ora ogni cosa. Ma anche coi nove mesi quei mezzi
non si troveranno. Sono scorato. Chiederò nondimeno,
tìnita ogni cosa, a quei ch'io stimo ad uno ad uno
se vogliono essere esclusivamente al lavoro con me.
Con tre mesi di lavoro, anche buoni tutti, non si va.
E se dovessero durare, mi ritrarrei, perché almeno
fossero due e mi contenterei di scrivere.
Ditemi fin dove i nostri su I. 6. 9. 3., etc. sono
col])iti : che cosa l'imane per contatto possibile nel
futuro; se rimane alcun II. 5. (ì. 7. S. 10. 11. 13.,
etc, insomma ([uanto può dar lume utile per veder
la via.
Addio per- ora. Riceveste tutte le mie? (jnella
in cui v' incliiudeviì l'antica lettera di Lastr[ini]?
\'ostro
Gii. sKi'i'E.
MS KPISTOLABIO. [18G-1]
v.M.McrcciA.wiif.
T(i I0mii.1i: Asniusi- \i;.\ti"UI, K.-isllMiunic.
[London. AiiK'iist ;ilst. 1S(Ì4|. W(><lii('s(l;i.v.
I cjumot wiitc. ()li\itM-i liiis bec'ii licic lov llirec
lioursl and 1 liave otlier lett^is t(» v.iite; biit 1 iniisr
thaiik you foi- your dear little uole aboiit youisell';
rather iinsatisl'actor}' a.s it is ;il);>ut healtli. Ir i-aiii:s;
and if the sanie weatliev jk yours, ari'! io alle /xis-scij-
(/ìiitel No news: ari-ests; 'liey afi' alie.idy IM). Dear,
i;a (luiet. I eannot just n^-\: di.^.ai ul' siiiihio i\]\{\
Merc-olodi.
Cara,
Non ho tempo di scrivere. Olivieri è stato qui tre
ore ! e devo scrivere altre lettere ; ma devo ringraziarvi
per la cara letterina ccm le vostre notizie; henché sia pocf)
soddisfacente quanto alla vostra salute. Piove ; e se voi
avete lo stesso tempo, iiddio <ilìv ixisMCfjf/iatcl Nessuna no-
tizia: arresti: suimo siià a 1)0. Cara, state tranquilla. Non
posso in (piesto arj^oniento sognare di mnovernii e di
VMMCCCCLXXVIII. — Pul)bl., in gran piute. da E. V.
RiCH.\Ki)S, op. cit., voi. Ili, 1). !)2. L'autografo .si con.serva nel
Museo del Ki.sorgimento di Roma. È in una busta che, di puslui
del Masjy.ini. ha 1' indirizzo : » Mrs. Emilie A. ^'(•ntul•i. Tnrrr^
Cottage. S;a side Road. Easthourne. » La data si ricava dal
timbro postale.
[1864] Ea»iSTOLAEio. 349
leaving for Eastboiirne: net even from Satiirday to
Monday, which was my originai pian. Teli Carlo
tliat amongst the an-ested in the Trentino are the
three bvotheis Malfatti, Tecilla, Candelperghei-, Ca-
nella a ehemist, Giosuè Tavani, Briccio, Andrea
Zaniboni, Flavio Gonfalonieri, Andreis, Guido Chi-
nielli, Enrico Dovarda, Giacomo Moggio, Buffi, Salmi,
\'imanzini, Tamanini, Lino Miuotti, two priests etc. (^)
Ever
yours in a hurry but with true love
Joseph.
Dear, I send the Satiirday Revicic sent by ^Ir.
K[ing] to you. Yon bave it already; bnt yon can
like to send it someAvhere.
partire per Eastboiirne: neppure dal sabato al lunedi, co-
me era in origine mia intenzione. Dite a Carlo ohe fra
gli arrestati del Trentino ci sono i tre fratelli Malfatti,
Tecilla, Candelpergher, Canella un farmacista, Giosuè Pa-
vani, Briccio, Andrea Zaniboni, Flavio Confalonieri, An-
dreis, Guido Ghimelli, Enrico Dovarda, Giacomo Moggio,
Buffi, Salmi, Vimanzini, Tamanini, Lino Minotti. due
preti, ecc.
Sempre affrettatamente ma con vero affetto
vostro
GlUSEPPK.
Cara, vi rimetto la fiat unì a ìj Reviciv che Mr. King
ha mandato per voi. Voi l'avete già ; ma può darsi che
desideriate farla avere in qualche altro posto.
(') Su gran parte di questi arrestati ved. Tv. MAnciiiTTr.
// Trentino nel RiHorgìmento; Roma, Soc. Editr. I). Alighi(M'i,
1913.
8S0 EPISTOLARIO. [ISfiil
VMMCCCCLXXIX.
A FlJANCKSCO ('KI.I.KKI. il Siellìl.
Il.umlial. :U agosto [l.S()41.
Fi-atollo,
\'oi mi chiedete coUahoiazioiie al Libero Pcn-^irio.
Io credo nella bontà delle vostre intenzioni, e a[.-
prezzo il coraggio col quale esprimete le vostre idee,
coraggio raro oggi negli Italiani, i quali i)erpetuauo
con codardo silenzio, e per calcolo d' utili o danno
immediato, una condizione di cose, grave di pericoli
e indegna della Patria loro. Ma se voi avete letto
una sola linea di mio, come potete chiedermi di
secondarvi so[)ra una via radicalmente contraria, se
giudico dai i»rimi due numeri della vostra ])ubhli-
cazione, a (piella ch'io seguo?
Io credo in Dio pei- necessità logica, tradizione
deirUmanità, intuizione dell' anima e coscienza di
una vita individuale, che non morrà. E scendendo
da (piesta fede alle conseguenze, trovo in essa, quasi
verificazione, la certezza del trionfo delle mie credenze
politiche, la sorgente filosofica della Giustizia, della
Libertà e dell'Eguaglianza, violate in oggi. Senza
Dio, senza il pensiero eh' ei pose in germe nel mondo,
perclié si svolga a poco a i)oco da noi tutti a prò' di
tutti, io non trovo origine ai fatti, fuorché la Forza
cieca e il Caso: (piindi la giustificazione della tiran-
nide, jverché riesca, e le tristi teoriche (rOl)bes.
VMMCCCCLXXIX.— Pul)l)l.n.irr»(M Jiiiìkinu di Milano,
del 18 settembre 1804 e con migliore lezione, emendata dalla
prima edizione, nel n. d^l 24 dello stesso mese.
[1864] EPISTOLARIO. 351
Credo nella unità della Vita, che scende dall'u-
nità di Dio e ha doppia manifestazione, neir///rf/r?V///o
e nel coìlcffiro, nell'/o e ueWUmanità [ e studio quindi
le condizioni della vita dell'indivìduo, nella vita
dell' romanità, che m'è trasmessa via via dalla Storia.
Credo che la leuge della vita è racchiusa tutta
nella ])arola Profjrcsso, parola ripetuta, balbettata
oj»ij;i da tutti, ma il di cui senso, profondamente
sintetico e religioso, è generalmente frainteso dagli
intelletti superficiali e appestati di materialismo, del
periodo di transizione in cui fummo posti. E vedo,
in virtù di (piesta Legge, l' umanità avvicinarsi,
checché si faccia, d' Epoca in Epoca, all' intelletto
d'un ideale divino, supremo su noi tutti, e vincolo
tra i mondi che esistono o esisteranno. Senza il
concetto di questo ideale non è fine comune, né so-
lidarietà o fratellanza d'uomini, né Umanità. Teatro
della nostra Libertà sono il tempo e lo spazio. È in
noi d' avvicinarci all'ideale più o meno largamente
e rapidamente.
Credo in una Legge di Dovere, diiTendente da
(juesta Legge della vita, che, in nome di tutta la
scienza d' oggi, io chiamo Progresso : dovere di sco-
prire, per quanto è in noi, parte della Legge, do-
vere di attemperarvi i nostri atti, dovere di sagrifì-
care, airincaruazione dell' ideale sulla terra, ed al
miglioramento di tutti, gli appetiti dell' individuo,
i nostri conforti, e, occorrendo, la vita. E perché io
credo in questa Legge di Dovere, credo in una Società
futui-a. nella quale ciascuno sarà giudicato, collocato,
retribuito secondo 1' opera sua — e combattuto per
essa.
Non a|)i»arteng() ad alcuna delle religioni esi-
stenti: a])]»artengo alla Religione dell'avvenire, che,
?,rì2 EPISTOI.AIUO. [1804]
scrivendo in fronte al suo tempio Profp'c^HO, sosti-
tnirA ;il (l()<;ma della rivelazione diretta, immediata,
arbitiaria, il do^iiìa della ]>erenne rivelazione di Dio
nell'Umani tà. intravvednta ])rima e via via dai pili
potenti fra noi per Genio e Virtiì, accettala ])oi li-
beramente e con osse(piio ragionevole dai liiiì. Credo
che, come s]>ariscono sulla terra irli individui e dura
la specie, cosi le relijiioni nìuoiono e vive eterna la
Religione. Opni reliiiione ra])]iresentata la parte di
rivelazione (Vuii'ejxx-i, la ])arte d'educazione che
in quell'epoca si com])i a ]ìro" del j^enere umano; cede
il luo^o alla nuova, (piando è necessario salire un
altro «iiado nel disegno educatole pvovvidenziale.
Le relijiioni sono le forme successive <\A\\\ l*eliixione:
ma in oj^ni ei^oca romanità chiede a se stessa il
secreto della pro]uia orioiue, del proprio jìne e della
via migliore, che sjuidi da un punto all'altro. Quando
talora l'Immanità dimentica questi tre problemi, nei
quali vive il secreto di tutte le nostre aiiitazioni
scrutate a fondo, essa erra com'og^i nell'indifferenza
e neir egoismo, in balia della forza, usur])ata ])er
un tempo dai pili ])otenti e dai ])iu avveduti, o di
moti convulsi anormali, senza sco])0 determinato, che,
pari ai moti deirinfermo, non L'iovano.
Non im])orta or dirvi ciò in cui credo oltre questo.
(,)iiant() ho detto basta airintento mio. Voi ne.uate
Dio. nejiate la Tìeli.uione, neuate la Tradizione del-
l'Immanità. Tome potete chie<lermi di colìahorarc alla
vostra pubblicazione?
\'()i mi chiamate al cullo della Kaj^ione; «Iella
vostra o della mia? Di (juella di N'olnev e La elettile,
o di (piella di Socrat(\ <li l'Iatone, di IMtaii'ora, <li
Leibnitz, di Newton, di K''])lero, di Dante, di Cam-
panella, di Lamennais? La /'«[/ione non è il \'ero : è
[18(54] EPISTOLARIO. 353
uno strumento per la licei-ca del vero: l'adoperiamo
noi tutti. L'adoperava ITmanità, eredente in tutto
(piello elle voi negate. Tutto sta nel modo d'appoggio
die noi le diamo, nella direzione a cui la volgiamo.
Date la ragione esclusivamente all'analisi: non con-
(juisterete fuorché la scienza della morte. Datela alla
sintesi, al doppio criterio della tradizione collettiva
e della co.>cienza individuale, armonizzanti in^^ieme,
conquisterete la scienza della vita dell" Umanità,
dalla (piale è inseparabile la Religione.
Voi mi parlate di Filosofia. Qiies^r. prete^:a con-
tradizione tra la Filosofìa e la Fede è ano dei cento
concetti superrtciali. derivati da poca scienza, e che
traviano, da oltre a un secolo, la mente umana. La
Filosofia giunge a un tempo, per chi ne ha studiato la
storia, colla missione d'accertare la morte di una re-
ligione e di preparare il terreno ad un'altra. Fu la
sua missione, quando sorse, in Alessandria e altrove,
tra il Paganesimo morente e il sorger del Cristia-
nesimo. Compie oggi un simile ufficio. Afferma il
diritto dell'individuo di passare da una sintesi con-
sunta a, una sintesi vergine e potente di vita : i po-
veri ingegni che ricopiano, jier abborrimento al Papato
le negazioni francesi di cento anni addietro, non
hanno, né Fede, né Filosofia, né Scienza, né Intel-
letto della missione, che noi tutti stiamo oggi, consci
o inconsci, compiendo. Noi non rovesceremo la reli-
gione, oggi menzogna, del Papato, se non dall'alto
di un concetto religioso, superiore a quello, che i
primi tredici secoli del Papato rai)presentarono.
Davanti alla forinola Dio e il Popolo — forinola
eliminativa a uu tempo del Papato e della ]\Ionar-
chia — che noi scrivemmo uel 1849 sulla l)andiera
di Roma, il. Papa si serbava esule impotente in Ita-
Mazzini, Scritti, ecc., voi. LXXVIII, (Epistolario, voi. XLVIll. 23
354 EPISTOLAEIO. [1804]
lin : nessuna forza, dalla toiz;i hiaitale in fuori delle
baionette Francesi, riesciva a ricollocarlo ov'e,uli
V. La vostra pi-edicazione non gioverà chea crescei'};;l i
il iinnicro dciili increduli praiici e inerii, non di
(|nelli che sentiranno il l)iso<;iio di cacciale a un
teni])o Francesi e l'apa da Roma, i)er evan<;elizzare
dalla Cina Santa alle «^cnti nn \'cro più alto e pili
vasto di (piello del \'aticano. 1 materi;'.listi, che ci
stiovernano e innestano oji;ni sorta di corruttele nel-
l'Italia nascente, non credono nel I'a).a, ma non
hanno lede snpcrioi-e alla sua, non rappresentano
se non una sterile negazione, e però sono codardi
e non osano, a iis(diio dei disagi e pericoli, d'al-
l'rontar risolutamente il fantasma.
Se v'è cosa, che mi rattristi lìrofondamente (pie-
sii nltimi anni o mesi di vita, è il vedere la gio-
ventù nostra traviare, i)er oliera di professori senza
genio e senza ispirazione italiana, di mezzi scien-
ziati presontuosi, di buoni, come voi, improvvi-
damente irritati dallo sjyettacolo d'ipocrisia che ab-
biamo intorno, dietro a dottrine Hegeliane, che non
guidano se non all'adorazione della Forza, o fran-
cesi dell'ultimo secolo, che travolsero la Francia nel
culto degli interessi e nella servitù volontaria, o pu-
ramente analitiche, che interrni)pero per tre sec(di
la nostra iniziativa : — e l'udir giovani, caldi d'amor
p'atiio, come voi siete, i)redicare alla culla «l'un Po-
polo: non r\^' Dio, non r'r i)n,ìnort(ilità ; quindi non
Lvijfic, non Rclìf/ionc, non \(iìifità di )n(ntiì-io, ìion ,
certezza <ìi futuro: / tuoi p</li, frnonirni .scnz'i ruf/ionc
(l'csscì-c e faenza (irrcnirc, fu<jrr1ir di (judruntu o cin-
(juantti (inni di vita, cdipclirrunno of/!/i ciò clic il caso
potrà domani distrii(/(/crc. h'opportiinìffìno^ il machia-
\ellismo, l'egoismo, che tollera, a vergogna nostra,
[1864] EPISTOLARIO. 355
il s()oj>ioriio dello baionette sti-aiiiere in ^'enezia e
K'ìina, non sono se non eonsegnenza loiiica di (pielle
dottiine.
Addio: e nialj^i'ado (jnanto ho crednlo mio debito
dirvi, abbiatemi
fratello nelle intenzioni
Gius. ;^^.vzzI^■I.
yynuTCChXSX.
A Felice D.vonixo, a Genova.
[Londra agosto 1S(;4].
Ilo la coscienza d'arcr messo, scrivendo in fretta,
snll'indirizzo della lettera che avete a qnest' ora
ricevuto, « alla Società dei Caffettieri, » mentre io
l'ispondeva a una lettera della Società dei Camerieri
e (^uochi, presidente Silvestri. Xi ])rej»o di rettificare
lo sbaj^iio e scusarmi.
Irretiate l'amico Ant[onio] di far si che io sappia
il tenore della ris])osta di (xarfibaldi] alla lettera, a
(juanto mi dicono, man<ìat;i da essi m Ini. .Ali preme
assai.
Aildio: ciedetemi sem])re
vostro
CrlUSRI'PE.
^fi si dice da Xajìoli di l'accomandare al signor
TJusticca e altri amici in (lenova di essere molto
prudenti in cose serie con un Ladisbio (lottardi:
VMMCCCCLXXX. — Inpflita. L'autografo si conserva nel-
ristituto Mazziniano di Genova. Non ha indirizzo.
356 EPISTOLARIO. [1864]
buono, attivo, intrapi-eiidente, ma impnideiite e poco
segreto. Fatene parola.
liiceve.ste la mia. coir iiuliiizzo sbagliato? Sic-
come \i j/ailavo in essa delle cose nostre, volete
darmene cenno? lOra indirizzata a J>[ettini].
VMM(;CCCLXXXI.
A Ekcisto r>i',z/.i. ;i Milano.
LLoiulni, .... agu.st() 1S(Ì4|, lunedi.
Caro Bezzi,
J[() la vostra del 22.
Avrete fra tre giorni, (piattro al pili, otto mila
lire per gli amici del F[riuli]. Ben inteso, se saranno
indis])ensal)ili le altre due, le avranno.
Nedo la fatalità, e la subisco. Cominciate a diie
agli amici ai quali manderete il danaro che, avend'-
un lungo indugio davanti a noi, corre loro debito
di consecrarlo a diffondere nella zona d'azione ini-
ziatrice r organizzazione e a raccogliere airinterno
danaro. Raccoglieremo, s'intende, noi pure; ma (juanto
meno dovrò dare ad essi, tanto più potrò aiutare
elticacemente il moto dal di fuori.
Nella primn settimana di settembre c'intenderemo :
verrete spero, a vedermi.
Bisogna pensare or ])in che mai a profittare di
viaggiatori nel A>n[eto] o ;i mandarne. Parleremo.
Pazienza. Dio sa se ])otrò vedere 1" impresa Yt'-
neta !
^^ostro sempre
Giuseppe.
VMMCCCCLXXXI. — Puhhl. da (i. Tx)catelli-Mit.esi,
cp. cit., p. 2,SS.
INDICE DEI NOMI.
Agoult (Mad.) Marie d'
'. —
28. 92, 165, 207, 215,
31 S,
8, 35, 39, 41. 310.
356,
Agnelli Pietro. — 200, 201.
B(
szzi Angelo. _ 241, 331.
Agresti N. — 187.
Bezzi Ergisto. — 5, 11,
51.
Albanese E. — 250.
58, 126, 130, 136,
148,
Àndreis. — 349.
178. 182, 197, 198,
209,
Andreoli. — 241.
212. 21.3. 222, 237,
238.
Andrenzzi Antonio. — 33,
200.
263, 277, 279. 287,
288.
289.
292, .305, 306, 325.
340.
Ansaldi (usciere). — 3.
345. 346, 356.
Antona Traversi. — 5.
Bi
iggs Ada. — 197, 220.
Antongini — 1.36.
Bi
iggs Carr.v. — 137. 195,
197,
Arnaboldi. — 5.
220.
Ashurst Bes.sie. — 27.
120.
B
iggs :\Iatilda. — 24.
2,8,
138, 154, 255. 285.
.331.
34. .36. 74, 77, 104,
106,
332. 337.
108, 129, 137. 151,
152.
A.shurst William. — 0. 27
. 32,
159, 163. 195. 216.
241,
77. 90. 92. 103, 104,
120.
255, 261, 285, 300.
321.
138, 218, 220, 241,
255,
330.
285, 316, 331. 332,
3.34,
Bi
iggs Maude. — 27, 197,
220.
.^37.
Blanc Louis. — ]17.
Ashle.v E. — 09.
Bi
isniarc'k. — 229.
Asproni Giorgio. — 185.
Blind Karl. — 103, 132.
Bagnasco Rosario. ■ —
143.
Bi
annet Gioacchino. — 30.
280.
289. 319.
B.
H-zyslawski. — 211, 324.
Barbaglia. — 135.
Bi
i-atiano D. — 252, 272.
296.
Bartolotti. — 79.
Bi
[•esa (avv.). — 198.
Basile G. — 7. 96. 118,
122.
B)
i-iccio. — 349.
250.
Bi
nght John. — 258.
Basso Giuseppe. — 96,
101.
Bi
rusco Onnis Lina. — 1'
79.
279.
B
rusco Onnis Vincenzo
. —
Beales. — 121.
28, 93. 125. 134, 178,
198.
Bentham. — 22.
212. 213, 238. 239,
263.
Bertani Agostino. — 23,
, 33,
275. 280. 292. 293,
304.
59. 91, 264.
.306. 309, 325. 329.
34.5,
Bettini Filippo. — 3, 8,
, 15,
346.
35S
EPISTOLARIO.
linizzosi (Jiiicinto.
—
12S,
270.
Hnizzi. — 204.
HiifR. - 840.
IJulowski L _ l;
2. 52.
101,
ISO, 20.S. 211.
220.
2()2.
2S1.
Biilwer Henr.v. —
205.
Kusticca. — 255.
Cadolini Giovanni.
— 13.
291.
Cairoli Benedetto.
— 5,
, 12.
13. 23, 20, 59.
121.
120,
130. 178. ISO.
190.
198.
200, 212. 213.
223.
224.
22S, 23S. 240.
205.
274.
280, 281. 201,
305.
307.
85,
322.
Canipanella Federico. —
170. 214.
Campanella Tomma.so. — 352.
randelsi)ergher. — 349.
ranella. — 349.
Careassi (avv). — 3.
Carissimi Alessandro. — 49.
Casanova. — 274.
Castellini Xieostrat... — 100.
Castiglione (Verasis di) —
123. 140, 173. 207. 200.
Cattaneo Carlo. — 204.
Cattoli Vincenzo. — 179.
Cella Giambattista. — 288.
Cellesi Francesco. — 328. 345.
350.
Chanihers (mags ). — 7.
101.
Chiassi Giovanni. — 117.
131, 148. 104. 209.
Chimelli Gnido. — 349.
Civinini Ginsep])e. —
211.
Clarendon (I.urd). — 84.
124. 133.
Collet. — 73.
Confalonieri Flavio.
Conwa.v (Mrs.). —
Cordoen — 42. 40.
Cornhiìì Magatine
247.
Corriere
95.
100.
130.
131.
118.
349.
219.
78, SI.
(The). —
Livornese (II). —
Corte Cl.nicntf. 19. 23.
131. 171. 182, 22.3, 314.
323.
Couza (Principe) — 252, 209.
272. 275. 2S1. 295, 324.
Cowen Joseph. — 0, 29, 30,
71. 77, 89. 100.
Cox. — 40.
Cranfard (famiglia). — 100
Crispi Francesco. — 10. 17.
31. 81. .329.
Cristiano IX. re di Danim.-ir-
ca. — 229. 204.
Cucchi Francesco. — 23
Czartorisk.v. — 114.
Daelli Gino. — 39, .3:^3.
Dagnino Felice. — 00. 171.
355
/>«.■';/ Xeus (The). — 28"3.
339, 341. 342. 343.
Daììii Teìefirnph (The). — 70.
D'Ambrosio Annibale. — 97.
Dan^e. — 8. 9. 35. .39. 40. 41.
320, .352.
Davies — 297.
I>e Boni Filippo. — 187.
Dìruto (II). -- 43. 4(ì, 92.
103. 107. 178. 181. 2(^>4.
2<>5. 271, 279. 284. 290.
Doifi Giuseppe. 125. 307.
Dolgoruki — 103.
Donati. 79. 80. ,sl. 82.
Dovarda Enrico. — 349.
Dorere (II) — 3. 8. 15, 28.
170. 215. 233. 2.34.
Kl.er (gen.). — .30. Ils. 107.
/•'./•iuess (The) — 101.
Faiu-izi Xic(dM. — 185. 1.87.
Fanelli Giuseppe. — 180, 187.
Fergnsson (Dr ). — 118.
Ferr:iri Xapoleone. — .318.
Fiori. — 274.
Foldi Angelina. — 133.
Fuldi Coirlo — 133.
Frrei</ii QiKirfprìii l^erìfir
(The). — 9. 30.
Fortnightìij Rrrìeiv (The). —
247.
Foscolo Ugo. — - 40.
ES'ISTOLARIO. ,359
Fra lice (Mrs ). — 74. 107, Greco rastjuale — 15, HI, 42,
2» il, ;{2<). 4.3, 44, 4(5. 47. 72, 79, 80,84.
Frankosld. — (il). Grilenzoni Giovanni. — 19,
Fiattini Fodorieo. — 285. 22. 93. 170. 213. 274. 275.
Frigesy Gii.stavo. — 272. 324 292, 300. 329.
Fri.sfia Saverio. — 1S4. 20(i, (irilli. — 79.
24S, 312. Guastalla E. — 131. 237.
(Jarit)al(li Giuseppe. — 5. (>. Guerrazzi Fr. Domeniro. —
7. 12. 21. 23. 20, 29, 30. 204.
52, 57. 5.S. 59, 70. 71. 78. Guerzoni Giu.seppe. — 4, 7.
77. 87. 8S. ,S9, 90, 91, 92. 09. 87. 9<i. 100, 101, 102,
93, 94. 95. 97, 98, 91^). 100. 105. 117. 124. 178, 194.
101. 102. 103. 104. 105, 208. 210. 211, 223, 284.
100. 107. 112. 110, 117. 290. 339.
118. 120. 121. 122. 12.3, Ilerzen Al — 102. 103. 104,
124. 120. 12S. 130, 131. 181. 214. 21.5. 218.
1.32. 133. 134. 135. 143, Ilolyoake William .Jacob. —
144. 145. 14(). 147, 14.S. SO. 149, 243. .342.
102. 104. 107. ICS. 171. IIooi)er (Mrs.). — 219.
173. 174. 17S. ISO, isl. Hugo Victor. — 92, 3.30.
1S3. 1S9. 192. 194, 19S. Tlunt Leigh. — 89.
201. 202. 203. 209, 210. Huut Thornton. — 89.
21<). 222. 223, 220, 227. Imperatori. — 48.
.22S. 230. 235. 239, 242. Tnduno Gerolamo. — 325.
24S. 249. 2.50. 251, 203. It'iUu del Pouoln il.') di IVIi-
204. 205. 2(>0. 207, 20s. la no. _ 200.
209. 271. 272. 275. 270. Keplero. 352.
279. 280. 2S1. 2S2, 2s4. Kino- Harriet Hamilton. —
2SS. 290. 291. 293. .305. 119, 335.
312. 313. 310, 319, .323. (iiut; Henry Samuel. — 49.
355. .50. 120, 330. 339. 349.
(Jarihaldi Menotti. — 7. 1(11. Klai.ka George. — 102. 172.
104. 105. 107, 2.53. 200. 17.3. 174. 189. 238, 2(57.
2(59. 2S(» 2(59. 276.
Garil)aldi Hicciotti. — 7. h'olokol. — 214, 215.
Gavioli. — (53. 05. Kurzina. — 324.
(Jazzino Giu.seppe. — 284. T-' Ofilia Giovanni. — 03.
(iiannelli Andrea. — 12. 30(5. T..ima Domenico — 100.
flìoniiiìe ni) delìf Sorietù (>- Lainennais. — .352.
ììi'inìr. — 318. Langiewicz M. — 114.
(liorinr Italiit (ass.). — 01. Lastrini. — 329. 347.
235. L;i Mettrie. — 352.
(iisquet. -- 03. 04 Laureili R. — 187.
(xladstone William. — 31. lls, L.iyard. — 257.
134. 107. 1(>8. Lfiider (The). — 149, 243.
(Cetile. ^ 8. 41. 284. 285. 342.
320. Ledru-K. llin. — 102. 103.
(ìolesco — 2.52. 272. 117.
Gottardi Ladi.slao. — 355. Leil)nitz. — 352.
Graham .James. — 64. Lemmi Adriano. — 23, 91.
Grant Duff. — 259. 131, 180, 250, 251, 291. UC>.
.'«U)
ra'isjoi.Auio.
Lesti Lorcii/.o. — 285.
Lpw.'s (Mrs). — 1G6.
Lilicio Pensiero (II). — IV2S
;«;"), 850.
Ijilx'i-tiiii Etigciiiii. — 2'.U.
Lilìertini (iitiscppe. — 28,
2.82, 288. 284. 283.
Txxli r.irlo. — 813.
T.omhjirdi. — 198.
f^onihanlia (La). — 185.
-MaflVi (((Ulto). — 12.8.
:\ralf:itti Andrea. — 287
:\[alfatti (fratelli). .84!».
.Malleson Willi.nu. — 1),
12.S.
Mameli Zoagli Adele. —
Mameli Goffredo, — ,801.
Mimcì Filippo. — ,58. 120
218, 288, 344, 346.
Manniiig (avv.). — 45.
Mario Alberto. — 218,
Mario .Tessie AVhite. —
217, 240, 242. 255.
:Marocco. — 135, 136.
Martinati Antonio. — 236.
).S,
124.
12
301.
247.
100.
Martini F. (conte).
^Massarenti Gaetano.
85.
D. _ .844.
G. — 187.
White Linda.
340.
SO.
^lasson
Matina
IMazini White Linda. — 8.
242.
Mazini (coniugi). — 241.
Me Adam. — 70.
INIele Diego. — 204.
:\re.verbeer. — 246, 247.
^lignogna Nicola. — 187.
204.
:\ringhetti Marco. — 140.
:\rinotti Lino. — 849.
Mis.Kori Gin.seppe. — 28. 117.
145, 146, 148, 199, 223"
237, 265, 2,87, 323
Moggio Giacomo. — .849.
Moir. — 334.
Moniieiir (Le). — 62, 68.
^lóntec-chi Mattia. — 222.
310.
Moore. — 258.
Mordini Antonio. — 108. 181.
187, 209, 291.
-Morelli Salvatore. — 94. 204.
MoniììKj l'osi (The). — 164.
Morris. _ 27.
Mosto Antonio. — 19, 28. 148,
150, 171, 172, 178, 174,
198, 224, 238, 251, 267,
288, 305, 855.
Midler. — 1.85.
-Muller Demetrio Dianiilla. —
13, 15. 16, 18, 22. 37,
53, (»7, 68, (;9, 109, 110,
138, 189, 141, 145, 150,
172, 174, 189, 211. 220,
225. 2:^0, 254, 262, 264.
268, 281, 324.
Munro Al. — 802.
Napoleone IH. — 17, 2(}, 31. 47
81. 89, 90, 113, 114, 11 7Ì
118, 124, 225, 252, 281.
Nathan David. — .8.82.
Nathan Enrichetta. — 242
888.
Na;han Enrico. — .827.
Nathan Sara. — 80, 149, 218,
242. 255, 300, 310, 323.
825. 332. 345.
yntioiia] (Le). ■ — 62.
Negretti E. — 280, 281. .823
329.
Nicotera Giovanni. — 4, 14,
30, 148, 179, 185. 186. 187.
199. 221, 224, 314, 32:^.
Ohles. — 850.
Ogareff. — 103.
Olivieri. — ,848.
Opinione (L'). — 80, 86.
Ordega .Josef. — 162. 230.
Orsini Felice. — 45.
P (ilìade (La). — 95.
Palnierston (Lord). — 81. 84.
85. 99, 116, 229.
Parenzo Osare. — • 198, 808.
l'artridge (Dr). — 29.
Pasini Orazio. — 91. 92.
Pa.s.saro. — 2<?4.
Pastore (avv.). — 14. 37.
Patterson. — 218.
Pavani Giosuè. — .849,
Peard (colonu.). — 118. 167.
Pederzolli Ippolito. — 208,274.
EPISTOLARIO.
361
f'ciisit'in Italiano (II). — 05.
PcoplcK Journal (The). — 20.
Ponizzi TTlmldino. — 189. 221.
H14.
Petroni Giuseppe. — 234, 235.
Pianciani Luigi. — 93.
Piantanida Ga<'tano Innocen-
zo. — 310.
Piekering. — 40.
Pio IX. — 95, 328, 353.
Pisacane Tarlo. — 186.
Pistrucci Scipione. — 200.
Pitagora. — 352.
Platone. — 352.
Pleasend. — 290.
Pontoli Enrico. — 21.
Popolo d'Tfalin (II). — 180.
Porcelli (barone). — 205. 284.
290.
Potter — 310. 327.
Procaccini Carmelo. — 200.
Quadrio Maurizio. — 20, 271.
294. 290. 309, 323. 327.
333. 345.
Rattazzi Urbano. — 57. 116.
Remond (Mis.s). — 75. 240.
Rerue Germaniqne (La). —
8, 35, 320.
Ricasoli Bettino. — 17. 110,
221.
Ricci Antonio. — 215.
Rieliardson John. — .30. 121.
164, 240.
Rizzani. — 33.
Rizzardi. — 200.
Rolandi Pietro. — 40.
Rosetti —252. 272. 295, 290.
Ruprecht. — 208.
Ru.ssell John. — 133.
Saffi Aurelio. — 43. 59, 103.
117, 168. 187, 214. 283,
Saffi Giorgina. — 214. 283.
Sala Carolina. — 198.
Salmi. — 349.
Salomone Federico. — 204.
Sand George. — 343.
Sapieha. — 208.
Saturday Revieir (The). —
342, 349.
Savi Francesco Bartolomeo. —
284.
Scifoni Felice. — 222, 310.
Semenza Gaetano. — 95, 240,
280.
Semenza (signora). — 241.
Sereni! Leone. — 182, 183, 280.
Severi. — 308.
Sforza Cesarini (Duca). —
222.
Shaen William. — 93, 107,
108, 208.
Shaen (Mrs.). — 25, 137.
Seeley. — 29, 30. 71, 88, 118,
2.58.
Seele.v (Mrs.). — 259.
Silve.stri. — 355.
Socrate. — 352
Sparacino Audenzio (fra). —
308. 312.
Spaventa Silvio. — 140, 142.
174.
Stampa Gaspare. — 274. 278.
290.
Stansfeld Caroline. — 8. 80.
108, 137. 214, 218. 242,
255, 286, 300, 303. 326.
331, 334, 339.
Stansfeld James. — 27. 31,
42, 43, 45, 46. 47. 72, 78.
79. 80. 82. 83. 84, 90. 108,
127. 256, 270, 339.
Stansfeld Joe. — 27.
Stansfeld Maria, — 256.
S*^ory W. William. — 27.
Stracey. — 42.
Stuart Peter. — 6. 29. 91,
100. 101, 124, 157, 201.
Sutherland (Duca di). — 89.
95. 101, 118, 122. 123, 223.
Swinburne Ch. A. — 166.
Taylor Clementia. — 27, 73.
75. 123. 165, 255, 331. 338.
Taylor Herbert. — 75, 196.
Taylor Peter A. — 27. 29.
31. 71. 73. 76, 89, 90, 96,
102. 103, 120, 121, 164,
106, 167, 316, 331, 338.
Taylor Tom. — 153, 242.
'M2 KI'IKTOLAKIO.
T.Miiiii. - ;{4!». :'.2o, :'>2iK :',:',ì. :',:',:',. •.;:>,-.
'iViincnt. — (i, 29. :V.iH, Mi), :-542. ."US.
Thomas (cnp.). — :i21. Venturi (Dr). — :M)->.
Til);il(li raiilo. — 48. 44, Ki. Vinianzini. — :'. l'.l.
47. 7!>. SO. S2, sn. Vittoria, resin.i (i'IiiKhiltcrra.
Times (The). — 42. 4:{. 4N. __ 22,S.
(il. 7.S, 2S3. Vittorio Kinaiui<-U' II. — VA,
Tivoli (Da). — 12(1. 14 15 ^c ^7 is, .T2, :{7.
Tolazzi G. — 2X9. 4^. r^ ,;i ,17^ ,;s. n,,^ 12^.
Tranquillini — :i4(). i24, l.'i.S. 14(;. 150. 17:?.
Trasscl'i Carlo. — 201.
Troll. T. A. — 21S, 247.
Tro.va Carlo. — 40.
l'iiitù Ituìintiit (L") — <1. 7.
2S. HI. 42. 70. 7:i. 77. Si»,
no. 02. 04, 0.^. 00. KM).
101. 105. 1CH^ 122. 185. '^^ ^-'^^ <^^>--)- —J^^'
ir,4. 20S, 222. 250. 2S0. ^Vespmoath. — 227.
290. 210 828, 888. 845. Wiclopolski. — 55.
Venosta Felice. _ ISO. ^^'-l"" ^' A. - 15. 2S. 2A1,
175, ISO, 211.
285. 254, 207.
2.S2. 200. 208.
Voine.v. — 852
Watkin.s. — 258.
221.
228
271.
277
82.S,
848
V.nturi Carlo. — 27. 102.
808. 885. :«7.
154. 100. 242, 247. 250. Wri;;lit. — 70.
20(X 820. 827. 841. 844, "?40. Zauihoni Andrea. — 849.
^■enturi Ashurst Emilie. — /ener.mi Pietro. — 52, 90.
27, 74, 158. 190). 218, 219. Ziliotti. — lOS.
242. 240. 255. 2(ìO. 285. Zumili (Giovanni. — .88, 01,
207. 298. 800, 802. 815. 02.
INDICE DELLE LETTERE.
VMMCCLXXXVII. — A Filijìix) Bettini [LoiKlni].
Il f< libraio 1S(U pan. 8
f VMMCCLXXXVIII. — A Giuseppe Guerzoni [Lon-
dra], 11 fel)braio [1S{U] » 4
VMMCCLXXXIX. — A Filippo lettini [Londra!.
la febbraio [ISW] .... « S
vMMrCXC. — A Mad. d'Agoult [Londresl.
i:ì février [1S(;4] ..... » »
VMM(X'XCI. — To William Malles.)n [Lon-
don], February 15th, lsr.4 » 9
vMMCrXCTI. — A Ergisto Bezzi [Londra],
10 [febl)raio 1S04] .... » 11
V.MMCCXCTir. — A Demetrio Diamilla :\ruller
[Londra]. Ki febbraio
[1S(;4| « ì^
vMMrCXriV. — A Filippo Bettini [Londra].
10 febbraio [1S04] .... » 15
V.MMCCXCV. — A Demetrio Diamilla :\ruller
[Londra |. IT febl)raio
[1S(;41 » 10.
V^LMCCXCVI — Allo ste.sso [Londra]. Is feb-
braio I1S0.4] » 18
V.MMCCXCVII. — A (Jiovanni Grilenzc.ni [Lon-
dra]. 22 febbraio [1S04] » 1«>
VMMCVXCVIII. — Ad Enrico Pontoli [Londra.
.... febbraio 1S04] .... » 21
VMMCCXriX. — - A (Giovanni Grilenzoni [Lon-
dra, .... febbraio 1S04] . . » 22
304 FTIRTOLARIO.
VMMnOr. — Ad Adriano Loinnii f Luii<lr:i,
. .. fel)I)r!iio ]S(U| .... ]i<i;i, 2:'.
V.M:M("<'('I. — Tu Matilda Biggs [London,
Fchniar.v 27th, 1864] . . » 24
VMMCCCll. —A Filipiio lettini [Londra |.
1" marzo fl8()4] » 2S
VMMCCCIII. — A Benedetto ("airoli [Lon-
dra], 4 marzo [1804] ... » 2!)
V.M.MCCC! V. — A Demetrio Diamilla Mailer
[Londra], 4 marzo [1864] » 32
VMMOCCV. — Ad Agostino Berta ni [Lon-
dra marzo 1804] ... « 33
VMMCCCVT. — To Matilda Bigg.s [London,
March 7th, 1804] .... ~) 34
VMMCCCVII. — A Mad. d'Agoult [Londres].
8 mars [1864] « 35
vMMCCCVin. — To Matilda Bigg.s [London.
March 8th, 1864] » 36
VMMOGCIX. — A Demetrio Diamilla Muller
[Londra]. 12 marzo
[1864] » 37
VMMCCCX. — A Mad. d'Agoult [Londres],
15 mai-s [1864] » 39
V'MMCCCXI. — To the Editor of the Tirne.'^
[London, March 15th,
1804] » 42
VMMCCCXII. — Ad Alessandro Carissimi
1 1^ o n d r ;ì 1 , 17 marzo
|1S(',4| » 4!)
VMMCCCXIII. — To Ilenr.v Samuel King [Lon-
don. March] 18th, [1864] )> «
VMMCCCXIV. — A Ergisto Bezzi [Londra], 18
marzo [IStU] » 51
VMMCCCXV. — A Demetrio Diamilla Muller
[Londra]. 19 marzo 1864 » 53
VMMCCCXVI. — A Ergisto Bezzi [Londra],
21 marzo [1864] » 58
vMMCCrXVIT. — A Felice Dagnino [Londra],
22 marzo [1804] » 60
VMMCCCXVIII. — To the Editor of the Times
[London], March 25th,
[1864] » 61
vUUCCCXIK.
vMilCCCXX.
vMMCCCXXI.
vMi\[CCCXXII.
vM.Mcrcxxiii.
VMMCCCXXIV.
VMMCCCXXV.
V.MMCt'CXXVI.
V-MMCCCXXVIl.
vMMCCCXXVIII.
vSnHTCXXIX.
V.MMCCCXXX.
VMMCCCXXXI.
V.MMCCCXXXII.
VMMCCCXXXI II.
VMMCCCXXXIV.
VMMCCCXXXV.
VMMCCCXXXVI.
FMMCCCXXXVII.
VMMCCCXXXVIII.
EPISTOLARIO. 365
A Demetrio Diamilla Muller
LLondra], 28 marzo [1S04] iJiig. 07
A Giuseppe Guerzoui [Lon-
dra], 31 marzo [1S04] . . » 09
To Peter A. Ta.vlor [Lon-
don, March 1864] . » 71
To Matilda Biggs [London,
March ...., 1864] .... » 74
T(i Clementia Taylor [Lon-
don, March...., 1864] ... » 75
To ilatilda Biggs [London,
Aprii Ist, 1864] « 77
To the Editor of the Times
[London], Aprii 2nd,
[1864] , , , » 78
A Giuseppe Guerzoni [Lon-
dra, 3 aprile 1864] ... » 87
A Filippo Bettini [Londra],
4 aprile 1864 » 1)2
A Luigi Pianciani [Londra],
5 aprile [1864] » 03
A Gaetano Semenza [Londra,
.... aprile 1864] . . . . , » 05
A Pietro Zeneroni [Londra],
7 aprile [1864] » 06
Ad Annibale d'Ambrosio [Lon-
dra], 12 aprile 18(34 .... » 07
A Giu.seiipe Guerzoni [Lon-
dra aprile 1864] ... « 08
Allo stesso [Londra, ... aprile
1864] » 09
Allo stesso [Londra, .... api-ile
1864] » 100
Allo stesso [Londra aprile
18ty:] , , , , » 102
Allo stesso [Londra], 15 a-
prile [1864] » »
To Matilda Biggs [London,
Aprii 15th, 1864] .... » 104
Alla stessa [London, Aprii
16th, 1864] » 106
366 EPI8T0LABI0.
VMMCCCXXXIX. — A Demetrio Dianiilla Miillcr
Ldiidra, 17 aprile l.S(;4 ikui 1(»0
V.MMCCCXL. — T.) (ieorge Jac-ol) Holyoake
ILondrm, Apri) ISth, 1N(Ì41 » Ile,
V.M.MCCCXM. — Tu Ilarriet Hamilton King
[London. Aiirill ISih,
n.St;4J , . . . , » 11!»
vM.MCrcXLII. — Tu IVter A Taylor [London,
Aprii ll>th, l,S(i4] .... » 12(»
V.M.Ml'CCXLIII. _ To Poter Stuart [Loiid.,ii, A-
l.iil ..., l.S(;41 „ 124
V.M.MCCCXLIV. — A Wurvìv/.u Brusco Onuis
[Londra aprile isr)4| . » 12;')
V.M.MCCCXLV. — To William :\[alleson [Lon-
don. Aprii ...., 1S64] ... » 127
VMMCCCXLVI. — A (Jiaciiito Bruzzesi [L(m-
(Ira. . .. aprile 1N()41 .... » 12S
V.MMCCCXLVII. — To -Matilda Biggs [London.
Aprii 21.st, 1SC.4I .... .) 120
VMMCCCXLVIII. — A Ergisto Bezzi [Londra [.
24 aprile rL'^<">4[ » IMO
VMMCCCXLIX. — To [ London 1.
Aprii 25th. riS<;4] .... n V.Vl
V.MMCCCL. — A Karl Blind [I><)ndre.sl, 2(i
avril [1S(U1 ). »
V^nrCCCLI. — A farlo Foldi [Londra 1. 27
aprile [l,Sti4J » i:«
V.MM( '( "( TJI. — A Vincenzo Brusco Ounis
[Londra], 29 aprile [18641 .. i:U
V.M.MCCCLIII. — To -Matilda Biggs [London.
Aprii 1S()4[ i> 1.''.7
VMMCfCLIV. — A Demetrio Dianiilla -Muller
[Londra], 2 maggio [18«)4] >» IHS
VMMCCCLV. — Allo stesso [Londra], 3 mag-
j;io [1S(;4] » 141
VMMCCCLVL — A Rosario Bagnasco [Lon-
dra [. :! maggio [1S(U[ . )) 1V.\
VMMCfCLVir. — A Demetrio Dianiilla Muller
[Londra I. :', maggio [1S()4] » 14.".
V-^LM('("(•LVIII. — A Benedetto Cairoli [Lon-
dra], 5 maggio [1864] . . » 146
I
vyiyiccciAX.
VMMCCCLX.
vMMCrCLXl.
VMMCCCLXII.
VMMCCCLXIII.
VMMCCCLXIV.
VMMCCCLXV.
VMMCCCLXVI.
V.M.AKMH-LXVII.
vMMrCCLXVIII.
vmmccclxix.
vm:m("Cclxx.
v:NnirccLxxi.
vmmcccxxii.
vmmccclxxiii.
vm:m<t'('i.xxiv.
vm.mccclxxv.
vm:m('('(lxxvi.
vMMcrrLxxvii.
VMMCCCLXXVIII.
EPISTOLARIO. 867
To George Jacob Holyoake
[London], ^laySth. [18(i41 pin/. 14!l
A Demetrio Dianiilla Muller
[Londra!. 5 maggio [l.^^Wl » l."()
To Matilda Biggs [London.
Ma.v (ith, ISCA] » 151
Alla stessa [London. Ma.v
tjth. 1N(;4] » 152
To Emilie Ashnrst Ventnri
[London. Ma.v (Uh. 1SG4] » 158
A nua Deputazione di repub-
blicani francesi [Londres].
7 mai 1S(>4 » 154
To Peter Stuart [London].
Ma.v 9th, [1804] » 157
To ^latilda Biggs [London.
M:i.v 9th. 1S(14] .) 150
Aux ilembres du Gouv. Na-
tional Polonais [Londres],
10 mai 1S(Ì4 . » 100
A Ergi.'ito Bezzi [Londra].
10 maggio [ISW] .... » 103
A Filippo Bettini [Londra].
10 maggio [1S()4] » l»iO
To Clementia Taylor [Lon-
don. May ..... 1804] .... » ■ »
Ad Aurelio Saffi [L(uidra.
14 maggio l.^>4] » ICS
A Nicostrato Castellini [Lon-
dra]. 18 -maggio [18(>4] . » 169
A Giovanni Grilenzoui [Lon-
dra], 18 maggio 1804 . . » 170
A Felice Dagnino [Londra].
20 maggio [1804] .... » 171
A Demetrio Diamilla Muller
[ Limdra]. 24 maggio [18W] « 172
Allo stesso [Londra]. 24 mag-
gio [18(U] » »
A Vincenzo Brusco Onnis
[Londra]. 20maggio [1864] » 178
A Vincenzo Cattoli [Londra],
20 maggio [1864] .... » 179
308 EPI8T0LABI0.
vMMt'CCLXXIX. — A lienedetto (Jairoli [Lon-
dra], 2G maggio |1S(;41 . ixkj. ISO
V.M.MCCCLXXX. —A Leone Serena |L..ii(lra),
27 [maggio 18G4J .... » 1S2
V.^LMCCCLXXXI. — A Saverio Friscia [Londra],
2S maggio [18G4J .... » 184
V^LMCCCLXXXII. — A Nicola Fal)rizi [Londra,
..... maggio 1SG4] » 185
VMMCCCLXXXIII. — A Demetrio Diamilla Muller
[Londra, .... maggio 1804] » 189
VMMCCCLXXXIV. — A Benedetto Cairoli [Lon-
dra], 2 giugno [1804] . . » 190
VMMCCCLXXXV. — To :\Iatilda Biggs [London,
.lune 2nd, 18(J4] » 19")
VMMCCCLXXXVI. — A Ergi.sto Bezzi [Londra],
2 giugno [1SG4] » 197
VALMCCCLXXXVII. — A Pietro Agnelli [Londra,
A giugno 1804] » 2(K)
VMMCCOLXXXVIIL— To l'eter Stuart [London,
.lune ...., 1864] » 201
V-MMCCCLXXXIX. — A Ippolito Pederzolli [Lon-
dra], 4 giugno [1864] . . » 208
V.MMCCCXC. — A Gaspare Stampa [Londra],
4 giugno [1864] » 204
VMMCCCXCI. — A Saverio Friscia [Londra],
7 giugno [1864] » 206
V.\LM('CCXCII. — A Filippo Bottini [Londra],
7 giugno [1804] .... » 207
VMM( '("("XCIII. — A Giuseppe Guerzoni [Lon»
dra], 9 giugno [1804] . . » 208
vMMGCrXCIV. — A Demetrio Diamilla Muller
Londra, 9 giugno 1864 . . » 211
VMMCCCXCV. — A P:rgisto Bezzi [Londra],
10 giugno [1864] » 212
VMMCCCXCVI. — A Vincenzo Brusco Onuis
[Londra], 10 giugno [1864] » 21-3
V.MMCCCXCVII. — Ad Aurelio Saffi [Londra,
10 giugno 1804] .... » 214
VMMCCCXCVIII. — A Federico Campanella [Lon-
dra], 11 giugno [1804] . » »
VMMCCCXCIX. — A Filippo Bettini [Londra],
13 giugno [1864] » 215
VMMCCCC.
VMMCCCCI.
■vMMCCCCII.
VMMCCCCI II.
vMMCCCCiy.
VMMCCCCV.
VMMCCCCVI.
VMMCCCCVII.
vMMCCCC Vili.
VMMCCCCIX.
VMMCCCCX.
VMMCCCCXI.
VMMCCCCXII.
VMMCCCCXI II.
VMMCCCCXIV.
VMMCCCCXV.
VMMCCCCXVI.
VMMCCCCXVII.
VMMCCCCXVIII.
VMMCCCCXIX.
W AZZINI, Scritti, ecc.
EPISTOLARIO. 369
— To Matilda Biggs [I^ondon.
.lune 14th, IfiCA] pag. 210
— A Demetrio Diamilla Miiller
Londra. IN giugno 1S04 . » 220
— A Ergisto Bezzi [Londra].
20 giugno [1S(>4] .... » 222
— A Demetrio Diamilla iluller
[Londral.2() giugno [1S(M] » 225
— A (ìiu.'^eppe Garilialdi [Lon-
dra], 21 giugno [lSf>4] . » 220
— A Benedetto Cairoli [Lon-
dra], 24 giugno [1804] . » 228
— A Demetrio Diamilla Muller
[Londres], 20 juiu [18(>4] » 2H0
— A Eugenia Libertini [Lon-
dra]. 27 giugno [1864] . » 231
— A Giuseppe Libertini [Lon-
dra], 27 giugno [1864] . » 232
— A Giu.seppe Petroni [Londra,
. .. giugno 18tv4] ..... » 2:^4
— A Ergi.sto Bezzi [Londra,
... giugno ISiM] » 237
— Allo stesso [Londra, .... giu-
gno 1804] » 238
— A Vincenzo Brusco Onnis
[Londra], 2;^ [giugnoa804] » 23!>
— A Gaetano Semenza [Lon-
dra, .... giugno 1804] ... » 240
— To Matilda Biggs [London,
June 1804] » 241
— To Emilie Ashurst Venturi
[London, June 1804] » 240
— A Saverio Friscia [Londra],
4 luglio [1804] » 248
— A Adriano Lemmi [Londra],
7 luglio [1804] )) 250
— A Giuseppe Garibaldi [Lon-
dra], 7 luglio [1864] . » 251
— A Demetrio Diamilla Muller
Londra, 7 luglio 1804 . . » 253
voi., LXXVIII, (Epistolario, voi. XLVII). •
370 KPISTOI.ARIO.
VMMCCCCXX, _ To Matilda Biggs [London,
July Sth, 1S041 pag. 255
V.MMCCrCXXI. _ To Emilio Ashurst Venturi
[Ivondon, July 9th, 1804] » 2<50
VMMCCCCXX IT. _ To Matilda Biggs [London.
July 9th. 18041 » 201
vMMCrCCXXllI. _ A Demetrio Diamijla MuUcr
Londra, 11 luglio 18G4 . « 202
VM.M< '('('( 'XXIV. — A \'incenzo Brusco Onnis
ILoiidni. .... luglio 1804] » 2(i:?
VMMCCCCXXV. — A Demetrio Diamijla Muller
Londra, 15 luglio 1804 . » 204
V.MMClM^CXXVL — All() ste.s.so Londra, 14 julliet
1804 . » 208
vM:M("('('CXXVII. — A Giacinto Bnizzesi [Lon-
dra], 17 luglio [isr,4] . . » 270
V.MMCCCCXXVIII. — A Maurizio Quadrio [Lon-
dra], m luglio [1.SC4I . ,) 271
V.MMCl'CCXXIX. — A Vin.-enzo Brusco Onnis
[Londra], 21 luglio [1S04] » 275
V.MMCCCCXXX. — A Ergisto Bezzi [Londra],
23 luglio [1804] » 279
VMMCCCCXXXI. — A Demetrio DiamUla Muller
[Londra], 25 luglio [1864] » 281
VMMCCCCXXXII. — A Giorgina Saffi [Londra.
28 luglio 1864] » 283
V.M.MCCCCXXXIII. — A Giuseppe Cazzino [Lon-
dra]. 81 luglio [1804] . . » 2S4
VM.MCCCCXXXIV. — To IMatilda Biggs [London.
July ...., 1804] ....... )) 285
V.M.M( '(■(•( 'XXXV. — A Ergisto Bezzi [Londra.
.... luglio 1804] » 2S7
vMMi'CCCXXXVI. — Allo stesso [Londra, .... lu-
glio 1804] » 288
VMMCCCCXXXVII. — Allo stesso [Londra, .... lu-
glio 1804] » »
VMMCCCCXXXVIIL— A Rosario Baguasco [Lon-
dra], 3 agosto [1804] ... » 289
VMMCCCCXXXIX. — A Giovanni Guerzoni [Lon-
dra] 5 agosto 1804 .... » 292
VMMCCCCXL. — A Vincenzo Brusco Onnis
[Londra], 0 agosto [1804] » »
•VMMCCCOXLI.
VMMCCCCXL,II.
VMMCCCCXLIII.
VMMCCCCXLIV.
VMMCCCCXLV.
VMMCCC^CXLVr.
VMMCCCCXLVII.
VMMCCCCXLV III.
VMMCCCCXLIX.
VMMCCCCL.
VMMCCCGLI.
VMMCCCCLII.
VMMCCCCLIII.
VMMCCCCLIV,
VMMCCGCLV.
VMMCCCCLVI.
VMMCCCCLVII.
VMMCCCCLVIII.
VMMCCCCLIX.
EPISTOLARIO. 371
A Maurizio Quadrio [Lon-
dra], 10 agosto [18G4] . .p«r/. 294
To Emilie Ashurst Venturi
[London, August ...., 1S6-Ì] » 297
Alla stessa [London, August
lOth, 1864] » 299
Alla stessa [London, August
... , 1864r » 300
A Adele Zoagli Mameli [Lon-
dra], 10 agosto 18G4 ... » 301
To Emilie Ashurst Venturi
[London, August ...., 1804] » 302
A Vincenzo Brusco Onnis
[Londra],ll agosto [1804] » 304
A Giovanni Grilenzoni [Lon-
dra], 11 agosto [1804] . . » 30G
Ad Andrea Giannelli [Lon-
dra], 11 agosto [1864] . » »
A Fra Audenzio E. Spara-
ciuo [Londra], 12 agosto
[1864] » 30S "
A Vincenzo Brusco Onnis
[Londra], 13 agosto [1864] » 309
A Gaetano Innocenzo Piau-
tauida [Londra], 13 agosto
[1864] » 310
A Saverio Friscia [Londra],
14 agosto [1864] » 312
A Carlo Lodi [Londra], 14
agosto 1864 » 313
l'o Emilie Ashurst Venturi
[London, August 15th,
1864] » 315
A Filippo Bettini [Londra],
15 agosto [1864] » 318
A Saverio Friscia [Londra],
16 agosto [1864] .... » »
A Mad. M. d'Agoult [Lon-
dres], 16 aoùt [1864] .... 319
To Emilie Ashurst Venturi
[London, August 17th,
1864] » 320
372
viIMMCCi^rLX. —
VMMCCCCLXI. —
vMMCCCC^LXir. —
YMMCCCCLXIII. —
VMMCC('( LXIV. —
VMMCCCCLXV. —
VMMCCCCLXVI. —
VMMCCCCLXVII. —
VMMCCCCLXVIII. —
VMMCCCCLXIX. —
VMMCCCCLXX. —
VMMCCCCLXXI. —
vMMCCCCLXXII. —
VMMCCCCLXXIII, —
VMMCCCCLXXIV. —
VMMCCCCLXXV. —
VMMCCCCLXXVI. —
VMMCCCCLXXVII. —
EPISTOLARIO.
A HciKMlottn Cairoli fLon-
ili;i|, 1S ;i;;nstu \SVA . . j»/;/. .",22
A Dcnu-triii Diiimilla .MuINt
ILondn-sI. 1S aciìt |lSt;41 » :V24
A Sara Xatlian |Lnii(lra|,
IS agosto l.S(i4 » :V2~t
To Emilie Ashurst Ventini
• LLouilon. Augiist l!)th,
INWJ » 82(;
A Maurizio Quadrio [Lon-
dra], 20 agosto 18G4] . . » 327
A Vincenzo Brusco Onnis
[Londra], 22 agosto
[1864] » 329
To Matilda Biggs [London,
August 22nd, [1S64] ... » 330
A Sara Nathan [Londra],
24 agosto [1804] » 332
To Emilie Ashurst Venturi
[ L o n d o n, August 24th,
1SG4] » 333
To Harriet Hamilton King
[London], August 24th,
[1864] » 335
To Emilie Ashurst Venturi
[London, August 25th,
1864] » 337
Alla stessa [London, August]
26th, [1864] » 338
Alla stessa [London, August
26th, 1864] » 340
Alla stessa [London, August
27th, 1864] » 342
Alla stessa [London, August
29th, 1804] )) 343
A Maurizio Quadrio [Lon-
dra], 30 agosto [1804] . . » 345
A Adriano Lemmi [Londra],
30 agosto [1804] » 340
A Vincenzo Brusco Onnis
[Londra], 30 agosto
[1864] » »
EPISTOLARIO. 373
VMMCCCCLXXVIII.— To Emilie Ashurst Venturi
[ondon], August 31st,
1864] pag. 348
VMMCCCCLXXIX. — A Francesco Cellesi [Tun-
dra], 31 agosto [1864] . . » 350
yMMCCCCXXX. — A Felice Daguiuo [Londra,
.... agosto 1864] » 355
VMMCCCCXXXI. — A Ergisto Bezzi [Londra, ....
-'-^4v agosto 1864] » 356
Il presente volume, finito di stampare il 31 luglio 1038,
a. XVI, fu riveduto e approvato dalla R. Commissione per
r edizione nazionale degli Scritti di Giuseppe Mazzini.
I
DG
552
.3
V.78
Mi«8inl, Giuseppe
Scritti editi ed inoditi
PLEASE DO NOT REMOVE
CARDS OR SLIPS FROM THIS POCKET
UNIVERSITY OF TORONTO LIBRARY